Addio ad un giovane Lombardo

Simone Riva

Simone Riva

Ieri mattina una terribile notizia ha impietrito me e altri contatti della cosiddetta “area”, soprattutto lombardi: Simone Riva, ventiquattrenne bresciano molto impegnato nella salvaguardia etno-culturale della sua Brescia (e mica solo a parole, anche coi fatti della militanza), è morto in un incidente di montagna nell’alta Valle Camonica, dove era in cerca di reperti bellici del primo conflitto mondiale, scivolando da un sentiero per una ottantina di metri.

La difesa della Patria e l’amore per la montagna, un binomio che sta a cuore a tutti gli identitari settentrionali, e che per Simone detto “Doge” è valso fino all’ultimo respiro, in quella caduta fatale.

Ebbi il piacere di conoscere questo Lombardo di buona volontà, molto impegnato sul fronte politico e culturale, nella primavera del 2008, quando giunsi in contatto con gli ambienti del Fronte Indipendentista Lombardia, dove il ragazzo militò prima di passare con Forza Nuova. Uno gnaro timido ma deciso, pacato ma zelante nel suo credo, di poche parole ma di molti fatti come le sue passioni dimostravano; nei suoi vivi e intelligenti occhi azzurri si leggeva la passione per la sua gente e la sua Terra, che ha così tanto amato fino alla fine. Un vero Lombardo, e un portabandiera dell’Italia migliore.

L’eco della morte è stata del tutto stridente, accostata a Simone Riva, essendo lui così ardente, impegnato, dinamico, schierato attivamente dalla parte dei veri Giusti, ossia di coloro che difendono ciò che di più importante e vero abbiamo: il Sangue, il Suolo, lo Spirito. E senza contraddizioni, perché come mi sono reso poi conto benissimo anche io, non v’è incoerenza nella salvaguardia dell’etnia lombarda unita alla preservazione e alla promozione della gloriosa cornice storica italiana, che tutto il mondo ci invidia. L’Italia è la nostra grande Patria spirituale, colonna portante di quell’impero europeo immortale che nasce con Roma.

Frequentai Doge e gli altri ragazzi bresciani che conobbi assieme a lui fino al 2011, dopodiché le nostre strade si divisero. L’avrò visto in una decina di occasioni ma virtualmente comunicammo spesso, confrontandoci e scambiando idee e riflessioni soprattutto sulla Lombardia e la visione identitaria d’Europa. Metteva le sue idee per iscritto, sia su blog che su carta, ed è stata certo una delle conoscenze più piacevoli che ho fatto negli ambienti identitari.

Spiace non aver più avuto modo di vederlo, soprattutto pensando alla sua tragica dipartita, ma d’altronde chi poteva aspettarselo? Un fulmine a ciel sereno che colpisce la monotonia quotidiana e ti sbatte in faccia la morte di uno sfortunato giovane, di fronte a cui non puoi che sentirti quasi un misero pantofolaio. E il rammarico è doppio, perché questa vita spezzata non era solo quella di un giovane, ma anche di un esempio per tutti i ragazzi, e non. Persone come Simone oggi servono come il pane, e il vuoto che lascia è grande.

Sono sicuro che il suo ricordo sarà esempio per tutti i suoi camerati, come per quelli che verranno, e la memoria non morirà mai finché ci sarà qualcuno pronto a lottare per Brescia, la Lombardia, l’Italia, e dunque per l’Europa, anche in suo nome.

Con lui se ne va un pezzetto della mia storia “politica”, quella degli albori, dell’etnonazionalismo lombardo indipendentista. Serberò sempre il ricordo, la stima, la riconoscenza per Simone Riva, per il piacere di averlo conosciuto e di aver condiviso dei momenti di oasi identitaria assieme a lui e agli altri giovani impegnati per la Lombardia. Un’oasi in questa desertificazione spirituale e materiale che sta inaridendo il Continente, ma che mai l’avrà vinta finché esisteranno i nobili figli dell’Europa degli eroi.

Salüt Doge

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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Una risposta a Addio ad un giovane Lombardo

  1. Paolo Sizzi ha detto:

    Esprimo altresì le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Simone, ai suoi amici e ai suoi camerati. Lascia un vuoto enorme, io stesso non riesco ancora a capacitarmene e sono profondamente dispiaciuto. Formidabile il dinamismo che questo ragazzo sempre amichevole ed energico sprigionava; dopo qualche contatto adolescenziale con la Lega Nord passa nel Fronte Indipendentista Lombardia per poi entrare successivamente in Forza Nuova, consolidandovi presenza e impegno: Lotta Studentesca, militanza partitica, fondazione del giornale universitario bresciano “Sole e Acciaio”, ideazione di “Brescia ai Bresciani”, collaborazione con l’associazione “Solidarietà Nazionale” e non da ultimo l’incarico di consigliere di quartiere a Brescia, in Borgo Trento dove risiedeva. Assieme a questo la vita privata, le passioni, lo studio, la laurea, la specialistica. Una vita letteralmente spesa per gli altri, per la sua Comunità, un pugno nello stomaco a quegli zombie odierni che campano di consumismo e materialismo. Un pugno nello stomaco al grigio conformismo borghese che sta ammazzando i Lombardi.
    Doge ci mancherà tantissimo, e sarà nostro dovere onorarne sempre la memoria, portando avanti la causa identitaria per cui ha dedicato la sua breve ma intensa vita, spezzata troppo, troppo presto.

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