L’aplogruppo Y R1a

Aplogruppo R1a

Aplogruppo R1a

L’aplogruppo Y-DNA R è nato 28.000 anni fa nell’Asia Centrale. Esso, come Q, discende da P, e quindi da MNOPS, tutti rami dell’eurasiatico F.

Da R discendono R1, da cui le cladi R1a e R1b, e R2 che è tipico del subcontinente indiano (penetrato in esso in varie fasi). Qui mi occuperò di R1a.

R1a è la linea dominante nell’Europa nord-orientale e nell’Asia Centrale e meridionale; è stata diffusa in Eurasia dagli Indo-Ari, dagli Iranici e dai Balto-Slavi.

Si suppone, stando ai ritrovamenti archeologici, che R potesse essere l’aplogruppo dei cacciatori di mammut siberiani durante il Paleolitico. R1a è probabilmente nato 17.000 anni fa nella Russia meridionale, nel periodo dell’ultimo massimo glaciale, e si è concentrato nell’area delle steppe ponto-caspiche, culla delle genti protoindoeuropee, da cui partirono le famose ondate ariane verso ovest ed est. Non si può escludere comunque una penetrazione mesolitica di alcuni R1a in Europa.

Si suppone che R1a fosse l’aplogruppo dominante tra i parlanti settentrionali e orientali del protoindoeuropeo, evolutisi poi in Indo-Iranici, Traci, Balti e Slavi. Il protoindoeuropeo nacque con la Cultura di Jamna (3300-2500 avanti era volgare), Età del Bronzo, e l’espansione travolgente dei popoli arii suddetti si deve all’adozione precedente a quella di altri di armi in bronzo, e all’addomesticamento del cavallo nelle steppe eurasiatiche; mentre nelle steppe meridionali la linea dominante si presume essere stata R1b, nell’area di steppa/foresta settentrionale R1a la faceva da padrone, e si legò così alla Cultura della ceramica cordata estesa all’Europa nord-orientale, alla Germania settentrionale e alla Scandinavia. Una cultura chiamata anche dell’ascia da combattimento. In maniera un po’ grossolana, si potrebbe dire che la linea paterna R1a si leghi bene alle lingue indoeuropee satem (grossolana sì, poiché l’aplogruppo R1a sarebbe quello delle mummie, si presume tocarie, del Tarim).

In Europa, R1a oggi picca in Rutenia, Polonia, Ucraina, Russia europea, Bielorussia, Slovacchia, Paesi Baltici, ed è discretamente attestato nei Balcani, nei Carpazi, nella Mitteleuropa, in Germania orientale e settentrionale, e Scandinavia.

Fuori dall’Europa è forte in India settentrionale, Altopiano Iranico, e in alcune aree dell’Asia Centrale, praticamente dove si sono espansi gli Ariani.

Da R1a discendono R1a1 e R1a1a, e dunque R1a1a1, cui appartengono il 99% degli individui R1a. Un aplogruppo suddiviso a sua volta nelle seguenti cladi precipue: R1a-L664, essenzialmente nord-occidentale; R1a-Z645, principale linea R1a dell’Europa Centrale e dell’Asia meridionale, che a sua volta si divide in R1a-Z283 (Europa Centrale, orientale, settentrionale) e R1a-Z93, principale lignaggio asiatico.

Ecco una mappa delle migrazioni R1a dal Neolitico alla tarda Età del Bronzo (1000 avanti era volgare circa):

Migrazioni R1a

Migrazioni R1a

L’R1a germanico riguarda le cladi Z283 e Z284 e anche L664. Nel mondo teutonico, scandinavo e britannico esse penetrarono fondamentalmente grazie alla Cultura cordata.

L’R1a balto-slavo riguarda Z280, mentre M458 è specificamente slavo, anch’essi frutto della Cultura della ceramica cordata e della sua estensione nord-orientale.

Abbiamo poi il ramo indo-iraniano della famiglia, l’R1a-Z93, tipico di Indo-Ari e Iranici (quindi Persiani, Mitanni, Sciti, Sarmati e così via). R1a venne assorbito anche da alcuni Arabi, Ebrei e turcofoni che vennero in contatto con popoli arii che invasero Medioriente e Asia Centrale.

L’R1a della Grecia può essere cagione sia proto-ellenica, per così dire, che slava (Macedonia e Tessaglia).

Lo scarso R1a italiano è invece associabile agli Sloveni (in Friuli), a Normanni e Greci (in Sicilia), e ai Goti un po’ ovunque.

Il tipo fisico che si associa più facilmente agli R1a originari (presenti già nella cultura antecedente a Jamna, vale a dire Srednij Stog) è quello Corded, mediterranoide/nordoide delle steppe assai progressivo, ma anche al Kurganoide, tipo fisico cromagnoide orientale, che sarebbe poi quello ritrovato dagli archeologi sovietici nell’area kurganita delle steppe, e di cui parla anche il linguista Villar.

Altro fatto interessante è che i portatori di R1 contribuirono alla diffusione dei geni della pelle chiara, dei capelli biondi e rossi e degli occhi azzurri o chiari (che in Europa saranno già stati presenti grazie ai Cromagnoidi settentrionali), e si può soprattutto notare in quelle aree asiatiche ove è attestata la presenza storica di tribù ariane (pensate a Curdi, Pashtun, Nuristani, Kalash, Indiani settentrionali di alta casta, anche Uiguri e altri Asiatici centrali); il Nord Europa, per ovvie ragioni climatiche, era già interessato dalla depigmentazione ma nel caso indoeuropeo è principalmente da attribuire (al di là di una possibile ibridazione con biondissimi ugro-finnici nord-orientali) al bisogno di avere pigmentazione chiara per sintetizzare la quantità necessaria di vitamina D in zone a latitudine elevata scarsamente esposte alla luce del sole. La sintesi di questa, contenuta negli alimenti, richiede infatti che i raggi ultravioletti raggiungano gli strati più profondi della cute, cosa che non potrebbe accadere nelle regioni settentrionali se la pelle fosse pigmentata. Questo spiega anche la tolleranza al lattosio dei discendenti degli Arii, dato che il latte è fonte di vitamina D, di fronte alla mancanza di una dieta a base di pesce o di altri cibi ricchi di questa vitamina.

Advertisements

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Genetica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

9 risposte a L’aplogruppo Y R1a

  1. Franco Treni ha detto:

    Paolo, ma le mummie del Tarim presentavano il fenotipo proto-nordico corded? So che sono caratterizzate da alta statura e biondismo, ma non sono riuscito a trovare niente riguardo il loro indice cefalico (non che abbia fatto ricerche approfondite eh).

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Quelle mummie sono decisamente più sul caucasoide che sul mongoloide, arricchite da una pigmentazione alquanto chiara. La struttura cranio-facciale e scheletrica sembra suggerire una filiazione proto-europoide (sul cromagnoide, insomma), ma stando agli archeologi i tipi fisici rinvenuti sono oltre a quello citato poc’anzi, il mediterraneo e il pamiride (turanide senza commistione mongoloide).

      Mi piace

  2. Franco Treni ha detto:

    Quando dici filiazione proto-europide cromagnoide, intendi kurganoide, che se non sbaglio hai detto essere il fenotipo identificato con le prime culture ariane?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Penso proprio di sì: cromagnoide orientale inalterato anche detto Kurganoid (o Balto-Cromagnoid).

      Mi piace

      • Franco Treni ha detto:

        Dunque mi sorge un piccolo dubbio: i primi portatori delle lingue ariane erano i capelloidi corded o i cromagnoidi kurganoidi? Qui, alla voce “Antropologia fisica” dice che le culture kurgan furono diffuse, almeno nelle prime fasi, “da una popolazione europoide di tipo cromagnonoide”: https://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_kurgan
        Tra l’altro leggevo su Ethnopedia, una pagina Facebook, nell’articolo “Le tipologie proto-nordiche” che i crani kurganoidi ritrovati erano leptoprosopi, a differenza delle restanti tipologie cromagnoidi inalterate (falide, west-baltid etc.); la leptoprosopia è dovuta ad ibridazione col corded?
        Scusa se non c’entra proprio tanto con le linee paterne questo discorso.

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        I capelloidi sono più recenti, portatori della Cultura cordata per l’appunto e responsabili dell’ampia penetrazione nell’Europa nordorientale. Il tipo kurganoide è invece quello più antico, tipico delle aree dell’Urheimat ariana attorno al Mar Nero e logicamente associati al protoindoeuropeo. Poi logicamente i due filoni si sono mescolati e sono finiti un po’ in tutta Europa e non, ma soprattutto in area scandinava e baltica. Fenotipi oggi comunque rari, proprio perché associati alle élite. Mah, insomma, il Kurgan è abbastanza cromagnoide come fenotipo, anche se qualcuno a volte lo chiama coarse Nordid, ma sono etichette. Ricordo che gli archeologi sovietici definivano i primi Ariani come CM, non come capelloidi, aurignacoidi o misti. Su alcuni anthrofora a me davano proprio del Kurganoide inteso come coarse Nordid, ma io sono piuttosto aurignacoide.

        Mi piace

  3. Franco Treni ha detto:

    Hai ragione: prima leggevo una vecchia discussione su “The Apricity” nella quale si parlava del fenotipo kurganoide, e in tale discussione dicevi proprio che fenotipicamente potevi avere qualche influsso kurganoide. Infatti hai degli zigomi piuttosto marcati e dei tratti facciali robusti che, come ho già detto sotto un altro tuo articolo, a me personalmente portano alla mente facce cromagnoidi, e osservando le foto di celebrità che gli altri utenti postavano nella succitata discussione, non posso che avere ulteriore conferma del tuo aspetto “orientale”.
    Poi, ovviamente, tu conoscerai meglio di me il tuo fenotipo; tra l’altro io sono un neofita in questo campo.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sì sono suggestioni. Credo che al più siano tratti grezzi genericamente paleo-europidi, ma che comunque sono solo influssi. Furono altri a vedere in me il kurgan e poi da lì provai ad approfondire, ancora quando postavo lì sopra.

      Mi piace

  4. Franco Treni ha detto:

    Ok

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...