La situazione genetica globale

Per concludere il discorso razziologico globale ecco un articolo sulla genetica delle popolazioni considerate complessivamente, includendo tutte le cinque razze individuate (Negroidi, Caucasoidi, Mongoloidi, Amerindioidi, Australoidi).

Cominciamo col dire che gli Africani sub-sahariani (Negroidi, quindi Congoidi e Capoidi) si distaccano da tutti gli altri popoli della Terra:

Distanze genetiche

Distanze genetiche

Questo per via dell’uscita del sapiens dall’Africa risalente a 100.000 anni fa, che ha distanziato così la razza negroide dalle altre (e tengo a precisare che l’uomo uscito dall’Africa non era un Negroide, logicamente, dato che le varie razze si sono caratterizzate nel proprio habitat dopo le grandi migrazioni preistoriche):

Out of Africa

Out of Africa

Per quanto riguarda il popolamento delle Americhe a partire dalla Beringia, 15.000 anni fa come data d’ingresso sembrerebbe più corretto. Qui un’altra mappa, basata sul DNA mitocondriale, relativa alle grandi migrazioni umane (i cerchi indicano le migliaia di anni prima del presente, di solito rappresentato dall’anno 1950 era volgare):

Migrazioni umane basate sul mitocondriale

Migrazioni umane basate sul mitocondriale

Notare comunque come all’interno di una singola razza, in riferimento alla prima mappa mostrata, vi siano diramazioni e considerevoli distanze, ad esempio quella tra Congoidi (Negridi “puri”) e Capoidi (Boscimani), o tra Caucasoidi, tra Australidi propri (gli Aborigeni australiani) e Australoidi della Nuova Guinea, e via dicendo.

Ecco altre immagini che mostrano i vari raggruppamenti e le distanze tra le popolazioni del globo. Questo è un albero filogenetico di 42 popolazioni tratto dall’opera di Cavalli-Sforza:

Albero filogenetico

Albero filogenetico

Questo invece un plot che, basandosi sulle componenti principali, mostra dove “clusterano” le medesime 42 popolazioni raggruppate sopra (è sempre tratto da Cavalli-Sforza):

Componenti principali

Componenti principali

Approfondendo le componenti autosomiche che riguardano il genoma delle razze umane avremo la seguente situazione mostrata da questo lavoro del 2013-2014 di Lazaridis et al.:

K6

K6

L’azzurro riguarda la componente caucasoide, il giallo quella mongoloide, l’arancione quella negride propria (congoide), il rosso quella capoide (khoisanide), il viola quella australoide e il verde quella amerindioide.

Per quanto concerne la situazione delle linee paterne (Y-DNA) e materne (mtDNA) vi propongo le seguenti mappe: la prima mostra le migrazioni umane secondo l’aplogruppo Y maschile

Y-DNA

Y-DNA

La seconda la situazione mondiale, generale, delle linee paterne

Mappa globale aplogruppi Y

Mappa globale aplogruppi Y

Ecco invece le mappe relative agli aplogruppi mitocondriali: la prima riguardo le migrazioni umane basate sulle linee materne

mtDNA

mtDNA

La seconda sulla situazione mondiale, generale, della distribuzione degli aplogruppi mitocondriali

mtDNA globale

mtDNA globale

Diamo anche uno sguardo ai principali gruppi sanguigni nel mondo. Il gruppo 0 è ben distribuito ovunque, in particolar modo nelle Americhe, dove monopolizza quasi del tutto il panorama:

Gruppo 0

Gruppo 0

A è abbastanza specifico dell’Europa, sebbene si possa trovare anche altrove:

Gruppo A

Gruppo A

B invece è tipicamente asiatico, e potrebbe anche avere un legame con gli Ariani e le loro migrazioni:

Gruppo B

Gruppo B

Il fattore Rh negativo è tipico dell’Europa, soprattutto dei Baschi, e rivela una certa affinità con l’Uomo di Cro-Magnon, e dunque col Paleolitico superiore e il Mesolitico:

Rh negativo

Rh negativo

Un’interessante cartina è quella sulla frequenza dell’intolleranza al lattosio in età adulta nel mondo, che si fa rara laddove abbondano geni indoeuropei, nordici e cromagnoidi (dunque in terre abitate da Europidi centro-settentrionali):

Intolleranza al lattosio

Intolleranza al lattosio

Questo non per chissà quale stregoneria, ma perché gli Europei centro-settentrionali discendono da genti dedite al consumo di latticini freschi, al fine di poter sintetizzare la quantità necessaria di vitamina D in mancanza di determinati cibi e di un clima mite (un fatto che incide anche sulla pigmentazione chiara). Interessante l’eccezione rappresentata dai Fulani del Niger, una tribù pastorale dell’Africa occidentale, frequentemente di linea paterna levantina R1b-V88 (dunque legata all’R1b prettamente indoeuropeo eurasiatico).

Tornando a Cavalli-Sforza, sarà utile riprodurre anche la seguente mappa globale sulle distanze genetiche tra gruppi razziali, dove peraltro si può notare l’omogeneità europide (dei Caucasoidi europei):

Genetica europea e globale

Genetica europea e globale

Essa rende bene l’idea circa la suddivisione razziale delle popolazioni umane e indica con la colorazione gialla i Negroidi, con la verde-azzurra i Caucasoidi, con la violacea i Mongoloidi e gli Amerindioidi (ramo dei primi ma differenziati), e con quella rossastra gli Australoidi (in particolar modo gli Aborigeni australiani). Si notino le aree intermedie dell’Africa settentrionale, dell’Asia Centrale, e la situazione orientale e americana, ossia mongoloide in senso “macro”, che mostra la variazione genetica maggiore (i Mongoloidi da un lato mostrano affinità con l’area euro-siberiana e dall’altra con gli Aborigeni australiani).

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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12 risposte a La situazione genetica globale

  1. marco ha detto:

    davvero un ottimo lavoro quello che fate tu e tipologie europidi (che ora mi pare sia diventato ethnopedia)… continuate così! un barlume di luce nel buio.

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  2. Maksimiljan Kodzak ha detto:

    Salve, Paolo.

    Gia’ da piccolo una cosa non mi quadrava riguardo al popolamento delle Americhe. Se si parla di 15.000 anni fa’ dell’attraversamento dello stretto di Bering (ghiacciato), allora si va nel periodo dell’era glaciale. Cosa spingeva una popolazione a spingersi a nord, affrontando i ghiacci e freddo estremo, senza sapere nemmeno di preciso dove fossero diretti? Perche’ invece non cercare i climi piu’ temperati e piu’ a sud? Non mi quadra la logica… Insomma, l’istinto di sopravivenza dove l’hanno messo? Qualche studioso ha afrontato questa anomalia?

    Ciao e grazie.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      La preistoria americana rimane un periodo piuttosto oscuro; l’ipotesi generalmente accettata comunque è quella del passaggio in Alaska, dall’Asia nord-orientale, dei cacciatori nomadi siberiani. 15.000 anni fa le condizioni ambientali di Asia settentrionale e America settentrionale erano diverse da oggi: la linea costiera era più bassa perché parte dell’acqua era trattenuta dai ghiacci polari, di conseguenza emerse la piattaforma continentale che causò la temporanea scomparsa dello Stretto di Bering sostituito appunto dalla Beringia, un ponte di terra vasto e piatto. Logico che queste condizioni, unite ad un clima freddo e asciutto, abbiano favorito la migrazione dalla Siberia all’Alaska (tenendo presente che in questo territorio c’erano anche flora e fauna, tra cui mammut, bisonti, cavalli, antilopi e bestie più piccole).

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      • Dario ha detto:

        Mi scusi signor Sizzi, ma le cose da lei spiegate in questo breve articolo si possono benissimo trovare anche su wiki, ad esempio: http://en.m.wikipedia.org/wiki/Negroid
        Quindi complimenti per la sua opera di divulgazione scientifica, ma non si senta tanto speciale.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Dove avrei detto che mi sento speciale e che sono l’unica fonte a disposizione? Fai uso di droghe?

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      • Dario ha detto:

        Figa, diffondi la Verità colla v maiuscola, ci manca solo che dici che sei “in missione per conto di Dio”. Ho linkato wiki per mostrare quanto le informazioni dell’articolo siano facilmente reperibili, se poi le persone col QI inferiore a 90 non lo sanno, più che mistificatori li chiamerei idioti.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Trattieni il tuo autismo. Ho usato la “V” maiuscola semplicemente per rimarcarne l’importanza, non per passare per superuomo. I mistificatori sono coloro che ci tengono ad insabbiare tutto e propalare balle. Ovvio che basti semplicemente informarsi (per quanto comunque quello che hai postato tu c’entri poco con questo articolo sulla genetica). Piuttosto non ne vedo molte di persone che parlano (senza anonimato) di queste tematiche pubblicamente; io do il mio contributo, senza alcuna pretesa.

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      • Dario ha detto:

        Basta dirlo, fa strano vedere “Verità” come piace tanto ai religiosi; inoltre essendo verità scientifica può sempre essere rivista o riformulata (se si scoprono nuovi fatti), la scienza non è immutabile come le tue convinzioni, purtroppo… per te.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Vai a farti un giro, hai sbrodolato abbastanza scempiaggini paranoiche per oggi. La Verità sta semplicemente nella biodiversità umana che appunto non si può ideologizzare: né per baggianate suprematiste, né per boiate politicamente corrette alla Boldrini. E il messaggio lo si legge tranquillamente in ogni mio articolo, che quando tratta di genetica o antropologia fisica tiene ben lontano la politica.

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  3. Melis ha detto:

    “il verde quella amerindioide”, corrisponde all’ANE? Da dove arriva? Vedo che la maggioranza degli europei sono tutti azzurri più una piccola striscia verde. Poi alcune popolazioni come i russi e i finlandesi hanno anche un striscia gialla (mongoloide), e alcune popolazioni come i sardi, i ciprioti, le canarie hanno anche un po’ di arancione.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sì, credo possa esserci una correlazione tra ANE e colorazione verde. Nel caso dell’ANE è una componente arcaica del settentrione eurasiatico condivisa da Caucasoidi e Indianoidi, e che mostra una compatibilità col cosiddetto ragazzo di Mal’ta, in Siberia. Più che i Sardi le interferenze africane le hanno Iberici, Maltesi, Siciliani e altri, ma stiamo parlando di percentuali irrisorie.

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