Gli Ebrei

Cranio armenoide

Cranio armenoide

In questo articolo daremo uno sguardo a una etnia caucasoide particolare, che per via della propria storia tratto a parte: gli Ebrei. Per gli stessi motivi, dedicherò il prossimo articolo agli Zingari.

Gli Ebrei, oggi, appaiono eterogenei e suddivisi in vari gruppi; i principali sono: Mizrahi, Sefarditi e Aschenaziti. I Mizrahi sono gli Ebrei orientali del mondo arabo, quelli senza dubbio più prossimi agli Ebrei originari; i Sefarditi sono gli Ebrei del bacino mediterraneo, specialmente Marocco, Grecia e Turchia (e un tempo anche Penisola Iberica); gli Aschenaziti sono quelli dell’Europa mittel e orientale, che costituiscono un po’ la classe dirigente e “pensante” di quello che oggi è lo Stato di Israele, e che nei secoli precedenti hanno certo dato lustro al mondo scientifico ebraico.

Ci sarebbero anche i Falascia, Etiopi di religione ebraica, e un tempo i Cazari, genti turaniche anch’esse convertite al giudaismo, in tempi medievali. Ci sono poi gli Ebrei orientali dell’Asia Centrale e dintorni (Caucaso e India, ad esempio), come quelli di Bukhara.

In origine, gli Ebrei erano dei Semiti “puri” formati da varie qualità mediterranoidi, soprattutto di tipo orientalide arabide; altro elemento importante, quello armenoide e, meno, quello progressivo riconducibile a popolazioni arie come Filistei, altri Popoli del mare e Mitanni. Fondamentalmente comunque, gli Ebrei della Palestina dei tempi biblici erano Semiti di base mediterranoide arabide, fratelli di Arabi, Aramei, Beduini e attuali Palestinesi.

I Giudei, altro etnonimo ebraico assieme a “Israeliti”, cominciarono la loro espansione dalla Palestina al tempo della cosiddetta “cattività babilonese”, e continuando in epoca ellenistica: Mesopotamia, Asia Centrale, Asia Minore, Mar Nero, Egitto. Coi Romani, ecco colonie ebraiche nell’Italia meridionale, in Francia, Spagna e successivamente, dall’area sud-italiana a quella renana, in Germania.

Gli Ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492 presero il nome di Sefarditi e finirono in varie aree mediterranee, soprattutto, come ricordato in precedenza, Marocco, Salonicco (Grecia), Turchia. Gli Ebrei renani invece, perseguitati ai tempi della Prima Crociata, si mossero verso est mettendo radici in Polonia, Ucraina e Paesi mitteleuropei, assorbendo in un secondo momento Ebrei emigrati dall’area ellenica e dal territorio abitato dai Cazari, Turchi di steppe ponto-caspiche e Crimea. I due gruppi si fusero e la cultura ibrida germano-semitica degli Aschenaziti provenienti dalla Renania prevalse. Elemento più vistoso di questa cultura è la parlata yiddish, lingua giudeo-tedesca.

Da un punto di vista fisico, gli Aschenaziti hanno conservato il generale aspetto mediterranoide, alterato da elementi armenoidi; si possono anche incontrare tratti alpinoidi e, meno frequentemente, nordoidi. La pigmentazione della pelle, in queste peregrinazioni europee, si è ovviamente schiarita, anche grazie alla parziale ibridazione con le genti europee indigene.

Oggi, gli Ebrei più vicini ai Semiti ebraici originari, sono certamente i Mizrahi dello Yemen, che presentano fenotipo orientalide meridionale (arabide):

Ebrei yemeniti

Ebrei yemeniti

Ecco invece un Ebreo sefardita ispanofono dell’Asia Minore, di fenotipo armenoide, che esemplifica bene la sua categoria etnica:

Ebreo sefardita

Ebreo sefardita

L’elemento ebraico armenoide è stato assorbito sia in Palestina che in età ellenistica, quando gli Ebrei si spostarono dal Medio Oriente all’area ellenica e anatolico-caucasica.

Qui un Ebreo aschenazita nato negli Stati Uniti ma da genitori di origine ucraina; per quanto depigmentato ricorda molto il fenotipo siride (ramo orientalide meridionale), con alpinizzazione:

Ebreo aschenazita

Ebreo aschenazita

E un altro Ebreo americano, di origine russa, dunque aschenazita, fortemente nordizzato, assai distante dall’Ebreo originario di filiazione mediorientale:

Nordoide aschenazita

Nordoide aschenazita

Qui invece un Ebreo orientale di Bukhara (Uzbekistan), che presenta una chiara dinarizzazione:

Ebreo Bukhara

Ebreo Bukhara

Generalmente, per quanto rimescolati, gli Ebrei conservano un certo aspetto levantino che ne rivela l’antica origine palestinese.

Da un punto di vista genetico, sebbene possano presentare misture sub-sahariane e asiatiche come gli altri Semiti, Sefarditi e soprattutto Aschenaziti sono decisamente europeizzati, tanto che gli ultimi “plottano” accanto a Siciliani, Greci meridionali e particolarmente Maltesi e Ciprioti. I Mizrahi invece sono decisamente defilati e vicini agli Arabi, come i Palestinesi.

Per via dell’iniziale stanziamento nell’Europa meridionale, è probabile che le linee materne aschenazite fossero di origine indigena e non mediorientale, altro fatto che europeizza gli Ebrei mitteleuropei. La vicinanza ai Siciliani potrebbe derivare anche da questo, visto che in origine molti dei “proto-Aschenaziti” erano stanziati in Sicilia e Italia meridionale. Da segnalare l’alta percentuale di K presso gli Aschenaziti. Le linee paterne ebraiche sono invece per lo più mediorientali: J2, J1 ed E1b.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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12 risposte a Gli Ebrei

  1. Paolo Sizzi ha detto:

    Tra i gruppi ebraici minori segnalo gli Italkim, gli Ebrei italiani, che risiedono in Italia dai tempi dell’Impero Romano.

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  2. interessantissimo. un mio amico che vivendo in Italia ha potuto farsi gli archivi di Stato mi ha parlato di casati nobili di origine ebraica in tempi parecchio precedenti al 1492. ti risulta?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non direi, soprattutto se si considera che la nobiltà italiana di cappa e spada aveva origini praticamente germaniche. Casomai saranno esistiti mercanti arricchiti e borghesi cittadini che compravano il titolo nobiliare, ma prima di quella data mi suona parecchio strano. Dipende cosa si intende per “nobile”. Nel caso ebraico sarebbe forse meglio parlare di “notabile”.

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  3. l’araldica parla addirittura di conti, con tanto di stemma, anche se non so dire fino a che punto sia affidabile (infatti il mio amico aveva rilevato che avevano sbagliato a rilevare origini arabe anzichè ebraiche e tra l’araldica e gli archivi di Stato credo proprio che bisogna attenersi a questi ultimi – non credo siano mai esistiti conti di origine araba per di più bianco latte, biondi e con gli occhi verdi, semmai è compatibile con aschenazi convertiti al cattolicesimo o ancora popoli veramente nordici che con essi si mescolarono). il mio amico è presidente di un’associazione senza scopo di lucro e ha accesso a documenti ufficiali importanti quali ricerche universitarie, alberi genealogici e appunto archivi di Stato. dubito, pertanto, che tra lui e l’araldica sia il primo a sbagliarsi

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Mah, di nobiltà ebraica, in Italia, non ho mai sentito parlare francamente; oltretutto gli Aschenaziti non sono italiani ma mitteleuropei od orientali. Più probabile che, forse, siano un ramo secco della nobiltà austro-ungarica, borghesi arricchiti o qualcosa di simile. Poi per carità, magari sarà esistito qualcosa di analogo anche in Italia. Ebrei centro-orientali dai tratti nordici, comunque sia, sono più probabilmente dei gentili assimilati oppure Ebrei decisamente rimescolati.

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  4. infatti secondo alcuni gli aschenazi non hanno nulla di mediorientale (l’aspetto è comunque parecchio diverso), sarebbero discendenti dei kazari (persino la lingua yiddish somiglia al tedesco in maniera impressionante), ma non sono arrivati ancora a una risoluzione del tutto definitiva

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Quella della discendenza cazara è una storiella senza fondamento. Gli Aschenaziti, prima di insediarsi in pianta stabile nell’Europa centro-orientale, erano stanziati in Renania, terra tedesca raggiunta da Sicilia e Italia meridionale; negli stessi plot genetici costoro sono un pelo più a nord dei Sefarditi e più a sud di Siciliani e altri meridionali italiani estremi. Potrebbero anche essere considerati europei, pur conservando una netta impronta levantina.

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    • Gli ashckenaziti non sono nè khazari nè germanici, le loro cluster e aplogruppi mostrano un’ affinità coi libanesi ( aplogruppo E1b/ E3b con varie clusters ), quindi l’ ascendenza è canaanita fenicia, diversa da quella germanica. Il biondismo e gli occhi chiari si hanno anche tra alcuni turchi e tra i finlandesi che sono asiatici geneticamente parlando, non è un’ esclusiva Indoeuropea.

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      • T ha detto:

        I cluster degli ashkenaziti non mostrano una affinità con i libanesi, gli ashkenaziti clusterano nel sud Europa e gli ashkenaziti sono considerati una etnia sud-europea.

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  5. di questa non avevo idea, dopotutto appena si fa una ricerca online la maggior parte delle notizie reperite fanno sempre riferimento alla discendenza cazara. quello che si vede a occhio è la poca differenza con le popolazioni nordiche, manca la somiglianza con i sefarditi

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Bisogna documentarsi con fonti serie, non con dicerie smentite da anni dalla genetica. Se gli Aschenaziti discendessero per davvero dal miscuglio cazaro non plotterebbero accanto ai loro cugini sefarditi e poco sotto gli Italiani più meridionali… Poca differenza con popoli nordeuropei non direi proprio; mediamente un tizio aschenazita (tipo Golda Meir) si distingue decisamente dai mitteleuropei indigeni. Figuriamoci dalle genti del Nord Europa…

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    • No, in verità chi ha l’ occhio ‘clinico’, diciamo, vede che sono diversissimi dai nordici e anche dagli Indoeuropei/ Ariani in generale.

      Qui uno studio serio che smentisce la teoria khazara.

      https://digitalcommons.wayne.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1040&context=humbiol_preprints

      Lo studio è un po’ difficile ( nel senso che è molto tecnico ), ma è notevole perché è fatto da molti ricercatori genetisti di tutto il mondo, sia ebrei che non ebrei

      mette in rilievo invece il nesso mediorientale degli ashkenazi

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