L’aplogruppo Y J1

Aplogruppo J1

Aplogruppo J1

L’aplogruppo Y-DNA J1 è la linea paterna dominante presso gli Arabi e il ceto sacerdotale ebraico (Cohanim). Si è originato attorno al Caucaso e si è espanso verso l’Africa orientale durante il Neolitico.

J1 è, come J2, un ramo di J, già parte dell’aplogruppo IJ e prima ancora IJK, assieme a I; J si sarebbe distaccato da IJ 30.000 anni fa in Medioriente, e J1 sarebbe disceso da J 20.000 anni fa, originandosi nelle montagne del Tauro o nei Monti Zagros, nel Levante.

Il capostipite di J1 dunque, si suppone essere vissuto nel tardo Paleolitico superiore nell’area tra Anatolia e Caucaso e, come nel caso di I, sarà presumibilmente stato un tipo caucasoide arcaico cromagnoide. Peraltro, in area levantina, l’Uomo di Neanderthal giunse scacciato dall’Europa dall’uomo anatomicamente moderno e non si può certo escludere un suo contributo genetico e anche fisico/morfologico nelle popolazioni di quella regione. Un fenomeno del resto accaduto anche nell’Europa continentale e settentrionale, dove si possono incontrare fenotipi arcaici che mescolano caratteristiche neanderthaloidi con quelle cromagnoidi (Brünn-Predmost).

L’area anatolico-caucasica è la patria del fenotipo tauride (il cui ramo europeo è il Dinaride) che comprende il famoso Armenoide; questa categoria racchiude uno spettro di fenotipi caratterizzati da brachicefalizzazione, bassa volta cranica, fronte bassa e molto inclinata, faccia larga, naso prominente e adunco a 6 rovesciato, occhi protrusi, labbra sporgenti e turgide, mento regressivo, statura medio-bassa sovente accompagnata da pinguedine e folta peluria, pigmentazione scura. Si suppone che questo fenotipo sia il risultato di una mistura tra Mediterranoidi e Alpinoidi locali con successiva dinarizzazione (brachicefalizzazione, appiattimento dell’osso occipitale, sviluppo di un naso prominente e adunco), un fenomeno tipico tra i pastori dei monti levantini e balcanici. Non escludo che vi possa essere lo zampino neanderthaliano in tutto ciò.

Il fenotipo che questi neolitici avranno condotto in Europa sarà certo inquadrabile nell’etichetta tauride, che include Dinaridi e appunto Armenoidi.

Sarà utile inoltre ricordare che i monti anatolici, caucasici, levantini e dell’attuale Iran, erano ben poco indicati per lo sviluppo di una cultura agricola, e furono dunque ideali per lo sviluppo della pastorizia e l’addomesticamento di capre e pecore. J1 fu così diffuso da pastori neolitici montanari anche nelle aree montuose dell’Europa, soprattutto in Sicilia, Sardegna, Appennini meridionali, Francia mediterranea e Spagna settentrionale. Il J1 europeo è peraltro affiliato a quello anatolico-caucasico, ma non arabo, il che fa propendere per una distribuzione neolitica di questo aplogruppo, corroborato solo marginalmente da successivi fenomeni migratori imputabili a Fenici, schiavi romani, Arabi ed Ebrei.

J1 picca in Grecia, Italia centro-meridionale, Francia meridionale, Penisola Iberica, ma non è particolarmente diffuso; i veri picchi si possono trovare nel Caucaso, nel Levante e nella Penisola Arabica. Ha buona diffusione anche nell’Africa settentrionale.

Come detto, in Europa è prevalentemente un lignaggio anatolico-caucasico del Neolitico, mentre nei paesi mediorientali e nordafricani è certamente frutto anche delle conquiste arabe medievali, infatti gli aplogruppi principali di Europa e mondo islamico semitico presentano cladi differenti.

La subclade più diffusa di J1 è J1-P58 ed è quella genuinamente semitica, tipica di Arabi etnici ed Ebrei. Solo in maniera limitata ha raggiunto i domini europei medievali dei musulmani, vale a dire Sicilia e Penisola Iberica.

Senza ombra di dubbio dunque quel poco J1 che si può riscontrare in Europa è frutto della pastorizia levantina diffusa nel Neolitico e radicatasi nelle aree montuose meridionali del Continente, con l’eccezione interessante di Alpi e Carpazi.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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9 risposte a L’aplogruppo Y J1

  1. Gabriele ha detto:

    Quando eri lombardista ricordo che il confine meridionale tra Lombardia e non era il Panaro. Effettivamente il j1 sembra proprio seguire il corso del fiume, questa è una coincidenza oppure no? A cosa è dovuta una pressoché totale mancanza di j1 in quelle zone che però poi aumenta sensibilmente dall’altra sponda del fiume? Non potrebbero esser stati i bizantini anche se da quel che so dovevano essere più j2? Non pensavo avessero inciso così tanto. Notare anche l’assenza nella costa jonica lucana; e dire che dando sul mare avrebbe dovuto essere molto esposta, hai una spiegazione a riguardo?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sì, il Panaro segnava il confine tra la Langobardia e la Romandiola. In Romagna gli stessi Celti non hanno inciso più di tanto (assieme ai Lingoni del Ferrarese), e ovviamente i Longobardi meno ancora, essendo tardivamente arrivati solo a Bologna e Ferrara. In Pianura Padana e Alpi manca quasi del tutto poiché deve esserci stata una certa pulizia da parte delle popolazioni celtiche e germaniche, che l’hanno sospinto altrove. In Lucania sarà giusto una sacca, in cui non è stato trovato.

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  2. Ludo ha detto:

    PAOLO SPERO FARAI L’APLO N1C1 COSI’ CAPIRO’ SE I BALTICI SONO EUROPIDI O NO. ALCUNI DICONO CHE E’ URALICO E QUINDI PROTO MONGOLO. DI CONSEGUENZA I BALTICI NON ESISTEREBBERO MA SAREBBERO UN MISTO DI NORDICO E PROTO MONGOLO. E’ COSI OPPURE MI SBAGLIO, EPPURE TU AVEVI DETTO CHE L’INFLUSSO MONGOLOICO ERA IRRISORIO NEGLI AUTOSOMI DEGLI EUROPEI DELL’EST. ASPETTO L’ARTICOLO!!

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il Proto-Mongoloide non è un Mongoloide moderno, ma piuttosto un fenotipo similare al Cromagnoide con lieve mongolizzazione. La componente autosomica asiatica nei popoli ugro-finnici è irrisoria in Ungheria e lieve-discreta in Finlandia e dintorni (massimo 15% in Lapponia). Il capostipite N1c sarà dunque stato un Siberiano con tali fattezze, non certo un Mongolo. Comunque ne riparlerò quando tratterò quel ramo specifico.

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  3. Thor ha detto:

    Paolo, come spieghi la diffusione dell’aplogruppo j1 in Abruzzo? E’ possibile che vengano presi in considerazione anche gli zingari che alzano la percentuale? Grazie.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      J1 è neolitico, più di J2. Ce n’è un po’ in tutta Italia (quel poco che c’è), soprattutto in Meridione, chiaramente. Gli Zingari sono H o L, di solito, non J1.

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  4. fd ha detto:

    Paolo, tu nell’ articolo sui dinarici parli di tauridi ancestrali simili agli attuali armenoidi, tauridi che andando verso i balcani, hanno contribuito alla formazione del tipo dinarico; che andando verso occidente e mescolandosi con i gracile med hanno dato il litoride e che rimanendo in medio oriente hanno generato l’ armenoide vero e proprio… ma quanto questi tauridi erano simili agli attuali armenoidi? domanda che mi pongo, perchè qui (centro italia) non mi sembra che mancano i litoridi, gente bassa e magra, con occhi un pò tondi e naso > convesso, nonostante ha un aspetto abbastanza europeo, (a differnza dei veri armenoidi del medio orienete o di miscugli con ebrei)

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il fenotipo litoride è un miscuglio di elementi mediterranei e tauridi (quindi più sul dinaride o sull’armenoide a seconda delle aree d’Italia) che potrebbe essersi intrufolato in Europa a partire dalla diffusione della ceramica cardiale; non a caso infatti gli antropologi lo segnalano fino alla Spagna, dove si sarebbe mescolato coi megalitici atlanto-mediterranidi. Non è mai basso, come tipo fisico, è piuttosto ectomorfo e slanciato, salvo alpinizzazione. In Italia di tipi tauridi sull’armenoide ce ne sono pochi, e sono a mio avviso confinati nei settori più meridionali del Paese (Calabria e Sicilia insomma); se vuoi un classico armenoide “italiano” devi stare su Parenzo, un ebreo, e non mi sembra proprio che ci siano Italiani puri con facce simili, salvo ripeto nelle estremità, e sono comunque pochi. Peraltro l’Armen-oide è la sottofamiglia tauride che comprende varie tipologie, tra cui l’Armen-ide vero e proprio che in Italia non esiste direi (picca in Armenia); esso infatti è il tipo fisico più affine al Tauride originale, quello sviluppatosi in Asia Minore, che a livello di statura può anche variare da area ad area: i montanari armeni saranno infatti più alti di quelli alpinizzati del piano, che ricordano appunto un Parenzo.

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