L’aplogruppo Y G2a

Aplogruppo G

Aplogruppo G

L’aplogruppo Y-DNA G2a è un’importante linea paterna degli agricoltori e pastori neolitici in Medioriente ed Europa. Si tratta anche di una linea secondaria associata alle invasioni indoeuropee.

La datazione e il luogo d’origine presunti di G2a si collocano 11.000 anni fa nel Levante o in Anatolia; esso discende dall’aplogruppo G, che a sua volta discende da F (lignaggio del cosiddetto “Adamo eurasiatico” vecchio di 45.000-50.000 anni e originatosi in India). G si è originato 17.000 anni fa in Medioriente.

Prima di F, abbiamo CF, ramo parallelo del DE già incontrato nell’articolo precedente, che come esso deriva da CT (l’Adamo eurasiatico) e che probabilmente si è originato tra 70.000 e 75.000 anni fa nell’Asia sud-occidentale.

G si trova ovunque in Eurasia a basse frequenze, con l’eccezione di Sardegna, Italia meridionale e Caucaso dove può arrivare al 30%. Le cladi che interessano particolarmente l’Europa sono G2a e G2a3. Quest’ultimo potrebbe essere connesso agli Indoeuropei e trova un discreto riscontro nell’Europa settentrionale.

G e G2a sono ovviamente linee paterne caucasoidi; in particolar modo l’aplogruppo G2a potrebbe esser stato associato, inizialmente, a genti mediterranoidi, tauridi (Dinaridi e Armenoidi) e alpinoidi. L’uomo dei ghiacci Ötzi, vissuto durante il Calcolitico sulle Alpi orientali italiane, apparteneva alla rarissima clade L91, e stando alle ricostruzioni poteva essere di fenotipo alpinoide.

Del resto, oggi G in Europa si trova prevalentemente in aree montagnose come gli Appennini e la Sardegna, dove sappiamo esserci buona concentrazione di Alpinidi. E Ötzi, stando alla genetica, era assai simile ai moderni Sardi, che sono geneticamente isolati e i più vicini agli originali agricoltori neolitici.

G dunque si lega bene agli agricoltori e ai pastori montanari del Neolitico provenienti dal Vicino Oriente, soprattutto dall’Anatolia. Una ipotesi secondaria lo vede associato agli Indoeuropei, che provenendo dall’area a nord del Caucaso, lo hanno diffuso in Europa assieme alle principali linee R1a e R1b. In questo caso sarebbe una clade differente dal G2a diffuso nel Neolitico. Ci fu poi una possibile redistribuzione di G2a mediante la romanizzazione dell’Europa, che partì dall’Italia.

Esiste poi un ramo G1 del G, che è tipico dell’Asia di centro e di sud, alla cui distribuzione contribuirono anche Sciti, Sarmati e altri Iranici. Ma anche Ebrei aschenaziti. Il ramo G2b del G, è quasi interamente ebraico essendo tipico del Levante meridionale.

G2a è attestato anche sulle Alpi, dimora plurimillenaria dei pastori neolitici e dei popoli delle pianure vinti da nuove invasioni, che cercavano rifugio tra i monti per sfuggire ai nuovi conquistatori.

La continuità di G2a che esiste tra Anatolia, Italia e Penisola Iberica (passando per la Francia meridionale) suggerisce una connessione alla Cultura della ceramica cardiale impressa e alle altre culture neolitiche europee come quella della ceramica lineare. Alla luce di questo non appare azzardato affermare che G2a è la principale linea paterna degli agricoltori neolitici, stante anche la diffusione cronologica e geografica dell’agricoltura in Europa dal Vicino Oriente (9.500-3.800 avanti era volgare).

Diffusione dell'agricoltura

Diffusione dell’agricoltura

Come per E1b1b, la distribuzione di G2a interessa soprattutto l’Europa mediterranea, ed è stato suggerito che i portatori agricoli di tale aplogruppo, per supplire alla carenza di vitamina D derivante da una dieta povera di carne e pesce, avessero acquisito gli alleli per la pelle chiara, mentre il cacciatore-raccoglitore mesolitico rinvenuto a La Braña (Spagna nord-occidentale) si dice presentasse carnagione scura, ma assieme a due vistosi occhi azzurri. Questo non significa che i cacciatori-raccoglitori del Mesolitico europeo fossero necessariamente scuri (soprattutto nelle aree settentrionali del Continente, dove anche i Neanderthal potevano presentare pigmento chiaro) ma che probabilmente in origine l’Uomo di Cro-Magnon fosse di complessione scura, e che tale rimase più a lungo nelle zone meridionali dell’Europa (si pensi al tipo fisico paleo-atlantide, beride e balcanoide).

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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3 risposte a L’aplogruppo Y G2a

  1. Franco Treni ha detto:

    Riguardo la Mummia del Similaun, leggevo su un sito in inglese che il suo indice cefalico fosse 75 o 76 (non ricordo bene), dunque hanno ipotizzato che il fenotipo potesse essere mediterraneo alterato da elementi autoctoni alpini.

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