Antropologia fisica italiana

In questo e nel prossimo articolo darò uno sguardo complessivo alla situazione antropologica e genetica dell’Italia al fine di far luce su quelle sensibili differenze etniche che caratterizzano la nostra Penisola.

Il nostro territorio nazionale può essere suddiviso in sei areali etnici: Nord-Ovest celto-ligure (col Nizzardo e la Svizzera italiana), Nord-Est reto-venetico (con la Venezia Giulia storica), Centro italo-etrusco (con la Corsica), Sud italo-greco, estremo Sud magnogreco/greco-italico (con Malta), Sardegna. In questa mappa la situazione globale europea e italiana attuale:

Europidi

Europidi

La situazione da un punto di vista antropologico fisico presenta un quadro assolutamente europide, con qualche lieve influsso levantino nelle estremità meridionali del Paese (Salento, Calabria, Sicilia); quel che accomuna tutto il territorio è il substrato mediterranide di origine neolitica, ovviamente fortissimo nel Centro-Sud e suddiviso in qualità occidentale di tipo “iberico” e orientale di tipo “greco”:

Mediterranide occidentale napoletano

Mediterranide occidentale napoletano

Mediterranide orientale calabrese

Mediterranide orientale calabrese

Al Sud si possono trovare anche due importanti tipi fisici caratteristici soprattutto della Sardegna. Uno molto arcaico denominato Beride o Paleo-Sardo (intermedio cromagno-mediterranide alpinizzato) e uno di base mediterranide con influenze paleo-europidi detto Mediterranide grezzo:

Beride sardo

Beride sardo

Mediterranide grezzo sardo

Mediterranide grezzo sardo

Il substrato mediterranide influenza anche altri tipi fisici che altrove in Europa appaiono “puri”: è il caso degli intermedi alpo-mediterranidi, dinaro-mediterranidi e nordo-mediterranidi, fenotipi pan-italiani.

Alpo-Mediterranide ticinese

Alpo-Mediterranide ticinese

Dinaro-Mediterranide anconetano

Dinaro-Mediterranide anconetano

Nordo-Mediterranide ligure

Nordo-Mediterranide ligure

Risalendo lo Stivale e passando in area centrale, assieme allo strato mediterranide, si cominciano ad incontrare influssi alpinidi (molto forti peraltro in area campana) e dinaridi, che si fanno sentire in area toscana e adriatica:

Alpo-Dinaroide laziale

Alpo-Dinaroide laziale

Al contempo, man mano si risalgono gli Appennini, si entra in contatto con il fenotipo atlanto-mediterranide, tradizionalmente associato ai Liguri, ma che si può trovare anche nel Meridione. Ricordo che l’Atlanto-Mediterranide è un tipo mediterranide progressivo, alto, robusto, nettamente dolicocefalo e leptomorfo, collegato ai costruttori megalitici atlantici. Questo esempio è messinese, e per quanto “pesante” è inquadrabile come atlanto-mediterranide:

Atlanto-Med messinese

Atlanto-Mediterranide messinese

Del resto, popolazioni affini ai Liguri si stanziarono anche nel Centro, in Corsica, Sardegna e Sicilia (Sicani).

Di là della linea Massa-Senigallia, che segna un confine etnico, genetico e linguistico (per quanto sfumato in area romagnola) tra mondo puramente italo-romanzo e mondo galloromanzo cisalpino, si apre il panorama brachicefalo dell’Italia (il Centro-Sud è per lo più meso-dolicocefalo), con la decisa presenza della sottorazza alpinide intervallata con quella mediterranide di tipo soprattutto atlanto- (nel Nord-Ovest), mentre l’elemento dinaride si fa cospicuo nel Nord-Est reto-venetico. Nella Pianura Padana esiste uno specifico fenotipo dinaroide chiamato Padanide, vicino al Baschide iberico ma più dinaride che atlanto-mediterranide.

Alpinide piemontese

Alpinide piemontese

Dinaride marchigiano

Dinaride marchigiano

Padanide

Padanide

Ho postato quel Dinaride marchigiano perché fenotipo pressoché intatto e quindi assai ricorrente in Veneto e dintorni; del resto l’area settentrionale delle Marche, da Senigallia in su, è terra galloromanza. Non si può sapere con certezza l’ingresso in Italia dell’elemento alpinide e dinaride, ma sicuramente ha seguito le élite nordiche ariane di Celti e Italici, dall’area centro-europea.

Nel Nord Italia si alza la statura, si brachicefalizzano i crani, la corporatura si irrobustisce e la pigmentazione si schiarisce; questo implica una discreta presenza di fenotipi nordoidi in area alpina, soprattutto alpo-nordidi e dinaro-nordidi (Sub-Nordidi e Noridi), dovuta principalmente alle note minoranze germaniche e slave. Si possono trovare anche dei tipi cromagnoidi peculiari del Nord Europa, come questo Borreby lombardo:

Borreby lombardo

Borreby lombardo

Questo invece un Sub-Nordide (più alpinide che nordide, comunque) proveniente dall’area cimbra del Veneto:

Sub-Nordide cimbro

Sub-Nordide cimbro

Ed ecco invece due Nordidi abbastanza “puri” dell’area lombarda transpadana:

Nordidi lombardi

Come si capisce, questi tipi fisici sono una minoranza e assai di rado si trovano Nordidi da manuale e Cromagnoidi tipici del mondo germanico: il Nord Italia è una terra nettamente alpinide, dinaride e (atlanto)mediterranide, più neolitica che mesolitica (cromagnoide), e indoeuropea (nordide, cordata e kurganoide), germanizzata in superficie nel Medioevo, e al di là di ogni fantasia padanista è parte integrante dell’Europa meridionale (per quanto il clima sia più subcontinentale che mediterraneo proprio), o tutt’al più anello di congiunzione tra mondo mediterraneo e areale mittel.

Questo, ovviamente, non significa che esista un solo popolo italiano dalle Alpi alla Sicilia, ma che anzi ne esistano diversi, inquadrabili nei sei areali etnici individuati poco sopra (se volete, escludete pure le minoranze alpine).

Di seguito, alcune interessanti mappe antropologiche che mostrano le sensibili differenze etniche di cui ho parlato. Vi rammento che più basso è l’indice cefalico più allungato è il cranio, mentre variabile è il rapporto tra lunghezza e altezza.

Indice cefalico italiano

Indice cefalico italiano

IC italiano nel dettaglio

IC italiano nel dettaglio

Dimensione del cranio in Europa

Dimensione del cranio in Europa (lunghezza + larghezza)

Statura media europea

Statura media europea (1939)

Biondismo in Italia

Biondismo in Italia

Pigmentazione europea

Pigmentazione europea

Capelli chiari in Europa

Capelli chiari in Europa

Occhi chiari in Europa

Occhi chiari in Europa

Insolazione media in Italia

Insolazione media in Italia

L’ultima mappa può dare un’idea sulla pigmentazione media della pelle tra gli Italiani, sebbene dipenda anche da altri criteri.

Nel prossimo articolo approfondirò l’aspetto genetico della realtà etno-razziale italiana, che andrà a confermare la complessità del quadro etnico nostrano.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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7 risposte a Antropologia fisica italiana

  1. Federico ha detto:

    l’ atlanto mediterranide messinese mi sembra che ha anche influssi alpini… non tanto per il grasso, ma perchè non è molto dolicocefalo e anche la faccia appare un pò corta

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  2. F. ha detto:

    Nel pesarese e nel resto dell’Ager Gallicus infatti le sub-razze più frequenti sono dinaridi e alpinidi. La mia famiglia ad esempio è composta da elementi maggiormente alpinidi, CM e dinaridi.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      C’è anche un importante elemento mediterranide nel territorio che fu dell’Esarcato: colonie greche e Bizantini.

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      • Anonimo ha detto:

        Pensi che i Bizantini hanno influenzato di più geneticamente che Galli, Piceni(e italici in generale) e Goti(anche se in piccola parte) ?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Ovviamente no, anche perché hanno agito di superstrato. La Romagna è celto-etrusco-italica, principalmente.

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