Antropologia famigliare

Sizzi laterale

Sizzi laterale

Diamo ora uno sguardo antropologico ai miei due rami famigliari, paterno e materno, con una panoramica sui vari fenotipi dei miei congiunti. Sarebbe indicato mostrare delle loro fotografie per meglio comprendere, ma per ovvie questioni di riservatezza mi asterrò dal farlo (anche perché molti dei miei famigliari sono defunti).

Il ramo paterno, per quanto trapiantato nell’Isola Bergamasca (Brembate di Sopra) dagli anni ’20 del secolo scorso, è originario della Val di Scalve (Vilminore e Azzone), una valle tributaria della Val Camonica ma situata in territorio bergamasco. Le presenze etniche storiche in questo territorio riguardano principalmente i Reto-Liguri (dunque gli stessi Camuni), con successive colonizzazioni romane e germaniche; più a sud, in Val Seriana, trovarono posto i celto-liguri golasecchiani Orobi, che avevano la loro capitale nell’odierna Parre posta sulla destra orografica del fiume Serio. Al di là di esso si trovavano gli Euganei, un popolo ligure.

Il ceppo dei Sizzi pare originatosi, tuttavia, proprio in Val Seriana, a Gandino, dove ci fu celtizzazione forse dovuta ai Cenomani, come mostra lo stesso toponimo del paese. I Bettoni invece, ramo materno di mio padre, sono un casato tipico della Lombardia orientale, con una radicata presenza in Val di Scalve, segnatamente ad Azzone, paese di mia nonna.

La famiglia paterna presentava una netta dinarizzazione, mischiata ad elementi paleo-europidi e nordoidi. Mio padre era di fenotipo cromagnoide dinarizzato, con capelli bruni, occhi grigio-verdi, cranio meso-brachicefalo e corporatura ecto-mesomorfa (altezza, 175 cm); mio nonno paterno  era di fenotipo padanide, dunque dinaride + atlanto-mediterranide, con capelli castani, occhi grigi, cranio meso-brachicefalo e corporatura ectomorfa (l’altezza sarà stata come quella di mio padre, 175 cm); mia nonna paterna era del medesimo fenotipo di mio padre, con occhi grigio-azzurri, capelli bruni, cranio brachicefalo e corporatura ectomorfa (altezza forse sui 170 cm); gli zii paterni erano simili a nonna e padre (la zia), al nonno (uno zio, parzialmente alpinizzato e un altro invece, sacerdote, nordizzato) e due piuttosto dinaromorfi sopra il metro e ottanta cm, uno dei quali abbastanza nordizzato (quasi Keltic).

Fenotipi piuttosto retici oserei dire, più da Triveneto che da Insubria. E i Reti erano un insieme di popoli nord-etruschi, celtici e liguri. Io credo proprio di aver ereditato l’aspetto da questo filone paterno, pur non avendo dinarizzazione, essendo nordo-mediterranide con tratti arcaici (e occhi azzurri, capelli color biondo cenere scuro, costituzione ectomorfa e 180 cm di altezza).

Il ramo paterno è abbastanza “antico”, essendo i nonni del 1888 (nonno) e 1894 (nonna), e i figli degli anni ’20 e ’30.

Per quanto concerne invece il ramo materno (Caccia-Mazzoleni), c’è da dire che originario dell’Isola Bergamasca, dove risiedo, più precisamente dell’area Brembate Superiore-Mapello-Locate Bergamasco. Un’area storicamente celto-ligure, dunque golasecchiana, con più tardi elementi gallici, romani, e qualcosina di longobardo. Il cognome Caccia è tipico dell’Insubria, mentre il casato dei Mazzoleni è nativo della Valle Imagna, ed è poi divallato alla volta della pianura tra Adda e Brembo. Entrambi i nonni erano del 1907, e i loro figli degli anni ’30 e ’40.

La famiglia materna è decisamente alpinizzata, con un substrato mediterranide che emerge nella nonna materna, eredità ligure. Mia madre è un’Alpinide abbastanza caratteristica, essendo meso-endomorfa (altezza 165 cm), con capelli castani, occhi castano-verdi e netta brachicefalia (accompagnata dagli altri classici tratti alpinidi come il viso tondo e i tratti infantilizzati); mio nonno materno era alpinide gracilizzato con leggera dinarizzazione, e occhi verdi, capelli color castano chiaro, cranio brachicefalo e corporatura meso-ectomorfa (altezza 165 cm); mia nonna materna era un’Alpinoide con qualcosa di mediterranide dovuto a capelli quasi corvini e occhi marroni, ma metricamente decisamente alpinide, nettamente brachicefala ed endomorfa (altezza 165 cm); gli zii materni assomigliano alla nonna (una zia), al nonno (una zia, nordizzata), mentre uno zio combinava elementi (atlanto)mediterranoidi e dinaroidi, ed era sopra i 170 cm. La madre del nonno da quanto so presentava fenotipo nordoide.

Le mie due sorelle, più anziane di me (1984), rientrano nel novero alpinoide e assomigliano alla nonna materna e a mia madre: la primogenita, del 1967, è dinarizzata con capelli castani, occhi castani, e meso-endomorfa alta 165 cm; la secondogenita, del 1971, invece è abbastanza standard, e ha capelli castani, occhi castano-verdi, costituzione meso-endomorfa per circa 170 cm di altezza.

La vecchia antropologia fisica associava ai Celti la sottorazza alpinide, che come sappiamo è forte nel Nord dell’Italia (allo stato puro); sicuramente i Celti avranno “esportato” Alpinidi in Val Padana, partendo dall’Europa Centrale, ma il principale fenotipo celtico era certamente nordoide/nordide, e quello alpinide sarà già stato presente in Italia prima dell’avvento dell’Età dei metalli, come risultato della riduzione, fetalizzazione e brachicefalizzazione del classico cacciatore-raccoglitore mesolitico cromagnoide, dovute a una vita tranquilla, sedentaria, di poco dispendio energetico.

Le caratteristiche antropologiche del mio lato materno sono dunque inquadrabili come Italia nordoccidentale primariamente ligure (composta da elementi mesolitici e neolitici autoctoni). D’altra parte, proprio i Liguri, sono l’elemento etnico precipuo dell’area cisalpina occidentale.

La famiglia palesa dunque peculiarità fenotipiche classiche nell’areale orobico, punto di incontro tra la sfera insubrica celto-ligure e quella cenomane reto-ligure, che contraddistingue il settore orientale della Lombardia transpadana. Il fiume Serio fa da confine.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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