L’aplogruppo Y E1b1b

Aplogruppo E1b1b

Aplogruppo E1b1b

L’aplogruppo Y-DNA E1b1b costituisce la principale linea paterna del Nordafrica. È connessa alla diffusione delle lingue afro-asiatiche e degli agricoltori neolitici del Vicino Oriente e dei Balcani.

La datazione e il luogo d’origine presunti di E1b1b si collocano 26.000 anni fa tra l’Africa nord-orientale e il Corno d’Africa, e le sue cladi principalmente diffuse in Europa sono E-M78, tra cui in particolar modo la subclade E-V13, ed E-M81. C’è anche E-M123, che però in Europa è scarsa.

E1b1b è un ramo dell’aplogruppo africano E (sorto 40.000 anni fa tra Africa e Asia), che discende da DE, aplogruppo afro-asiatico vecchio di 65.000 anni. Esso a sua volta discende da CT (70.000 anni fa), considerato l’Adamo eurasiatico e originario probabilmente dell’Africa orientale, e ramo di BT ossia l’antenato comune di tutti gli uomini, eccettuati quelli che discendono da A (che praticamente sono solo africani). BT è vecchio di 80.000 anni, A grossomodo di 200.000. A e BT derivano dal cosiddetto Adamo cromosomico Y, l’antenato comune più recente da cui tutti gli uomini viventi discenderebbero, in linea paterna.

E1b1b fuori dall’Europa si trova ad alte frequenze in Nordafrica, Corno d’Africa e, meno, nel Medioriente; in Europa raggiunge il suo picco massimo nel Kosovo (oltre 45%) come E-V13 ed è discretamente diffuso nell’Europa sud-orientale e anche in Iberia.

Si tratta di un aplogruppo ovviamente caucasoide, più precisamente proto-mediterranoide oserei dire, ed è giunto in Europa soprattutto nel Neolitico. Il suo picco nel Kosovo, unito alla sua presenza nei Balcani e in Italia, sembra corroborare l’ipotesi di una diffusione legata alla Cultura della ceramica cardiale del Neolitico, che costituisce una sorta di continuum adriatico tra il nostro Paese e i Balcani.

È stato poi redistribuito da Greci, Romani, Fenici, Ebrei, Mori e Saraceni, ma con effetti meno importanti.

Il nostro Continente venne raggiunto da questi agricoltori neolitici sia da sud-est che da sud, dal Nordafrica, e non si può escludere una presenza di E1b1b più vecchia del Neolitico, già presente nel tardo Paleolitico e nel Mesolitico.

Con tutta probabilità, il tipo fisico associato ai portatori di questo aplogruppo, doveva essere di tipo mediterranoide, dunque dolicocefalo e meso-ectomorfo, un dato fisico che accomuna l’Iberia e il nostro Sud (inclusa la Sardegna) al Nordafrica. E come sappiamo ci sono Mediterranidi di tipo orientale anche nei Balcani e nell’Europa orientale.

Veniamo alle principali cladi presenti in Europa, di E1b1b.

E-V13 discende da E-M78 (sorto 18.000 anni fa nel Corno d’Africa), che è la principale varietà di E tra gli Europei e i popoli del Vicino Oriente. E-V13 ha quattro subcladi tipiche dell’Europa, ed ecco una mappa che ne illustra la sua distribuzione:

Aplogruppo E-V13

Aplogruppo E-V13

E-V13 è giunto in Europa con la neolitica Cultura della ceramica cardiale, diffusa dai Balcani all’Iberia orientale, passando per l’Italia. Datazione e luogo d’origine presunti di questo aplogruppo si collocano 15.000 anni fa nel Levante meridionale o in Nordafrica.

L’altro ramo E1b1b diffuso in Europa è E-M81, frequente nella Penisola Iberica, e dovuto al Neolitico nordafricano con un contributo di Fenici e Mori. Esso picca in Nordafrica. In Iberia potrebbe anche essere giunto prima, ma sempre dal Nordafrica.

Aplogruppo E-M81

Aplogruppo E-M81

Sua datazione e luogo d’origine presunti,  11.000 anni fa nell’Africa nord-occidentale.

L’altro ramo, E-M123, è scarsamente presente in Europa ed è più presente in Etiopia e Levante meridionale. La sua presenza europea è imputabile a Fenici, schiavi romani levantini, Arabi ed Ebrei. Questo aplogruppo deve essere comparso prima del Neolitico nel Levante meridionale.

Aplogruppo E-M123

Aplogruppo E-M123

Ci sono ovviamente altre linee E1b1b in Europa, ma minori rispetto a queste. Per quanto possa essere possibile una diffusione paleolitico-mesolitica di questo aplogruppo, la sua presenza nel nostro Continente rimane legata principalmente al Neolitico e, meno, a popoli spostatisi dal Levante e dal Nordafrica dall’Età del Bronzo in poi.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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8 risposte a L’aplogruppo Y E1b1b

  1. Claudio ha detto:

    E1b1b è un ramo dell’aplogruppo africano E (sorto 40.000 anni fa) e credo che i popoli del E di 40 mila anni fa fosse simili alle popolazioni nere. Tu invece dici erano proto meditteranee e quindi che fossero praticamente europei. non capisco come mai non si dica davvero come stanno le cose.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      E1b1b non è assolutamente negroide, è caucasoide/proto-mediterranoide, probabilmente legato a tipi fisici arcaici di tipo aurignacoide. La Cultura natufiana del Levante non è distante dall’Africa nord-orientale. E penso proprio che sia molto azzardato classificare E come negroide (essendo peraltro sorto tra Corno d’Africa e Penisola Arabica). Il primo portatore sarà stato un tipo pseudo-etiopide senza “negrizzazione”.

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      • Claudio ha detto:

        Con tutto il rispetto per te, ma credo non ci siano prove che il primo portatore non fosse mezzo negroide. io credo che a questo punto le razze non esistono, cioè a sud i mediterranei sono forse i discendenti dei neri, i baltici dai mongoli e via dicendo. mi sa che siamo tutti un unica razza.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Hai delle foto circa il primo portatore di E ed E1b1b? Non credo. Tu pensa pure quello che vuoi, ma mettendo insieme i vari dati fisici, genetici e archeologici non esce una sola razza umana (che è una fesseria di per sé dato che ad essere unica è casomai la specie sapiens) ma almeno 5-6 grandi gruppi, con relative sottorazze.

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  2. Claudio ha detto:

    Ma forse sarà come dici. Comunque credo che sia strano che il primo antenato dei baltici fosse proto mongolo come detto da te, dato che i baltici sono chiari di pigmentazione e con capelli biondi. Stessa cosa per i meditteranei, dato che il loro primo antenato veniva dall’Africa. e se la genetica non fosse vera, che fosse l’opposto di quello che si crede, cioè che dagli odierni baltici derivino poi i mongoli e lo stesso per i meditteranei… Ke poi gli slavi sono in possesso del R1a e che sia a causa loro che sono diventati biondi. Ti potrei dirti altre cose, ma la verità non si capirà, te lo dico.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      La pigmentazione c’entra poco: i capelli biondi, la pelle chiara e gli occhi azzurri sono sorti nell’Europa settentrionale. La pigmentazione scura dei Mediterranoidi è ovvia, data la loro culla mediterranea. Venire dall’Africa o dall’Asia non significa essere per forza negroidi o mongoloidi. Gli Indoeuropei si sono vistosamente depigmentati ibridandosi con gli autoctoni cromagnoidi del Nord, per quanto probabilmente avessero già nel genoma una depigmentazione dovuta allo stile di vita (alimentazione e vitamina D).

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  3. Ma perché qui si discute di pigmentazione come unico elemento di caratterizzazione razziale?

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