L’aplogruppo Y I2

I1 + I2

I1 + I2

L’aplogruppo Y-DNA I2 è il più ampio lignaggio continentale mesolitico dell’Europa, comune tra Slavi e Germani.

Fratello di I1, si sarebbe sviluppato 17.000 anni fa nei Balcani, e si suddivide in I2b e I2a: il primo è nato 13.000 anni fa nell’Europa Centrale, e da esso discendono le cladi I2b1 e I2b1a; il secondo 11.000 anni fa nei Balcani, e da esso discendono I2a1 e I2a2.

I2b1 è sorto in Germania 9.000 anni addietro, I2b1a meno di 3.000 anni fa in Britannia; I2a1 invece 8.000 anni fa nell’Europa sud-occidentale, mentre I2a2 7.500 anni fa in quella sud-orientale.

Come I1, anche I2 è nato in Europa ed è tipico del nostro Continente, ed è nato da cacciatori-raccoglitori nel periodo dell’Ultimo massimo glaciale; con il ritiro dei ghiacci, i sopravvissuti del Paleolitico superiore uscirono dai rifugi dell’Europa meridionale e ridistribuirono questa linea paterna nell’Europa occidentale, di mezzo e orientale.

Facile dunque intuire come i primi portatori di I2, al pari di I1, potessero essere Cromagnoidi, nello specifico di qualità mediterranea e balcanica, dunque scuri: Borreby balcanici, Balcanoidi, Paleo-Atlantidi non ancora ridotti a Beridi (il tipo fisico associato ai Paleo-Sardi).

I2 picca nei Balcani, nei Carpazi, in Sardegna, ed è una importante linea nei Paesi slavi. Nei Paesi germanici invece va dal 5 al 10%.

Questa linea Y venne poi assorbita dagli agricoltori neolitici, ed ebbe una grande affermazione proprio grazie alla prosperità agricola dell’Europa sud-occidentale (Cultura della ceramica cardiale) e sud-orientale (Cultura di Cucuteni-Trypillian). Per converso, nell’Europa continentale centrale, occidentale e settentrionale, I2 ebbe scarso successo, probabilmente perché l’agricoltura arrivò tardi e i portatori di tale linea erano troppo pochi per resistere al successivo impatto delle ondate indoeuropee.

Entriamo nel dettaglio: I2a1 è il più grande ramo di I2, e quello maggiormente legato alle culture neolitiche dell’Europa meridionale, occidentale e orientale, e di quella nord-occidentale.

Aplogruppo I2a1

Aplogruppo I2a1

La clade I2a1a1 ha una particolare correlazione, nell’Europa occidentale, con il lignaggio paterno delle culture megalitiche del Neolitico e del Calcolitico (Età del Rame), e picca infatti in Sardegna.

I2a1b è invece forte nei Paesi slavi, soprattutto in quelli dell’area dinarica, balcanica e carpatica. Mostra, in questo caso, un forte legame con la Cultura neolitica di Cucuteni-Trypillian, e probabilmente è stata anche la linea di Daci, Traci e Illiri, Indoeuropei le cui élite saranno state R1a. Gli Illiri furono probabilmente una derivazione dei primi due. Questa subclade di I2 venne poi redistribuita dalle migrazioni medievali degli Slavi.

I2a2 è invece associato alle genti pre-celto-germaniche dell’Europa nord-occidentale, come i costruttori megalitici.

Aplogruppo I2a2

Aplogruppo I2a2

Le due principali subcladi di questo aplogruppo sono I2a2a e I2a2b. La prima si associa facilmente alle invasioni germaniche (è presente nella Sicilia nord-occidentale e a Campobasso), la seconda invece si lega bene alla Cultura dei campi di urne della tarda Età del Bronzo, sviluppatasi nell’Europa Centrale, e a quella di La Tène della tarda Età del Ferro, e dunque alle genti celtiche. Infatti è discretamente presente nelle Alpi nord-occidentali, in concomitanza con la predominante linea R1b-U152 che si lega ai Celti dell’Europa Centrale (Unetice, campi di urne, Hallstatt e La Tène).

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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5 risposte a L’aplogruppo Y I2

  1. Ale ha detto:

    Ciao ma tu cosa ne pensi della teoria della continuità paleolitica di Alinei, secondo me può essere valida, spiegherebbe tante cose anche dell’aplo I

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non mi convince, anche perché, per quanto riguarda la teoria kurganica, sono in linea con la Gimbutas. Per fare un esempio, stando agli studi più recenti, R1b non era presente in Europa, prima del Neolitico ed essendo stato ritrovato a Jamna può essere considerato proto-indoeuropeo tardo. Un Paese come l’Italia, inoltre, prevalentemente neolitico, non può essere un continuum con i periodi precedenti. Riguardo la lingua, essa è un divenire, non è una cosa fissa, immota, senza soluzione di continuità. Piuttosto potrebbe aver senso ravvisare un substrato mesolitico-cromagnoide nelle lingue germaniche.

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  2. Paolo Sizzi ha detto:

    Devo aggiungere che secondo la nomenclatura ISOGG corrente:
    I2a1 diventa I2a1a
    I2a2 diventa I2a1b
    I2b1 diventa I2a2a
    I2b2 diventa I2a2b

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  3. Enrico ha detto:

    Leggendo che l’aplogruppo I è diretto discendente di Cromagnon e guardando le zone più scure nella mappa ad esso correlata mi viene mente che le tre zone più scure ovvero Sardegna, Scandinavia e Alpi Dinariche siano famose la prima per la longevità dei propri abitanti, la seconda per la forza fisica e la terza per essere abitata dagli uomini più alti del mondo(altezza media 1,82).
    L’individuo cromagnoide trovato al confine tra Italia e Francia infatti era alto più di 1,90 e aveva più di 65 anni, dati straordinari questi se pensiamo che si tratta di uomo preistorico e che non godeva delle comodità che la tecnologia, la medicina e i supermercati(l’alimentazione è strettatemente legata all’altezza) hanno dato a noi uomini moderni, basti pensare che solo 100 anni fa in Italia l’altezza media era circa 167 cm per gli uomini oppure che millenni dopo Cromagnon, in epoca vittoriana la durata media della vita era di circa 38 anni.
    Ha questo va aggiunto che il volume cefalico di Cromagnon era superiore a 1600 mentre quello dei moderni individui è solitamente attorno a 1300.A questo punto viene da farsi un paio di domande a proposito della teoria evoluzionistica(o involuzionistica?).
    Buon Natale
    Enrico

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Di sicuro se oggi, in generale, l’età media degli Italiani è aumentata non lo si deve all’industria, al cibo dei supermercati, al “progresso” ma agli stili di vita virtuosi, al cibo sano e variegato (soprattutto in termini di frutta fresca e verdura), all’attività fisica, all’igiene e anche alle cure mediche. D’altra parte, il Cro-Magnon era un tipo fisico ben preciso, l’uomo anatomicamente moderno caucasoide delle steppe eurasiatiche, giunto in Europa 40.000 anni fa, ma che ha inciso soprattutto sull’Europa settentrionale e occidentale, e molto meno su quella meridionale. I classici visi cromagnoidi infatti, oggi li si può trovare a nord delle Alpi per lo più, le tipiche facce squadrate col mascellone della Germania. Non possiamo reputare involuzione il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, alimentari e degli stili di vita; la regressione, o meglio la degenerazione, del nostro sistema riguarda il turbo-capitalismo che incrementa smog, inquinamento, cibo industriale da allevamenti industriali, l’uomo schiavizzato dal lavoro, lo stress ecc. Cancro e tumori vari sono malattie modernissime, non a caso, e sono legate (al di là dell’ereditarietà) al cibo e allo stile di vita.
      Auguri.

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