Il DNA autosomico europeo

In genetica delle popolazioni il DNA autosomico viene studiato per stabilire delle distanze genetiche tra i vari popoli del globo, per approfondire la loro eredità etnica e razziale e per tracciare quindi alberi genealogici relativi ad essi.

Naturalmente tutto ciò si applica anche al singolo individuo, che può avere un quadro della propria situazione genetica mediante specifici test commerciali, che scoprono anche gli aplogruppi paterno e materno (se maschio, se femmina solo quello materno).

L’autosomico sarebbe il DNA non sessuale ereditato dai propri consanguinei, dai propri avi, e che, studiato, permette di tracciare un profilo etno-razziale di popoli e individui. Lo potremmo definire “geografico” in un certo senso, perché fornisce anche un quadro delle migrazioni storiche che hanno interessato l’area in cui risiede una determinata gente. Tramite raccolta di campioni, si possono così stimare le percentuali delle componenti autosomiche degli individui studiati e avere una media che servirà per fare delle comparazioni con altri gruppi di individui.

L’autosomico determina anche, in piccola parte, il fenotipo di una persona, che comunque risente anche di clima, ambiente, alimentazione ecc.

A partire dagli studi di Cavalli-Sforza sono state condotte molte indagini di genetica delle popolazioni, anche a livello amatoriale, e danno sicuramente un’idea concreta sulla composizione etno-razziale delle popolazioni, soprattutto europee, quelle certo più studiate. Qui presenterò alcune mappe che riguardano le componenti autosomiche, le distanze genetiche e i plot che distribuiscono geograficamente i cluster genici delle popolazioni europee studiate (i geni di un cluster sono utili per ricostruire la storia evolutiva recente, e tracciare così grafici che illustrino la posizione geografica, in una mappa, di una popolazione discendente da un antenato comune, ma anche di un singolo individuo). Ovviamente qui riporterò i valori medi dei campioni analizzati.

Ecco qui sotto delle mappe tratte dai progetti amatoriali Dodecad ed Eurogenes che riguardano le componenti autosomiche sopra citate.

Componente europea (nord)occidentale, legata all’aplogruppo indoeuropeo R1b-L11 (e meno all’I1 pre-germanico), rappresentante il ramo celtico-italico-germanico degli Indoeuropei (fenotipo collegato – nordide, atlantide, cromagnoide e intermedi):

Mistura nord-occidentale

Mistura nord-occidentale

Componente europea (nord)orientale, legata all’aplogruppo ariano R1a e al ramo balto-slavo, e Corded, della famiglia indoeuropea (fenotipo collegato – nordide, Corded, cromagnoide e intermedi):

Mistura nord-orientale

Mistura nord-orientale

Componente atlantica, legata ai cacciatori-raccoglitori mesolitici dell’Europa occidentale e forte tra i Baschi (fenotipo collegato – cromagnoide, atlantide e intermedi):

Mistura atlantica

Mistura atlantica

Componente mediterranea, legata all’aplogruppo E1b, I2 sardo e G (fenotipo collegato – mediterranide, cromagnoide e derivati):

Mistura mediterranea

Mistura mediterranea

Componente asiatica occidentale, legata all’aplogruppo levantino del Bronzo J2 (fenotipo collegato – famiglia tauride, dinaro-armenoide):

Mistura asiatica occidentale

Mistura asiatica occidentale

Componente caucasica, recata in Europa da genti neolitiche, calcolitiche e dell’Età del Bronzo di aplogruppo G, J1, J2 (fenotipo collegato – famiglia tauride, alpinide):

Mistura caucasica

Mistura caucasica

Componente “Gedrosia” (nome greco del Belucistan), recata in Europa probabilmente da genti indoeuropee R1b, sebbene picchi in zone asiatiche legate a G, J2 e L:

Mistura

Mistura “Gedrosia”

Componente asiatica sud-occidentale, che ricorda la distribuzione dell’aplogruppo levantino neolitico e semitico J1 (fenotipo collegato – mediterranide, tauride):

Mistura asiatica sud-occidentale

Mistura asiatica sud-occidentale

Componente “Mar Rosso”, arcaica e correlata all’aplogruppo E1b, nato, ricordiamo, nel Corno d’Africa (fenotipo collegato – mediterranoide):

Mistura

Mistura “Mar Rosso”

Componente africana, essenzialmente di tipo nordafricano, legata all’E1b-M81 e dunque a scambi storici tra area berbera e mediterranea europea (fenotipo collegato – mediterranoide):

Mistura africana

Mistura africana

Componente asiatica settentrionale, dunque proto-mongoloide e mongoloide, distribuita in terre toccate da emigrazioni uraliche, siberiane, unne, turche (fenotipo collegato – cromagnoide mongolizzato):

Mistura asiatica orientale

Mistura asiatica orientale

Ecco ora tre mappe autosomiche che confrontano il DNA delle popolazioni moderne con quelle di campioni antichi. La prima riguarda un campione neolitico di Stoccarda, testato da Lazaridis, il creatore di Dodecad; la carta riflette l’eredità neolitica europea, denominata Early European Farmer, con un contributo minore di tipo proto-mediterraneo (paleo-europide):

Mistura dell'agricoltore europeo primevo

Mistura dell’agricoltore europeo primevo

Sempre di Lazaridis questa mappa che confronta il DNA di un cacciatore-raccoglitore mesolitico proveniente da Loschbour, in Lussemburgo, con classici aplogruppi cromagnoidi I2 e U5, con quello degli Europei moderni; la carta riflette l’eredità tardo-paleolitica superiore e mesolitica dell’Europa occidentale, denominata West European Hunter-Gatherer:

Mistura del cacciatore-raccoglitore europeo occidentale

Mistura del cacciatore-raccoglitore europeo occidentale

Da ultimo, una mappa relativa ad uno studio di Raghavan et al. (2014) che confronta il DNA europeo moderno con quello di un cacciatore di mammut vissuto 24.000 anni fa, con aplogruppi R* e U*, noto come MA-1 (da Mal’ta, nella Siberia centro-meridionale); questa mistura era assente nel Mesolitico e nel Neolitico europei, e si suppone sia stata diffusa in Europa da Proto-Indoeuropei R1a e R1b provenienti dalle steppe ponto-caspiche, e meno da genti uraliche. Oggi è forte nel nord del Caucaso e nella regione Volga-Ural, aree vicine alla culla degli Ariani.

Mistura nord-asiatica ancestrale

Mistura nord-asiatica ancestrale

Ecco un albero filogenetico (relativo a origine, formazione, evoluzione) di 26 popolazioni europee, opera di Cavalli-Sforza, che approfondisce la loro relazione ancestrale:

Albero filogenetico europeo

Albero filogenetico europeo

E qui un plot genetico che mostra la distanza che intercorre tra diverse popolazioni europee e caucasoidi:

Plot genetico

Plot genetico

“Bergamo” sta per Nord Italia, essendo il campione proveniente da alcune località vallive del Bergamasco.

Infine, un grafico tratto da Dodecad dove vengono illustrate alcune componenti autosomiche presenti in popoli europei ed altri, alcune delle quali già incontrate sopra nelle mappe:

Misture Dodecad

Misture Dodecad

Come detto, l’autosomico determina in piccola parte anche l’aspetto fisico di un individuo, e di un popolo; il fenotipo dipende chiaramente anche da altri aspetti, ma se uno avrà un autosomico tipicamente svedese, ad esempio, avrà caratteristiche fisiche decisamente da svedese.

Le distanze genetiche delimitano popoli, etnie, subrazze e razze, alla faccia di chi continua a ripetere come un disco rotto che le razze non esistono. Pensate anche solo alla biodiversità italiana, dove il gruppo settentrionale è ben distinto sia da quello toscano e centrale che da quello meridionale, soprattutto. Quanto basta per poter parlare di gruppi etnici differenti. Figuratevi se dovessimo parlare di gruppi razziali.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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12 risposte a Il DNA autosomico europeo

  1. Alessandro ha detto:

    Anche questo ottimo articolo. Abbiamo bisogno di queste esposizioni sistematizzate come il pane. Ancora complimento Paolo.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Grazie nuovamente. La realtà etno-razziale (fisica e genetica) è la cosa più importante, anche per poter dare una sistemazione armonica a delle entità nazionali. Il Sangue è tutto, perché implica anche lo Spirito.

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  2. Dario ha detto:

    Complimenti per l’ottimo articolo.

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  3. F ha detto:

    Bell’articolo, esaustivo come sempre.
    Paolo i Romagnoli etnici(compresa provincia PU) plottano “Tuscan” o “Bergamo” ?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non vi sono dati certi ma suppongo che la Romagna sia geneticamente più vicina alla Toscana, probabilmente per la scarsa incisione dei Celti e per la nulla presenza longobarda; in Toscana invece ci fu discreta colonizzazione longobarda. L’Emilia invece è equidistante.

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      • F ha detto:

        Grazie paolo per la risposta.
        Devo dire che però in Romagna ho visto spesso fenotipi come Sub-nordid. Norid, robust alpinid etc.. Se l’influenza celtica è stata esigua, da dove potrebbero provenire queste sub-razze? Italici?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Ci sono stati i Goti e anche qualche colono lombardo come a Massa Lombarda. Poi comunque un minimo di influenza celtica grazie ai Senoni c’è stato.

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  4. F ha detto:

    Invece gli Italici sopratutto (romani e piceni nella zona dell’Ager gallicus pre-celtica) che sub-razze hanno portato?

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  5. lara.angeletti@gmail.com ha detto:

    Bellissimo… ma quindi mi pare di capire che gli autosomici degli indoeuropei sono tutti collegati tra loro

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ogni popolo di lingua indoeuropea porta una mistura autosomica (chi più chi meno) che lo collega agli altri, e che è antico segnale di incursioni dalle steppe.

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