La razza australoide

Cranio australide

Cranio australide

Chiudiamo la rassegna razziale con la razza australoide. I componenti di questa subspecie discendono dai Proto-Australoidi, ossia i sapiens giunti in Oceania costeggiando l’Asia meridionale e il Sud-Est asiatico, e caratterizzano Indonesia, Malesia, Australia, Nuova Guinea, Melanesia, Isole Andamane, isole del Pacifico e subcontinente indiano. Essi erano gracili, con pelle scurissima, capelli crespi e riccioluti neri, occhi scuri, lunghi crani e larghi nasi.

Peculiarità antro-genetica di Aborigeni australiani e Melanesiani è la mistura denisoviana, ossia di un ominide vissuto tra 70.000 e 40.000 anni fa e i cui resti sono stati rinvenuti in Siberia; come nel caso del sapiens europeo col Neanderthal, così anche il sapiens sud-asiatico e oceanico deve essersi parzialmente ibridato con il Denisova, influendo probabilmente sull’aspetto arcaico che contraddistingue gli Australoidi.

La razza australoide è caratterizzata da cranio lungo e basso e stretto, viso largo e basso e ovale con una fronte inclinata, arcata sopraccigliare forte e assai marcata, naso largo e concavo con una profonda depressione (nasion), forte prognatismo, sundadonzia, occhi infossati, labbra carnose, pelle scurissima, abbondante peluria, capelli crespi e ondulati marroni scuro o neri e a volte con toni rossicci, occhi marrone scuro.

La presenza di tratti pseudo-caucasoidi (come nel caso degli Ainu che discendono dal Proto-Mongoloide affine per certi versi al Cro-Magnon) non è da ricondurre ovviamente ad Europei ma all’arcaica mistura denisoviana.

Nella categoria australoide rientrano gli Aborigeni australiani (tra cui quelli estinti della Tasmania), i Veddidi del subcontinente indiano, i Melanesidi della Melanesia, i Polinesidi delle isole del Pacifico e i Negritidi del Sud-Est asiatico; quelli che andrebbero chiamati Australidi per la “purezza” del tipo razziale sopra descritto sono gli Aborigeni dell’Oceania. Tutte queste subrazze australoidi sono comunque accomunate da pelle scurissima e generici tratti fisici arcaici.

Cominciamo dunque con gli Australidi veri e propri con un esempio da manuale:

Australide

Australide

Loro varietà sono quelle Barrineana, Carpentariana, Murraiana e Tasmanide.

I Barrineani sono dei Pigmoidi australiani del Queensland settentrionale, affini ai Negritos:

Barrineano

Barrineano

I Carpentariani sono tipici di Australia settentrionale e centrale, caratterizzati, rispetto agli altri, da alta statura, capelli diritti, pelle scura, scarsa peluria, similarità coi Veddidi.

I Murraiani sono tipici del Bacino di Murray-Darling, entroterra australiano sud-orientale, caratterizzati da corporatura tozza e pesante, carnagione marroncina, capelli mossi, significativa villosità, e una certa similarità con gli Ainuidi.

I Tasmanidi, ormai estinti, erano caratterizzati da capelli assai ricci e popolavano la Tasmania:

Tasmanide

Tasmanide

Gli altri tipi razziali che rientrano nella categoria australoide sono invece i seguenti tre:

Veddidi del subcontinente indiano, contraddistinti da corporatura piccola, gracile e tarchiata; cranio basso con faccia euriprosopa e arrotondata, sovente con sviluppata arcata sopraccigliare; naso largo, corto e schiacciato con ali ampie; bocca infantile spiovente ai lati; pelle marrone; capelli ondulati neri; occhi marroni. Sono diffusi nelle foreste montane dell’India e nella giungla dello Sri Lanka, e loro varietà sono Gondidi, Malidi e gli intermedi caucaso-australoidi Indo-Melanidi.

Veddide

Veddide

Gondide

Gondide

Malide

Malide

Indo-Melanide

Indo-Melanide

C’è anche una qualità di Veddide orientale, che si può trovare ad esempio nel Bangladesh:

Veddide orientale

Veddide orientale

Melanesidi oceanici, caratterizzati da aspetto pseudo-negroide e divisi in Neo-Melanesidi e Paleo-Melanesidi; i primi sono tipici tra i Papuani della Nuova Guinea e hanno media statura, corporatura snella e robusta, crani mesocefali con visi lunghi, alti nasi convessi con apice allungato, labbra carnose, pelle scura, capelli neri e ricci, occhi marroni, barba e peluria notevoli; i secondi sono diffusi nell’arcipelago della Melanesia, segnatamente nella Nuova Caledonia e hanno media statura, corporatura tozza, crani bassi e mesocefali, facce basse e dai tratti grossolani, occhi infossati, nasi carnosi e larghi, grandi bocche con labbra piene non protruse, menti sfuggenti, pelle scura, capelli neri a spirale, occhi marroni.

Neo-Melaneside

Neo-Melaneside

Paleo-Melaneside

Paleo-Melaneside

Polinesidi delle isole del Pacifico (Polinesia), dall’alta statura, corporatura robusta, con visi alti e spigolosi, labbra e nasi larghi, ampie aperture delle palpebre, pelle marroncina, capelli mossi e neri, occhi scurissimi. Questo fenotipo è diffuso alle Hawaii, Samoa, Tonga, Nuova Zelanda, Isole della Società e Isola di Pasqua. In Micronesia è fortemente mescolato con il Melaneside e il Paleo-Mongolide.

Polineside

Polineside

Infine i Negritidi, il fenotipo dei Negritos, gli indigeni pigmoidi dell’Asia sud-orientale che si possono trovare nelle Filippine (Aeta), nelle Andamane e nelle Nicobare (Andamanidi), nella Penisola Malese (Semang) e altrove; i primi hanno pelle color cioccolato fondente, capelli neri fittamente riccioluti, scarsa peluria, piatto naso iper-platirrino, labbra carnose, occhi scurissimi, brachicefalia e piccolo prognatismo; i secondi sono piccoli e snelli, dalla pelle scura, capelli fittamente riccioluti e affini alle altre due varietà negritidi, tipici tra Jarawa, Onge, Sentinelesi e i Grandi Andamanesi; i terzi hanno statura inferiore a un metro e mezzo, cranio arrotondato con fronte bassa e parimenti arrotondata che si proietta all’infuori sopra la radice del naso, un naso basso e depresso a forma di piramide, labbra piene, mento assai debole, osso mascellare sporgente, occhi di un marrone profondo spalancati e tondi senza obliquità, capelli quasi neri e assai riccioluti, carnagione quasi nera.

Negritide filippino

Negritide filippino

Aeta

Aeta

Andamanide

Andamanide

Semang

Semang

Per quanto pigmoidi e similari ai Negroidi africani, i Negritos non mostrano affinità genetica con gli Africani sub-sahariani e possono essere inscritti nella categoria australoide; sono del resto in linea, a livello di genoma, con gli Aborigeni dell’Australia, sebbene non si possa escludere che vi possa essere in essi un elemento africano risalente all’emigrazione di 60.000 anni fa proveniente dall’Africa orientale. Sembrano inoltre privi di componente denisoviana. Si tenga comunque presente l’adattamento al clima tropicale, al pari dei Pigmei africani, che ha indubbiamente influito sull’aspetto fisico del fenotipo negritide.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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7 risposte a La razza australoide

  1. Franco Treni ha detto:

    Domanda: i Proto-Australoidi derivano dall’uomo di Combe-Capelle o non hanno niente a che fare con quest’ultimo? Da come li hai descritti, testa lunga, naso largo, e dalla prima foto potrebbe esserci qualche affinità.
    Oppure le somiglianze sono dovute, come hai detto a fine articolo, ai colonizzatori che sbarcarono in Oceania 60.000 anni fa, e dunque da ricondurre a razza negroide?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il tipo razziale proto-australoide deriva dalla prima emigrazione fuori dall’Africa, per l’appunto. Per qualcuno ha a che fare col tipo proto-capoide.

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      • fxd ha detto:

        semmai è l’ uomo di combe capelle che deriva dal proto australoide… tutte le razze moderne derivano dai proto australoidi, giusto?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Non direi; dal proto-australoide discendono (più o meno) pigmoidi, veddoidi e australoidi in genere.

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  2. Franco Treni ha detto:

    ok;
    @fxd in che senso?

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    • fxd ha detto:

      nel senso che i primi sapiens che hanno lasciato l’ africa erano più simili agli attuali aborigeni, è da quei primi sapiens che si sono differenziate tutte le razze, solo che gli australoidi sono i più simili ai vecchi sapiens… il sito “ethnopedia” li chiama proto australoidi-mongolidi-caucasoidi e per quanto riguarda i caucasoidi asseriscie che vengono dai proto australoidi sia i cromagnoidi che i mediterranoidi, solo che i cromagnoidi sono più differenziati poichè sono usciti prima dallo stock proto australoide rispetto ai capelloidi… https://www.facebook.com/ethnopedia/photos/a.885543554841033.1073741828.882755918453130/1010307045698016/?type=3&theater posso fare un’ osservazione personale : avete notato come i berid o altri meridionali in genere appaiono arcaici?
      -naso triangolare a ombrello (si anche gli altri cromagnoidi lo hanno carnoso, ma non dilatato e rudimentale come i paleo sardi)
      -arcate sopracigliari dritte ma rivolte verso il basso, come ad indicare un’ espressione arrabbiata (gli altri cromagnoidi le hanno orizzontali)
      -ruga che ricalca il mento
      pensavo, magari potesse trattarsi di componenti mediterranee parzailmente indifferenziate e quindi simili allo stock proto-australoide-caucasoide-mongolide… tanto i paleo sardi sono intermedi cromagno-med alpinizzati? presumo quindi che una certa arcaicità è data dalla componente paleo mediterranea

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Non credo sia corretto dire che gli aurignacoidi cosiddetti (capelloidi) derivino dai proto-australoidi; questi hanno assunto tale nome acclimatandosi in Oceania e sviluppando le loro peculiarità, mentre altrove andavano formandosi gli altri proto- (cromagnoidi e aurignacoidi nel caso europide). Esiste un antenato comune, sapiens arcaico, che può essere denominato proto-ecc. ecc. ma meglio non fare confusione tra rami, anche se il fenotipo proto-australoide sarà stato il più prossimo al sapiens uscito dall’Africa. Sicuramente sarà esistito un generico aspetto arcaico condiviso da tutti i proto-, caratterizzato da tratti grezzi e pesanti, che oggi riemergono qua e là in fenotipi isolati come quelli sardi, ainu e alcune diramazioni australoidi.
        I tratti arcaici di cui parli tu sono paleo-sardi/beridi, ovvio, e si trovano perlopiù in Sardegna e Meridione perché aree isolate rispetto al resto d’Italia (anche se ogni tanto qualche fossile ligure o reto-etrusco salta fuori anche al Nord), che hanno maggiormente conservato dunque fisici bassi, tozzi, tendenti alla pinguedine, villosi, scuri, e con tratti cranio-facciali che potrebbero essere pigliati per “australoidi”. Sono il retaggio antico, preistorico, di cui stiamo parlando e che d’altronde, soprattutto nel Nordeuropa può proporre a volte relitti neanderthaliani come i tipi Brünn-Predmost.

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