A proposito di craniometria

Craniometria

Craniometria

Venerdì scorso ho ricevuto una telefonata da quei due guitti di Radio24, Cruciani e Parenzo. Avrei potuto benissimo sbattergli il telefono in faccia ma la tentazione propagandistica è sempre troppo forte. E credo sia giusto affrontare il confronto, anche a costo di venir irriso da minus habentes come quelli (il che comunque è un’attestazione di stima involontaria, visti i soggetti).

La chiamata era dovuta alla curiosità suscitata dalla craniometria, un interesse che coltivo da amatore, ma che nella testa di personaggi come quei due (o dell’itaglione medio) probabilmente sembra qualcosa di lombrosiano o nazista.

Che cos’è la craniometria, scusate? Non è altro che una diramazione della più vasta branca antropometrica, una disciplina scientifica che tratta delle misurazioni del corpo umano (dello scheletro, soprattutto) per scopi archeologici e antropologici, perno dell’antropologia fisica (o razziologia, ma tale termine so che provoca forte prurito nei benpensanti).

La craniometria, misurazione del cranio, si ricollega alla craniologia, vale a dire allo studio del cranio umano per scopi antropologici e razziologici. Tutto ciò, tengo a precisare, con Lombroso e la sua frenologia non ha nulla a che vedere. La craniometria è scienza, la frenologia è astrologia. Chiaro il concetto?

Ormai dovreste aver compreso la preminenza delle misure cranio-facciali e corporee ai fini della tassonomia razziale, poiché la pigmentazione è un dato secondario e non è il principale discrimine tra razze umane, soprattutto tra sottorazze di una stessa razza.

Detto questo non è che il sottoscritto sia un antropologo o uno scienziato, ma ha una passione per l’antropologia fisica, e dunque per l’approfondimento delle conoscenze riguardo la biodiversità razziale umana.

Ovviamente è uno studio da integrare, per forza di cose, con la genetica delle popolazioni, altra mia passione, ma che evidentemente agli occhi di gente come Cruciani o Parenzo suona poco più che una barzelletta. Beata ignoranza: costoro volevano far fare la figura dello scemo al sottoscritto ma irridendo anche solo il concetto di “aplogruppo” si sono tirati la classica zappa sui piedi. Chiunque può cercare informazioni su quanto sto dicendo ora (e che ho sempre detto più volte su questo blog), e può così verificare se sia io ad essere “da ambulanza” o loro da asilo infantile. Io sono solo un amatore, ma genetisti del calibro di Cavalli-Sforza, Barbujani, Boattini, Francalacci, Cruciani (omonimo del conduttore), Boncinelli ecc., solo per rimanere sugli italiani, non credo meritino di vedere sputacchiato il proprio campo scientifico d’indagine da due saltimbanchi.

L’Italia, tra le altre cose, è una delle nazioni più studiate al mondo, parlando di genetica, per via della sua nota diversità etnica che le dà un aspetto eterogeneo peculiare. E non solo in senso Nord-Sud.

Per carità, conosco bene la trasmissione radiofonica incriminata, un tripudio di cattivo gusto e cialtroneria dove uno come Parenzo fa la parte del… leone, ma ogni occasione è buona per parlare di antropologia e amore per le proprie radici, con relativo studio approfondito in campo sia antropologico che genetico.

Quanto da loro mandato in onda è stato il solito taglia e cuci (l’intervista è durata 5-6 minuti in cui ho parlato di svariate questioni) ma francamente ribadisco che la figura degli imbecilli l’han fatta loro. Io mi sono limitato, senza sbottare per cadere nei loro tranelli e far la figura dell’idiota fanatico, a parlare brevemente di craniometria e genetica, argomenti che come sapete ho affrontato con dovizia su questo mio spazio virtuale.

La misurazione del cranio è assai ricorrente presso archeologi, anatomopatologi, scienziati forensi, ricercatori antropologici, e fino a che non è stato un reato (per i buonisti) parlare liberamente di razze e loro studio antropologico e fisico a livello accademico, fior fior di autori se ne sono avvalsi per spiegare al meglio la differenziazione tra gruppi razziali umani (per citarne qualcuno Ripley, Coon, Günther, Sergi, Livi, Biasutti, Lundman, von Eickstedt, Deniker, Baker e via dicendo).

Pure Cavalli-Sforza si avvale di studi antropometrici parlando di genetica delle popolazioni (citando lavori contemporanei), proprio perché non siamo tutti uguali e sensibili differenze fisiche intercorrono tra le principali razze umane e relativi sottogruppi. Questi studi sul corpo corroborano poi ovviamente la genetica delle popolazioni, che mostra anch’essa la biodiversità tra razze umane.

Peraltro, se teniamo conto di antropologia fisica e genetica, più che di sottorazza, oggi come oggi, conviene parlare di fenotipi, e la craniometria di cui tratto io (le misurazioni, le tassonomie, l’inquadramento etnico e geografico) non è altro che questo. Le sottorazze vere e proprie potrebbero meglio essere rappresentate dalle suddivisioni geografiche della razza caucasoide e delle altre.

Sulla Rete ci sono due interessanti calcolatori per Caucasoidi messi a punto da Dienekes Pontikos, personaggio greco noto anche per lo studio di genetica delle popolazioni (vedi il Dodecad Project); uno per maschi e un altro per femmine. In mancanza di craniometri è un valido strumento per avere una classificazione indicativa circa il proprio fenotipo. La misurazione va effettuata correttamente, utilizzando strumenti come calibro, morsa, riga rigida, bindella, compasso, squadra metallica, e il responso prodotto sarà da mettere in relazione con il supplemento fotografico dell’opera di Coon “The Races of Europe“, che potete trovare qui. Troverete anche altri utili rimandi per meglio comprendere i criteri di misurazione e le tassonomie del caso.

Per ora, ho misurato me stesso e pochi altri individui, ma come vedete chiunque può misurarsi e misurare per avere un responso indicativo circa la propria natura subrazziale. Ovviamente a ciò va unita l’osservazione antroposcopica (e la conoscenza dunque dei raggruppamenti razziali umani) e la già citata genetica delle popolazioni. Vi consiglio il test fatto dal sottoscritto e altre persone che conosco, commerciale ed economicamente abbordabile, per avere una prima infarinatura circa il proprio genoma. Come ulteriore approfondimento, per chi volesse, ci sono anche il Genographic Project, FTDNA e FullGenomes, per citarne qualcuno.

Studiare, anche solo per passione, le razze umane è semplicemente amore per le proprie radici e per la biodiversità, e non è nulla di sbagliato, di diabolico, di razzista o di folle, con buona pace di chi irride, con arrogante ignoranza, le discipline in questione.

Ma forse è giusto così, poiché il disprezzo di chi è parte integrante del $istema segna la via da non seguire per finire dritti dritti nelle fauci dell’omologazione, che poi è eradicazione e distruzione della propria Identità e retaggio, anche biologici non solo culturali. Chi ha invece due dita di cervello e del buonsenso, si tolga le fette di salame oscurantiste dagli occhi e si lasci avvincere dalla razziologia. Conoscere sé stessi e la propria Stirpe, ma anche quelle altrui (partendo dall’Europa), è una marcia in più, non in meno, soprattutto in questi tempi di relativismo distruttore e di gioventù dal cervello vuoto riempito con la spazzatura americana.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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5 risposte a A proposito di craniometria

  1. Anonimo ha detto:

    Ciao, vorrei chiedere un consiglio, sto cercando un sito o un forum dove ottenere una valutazione tassonometrica seria, ho già usato il link su questa pagina ma non sono convinto della bontà delle mie misurazioni.Sono sicuro che potresti conoscerne qualcuno.
    Ti ringrazio

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  2. Anonimo ha detto:

    Grazie, ai primi due sono già iscritto ma quando posto mi esce una pagina di errore che dice che non ho il permesso, proverò Biodiversity

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Credo ti esca così su Anthroscape; lì l’admin al minimo segno di dissenso banna e via. Io venni espulso da lui (un siculo-americano clerico-fascista) perché questi insisteva nel classificarmi come Gracile Mediterranid similare ad un tizio napoletano immortalato da Coon (all’epoca ero indipendentista e anti-italianista e subodorai una certa tendenziosità, infatti era solo parere suo) e io non concordavo.

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      • Anonimo ha detto:

        Si ho visto il profilo del tizio in questione perchè ho provato a contattarlo per chiedere spiegazioni, ma anche li stessa pagina quando premo invio.
        In realtà io non ho mai postato su nessuno dei due forum in questione, evidentemente mi hanno fatto iscrivere bannandomi a priori.
        Forse il mio indirizzo e-mail è segnalato per qualcosa che ho scritto altrove…

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