L’aplogruppo Y R1b

Aplogruppo R1b

Aplogruppo R1b

Veniamo a R1b, l’aplogruppo Y-DNA certo più noto, studiato e direi anche “controverso”, essendo la principale linea dell’Europa occidentale e del nostro Continente in genere, spesso al centro di dispute tra appassionati di genetica, professionisti e non.

Clade di R1 al pari di R1a, è nato 18.000 anni fa attorno al Mar Caspio, o in Asia Centrale; da esso, R1b1 e R1b1a2, il secondo dei quali si sarebbe formato 10.000 anni fa attorno al Caucaso. Da esso le principali cladi di R1b diffuse in Europa.

R1b è la linea paterna dominante nell’Europa occidentale. Rappresenta i rami greco-anatolico, italico, celtico e germanico della famiglia indoeuropea.

Diffusissimo nell’Europa atlantica che va dai Baschi a Irlandesi e Britannici, è ben distribuito anche in Iberia, Francia, Italia settentrionale e centrale, Europa germanica continentale, Anatolia, Caucaso e in alcune tribù dell’Altopiano Iranico e dell’Asia Centrale. Sono tutte linee legate a parlanti indoeuropei o a popoli che hanno avuto contatti storici accertati con gli Ariani, e ne esiste pure una linea africana (V88), che attraversò il fertile Sahara del Neolitico e oggi picca nel Camerun settentrionale.

R1b1a2 (M269) è la forma più comune in Europa, sviluppatasi attorno al Caucaso, ed è associata alla diffusione delle lingue indoeuropee in tutti i territori interessati da migrazioni ariane, dalle coste atlantiche al subcontinente indiano comprendendo quasi tutta Europa, Anatolia-Caucaso, Russia europea, Siberia meridionale, e diverse sacche in Asia Centrale, Altopiano Iranico, Asia meridionale. Le vicende di R1b sono fortemente intrecciate a quelle di R1a, mostrando limpida connessione con le espansioni ariane. Indicativa la sua presenza tra gli Uiguri dello Xinjiang, dove giunsero i Tocari (che per di più erano di lingua centum proprio come gli altri Arii occidentali).

Il ramo R1b-V88 non sembra legato a genti di lingua indoeuropea, ed è la clade levantina e, appunto, africana di R1b. Ciò nonostante penetrò in Africa grazie a pastori e allevatori di pigmentazione e capelli chiari, che trasmisero una certa tolleranza al lattosio in età adulta alle tribù pastorali africane che oggi hanno questa linea paterna.

Nel nord del Caucaso e nelle steppe ponto-caspiche (Jamna), patria kurganita delle genti protoindoeuropee, si suppone che R1b sia giunto partendo dall’Anatolia; la prima cultura limpidamente ariana è quella di Srednij Stog (4600-3900 avanti era volgare) dove R1a era già la precipua linea paterna. La prima comparsa di R1b tra Ariani risale forse alla Cultura di Majkop, Caucaso nord-occidentale, che lo mette poi in connessione con quella di Jamna, la culla dei tardi Protoindoeuropei kurgan secondo la Gimbutas. E R1b è infatti stato trovato tra i reperti di questo areale ponto-caspico, e può dunque essere considerato ariano, al pari di R1a (seppur, certo, R1a sia il ramo ario precipuo). Jamna è certamente la cultura più importante ai fini della creazione della Civiltà indoeuropea.

La parte settentrionale di Jamna era monopolizzata da R1a; la parte occidentale e meridionale invece da R1b, che migrarono successivamente in Anatolia, Grecia, Balcani, Danubio e quindi nell’Europa Centrale. R1b fu dunque l’aplogruppo Y di Celti, Italici, Germani (a ovest) e Ittiti, Frigi, Armeni, popoli ellenici (a sud-est). I Dori che migrarono in un secondo momento in Grecia dai Balcani erano parimenti R1b.

Migrazioni R1b

Migrazioni R1b

L’esplosione delle linee R1a e R1b in Eurasia occidentale si deve alle tecniche militari (armi in bronzo, carri trainati da cavalli), al vigore fisico e culturale dovuto ad una mentalità (e religiosità) bellicosa, virile, solare irrotta in scenari pacifici come quelli della Old Europe, e anche ad una certa fertilità degli uomini ariani, che dopo aver decimato i maschi indigeni si impossessarono delle loro donne (fatto questo che potrebbe spiegare l’alta percentuale di R1b tra gli anariani Baschi).

Gli R1b saranno stati fisicamente mediterranoidi/nordoidi, ma anche proto-europidi, e a seconda delle zone in cui giunsero si ibridarono dando vita a nuovi fenotipi, particolarmente a quelli nordidi e nordoidi (nordidi periferici). Il Nordide non è che un Mediterranide progressivo (grazie all’elemento Corded ariano) con depigmentazione dovuta a clima e dieta (sintesi della vitamina D). L’incontro insomma tra agricoltori neolitici danubiani dell’Europa Centrale e invasori indoeuropei delle steppe.

Nulla di nazista affermare che gli Ariani distribuirono in tutta Europa, e nelle altre terre eurasiatiche toccate da parlanti indoeuropei, il fenotipo nordide, ma solo logica: tra Jamna, Europa centro-orientale e settentrionale andò formandosi il Nordide moderno, che costituì le élite dei popoli indoeuropei anche in territori come quelli asiatici (basti pensare ai tratti somatici e al pigmento di alcune tribù dell’antica Persia, di alcuni individui di casta elevata nel nord dell’India e anche a quelli di alcuni Uiguri, Tagiki, Baschiri, e altri dell’Asia Centrale).

Sembra peraltro che R1b leghi bene con i portatori di capelli rossi, mentre R1a con quelli di capelli biondi.

Dall’M269 succitato, discendono L23, tipico dell’Anatolia, e L51, sorto nell’Europa Centrale. Da L51, L11 che costituisce il precipuo ramo europeo occidentale, sorto nella Cultura di Unetice. La Cultura del vaso campaniforme invece, per quanto la Gimbutas la ritenesse indoeuropea, difficilmente ha contribuito al diffondersi di R1b, anche se non si può escludere che in essa ci potesse essere stata una infiltrazione di avanguardie da est con tale linea (che sappiamo essere molto legata ai costruttori megalitici atlantici). Da escludersi, peraltro, in maniera più netta una presenza di R1b tra i paleolitici europei.

Quel che è innegabile è che Unetice, la Cultura dei tumuli, quella dei campi di urne, e di Hallstatt, contribuirono in maniera decisa alla diffusione di R1b in Europa, allo stesso modo con cui diffusero nuove tecnologie e stili di vita, indoeuropei. Le genti legate a queste culture dell’Europa Centrale erano gli antenati di Celti, Italici e Germani, e altri minori.

Nell’articolo successivo illustrerò le subcladi europee di R1b. In apertura, dicevo che R1b è un aplogruppo “controverso” per via delle polemiche riguardanti la sua vera o presunta “arianità”; molti negano vi sia stata invasione indoeuropea dell’Europa occidentale, limitando il retaggio indoeuropeo all’acculturazione. In realtà solo l’azione perentoria di popoli guerrieri poteva conquistare un intero subcontinente grazie alla propria indole e alla tecnologia bellica, imporre le proprie lingue, i propri culti e usi e costumi, e ovviamente le proprie linee paterne. L’antropologia fisica e la genetica smentiscono i pregiudizi, e confermano l’eredità etno-razziale indogermanica dell’Ovest, non solo grazie allo studio dei fenotipi, ma anche a quello delle linee sessuali (R1b rinvenuto a Jamna, ricordo) e del DNA autosomico  (già studiato da Cavalli-Sforza nelle sue componenti genetiche, in particolar modo nella terza).

Terza componente

Terza componente

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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16 risposte a L’aplogruppo Y R1b

  1. Alessandro ha detto:

    Articolo molto ben fatto, complimenti Paolo

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  2. Puszta ha detto:

    Paolo,so di essere ignorante sull’argomento ma avrei delle questioni:
    Come mai il fenotipo nordoide è molto presente fra le tribu’ isolate e preindoeuropee degli Hunza Pakistan?e quale aspetto avevano i popoli pre-indoeuropei del nord Europa/Scandinavia?Cromagnoid?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Influssi indoeuropei, ovviamente, la loro linea principale è R1a, classico lignaggio ariano. I popoli anariani del Nord invece erano ovviamente cromagnoidi, o baltidi ad Est.

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  3. Paolo Sizzi ha detto:

    Aggiornamento: pare che presso la Cultura di Khvalynsk, uno degli stadi dei PIE, gli aplogruppi Y identificati in un piccolo campione siano R1a, R1b e Q1a, dove R1b sarebbe da attribuirsi ad un individuo di alto rango. La cosa notevole è che questo è il primo ritrovamento che vede R1a ed R1b apparire insieme in uno stadio PIE. Sembra ormai chiaro, dunque, che R1b è da considerarsi non solo indoeuropeo ma anche protoindoeuropeo.

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  4. Pingback: L’Aplogruppo Y-R1b e le migrazioni antidiluviane | Misteri e Controinformazione - Newsbella

  5. Simo ha detto:

    Io non credo che R1b sia sinonimo di “arianita’”, altrimenti non so spigherebbe i suoi livelli più alti proprio in aree non indoeuropee, quali il paese Basco, nonché l’Aquitanua, Guascogna e Iberia Or. tutte aree notoriamente abitate da popolazioni non indoeuropee in epoca storica . Mentre nella pen.Iberica centrale e occid. Abitate da popolazioni indoeuropee quali lusitani e celtiberici la percentuale di R1b è minore . Inoltre mal si spiga pure l’Alta percentuale di R1b piuttosto in terre lontane dalla patria indieuropea quali Irlanda e Scozia piuttosto che nei Balcani.In Italia ad es. Una delle aree con maggior R1b e la Toscana, antica patria dei non indoeuropei etruschi.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Dovresti dare un’occhiata agli studi più recenti in merito a R1b-R1a correlati a Jamna (Urheimat indoeuropea), e vedrai che R1b era lì attestato e per di più collegato a sepolture aristocratiche delle culture protoindoeuropee. Parlo di Haak et al. 2015. Si legga questo eloquente articolo in merito: https://en.wikipedia.org/wiki/Yamna_culture. Tra i Baschi è un palese effetto fondatore, e così in Irlanda. Il retaggio indoeuropeo ha dato un forte contributo in tutta Europa. In Toscana c’è stata colonizzazione proto-villanoviana, ossia italica, nonché ligure nel nord della regione.

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      • Sim.. ha detto:

        Mi lasciano alquanto perplesse le spiegazioni sul perché i baschi notoriamente non indoeurpei siano R1b.Mi pare ci si voglia arrampicare sugli specchi per far quadrare una teoria erronea.A mio avviso l’R1b puo anche venire dalle steppe dell’ìEurasia, ma non era un aplogruppo indoeuropeo, o almeno esclusivamente indoeuropeo.Questo aplogruppo, a mi avviso fu portato in Europa Occidentale da popolazioni non indoeuropee, successivamente indoeuropeizzate, e cio spiegherebbe anche perché e’ scarso in Europa Or., area vicina alla Patria degli indoeuropei, mentre risulta altissimo in zone ai confini del Mondo Indoeuropeo (Irlanda, Highlands,le impervie montagne apuane etc) o addirittura in aree non indoeuropee ( paesi baschi e Aquitania ).

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        “The skeletons of Yamna kings/chieftains or nobles found in kurgan burials belonged almost exclusively to Y-haplogroup R1b. Notwithstanding, among modern Europeans it is the Uralic, Baltic, Slavic, Germanic and North Caucasian people who display the highest levels of this specific Steppe admixture, not Western Europeans, who now have the highest percentage of haplogroup R1b. There are several reasons for this. First, Yamna people were almost certainly not pure R1b tribes, as they descended from the Khvalynsk culture, which also had R1a and Q1a. Secondly, ancient samples from the Corded Ware culture, which had a much higher frequency of R1a than R1b, was almost undistinguishable autosomally from Yamna samples. This means that the difference of Y-DNA ratio was probably due to the difference in ruling lineages among the elite of each culture. Thirdly, R1b arrived in Western Europe after over a thousand years of genetic dilution through intermarriages with Balkanic and Central European people. By the time R1b arrived in East Germany around 2500 BCE, only half of their genomes were derived from Yamna. This would be further diluted as R1b men advanced into Western Europe taking local wives. In contrast, the opposite trend occured in the eastern half of Europe. R1b lost its position of dominance and was replaced by R1a and N1c lineages, starting from the Catacomb culture in the Pontic-Caspian Steppe, and continuing until the Middle Ages. Nevertheless, Yamna ancestry was passed maternally in the Steppe and in neighbouring populations, which explains the high Yamna admixture from the Baltic to the North Caucasus. An additional explanation for the high Yamna admixture among the Uralic populations is the shared ANE (Ancient North Eurasian) ancestry between Y-haplogroups N and R.”

        Tratto da Eupedia.

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  6. Otto ha detto:

    L’aplogruppo R1b nelle odierne Marche (senonia/piceno) l’hanno portato i Piceni. Galli e Romani?

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  7. Andrew Smith ha detto:

    Paolo, ma il gruppo sanguigno A+ è associato all’aplogruppo R1b?

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  8. Franco Treni ha detto:

    La terza componente genetica è l’Ancestral Northern Eurasian? Portata in Europa da Ariani e Ugro-Finnici?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sì, più precisamente sarebbe la componente “Steppe”, presente anche in alcuni calcolatori amatoriali come nel caso di Eurogenes “Steppe” K10.

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