La bontà della battaglia lombardista

El Bisson

El Bisson

Il nome del sottoscritto è un po’ legato al concetto di Lombardesimo, ossia all’etnonazionalismo lombardo, inizialmente indipendentista, sfociato nel Movimento Nazionalista Lombardo e quindi Grande Lombardia.

Di recente, ho abbandonato la questione indipendentista, ritenuta peraltro sempre secondaria, poiché a ben vedere superflua, inutile, utopica e certamente fuori dalla sensibilità dei Lombardi; qui non siamo in Sicilia, Sardegna, Corsica, terre che hanno una tradizione indipendentista consolidata (e spesso usata per fare un favore a terzi), bensì in un territorio che si è sempre adoperato per unire politicamente, non dividere, e i contributi lombardi all’Italia napoleonica e al Risorgimento sono palesi. La Lombardia è la terra del Regno d’Italia medievale, della Legione napoleonica dai cui colori nacque il nostro Tricolore, dei Mille, di Manzoni, degli Alpini e persino del Fascismo. E Milano fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente (seguita da Ravenna, sempre in terra gallo-italica).

Quel che però non ho abbandonato e non abbandonerò mai è il sentimento etnicista lombardo, il Lombardesimo vero e proprio, vale a dire la difesa e la salvaguardia dei valori di Sangue, Suolo, Spirito lombardi, e questo perché un Popolo lombardo esiste, e per quanto parte della Nazione italiana ha una sua precisa fisionomia.

L’Italianesimo sta in piedi solo se rispetta l’Identità etnica dei vari popoli italiani, tra cui il lombardo, che non è da sacrificare sull’altare di un vago patriottismo romano di cartapesta per fare un favore al Centro-Sud e alla capitale. Esecrabile in questo senso la meridionalizzazione dell’Italia.

L’Italia unita? Sta bene, i millenni della nostra Storia dimostrano come sotto le Alpi esista un ben preciso areale geografico, antropico, etno-culturale, linguistico, politico e (ahinoi) cattolico, che fa dell’Italia una realtà nazionale plurisecolare (mica se l’è inventata Garibaldi) da mantenere coesa per il bene della stessa Europa imperiale, epperò deve essere una unità rispettosa delle principali peculiarità etniche e culturali italiane, che nel caso segnatamente nordoccidentale parlano lombardo.

Celto-Liguri, Galli cisalpini, Longobardi, parlate gallo-italiche, Lombardia medievale, territorio subcontinentale non peninsulare, Pianura Padana, clima temperato non mediterraneo, cultura per certi versi ponte tra l’Europa franco-germanica e quella propriamente latina mediterranea… Tutto ciò costituisce la nostra Identità di Sangue lombarda, che si lega al Suolo alpino-padano e allo Spirito galloromanzo cisalpino, e fa di noi un gruppo etnico italiano certo diverso rispetto agli altri, soprattutto a quelli del Centro-Sud. La principale affinità esiste con quella che possiamo definire Grande Lombardia orientale, ovverosia il Triveneto, ma che a livello di sostrato e di retaggio veneziano si distingue dal Nord-Ovest propriamente lombardo.

Tuttavia la nostra Storia parla italiano, non francese o tedesco, e siamo parte integrante dell’Italia latina e romana plasmata da millenni e secoli di Gloria capitolina. Senza di noi l’Italia sarebbe decapitata; senza Italia, la Lombardia sarebbe mutilata, inarticolata, un pesce fuor d’acqua che rischia di finire nel ventre del pescecane eurocratico franco-tedesco, che ha a cuore tutto fuorché Identità e Tradizione. E vera sovranità europea sganciata dalla dittatura mondialista degli Americani.

Perché quindi buttare il bambino con l’acqua sporca? Perché gettare l’Italia con lo stato italiano? Uno stato che certo sappiamo tutti benissimo essere fallimentare e inadeguato alle sfide del futuro e necessità di profonde riforme identitarie e nazionaliste, ma che non va confuso con l’Idea d’Italia “ghibellina” emersa da una Storia imperiale che da Roma passa per Berlino e poi Mosca.

Credo che l’impegno di tutti coloro che si definiscono identitari, oggi, debba andare in direzione etnonazionalista, dunque federale ma patriottica, unendosi italianamente circa le questioni che riguardano tutti (identità latina e romana, difesa dei confini nazionali e irredentismo, sovranità economica e monetaria, sovranità nazionale, alleanze strategiche, geopolitica eurussa, lotta ai disvalori mondialisti, affrancamento dal giogo NATO, USA e UE, preservazione del salutare tradizionalismo anti-progressista, lotta all’immigrazione allogena, difesa e così via) e che riguardano il territorio nazionale dalle Alpi a Lampedusa, ma con un occhio di riguardo alle suddivisioni etniche della Penisola che, ripeto, io riconosco fondamentalmente in sei unità: Lombardia, Venethia, Etruria, Ausonia, Hesperia e Sardegna. La rinascita e la riscossa dell’Italia può passare solo dall’etnonazionalismo, e da un patto tra i popoli italiani.

I tempi del giacobinismo (originale, non degenerato) e del Fascismo sono tramontati; queste esperienze ci hanno certo lasciato contributi anche positivi di cui fare tesoro (soprattutto penso all’esperienza della RSI, intimamente legata alla Lombardia), ma se riprese in toto oggi non possono che esondare in tragicommedie ben poco costruttive. Dobbiamo ripartire dall’immortale triade identitaria del Sangue, del Suolo e dello Spirito, che è poi l’unica che ci permette di preservare l’identità lombarda e italiana senza inflazioni, pagliacciate, ammucchiate, e senza dimenticare quella più grande che riguarda tutto il Continente: quella europea.

Il Lombardesimo, alla luce di tutto questo, assume nuovo sapore e vigore, e merita di essere attuato per la salvaguardia della Lombardia e dei Lombardi, minacciati mortalmente di estinzione, anche per colpa di uno stato centralista e meridionalista miope, corrotto, globalista e appiattito sulla linea di Bruxelles e Washington. Dico “anche” perché la colpa principale, al netto di ogni vittimismo, sta negli indigeni, che sembrano avere a cuore tutto salvo l’affrancamento del proprio orgoglio etno-regionale. I peggiori nemici della Lombardia sono i Lombardi medesimi, drogati come sono dalla mentalità capitalista e liberale che tramuta i maschi in zombie pallonari e le femmine in tante piccole principesse Disney.

Annunci

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Lombardesimo, Lombardia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a La bontà della battaglia lombardista

  1. Anonimo ha detto:

    Pezzo lucido e diretto, scevro da nostalgismi e che riesce a guardare al futuro poggiando per; i piedi su un soldido passato. Bravo Sizzi!

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ti ringrazio. Dobbiamo sempre interrogarci su cosa sia degno del nostro impegno e cosa no, e avere il coraggio di cambiare laddove vada fatto. Io ho aperto all’Italia non in maniera leghista, ossia per incamerare voti e riciclarsi, o come rassegnazione per il padanismo frustrato, ma proprio perché ho compreso appieno l’importanza dell’idea di Italia che attraverso i millenni e i secoli è giunta sino a noi. Non possiamo non dirci Italiani, e questo non vuol certo dire buttare a mare il sentimento etnicista lombardo. Chi ama la Tradizione e l’Identità non può che amare l’Italia, senza più banalizzazioni da 4 soldi dettate solo da faccende fiscali.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...