La perniciosa inutilità dell’indipendentismo

Io sono un convinto assertore della necessità per l’Italia di riformare lo stato in senso etnonazionale e federale, per valorizzare al meglio la ricchezza italiana senza giungere a disfattismi poco perspicaci che farebbero solamente il gioco del Nemico.

Credo infatti che la soluzione indipendentista paventata da diversi soggetti leghistoidi (al Nord) e duosiciliani/neorbonici (al Sud), senza dimenticare ovviamente il sardismo, rischi di divenire solamente un favore servito su di un piatto d’argento a chi odia l’Europa, e quindi l’Italia, un’Europa libera, sovrana, identitaria e tradizionalista, libera dalle pastoie mondialiste d’oltreoceano.

Sia chiaro: non smetterò mai di dirlo che la sfera politica e statuale sia da distinguere da quella etno-culturale nazionale, e che pertanto quando io parlo di Italia non intendo minimamente la repubblichetta coloniale che ci vessa con tasse “svedesi” in cambio di servizi “albanesi” e che per di più ci vieta la libertà d’espressione con tanto di leggine liberticide quali vilipendio, Legge Mancino e altre aberrazioni conformistiche riguardo “Shoah” e omosessuali. Io ho avuto serie grane, come altri identitari, per queste faccende e non sia mai che mi metta a spezzar lance in favore dell’attuale RI, sarei un misero idiota con la sindrome di Stoccolma.

Pertanto, l’Italia millenaria è una cosa, mentre lo stato-apparato nato nell’800 (e oggi ridotto a propaggine dell’imperialismo americano) un’altra.

L’idea più alta e nobile di italianità nasce dagli antichi vincoli etnici tra popoli della Penisola, coronati politicamente dall’azione romana e augustea, e sfociati in incomparabili eventi civili e culturali del Medioevo e dell’età moderna. L’Italia è unica, speciale, irripetibile, e questa sua unicità va esaltata con adeguati strumenti politici, nazionali e federali, ma stando ben attenti alle derive secessioniste.

Credo infatti che si sia di fronte ad un piccolo paradosso apparente: l’Italia è eterogenea ma l’indipendentismo è sconsigliabile soprattutto qui. E questo perché dovremmo avere in mente tutti cosa era l’Italia dei secoli scorsi: una terra di conquista delle potenze europee. Francia, Spagna, Austria, Svizzera, tutte intente a contendersi la miriade di staterelli italiani dediti all’arte, alla cultura, alla poesia e alla letteratura ma privi di solide iniziative politiche e militari atte a dare un’ossatura nazionale al Paese, ridotto a supermercato avanti lettera degli stranieri. E con tanto di parassitismo clericale incistato a Roma. Che poi era il motore di tutto ciò, dai tempi dei Longobardi.

L’Italia è la terra dei campanili, degli interessi egoistici circoscritti al proprio orticello, la patria (poco nobile invero) della faziosità che oggi si eterna nel pallone, e parlare qui di indipendentismi rischia solo di promuovere disfattismo, odio per sé stessi e dunque anti-italianismo, balcanizzazione analoga a quella della ex Jugoslavia. Oggi gli stranieri più disparati stanno a poco a poco comprando tutto, e in un’Italia ridotta a dormitorio vacanziero occidentale non ci sarebbe da stupirsi se qualcuno volesse comprare la Penisola intera e il nome “Italia”. E noi cosa opporremmo a ciò? Il leghismo divisore?

La gente non ha coscienza di fantomatiche nazioni padane e neapolitane (mai esistite) che esistono nelle teste di pochi profittatori, pertanto blaterare di secessione diventa solo un favore all’eterno straniero dietro l’angolo, pronto a mettercela in quel posto, rosicando la già striminzita sovranità rimasta a questo stato. Uno stato che, sia chiaro, è farcito di basi americane e così com’è non è certo patriottico. Ma che sia da riformare è pacifico infatti. I nostri problemi sono uno stato apolide e $ervo di proprietà NATO e uno strisciante sentimento anti-italiano degli stessi Italiani, che ormai dura da decenni, e che impedisce di sentirsi uniti in battaglie che dovrebbero riguardare tutti essendo cruciali, dato che ne va della propria sovranità nazionale e morale. Capite bene che se ognuno va per conto suo la frammentazione e il caos trionfano favorendo i parassiti.

La Serbia l’avete presente tutti. Che fine ha fatto dopo le guerre degli anni ’90 del secolo scorso? Dilaniata da una miriade di inutilissimi stati indipendenti senza storia e senza ragione, voluti fortissimamente dai ficcanaso americani per indebolire Belgrado, facendo leva sull’odio anti-serbo di Sloveni, Croati, Bosgnacchi, Albanesi, dell’islam sunnita filo-ceceno e terrorista/mafioso.

Ora per completare l’opera i suoi traditori la vogliono spedire nell’Unione Europea, castrandola del tutto. E buonanotte alla Grande Serbia di Milosevic, Mladic e Karadzic, incompresi patrioti della loro Nazione.

E qui in Italia? Chi ha fatto leva su Cosa Nostra per invaderci nel ’43? Chi ha sfruttato gli utili idioti del sicilianismo indipendentista nel dopoguerra per staccare l’isola da Roma? Chi auspica un’italietta caricaturale tutta pizza-mandolino-souvenir dove impera il kitsch e l’orgoglio massimo è nella statale di calcio azzurra, che nemmeno più sa mettere in campo 11 Italiani? Chi vorrebbe una “Padania” staccata dal resto solo perché ricca e borghese e meglio controllabile dalla centrale euro-americana del Benelux, rispetto a un Sud troppo spesso bollato come “mafioso” e fallimentare (o magari “meticcio”) ma che rispetto al Nord sa conservare un certo identitarismo tradizionalista, come accade nei Paesi dell’Est?

Gli stessi che hanno messo in ginocchio la Serbia e balcanizzato l’area jugoslava. Gli stessi che vorrebbero balcanizzare tutta Europa stuzzicando gli handipendentismi ucronici per privare gli stati nazionali seri di sovranità e libertà dal giogo mondialista. No, gli Italiani non hanno bisogno di scenari simili, perché le fole indipendentiste non attecchiscono ma in compenso attecchisce il disfattismo e la totale sfiducia verso l’Italia e sé stessi quindi. Al Nord c’è ancora marmaglia che spera in un’invasione austro-tedesca per riportarci a fare i lustrascarpe dei crucchi, mentre a Sud esistono dei minorati mentali che esaltano la dominazione araba e vorrebbero magari andare a letto con l’ISIS o diventare una succursale della Grecia.

Lo stato italiano va riformato, trasformato, la sua “sacra” Costituzione riscritta, perché è un documento vergato dalle mani dei vincitori, ma non va fatto a pezzi, anzi, va arricchito con i territori irredenti rimasti sotto lo straniero, e sempre col beneplacito americano: Nizzardo, Corsica, Istria e Venezia Giulia storica, tra gli altri. Le vittorie mutilate arridono ai mondialisti che mettono la sovranità nazionale altrui sotto i piedi, proprio perché non sanno cosa sia una Nazione.

Sì dunque all’etnonazionalismo federale che esalti e non annichilisca la diversità etno-culturale tra Italiani e che sappia porre fine alle vessazioni centraliste e miopi nei confronti delle ragioni delle piccole patrie, ma un no secco all’indipendentismo o a quell’autonomismo da statuto speciale che riduce le regioni a ricettacoli di mafie e corruzione, ruberie senza fine ed egoismi anti-nazionali, feudi di papponi senza scrupoli.

Di regioni in Italia ne bastano 6, con una ventina di province. Ma l’Italia deve rimanere unica, altrimenti signori la buona battaglia contro il proteiforme nemico relativista, nichilista e universalista non si vince più. Serve unità nella lotta contro il mondo alla rovescia di matrice occidentale, contro l’europeismo caricaturale che riduce il nostro Continente a filiale degli Stati Uniti d’America.

Che il “neoguelfo” padano e duosiciliano non divida quel che Cesare ha unito.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2015/06/la-perniciosa-inutilita-dellindipendentismo.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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69 risposte a La perniciosa inutilità dell’indipendentismo

  1. Dil ha detto:

    Cosa ne pensi Paolo di CasaPound?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Soggetto inutile, il neofascismo è la riproposizione di vecchiume ideologico inattuabile, che se riproposto diventa una tragicommedia. Per di più cianciano di “Italia agli Italiani” ma candidano Negri (per scimmiottare la Lega di Toni Iwobi) oppure fanno le missioni in Africa. In aggiunta sostengono i nazzzi da strapazzo ukraini, e di conseguenza la Nato e Obama.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Sulle missioni in Africa (in realtà si tratta del Sudest Asiatico) però non ci vedo nulla di male. Mi sembra coerente col concetto di aiutarli a casa loro. Il suprematismo razziale non è qualcosa di cui andare fieri e il colonialismo non concilia con l’identitarismo.

        Per quanto riguarda la Russia di Putin, l’unica cosa positiva è che si oppongono agli USA e quindi il nemico del mio nemico è mio amico. Altrimenti tra cristianesimo militante, difesa della multietnicità ed esaltazione del comunismo sovietico, non vedo francamente punti di contatto con chi la pensa come noi.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        A me sembra Africa: https://giuseppecasillo.files.wordpress.com/2011/12/gianluca-iannone.jpg. Nessun commento su Paolo Diop di “Sovranità”? Con tutti gli Italiani che si potevano candidare a Macerata si è trovato solo quello? O è una salvinata alla Iwobi? Riguardo Putin e la Russia bisogna capire una cosa fondamentale: loro sono un impero, unica massiccia contrapposizione agli Usa e ai loro disvalori, in un’Europa annichilita dalla mentalità occidentale, e che usa i nazzzi ukraini per fare un torto a Putin; quel che avviene dentro i confini nazionali russi sono affari loro (circa il cristianesimo ortodosso, che comunque non ha nulla a che vedere col pezzentismo universalista cattolico). Il comunismo staliniano fu un baluardo nazionale russo, e se ancor oggi festeggiano la vittoria sulla Germania di Hitler ricordando l’Urss, beh, fanno bene, che dovrebbero fare? Sono stati aggrediti in casa loro per una guerra suicida dei Tedeschi (con tanto di inutile contributo mussoliniano). Guardiamo avanti, non indietro, e lasciamo perdere una volta per tutte fasci, falci e martelli e svastiche hitleriane.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Il cristianesimo ortodosso è tale e quale al cattolicesimo, tranne per il fatto che si rifanno all’eredità bizantina orientale invece che a quella romana occidentale. La differenza che sembri percepire al giorno d’oggi deriva dal Concilio Vaticano II che ha portato il buonismo a Roma. Se proprio vuoi farti critico del cattoliceismo ti conviene supportare i Lefebvriani piuttosto che gli Ortodossi.

        P.S. Quella di Paolo Diop è una vera e propria “salvinata”, cioè un’operazione di marketing.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Io la chiamerei sudditanza verso la Lega, il che dimostra che CasaPound o Sovranità che dir si voglia non sono un’alternativa alla solita sbobba. Quando si tratta di opportunismo e poltrone son tutti uguali. “Italia agli Italiani”, sì. Poi è tutto dire essere neofascisti e allearsi con uno il cui partito parla ancora nel proprio statuto di “indipendenza della Padania”. Ma per le poltrone, questo e altro.
        Cattolicesimo significa etimologicamente “universale”, ortodosso invece è il cristianesimo più inflessibile; al netto della fuffa dottrinale, l’inclinazione al terzomondismo, al pacifismo, allo svilimento dei valori nazionali è decisamente cattolica (si pensi solo ai missionari), il CVII ha solo acuito un problema già esistente. I lefevriani lo riconoscono il papa, casomai allora i cattolici integristi sedevacantisti, ma stiamo parlando del nulla.
        A me del cristianesimo poco ne cale, sto solo dicendo che sono affari dei Russi le loro questioni religiose, e tra Vaticano e ortodossia è meglio la seconda (in termini di “politica”, delle loro mitologie nulla importa). Idem con patate nello scontro tra nazzzi ukraini e Putin: i primi non sono altro che pedine atlantiste ed europeiste della Nato.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Guarda che anche l’Ortodossia è “universale”, mica è Giudaismo. Tutto il messaggio cristiano è rivolto al mondo intero e tutti sono fratelli, dall’Africa alla Siberia. L’importante è che non siano ceceni, perchè quelli sono musulmani brutti e cattivi.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Lo sarà sulla carta, ma non nei fatti: l’ortodossia è patriottica (Serbia, Bulgaria, Russia, pure Ucraina), il cattolicesimo no, perché la fedeltà va al papa e alle sue flatulenze. Riguardo i Ceceni mica vero: Kadyrov è ceceno e musulmano, e preziosissimo alleato di Putin. Chi demonizza l’islam fa il gioco degli ammeregani, soprattutto se fa un indistinto pastone tra sciismo e sunnismo.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Sì, vabbè, Kadyrov è musulmano come Berlusconi è cristiano.

        L’ortodossia in Russia non è meno patriottica del Cattolicesimo in Polonia.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sai che patriottismo in Polonia o Croazia: tutti assist alla Nato contro la “demoniaca” Russia e il “diabolico” Putin. Idem nei Paesi baltici. Gente che è rimasta al mito di Wojtyla e Solidarnosc, all’anticomunismo, usato come pedina occidentalista. In Germania è crollato un muro per poter fare in santa pace i gay pride e riempirsi di immigrati da ogni dove.
        In politica estera o si appoggia la Russia o si appoggiano gli Usa, tertium non datur. Ne va dell’idea più alta d’Europa, quella imperiale.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Quello che dici è sicuramente vero, infatti lungi da me difendere il cattolicesimo (o qualsiasi altra religione semitica), però è indubbio che in Polonia c’è anche una componente storica e nazionale legata al cattolicesimo (vedi Jan Sobieski a capo della Lega Santa); idem in Ungheria, dove la Corona di Santo Stefano è simbolo nazionale usato anche da Jobbik. Insomma, il patriottismo legato alla religione non è prerogativa degli ortodossi e comunque non fa di loro un esempio da seguire.

        Secondo me è giusto cercare l’appoggio della Russia per contrastare l’atlantismo, ma senza alla fine diventare succubi di essa. Per come la vedo io, i nemici dell’Europa vengono sia da oriente che da occidente, esattamente come settant’anni fa.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Oggi come oggi, se proprio dovessi scegliere tra cattolicesimo e ortodossia (per questioni eminentemente culturali e politiche, si capisce) opterei per la seconda. Il cattolicesimo, che per di più ha subito il Concilio Vaticano II, è una discarica di veleni mondialisti, soprattutto in materia di fratellanza globale, migranti, terzo mondo, Ebrei, musulmani ecc. Il papa che recita il Pater noster dando la manina a rabbini e imam è lì a rappresentare icasticamente la decadenza cattolica.
        Non condivido il pensiero sulla Russia, mi spiace; non ritengo nemico un Paese europeo (perché sono europei, i Russi) che per di più è l’ultimo grande baluardo identitario rimasto in un’Europa sotterrata dai gay pride, dai Conchito Würstel, dalle basi americane ovunque, dall’immigrazione selvaggia e dalla costante cessione di sovranità in favore della Nato e di altri enti mondialisti. Il vero nemico dell’Europa è l’Occidente, con tutti i disvalori che esso incarna.

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  2. Ezra Pound ha detto:

    Per i gay pride e i Conchito Würstel basta anche il Papa, senza scomodare gli ortodossi; per l’immigrazione selvaggia, dovresti informarti meglio sulla situazione in Russia http://it.rbth.com/in_breve/2013/09/12/la_russia_e_la_seconda_meta_di_immigrazione_al_mondo_26539.html. La Russia se ne frega dell’identità europea, è dai tempi dei soviet che si considera euro-asiatica e internazionalista. Paradossalmente i WASP americani sono più europeisti di loro, ma dio ce ne scampi da entrambi.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sì il papa, quello attuale poi, preso com’è dai “fratelli migranti” e dalle aperture (anche agli omosessuali) per salvare la baracca ecclesiastica che perde sempre più adepti. Facciamo che l’Identità e la Tradizione le si preserva senza fedi abramitiche, meno che meno il cristianesimo cattolico. Se ci si aspetta di trovare nel papa un difensore dei valori europei buonanotte…
      Non sono specificati il tipo di migranti in quell’articolo, senza contare che (grazie tante) la Russia va da San Pietroburgo a Vladivostok; in confronto è ben più demenziale la situazione euro-occidentale di quella russa, in Italia c’è di tutto, senza alcun criterio, e a differenza della Russia non si è capaci nemmeno di farli rigare diritto.
      Dai tempi dei soviet la Russia è nazionalista e patriottica (il trotskismo si è preso una picconata in testa), e inviterei comunque a non confondere il comunismo con la Russia. La solfa della terza via ha senso parlando di ideologie, non di nazioni. Tra Usa e Russia scelgo Russia, tra capitalismo e socialismo marxista scelgo l’Europa.

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      • Ezra Pound ha detto:

        La picconata al trotskismo gliel’hanno data i Freikorps tedeschi spazzando via il comunismo dalla Germania (e quindi dall’Europa) e costringendo la Russia a rimanere nel suo orticello, mica una svolta ideologica in seno ai bolscevichi. Il comunismo per definizione non può essere nazionalista, ma inter-nazionalista.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Ah Trotsky l’hanno ammazzato i Freikorps? Questa mi suona nuova. Quello dell’internazionalismo era lui, non chi voleva il bolscevismo nella sola Russia (Stalin). Che poi a me risulta che nel suo testamento Hitler stesso riconobbe il valore dei Russi ammettendo la sconfitta, quindi. Quel che è sulla carta a me non interessa (dato che non sono per il comunismo), interessa la piega che il comunismo ha preso in Russia, così demonizzata dall’Europa che mentre quella ha conservato sovranità, indipendenza, patriottismo ecc. qui ci si è dati in pasto a ciò che è peggiore del comunismo: il capitalismo atlantico.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Stalin non ha voluto il “socialismo in un paese solo” per ragioni ideologiche, ma perché gli è stato impedito dai tedeschi prima della guerra e dagli americani dopo. La Russia non è finita in pasto al capitalismo atlantico per il semplice fatto che si è alleata con esso per distruggere l’Europa e con il quale si è spartita il mondo a Yalta.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Coi se e coi ma non si fa la Storia, caro mio, voi siete rimasti a settant’anni fa, a quell’irrazionale astio che vi fa sostenere gli utili idioti dell’atlantismo (Pravy Sektor e compagnia), senza capire che se l’Europa oggi ha un nemico si chiama OCCIDENTE. Il comunismo è morto e sepolto, sveglia. E ritirare fuori ancora oggi la demonizzazione della Russia (confusa col comunismo) in un’Europa il cui sedere appartiene agli Usa e alla Nato (quante basi russe ci sono in Italia?) fa abbastanza ridere i polli. Poi fate come volete, sono affari vostri. Io ho abbastanza senno per non perdere tempo col neofascismo che puzza di Almirante (e quindi di Nato) e gli scagnozzi di Salvini che per compiacerlo si presentano con i Negri. E poi mi venite a parlare di comunismo internazionalista. Ma fatemi il piacere.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Non confondo Russia con comunismo, ma ritengo entrambe una minaccia per l’Europa. Più che altro mi chiedo come uno che aspiri ad un Nuovo Sacro Romano Impero e ad un europeismo völkisch possa anche solo trovare un punto di contatto con i russi (e gli slavi in generale). L’orso russo non accetterà di essere un piccolo tassello di una Grande Europa.

        Per cui, tirando le somme, bene cercare un’intesa con loro in funzione anti-americana, ma dopodichè sarà l’Europa che dovrà darsi una svegliata, senza aspettare il “salvatore” da fuori.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        No io non ritengo la Russia una minaccia per l’Europa, dal momento che la Russia stessa (fino agli Urali) è Europa. Se è una “minaccia” lo è per il semplice fatto che non trova sponda alcuna ad ovest e deve cercarsela altrove (Iran, India, Cina). La ritengo un preziosissimo alleato europeo proprio in funzione anti-mondialista e non farò l’errore di confonderla con una ideologia defunta che ha rappresentato solo qualche decennio della sua gloriosa storia. Sulla sua pericolosità ne riparleremo quando vedremo tank russi sulla frontiera con la Slovenia. Che poi comunque vorrei capire: il Neue Ordnung tedesco andava bene e un’Europa russizzata no? Non mi sembra che le brame di Hitler fossero inferiori a quelle dell’Urss, data poi la scarsissima stima che la Germania (di sempre) ha per l’Italia. Gli Europei devono rispettarsi l’un l’altro e rispettare i Russi che sono parimenti europei, altrimenti non si va lontano.
        Detto questo io sono Lombardo e Italiano, non Russo, e non cerco in Putin il mio salvatore perché sta a noi stessi alzare il sedere e vedere in Putin o chi per esso un solido alleato. Ogni nazione europea deve battersi per la propria sovranità senza demandare ad altri l’orgoglio patrio, nella consapevolezza che se oggi siamo degli zombie è colpa dell’americanizzazione europea, non del comunismo o dei Russi: il crollo del muro di Berlino è lì a ricordarci i nefasti esiti dell’occidentalizzazione.
        Gli Slavi non sarebbero europei quindi? Peccato, perché se aspettiamo che la bandiera europea venga tenuta alta da gente come Scandinavi, Britannici, Spagnoli e “Francesi” attuali la vedo molto, molto dura.

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    • Ezra Pound ha detto:

      I tedeschi disprezzano gli italiani tanto che nel 1866, quando erano ancora Prussia, gli proposero un’alleanza; lo fece ancora Bismarck nel 1882; e ancora Hitler nel 1939 col Patto d’acciaio. I tedeschi ci “disprezzano” oggi, dopo 70 anni che la storiografia inglese ci ripete quanto siamo stati vigliacchi, inutili e traditori.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Bisognerebbe rileggersi certe sprezzanti affermazioni di Bismarck, o dello stesso Hitler nel suo testamento, dove si pente dell’alleanza con l’Italia, fatta in sostanza per l’ammirazione verso Mussolini. Poi certo, non che i Tedeschi tra prima e seconda guerra mondiale siano stati onestissimi con gli Italiani.

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  3. Dil ha detto:

    Mi sembra che la destra radicale italiana faccia proprie delle convinzioni sbagliate.
    Hitler era quello che disprezzava gli slavi, ma siccome non era uno stupido credo proprio che non ci credesse neanche lui e che la cosa gli servisse per giustificare l’espansionismo verso Est.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ah se il povero Adolf sapesse che l’aplogruppo ariano per antonomasia (protoindoeuropeo, R1a1a) e i geni ariani sono più forti tra Polonia e Ucraina che in Germania… Loro erano fermi alle tesi nordiciste di Kossinna, alla Cerchia Nordica…

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      • Ezra Pound ha detto:

        Adolf lo sapeva benissimo, infatti in Ucraina andava insieme ai gerarchi SS ad adottare i ragazzini rimasti orfani. C’è una ragione se oggi gli ucraini gli sono ancora fedeli.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sapeva cosa? Di genetica delle popolazioni nata decenni dopo? Fa’ il bravo su. Per non parlare degli Slavi “da ridurre in schiavitù”.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Mi puoi trovare una fonte per “gli Slavi da ridurre in schiavitù” o anche tu parli per sentito dire? Se oggi la Polonia è decisamente ariana, lo si deve proprio alla pulizia etnica di quegli anni.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Me la sono inventata io adesso guarda, Hitler nutriva una stima incondizionata nei popoli dell’Est europeo, non voleva ridurli in schiavitù e germanizzarne l’area > Neue Ordnung. Non approfittarti dell’anonimato per scrivere ste vaccate da me (Ariani nazisti, pulizia etnica ecc.), che nemmeno sai cosa sia l’arianità, dato che io la intendevo in termine scientifico non propagandistico (aplogruppi e geni legati agli Slavo-Baltici e alla Cultura della ceramica cordata) e non la si deve in nessun modo alla Germania, ma agli Indoeuropei.

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      • Ezra Pound ha detto:

        La Polonia negli anni 30 era in buona parte semita (ashkenazi) e turco-mongola come la Russia.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        No fammi capire: sei qui a dire che Hitler non considerava gli Slavi inferiori (e suppongo che tu nemmeno ritenga reale la Shoah), ma al contempo parli di pulizie etniche, in favore dell’elemento germanico, che avrebbero trasformato la Polonia? Sta ossessione per i turco-mongoli è fantastica, anche perché ingigantita fino all’oscenità. Casomai c’è da dire che parecchi Tedeschi di Polonia e dintorni furono fatti sparire dall’Urss durante e dopo la guerra. Il contributo propriamente mongoloide o turanide alla Polonia è del tutto irrilevante, e non certo per merito tedesco. La principale linea paterna polacca è R1a, slavo-baltica cordata, non germanica. A livello autosomico gli stessi demonizzati Russi sono fratelli di Bielorussi e Ucraini, e il contributo asiatico è scarso (PS: quelli che voialtri scambiate per tratti mongoloidi non sono gialli, ma baltici, cromagnoidi orientali infantilizzati, che conferiscono un effetto “mongoleggiante”). L’unica area della Russia europea in cui c’è un certo contributo mongoloide è la zona dei Samoiedi, estremo Nord, più qualche altra comunità sparsa. Vedi, la Russia è un impero non una semplice nazione, deve far quadrare parecchi aspetti.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Comunque dai, ormai è chiaro che di scientifico questo blog non ha nulla. A te piace piegare la “verità” dove ti fa comodo. Sarei curioso di conoscere la tua craniometria su Putin, grande leader degli indoeuropei.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Certo amico, la scienza è tutta riposta nelle tue fesserie propagandistiche vecchie di settant’anni! Poi sono io quello che fa propaganda e piega la scienza alla sua agenda! Ho abbastanza umiltà per ritenermi un amatore di discipline quali genetica delle popolazioni e antropologia fisica e non un esperto, ma di sicuro le balle non le sto scrivendo io. Putin è un baltide-baltide orientale, di mongoloide nei suoi geni e tratti c’è poco o nulla (vedi commento precedente). Poi vedi, sei così sempliciotto che credi io sia uno che se lo mena guardando Putin, ma la realtà è un’altra: la Russia ha gli attributi, noi no, Putin o non Putin, e solo per questo vanno apprezzati, il che non vuol dire auspicare bandiere russe sulle Alpi e sui colli di Roma. Ti consiglio poi di studiare le differenze tra Proto-Mongoloidi e Mongoloidi propriamente detti.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Hitler considerava gli slavi inferiori per il semplice fatto che li reputava mescolati con razze non-ariane (e pensava lo stesso, a ragione, degli italiani meridionali – suoi alleati). Non per questo avrebbe voluto schiavizzarli o sterminarli come tu dici. La guerra poi ha chiaramente fatto precipitare le cose, sia da una parte che dall’altra.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        “Razze non-ariane” che diavolo vuol dire? Hitler non aveva la più pallida idea di cosa fosse la genetica e il suo concetto di arianesimo era un cumulo di roba germanocentrica, dove tutti gli altri erano subumani o quasi. Per i nazisti gli Ariani erano i biondoni nordici, ma nella realtà dei fatti non è così: da un punto di vista scientifico gli Ariani sono gli Indoeuropei portatori di lignaggio R1a (soprattutto) e R1b, e mi spiace tanto per te ma R1a è la linea principale dei Paesi slavi non della Germania, della Scandinavia o dell’Europa occidentale. Geneticamente tutti gli Europei sono più anariani che ariani (soprattutto a ovest e sud) quindi mi stai parlando della fuffa assoluta. Mai detto di stermini, Hitler voleva ridurre in schiavitù a vantaggio dei Tedeschi, Lebensraum.

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    • Ezra Pound ha detto:

      In buona sostanza, per spiegare meglio il mio precedente commento, odiava chi veramente slavo non lo era (come per esempio Putin, che ha degli occhi che sembra un down).

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    • Ezra Pound ha detto:

      “Per i nazisti gli Ariani erano i biondoni nordici”

      Ma che dici? Ti pare che Hitler, Goebbels, Himmler fossero biondoni nordici?! Questa è propaganda giudaica che mi stupisco tu ti beva così facilmente. I tedeschi esaltavano l’archetipo nordico per il semplice fatto che buona parte dei tedeschi sono fatti così, allo stesso modo di come Mussolini esaltava i mediterranei.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        “Buona parte dei Tedeschi”, balle. Il Centro-Sud della Germania e l’Est non sono nordici. Erano balle propagandistiche, appunto, atte ad esaltare quella che per i nazisti era l’idea di arianità rispecchiata dalle SS. Un po’ come i leghisti che esaltavano i Celti ma i più delle volte la loro faccia era neolitica. Sulla “propaganda giudaica” stendiamo un velo pietoso, se vi si tolgono le vostre 2, 3 boiate preconfezionate e non sapete che altro dire.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Anche il Filippani Ronconi era un biondone?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Era nelle SS straniere, non in quelle tedesche. Quelle tedesche avevano dei precisi criteri di selezione “razziale”. Lo sanno anche i sassi. Nelle Waffen c’era di tutto. La Germania non è la Svezia meridionale, non è prevalentemente nordica, ma la propaganda NS insisteva sull’esaltazione di questo fenotipo, associato erroneamente ai nomadi ariani.

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      • Ezra Pound ha detto:

        Leggiti Rosenberg invece di saltare a conclusioni affrettate per qualche manifesto nazista che raffigura uomini biondi. Perfino Wikipeduccia sostiene quanto dico: “Rosenberg, come esplicò nelle sue pubblicazioni, considerava gli africani una razza inferiore al pari degli ebrei e delle altre popolazioni semitiche, esprimendo disprezzo anche per gli slavi. Al vertice della “gerarchia delle razze” individuava, in conformita all’ideologia razziale nazionalsocialista, gli ariani (nordici, mediterranei, dinarici, alpini ed est baltici), discendenti dalle antiche popolazioni indoeuropee.”

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Qualche manifesto: tutti. Lo sai benissimo pure tu che investivano tutto sul Nordico (come conferma lo stesso Günther); non ho mai visto un singolo documento di propaganda dove mettevano l’accento su altri fenotipi che non fossero quelli nordici, quindi di che diavolo stai parlando? Gli Ariani non sono né i Nordici né gli altri elencati. Parlare di Ariani nell’Europa del XX secolo non ha alcun senso. Esiste un retaggio ariano, più che altro culturale, ma a livello biologico lo si può rintracciare in maniera concreta solo nell’Est europeo, del resto Urheimat degli stessi Arii.

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  4. Maksimiljan Kodžak ha detto:

    Infatti anche io non capisco come si possa sostenere che Hitler voleva “schiavizzare gli Slavi dell’est”, mentre si alleava principalmente con loro: Ucraina, Bulgaria, Croazia, Bosnia… (Polonia era una cosa diversa, dato che si voleva riprendere le terre dell’est, tolte dal Trattato di Versailles; la Russia invece doveva essere de-bolscevizzata)
    Hitler sapeva benissimo cos’era l’arianicita’ e non la cercava in Germania, casomai la esaltava in maniera estetica. Ma la tipologia ario-nordica fu presente anche nell’iconografia propagandistica sovietica, questo perche’ rapresenta un’ideale nella spiritualita’ indo-europea. Se volevi idealizzare un popolo lo facevi apparire cosi’, come le figure degli Dei o eroi greci. Anche nelle pubblicita’ vedi pochi aplini o dinarici, perche’ esteticamente non sono particolarmente gradevoli ovvero non raffigurano un’ideale. Poi adesso gli “ideali” sono altri: la multirazzialita’, omosessualismo, tolleranza, apertura… ed anche le pubblicita’ (come film, musica e altro) fanno riferimenti espliciti/impliciti per propagare un loro prodotto come “progressista”.

    Anche io vedo pero’ la Russia come un baluardo contro l’occidentalismo imperante. Non tanto per Putin, che e’ un politico (se fosse presidente USA, agiva diversamente, come Obama), ma per la capacita’ del popolo Russo (Russi veri, non di nome) per materializzare quell’identita’ originale di ogni popolo europeo. Il Reich lo fece in maniera netta e diretta (un impero ariano dal Mare del Nord fino all’Oceano Indiano), mentre la Russia dovra’ farlo sui “fianchi”… spalleggiando anche un nascente nuovo impero persiano con l’Iran in funzione anti-saudita e anti-israeliana.
    Costruire una “razza dello spirito” (c’entra sempre la biologia), quello di cui si rammarico’ Hitler di non averlo potuto fare per mancanza di tempo.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Hitler s’è alleato con chiunque si opponeva al blocco alleato, ha cercato alleati pure tra gente non europea. Questo non significa che stimasse le genti slave e mediterranee, dal momento che voleva estendere il Lebensraum tedesco mediante Drang nach Osten, a scapito proprio degli Slavi. Si legge ovunque del disprezzo misto superiorità dei nazisti verso le genti dell’Est europeo, non prendiamoci per i fondelli su. Il pangermanesimo hitleriano era profondamente razzista e suprematista ma dire questo non significa dar ragione alla “propaganda giudaica”, che diavolo vuol dire? Io trovo comico come oggi i più fervidi neonazisti siano di luoghi che Hitler o disprezzava o non teneva in considerazione (Penisola Iberica, Sud Italia, Balcani, Paesi slavi, Sudamerica!), limpida dimostrazione di quanto le cose vecchie e stantie, quando si ripetono, diventino una farsa vera e propria.
      Dite un po’ quel che vi pare, ma sta di fatto che la Germania nazista confondeva gli Ariani storici con il suo ideale estetico biondo-azzurro nordico, che i Tedeschi sono nordici solo in parte, che gli altri fenotipi erano del tutto trascurati, che il disprezzo hitleriano per genti mediterranee e slave emerge ovunque (anche se per convenienza poi Hitler s’è alleato con tutto e di più), che si pentì amaramente di aver perso tempo con l’Italia solo per stima verso Mussolini. Sapevo anche di un certo “Progetto Italia” che prevedeva la deportazione in Africa dei meridionali a vantaggio di immigrati slavi ma non ho mai trovato sufficiente documentazione a riguardo. Insomma, per quanto oggi certi ambienti cerchino di giustificare il nazismo edulcorandone alcuni aspetti razzistici e suprematisti (non parlo di Ebrei e questione olocaustica, che francamente non mi importa più di tanto) rimane il fatto che sopra tutto e tutti c’era la Germania, anche a scapito degli altri, a cominciare dai Polacchi e dagli altri Slavi.
      Comunque io spero che gli identitari si evolvano e non stiano più a perdere tempo con fascismi e nazismi, che han fatto il loro tempo e che inflazionano solamente quella che è una sacrosanta battaglia di sempre: la preservazione del Sangue, del Suolo e dello Spirito europeo, senza più sopraffazione tra Europei.

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  5. Maksimiljan Kodžak ha detto:

    Le alleanze si fanno almeno in due. Hitler voleva un appoggio politico di queste nazioni, dato che dal punto di vista militare era quasi nullo. Lontani comunque dal voler “schiavizzare” alchunche’… magari si puo’ parlare di annessione ad una certa influenza imperiale.
    Di Hitler si parla molto e troppo. Ci sono informazioni estremamente contradittorie su vari fronti. Non capisco perche’ se allora disprezzava gli slavi dell’est, esaltava gli arabi (non era anti-semita?). Non ha un senso particolare, ma l’idea che volesse schiavizzare i Russi e gli Slavi in generale e’ una mistificazione sovietica della Grande Guerra Patriottica. Poi, ironia della sorte, la schiavitu’ arrivo’ proprio con l’URSS. L”Est e’ una questione storica della Germania, riguardo sopratutto l’influenza prussiana, che dominava parecchi quei territori. Comunque se non ci fosse stata la minaccia bolscevica, Hitler nemmeno ci pensava ad attaccare ad Est. Era una crociata (difensiva), bene o male.

    A me il Terzo Reich, come concetto imperiale, piace, perche’ ha una visione mistica dell’impero. Mi sento molto legato a tali concetti meta-storici (non a caso leggo Serrano), nonostante sia uno Slavo doc (serbo-sloveno). Mi piace il concetto della nazione ariana dal Mare del Nord fino all’Oceano Indiano. E’ a questa spiritualita’ che si lega il NS (tralasciando le ovvie degenerazioni neonaziste). E’ la razza dello spirito che evoca le sue origini. Se l’occidente le ha perse o le sta perdendo, tocca all’altra sponda riafermare stessi concetti, con magari forme un po’ diverse. Hitler, ricordiamolo, uso’ la Svastika come simbolo della nazione. Poteva usare un simbolo propriamente germanico, invece opto per un simbolo pan-ariano per eccellenza. L’idea era chiara fin dall’inizio ed ancora oggi permane come un’evocazione di un determinato concetto spirituale. Il Reich, dalla forma solamente fisica, si e’ tarsformato in un simbolo mitologico… un archetipo che non si puo’ cancellare, si manifesta sempre (oggi in maniera piu’ interiore che esteriore).
    Certo non si piu’ manifestare in ambito semita o in altre razze.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Incredibile come nel 2015 era volgare ci sia ancora gente disposta a perdere tempo con queste faccende: Hitler, Serrano (!), nazioni “ariane”, mistica nazista, ufo nazisti… E ovviamente nemmeno siete tedeschi, un classico. Ho sempre trovato comico il fatto che oggi il neonazismo sia stranamente molto vivo nell’Est: poi vedi l’Ucraina, scopri chi c’è dietro marmaglia come il Settore Destro (altro che Ariani…) e i conti tornano. Pedine al servizio della Nato, degli Usa e della Ue, in buonissimi rapporti con Israele, per dare contro la “demoniaca Russia giudeo-mongoloide”, che intanto è l’unica ad opporsi massicciamente ai disvalori d’oltreoceano, altro che tutte queste seghe mentali (e non) sulla Germania nazista e il grande Reich millenario (durato 13 anni). E così in Polonia (!), Paesi baltici, Croazia, terre dove il neonazismo diventa il miglior alleato degli Usa (sì, un po’ come i nazisti riciclati dagli Americani nel dopoguerra contro l’Urss). Questa, oggi, è fuffa, nient’altro che fuffa usata nei tribunali contro gli identitari per metterli a tacere con roba vecchia di settant’anni. Mi auguro che prima o poi la si smetta con tutta questa inutile roba che serve solo per dar manforte ai nemici, in tutti i sensi. Anche solo per il rispetto di chi nazionalsocialista lo era veramente e per i suoi ideali, originali, è morto e non sta dietro una tastiera a farsi mille paranoie su come ripristinare il grande Reich. Fascismo, nazismo e comunismo sono idee del passato, si deve difendere il Sangue con mezzi sempre nuovi e originali, e non continuare a dormire sugli allori con cose vecchie e ormai inutili. Hitler a suo modo è stato un grande statista, ma su altre cose è stato un grande pirla che ha trascinato la sua amata Germania alla distruzione. Ops scusate, sto dicendo cose che mi ha inserito nel cervello il gombloddo giudaigo probabilmente.
      Il primo Hitler, fino alla guerra, si è rivelato un “genio” sotto alcuni aspetti, ma con la guerra è completamente impazzito e, privo di ogni qualsivoglia nozione militare, ha rovinato l’intera Germania e anche parte dell’Europa, in un’assurda guerra che ha portato il Continente ad essere stritolato da due colossi, quello americano e quello russo.
      Poi ripeto, non continuate goffamente a dire che per i nazisti e Hitler non era la Germania al primo posto, superiore a tutto e tutti, anche a costo della vita altrui perché i Tedeschi erano i migliori e la razza eletta, suonate abbastanza ridicoli. E nemmeno siete tedeschi, lo ribadisco.

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      • Tipo sveglio ha detto:

        >Ho sempre trovato comico il fatto che oggi il neonazismo sia stranamente molto vivo nell’Est

        È l’unico posto tra le nazioni indoeuropee dove non è reato.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Beh certo, così poi fa comodo alla Nato in funzione anti-russa, stuzzicando vecchi rancori.

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      • Maksimiljan Kodžak ha detto:

        La guerra fu dichiarata da Francia e Inghilterra alla Germania e non l’incontrario. Ci furono innumerevoli proposte di pace di Hitler per scongiuarre la guerra, ma tutte furono scartate dalla Comunita’ Internazionale (ti suona famigliare?). Vorrei vedere poi chi non sarebbe intervenuto, vedendo massacrare i proprio co-nazionali (Danzica… decine di migliaia) da nazionalisti polacchi in combutta col NKVD. A Hitler fregava relativamente della Polonia, si accordo pure con l’URSS per l’altra meta’ (che guarda il caso ne’ Francia e ne’ Inghilterra gli dichiararono guerra all’URSS). Di genti tedesche invece gli importava parecchio. E’ un peccato questo?

        Come si puo’ pensare che un leader tedesco (austriaco, ma vabbe..) non avesse la Germania al primo posto. Sarebbe demenziali l’incontrario. Ogni impero ha sempre avuto un nucleo preciso (almeno gli imperi terrestri), come quello Romano. Io mi chiedo che Europa poteva nascere dal Terzo Reich. Prima di tutto sarebbe stata una potenza mondiale, senza influenze anglo-qualcosa, de-bolscevizzata, sostanzialmente de-cristianizzata (almeno la componente semita e giudaica), senza la schiavitu’ economica, razzialmente conforme e le nazioni sarebbero state rinforzate (quelle alleate al Reich sicuro)… e nemmeno Israele esisterebbe con gli USA a fomentare guerre in giro per il mondo. Il Medioriente sarebbe stata tutta un’altra cosa (che tra l’altro era quasi tutto dalla parte del Reich). Forse ci sarebbero stati altri problemi, ma intanto era un buon inizio.

        Per me quello che chiami “fuffa” e’ uno stato interiore, percepito fin da bambino. Certo, non comprendevo quasi niente, ma sentivo l’ispirazione. E’ una cosa spirituale… o la senti, oppure la rigetti. Ho dovuto passare uno “travaglio” spirituale e battaglie intellettuali per rendermene conto, ma alla fine e’ stata una liberazione. Io capisco che non tutti possono essere della stessa “ispirazione”, pero’ schernire certi concetti, non mi pare giusto. Passa l’idiota bimbominkia lobotomizzato dalla propaganda progressista, ma da uno come te non e’ necessario. Poi ribadisco che non dobbiamo esssere della stessa ispirazione.

        Non condivido poi il parallelo dei neonazisti ucraini o altri sedicenti “nazisti”, che non c’entrano assolutamente niente con la Weltanschauung NS. Queste sono bande affiliate a poteri internazionali (consapevoli o meno non mi interessa). In Ucraina poi il governo “nazista” vanta piu’ stranieri (ed ebrei) tra le sue fila. Cosi’ come i comunisti, anche i nazionalisti possono essere degli ‘utili idioti’ per qualcuno.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sì sì lo so di Francesi e Tedeschi, non sto affatto dicendo che eran meglio quelli (o gli Usa!) della Germania nazista, ma ciò non toglie che l’ostinazione hitleriana e la sua completa ignoranza bellica abbiano trascinato la nazione alla distruzione. Senza contare comunque che via via la Germania, prima della guerra, ha assorbito diverse entità, senza chiedere permesso a nessuno, e in barba quindi ai popoli non germanici che abitavano i territori inglobati. Un minimo di obiettività cristo! Era imperialismo tedesco, non Spirito imperiale europeo. Il Tirolo meridionale però non l’hanno toccato, dal momento che l’alleato mussoliniano non voleva. La coerenza ad orologeria insomma.
        Vedete, io a differenza vostra ho un minimo di onestà intellettuale e critica, e mi permetto anche di criticare quello che dovrebbe essere vicino alla mia sensibilità ma che se si è rivelato essere una boiata a suo tempo, sotto certi aspetti, va comunque detto, e riproposto oggi diventerebbe una tragicommedia! Io non vivo di passato, guardo avanti e bado al sodo che è Sangue, Suolo, Spirito, non le vostre paranoie fuori tempo massimo su Hitler, nazismo, esoterismo ariano e altra roba. L’eredità ariana/indoeuropea dell’Europa la difendo benissimo anche senza appellarmi ad esperienze ormai morte e sepolte: Identità e Tradizione non sono Hitler, Mussolini, Franco o chi per esso, sono valori immortali. La tua sensibilità, con tutto il rispetto, tienla per te dato che poi intervieni solo per fare propaganda nazista, perché parlare oggi di sta roba serve solo per ritrovarsi la digos all’uscio. E il gestore del sito sono io, non tu. Grazie.
        Caro mio il nazionalsocialismo è stato una cosa, il neonazismo un’altra. Oggi c’è il neonazismo che è spazzatura, chincaglieria, pletora di utili idioti come il neofascismo. Si deve guardare avanti non indietro e finché non si capirà che, per quanto possa essere affascinante, riprendere in mano oggi il discorso hitleriano e NS (originale, dunque tedesco) è demenziale non si andrà da nessuna parte. O meglio, da una parte sì: in tribunale/galera o al Bagaglino.

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      • Maksimiljan Kodžak ha detto:

        Certo che sono valori immortali. Basta leggersi il Rig Veda.
        Il NS fu una ‘forma’ di qualcosa di molto piu’ profondo.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Ma che il NS sia stata un’esperienza affascinante ricca di mille rimandi interessanti è fuor di dubbio. Ma a suo tempo e aveva comunque i suoi difetti, intesa globalmente. Quel che rimane da lezione oggi deve essere l’amore per quegli immortali valori, un amore da coltivare però, oggi, con altri mezzi culturali e politici, proprio per non scadere nelle banalizzazioni. Io la vedo così. Anche perché poi distinguo l’azione politica hitleriana dalla dottrina. I movimenti völkisch germanici d’altra parte non li aveva inventati Hitler.
        Da un punto di vista politico il socialismo nazionale è certamente oro, è l’unica forma di socialismo che possa aver senso. A suo modo era così anche in Russia. Il “rosso-brunismo” alla fine è un’espressione di ciò.

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  6. Dil ha detto:

    Per quanto riguarda gli Slavi affascinati dal Nazionalsocialismo mi vengono in mente addirittura i Russi, con i loro movimenti Nazionalcomunisti che si appropriano dell’estetica di quel regime.
    Il Terzo Reich mi sembra che fosse costruito su misura sulla Germania, volerlo riproporre in altri contesti non è l’ideale, perché come avete detto metteva i Tedeschi al di sopra di tutto.
    Comunque per il bene dell’Europa ci vuole un sano ultranazionalismo, che non è necessario che si vada a riferire a quelle esperienze passate.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ma certo, io ho il massimo rispetto per quei fascisti e nazionalsocialisti che, ai tempi, hanno lottato per l’Europa minacciata dal capitalismo occidentale e dal marxismo distruttore ma, diamine, oggi siamo nel 2015, si deve difendere la Tradizione con l’innovazione, si deve avere il coraggio di intraprendere nuove strade per non tramutare il passato in una farsa utile al Nemico e a nessun altro. Un minimo di coscienza critica, perbacco! Parimenti rispetto anche lo stalinismo perché fu patriottismo russo e ben diverso dall’internazionalismo marxista di cui si stava parlando. Si son difesi dall’aggressione tedesca e oggi la celebrano in pompa magna, e che dovrebbero fare altrimenti? Da Italiano avrei sostenuto il Fascismo all’epoca ma si capisce che le tre grandi ideologie del Novecento erano tutte accomunate da un aspetto: la difesa della collettività nazionale e la lotta contro il capitalismo distruttore. Ciò comunque non toglie che Mussolini e Hitler, parlando di Italia e Germania, si siano comportati a più riprese da ottusi e capricciosi dittatori miopi di fronte agli sfracelli bellici. Mussolini che si tuffa in una guerra mondiale con un’italietta ridotta allo stremo fu semplicemente demenziale. Poteva prendere Malta invece di fornire carne da macello a Hitler, che nemmeno la voleva (conscio della pessima qualità del regio esercito, impantanato in inutili avventure come quella greca).

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      • Tipo sveglio ha detto:

        >Si son difesi dall’aggressione tedesca e oggi la celebrano in pompa magna, e che dovrebbero fare altrimenti?

        Ma quale aggressione tedesca?! La Germania si è trovata costretta a fermare l’invasione della Britannia e ad aprire un secondo fronte ad est, per il semplice fatto che i russi si erano alleati con il capitalismo giudeo-anglosassone (i.e. gli Alleati) e ogni giorno si militarizzavano sempre di più. Si chiama guerra preventiva, caro Paolo, e sono nozioni basilari di storia moderna!

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Caro coso, tu ragioni dal punto di vista del tastierista del 2015 che parteggia per Hitler (fuori tempo massimo), mettiti nei panni di un Russo dell’epoca che si trova i carri tedeschi in casa, poi vediamo. La guerra in Russia fu un’ecatombe di Tedeschi. A cosa è servita? Nulla. In compenso la Russia oggi celebra una vittoria e ha orgoglio patrio da vendere, la krante cermagna invece raggiunge il suo massimo orgoglio nei gay pride. Hitler poteva spendere meglio il suo tempo, e davvero gettare le basi di un moderno impero europeo cercando la collaborazione di tutti, invece è finito per dare spazio al solo pangermanesimo imperialista a scapito altrui.

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      • Tipo sveglio ha detto:

        La Russia celebra la vittoria perché ha venduto il culo agli Alleati per spartirsi il mondo a Yalta. Purtroppo alla fine la superpotenza americana ha chiesto il conto anche a loro e oggi si ritrovano un paese da terzo mondo. Però senza transessuali in televisione.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Beh dai, in fatto di fantasia malata siete bravini. Se la Russia “ha venduto il culo” agli Alleati non oso immaginare cosa abbiamo venduto noi…

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  7. Maksimiljan Kodžak ha detto:

    Attenzione che il movimento NS era solo parzialmente politico (30%), per la maggior parte era un movimento religioso. In India la figura di Hilter ha avuto risvolti messianici. Il movimento NS e’ nato in Germania perche’ c’erano le condizione necessarie ed ha espresso una sua forma specifica. Non poteva nasecre che li’. La propagazione di questa “religione” e’ invece un’altra cosa. Quando si presentera di nuovo esteriormente, apparira in un’altra forma, ma la sostanza rimane. I seguaci del Sole Nero sono/siamo cosi’. Alexander Dughin in Russia (come il fu’ Miguel Serrano in Cile) e’ un seguace del Sole Nero, anche se no lo puo’ ammettere appertamente…

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Son tutte cose che a me non interessano, francamente. Non sono religioso, per quanto rispetti il paganesimo indoeuropeo, ma tengo e terrò sempre BEN separate politica e scienza da religioni e mitologie.

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    • Dil ha detto:

      Maksimiljan dicevi di essere Sloveno-Serbo, quali sono le tue priorità per la tua terra?
      Ti va bene la situazione attuale, con più stati nei Balcani, o vorresti che gli Slavi del Sud si riunissero?

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      • Maksimiljan Kodžak ha detto:

        Io sono dell’idea che ogni nazione possa portare i simboli che piu’ la rapresenta. Oggi la priorita’, per me, non e’ la riunificazione degli Slavi del sud, ma la Liberazione dell’Europa dal giogo anglo-qualcosa. Fatto questo si puo’ parlare di “ridistribuire” certe nazioni, ma oggi il pericolo e’ la contaminazione del sangue europeo. Piu’ che altro e’ un problema psichico, piu’ che politico.

        Comunque, non sono un nostalgico della ex-jugoslavia, se ti riferivi a quello. Ammetto certi elementi comuni al nazional-socialismo stesso, ma la retorica era comunista. E poi io la stella rossa la trovo estremamente anti-estetica su una bandiera… mi stona troppo.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Do parola a tutti ma vi prego: evitate terminologie da retorica razzista, grazie. Non è una questione di “contaminazione” ma solo di orgoglio per le proprie radici, che deve valere per l’Europa come per l’Africa o l’Asia. Io apprezzo tutte le culture (ovviamente a cominciare dalla mia) però a casa loro, così come a casa sua deve restare la mia.

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  8. Dil ha detto:

    Maksimiljan hai visto la cartina dell’Italia che Paolo, il gestore del sito, ha pubblicato?
    In quella cartina la Slovenia verrebbe pesantemente ridimensionata, cosa ne pensi?

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  9. Dil ha detto:

    Ho l’impressione che, per quanto difficilissimo, il superamento dello stato unitario con la creazione di più realtà nello stivale, sia più realizzabile della sistemazione etnofederale dello stato unitario stesso.
    Perché le ipotetiche nuove realtà si muoverebbero nell’ambito in cui già vive la realtà attuale, cioè NATO, Unione Europea, democrazia occidentale.
    Mentre un cambiamento etnofederale sarebbe osteggiato dalla maggioranza degli italiani per il ricorso al concetto di etnia, che nella nostra società ha purtroppo connotazioni negative, e per la messa in discussione delle appartenenze e dei “valori” consolidati che, sempre quella maggioranza di italiani, non vorrebbe mettere in discussione.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Tornare agli stati pre-unitari sarebbe una follia. Già c’è gente che ha da questionare tra Insubria e Orobia, figuriamoci se si dovessero recuperare ducati sabaudi, serenissime, ducati padani, granducati toscani e regni delle due Sicilie. Non oso immaginare il caos (e il godimento di chi ama balcanizzare l’Europa per seminare zizzania). No, l’Italia deve rimanere unita, proprio per l’autonomia di tutti gli Italiani dai potentati stranieri, ma al contempo lo stato deve avere una snella struttura federale, per non soffocare il Nord sulla linea del Centro-Sud e anche per non far gravare sul Centro-Sud le necessità del Nord. Superfluo dire comunque che nel Sud debbano darsi una svegliata, Italia o non Italia, perché altrimenti si farebbero divorare in un boccone da chissà chi. Per certi problemi, al Sud un po’ di autoritarismo non farebbe male.

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