Etnofederalismo per la salvazione dell’Italia

L’Italia è un Paese complesso e ricco di Storia, che va valorizzato con delle politiche atte a rappresentare tutti senza appiattire la realtà etno-culturale della Nazione sulla linea di un poco perspicace neofascismo o di un giacobinismo degenerato e statolatrico.

Altresì, non si deve fare il fatale errore di confondere la Nazione millenaria, plasmata da eventi storici benedetti dal diuturno ideale romano, con quello stato-apparato di origine sabauda che abbiamo in mezzo ai piedi da nemmeno duecento anni, e che più che rappresentarci ci vessa (soprattutto oggi) poiché svuotato di ogni sovranità ed esaltazione del dato nazionale genuinamente italiano.

Lo stato, amici, può anche fallire ed andare a ramengo, ma l’Italia e il suo concetto più “alto”, aulico ed elevato, rimane nei secoli a venire.

Il fatto è che l’attuale stato italiano è una repubblichetta di matrice americana, atlantista, partigiana e democristiana, che di italiano ha solo il nome dato che i suoi attuali simboli sono ben poco evocativi, e non sono che una scimmiottatura delle democrazie borghesi occidentali, cui l’Italia si è mortalmente legata. Come si può essere affezionati ad una mera entità politica che fa persino fatica a parlare di “Nazione”? Che è completamente annullata dalle suicide spinte mondialiste e che fiancheggia senza se e senza ma l’Unione Europea, gli Stati Uniti e la NATO, Israele? Che imbarca allogeni da ogni dove finendo per tutelare quelli e dimenticarsi degli indigeni? Che non ha nessuna considerazione per la realtà etnica degli Italiani e sacrifica la loro complessità sull’altare della statolatria semi-apolide?

Che forse questo stato si potrebbe tenere? Forse, ma la Costituzione sarebbe completamente da riscrivere, in favore di una vera sovranità, di una geopolitica rispettosa del naturale ruolo italiano tra Alpi e Mediterraneo, di un rinnovato disegno nazionale che sappia mirare all’irredentismo di quelle terre indubitabilmente di tradizione e identità italiane, e che soprattutto assuma l’effigie di un congruo etnofederalismo, nel pieno rispetto di quella che è la realtà italiana verace!

Non esistono indistinti “fratelli d’Italia” membri di “un’unica famiglia dalle Alpi alla Sicilia”! Lo vogliamo capire o no? Lo vogliamo capire che, al netto degli inutili e costosissimi statuti speciali, l’unica forma di stato comune e unitario deve basarsi su di un patto identitario tra le varie genti della Penisola? Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Sicilia e Sardegna sì uniti ma alfine coesi con un flessibile strumento federale che impedisca che si continui ancora a desertificare il Sud spopolandolo per sovrappopolare un Nord ormai devastato da immigrazioni, inquinamento, cementificazioni, miopi politiche tutte incentrate sul danaro e indifferenti pei destini degli indigeni alpino-padani, e con un Centro in cui la capitale sia l’odiato simbolo del degrado politico e culturale italiano e il resto delle regioni centrali un serbatoio elettorale per squallidi partiti come il Pd.

Io sono italianista, ma in chiave etnofederalista e lombardista. Io difendo innanzitutto la mia realtà etnica granlombarda (in buona sostanza il Nord) che dal secondo dopoguerra è stata letteralmente angariata da uno stato assistenzialista, clientelista e nepotista, meridionalista, che in combutta con i pescecani nostrani ha spostato masse di meridionali qui (abbandonando il Sud a sé stesso) scatenando quel che oggi si vede ovunque con gli allogeni: guerre tra poveri, criminalità, degrado di interi quartieri, cementificazione selvaggia, distruzione del tessuto etno-culturale originale, e ovviamente odio, odio tra “polentoni” e “terroni”, odio per “romaladrona”, odio tra Europei usati come pedine dai boiardi di stato e dagli industriali senza scrupoli, che infischiandosene dei nativi incamerano di tutto e di più per lucrare e arricchirsi. Ieri con gli Italiani del Sud oggi con gli allogeni dalla provenienza disparata.

Capisco che quel che posso scrivere non sia gradito a tutti, ma onestamente mi dà fastidio vedere che in qualunque posto pubblico e impiego statale e parastatale (in Lombardia) ci siano persone che non hanno alcun legame col territorio e che provengono dai più remoti cantoni del Meridione. Succede forse lo stesso al Sud con personale del Nord? Non credo. E il discorso vale per le forze di polizia, i Carabinieri e l’esercito. Questo anche per l’alto tasso di disoccupazione del Sud, chiaramente, ma anche e soprattutto per l’errata impostazione di questo stato, che finisce per rappresentare solo una parte dei propri cittadini, fornendo argomenti al secessionismo padano e derivati.

Sembra quasi che quel “fare gli Italiani” sia stato interpretato come “farli ad immagine e somiglianza del Sud”, e purtroppo coi difetti del Sud. Non ci siamo, signori, non ci siamo. Gli Italiani non vanno fatti perché esistono da millenni, vanno s0lo rispettati a partire dalla loro più intima identità e coesi da quelli che veramente sono valori comuni: Roma, l’Italia longobarda, l’ideale imperiale che vede nel Paese una delle colonne portanti dell’impero europeo, l’Umanesimo, il Rinascimento, e quei comuni sforzi fatti per dare l’Italia agli Italiani liberandola dal giogo straniero e pretesco.

L’Italia è troppo importante nei suoi contenuti più intimi e veri per essere ancora oltraggiata dall’attuale statolatria “romana”, quella che s’è tenuta il cosmopolitismo giudeo-cristiano dimenticandosi dei fasti latini, indoeuropei, pagani, e intridendosi di corruzione morale e materiale.

Questi negativi aspetti sono quelli che hanno alimentato, e alimentano, i leghismi settentrionali, ma anche i duosicilianismi meridionali, finendo per indebolire la già risicata sovranità di questo Paese. La soluzione a mio avviso è l’etnofederalismo, con una salutare propaggine comunitarista e ruralista che miri alla riscoperta autentica e genuina delle proprie radici e del legame col territorio (Sangue, Suolo, Spirito vissuti nella maniera più intima), e ciò unito ad una ferrea azione politica unitaria laddove siano in ballo i destini comuni degli Italiani: l’economia, la sovranità, la geopolitica, la difesa, le alleanze strategiche, la promozione dell’ideale imperiale che partito da Roma si è innestato in Germania ed è sfociato in Russia, la riabilitazione della spiritualità indoeuropea che si contrapponga nettamente all’universalismo apolide e relativista incarnato dagli eterni nemici dell’Italia unita: i preti. E dai loro insperati alleati progressisti e liberali.

Nessuno nega che l’Italia esista, che sia millenaria, e che debba rimanere politicamente unita per rappresentare al meglio quel pilastro imperiale secolare santificato dalla romanità e dalla latinità, che appartengono innanzitutto a noi Italiani, ma la configurazione statuale di questa Italia unita deve essere totalmente diversa dall’attuale ed essere finalmente armonizzata dal federalismo etnico, che a mio avviso è l’unica arma che abbiamo per stroncare anche quel disfattismo anti-italiano che genera odio tra Nord e Sud a vantaggio dei nemici più pericolosi che l’Italia, la Lombardia (nel mio caso) e l’Europa hanno ormai da secoli.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2015/05/etnofederalismo-per-la-salvazione-dellitalia.html

Annunci

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Etnofederalismo, Il Soledì e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...