La sottorazza dinaride

Cranio dinaride

Cranio dinaride

Passiamo all’ultimo capitolo del gruppo caucasoide europeo, quello della sottorazza dinaride.

Il Dinaride è un sopravvissuto, balcanico, del Paleolitico superiore che ha subito un processo di dinarizzazione; questo processo, caratteristico del gruppo razziale caucasoide denominato tauride (che qualcuno riferisce anche ai Dinaridi), consiste nella brachicefalizzazione, nell’appiattimento della regione cranica occipitale, e nello sviluppo di un naso lungo, aquilino, convesso, prominente e terminante in una punta carnosa rivolta verso il basso.

Esso, parrebbe un fenomeno conseguente ad un adattamento ad una vita di montagna, tipica dei pastori, in un’area che va dal Caucaso alle Alpi orientali, passando per Anatolia e Balcani, e tipico, come detto, del gruppo tauride che comprenderebbe Dinaridi e Armenoidi (ossia Armenidi propri, Anatolidi, Assiridi e Caucasidi/Mtebidi).

Io, in questa rassegna, tengo distinti i Dinaridi/Adriatidi (tra cui i nordizzati Noridi) dai Tauridi veri e propri, che sarebbero gli Armenoidi di Anatolia-Caucaso e Levante, con un estensione fino all’Asia Centrale grazie alla parziale componente tauride dei Pamiridi (Turanidi non mongolizzati).

E tengo distinti i Dinaridi dai Caucasoidi non europei anche per il fatto che la base del tipo dinaride è quella cromagnoide (poi dinarizzata), mentre nel caso tauride si tratta più che altro di un’ibridazione tra Mediterranoidi e Alpinoidi del Levante poi influenzati dal processo di dinarizzazione di cui ho parlato in apertura.

Parliamo dunque nel dettaglio della sottorazza dinaride, europide. Essa consiste in individui molto alti e magri (ectomorfismo) con ossa lunghe e robuste; gambe molto lunghe; fisico “nervoso” più che muscoloso; cranio brachicefalo e planoccipitale dalla volta cranica alta (ipsicefalia); viso lungo, leptoprosopo (nelle donne è quasi triangolare), da cui spicca un naso lungo (leptorrinia), prominente, convesso, aquilino, terminante in punta carnosa rivolta verso il basso; la fronte è molto inclinata; gli occhi sono infossati; i tratti somatici sono grezzi, spigolosi e scavati; le orecchie sono grandi e ad ansa; il mento è sviluppato e aguzzo; il pomo d’adamo è in vista e spicca da un collo lungo e magro; la pigmentazione va dallo scuro all’intermedio; la peluria è abbondante; il dimorfismo sessuale accentuato.

Come detto, il Dinaride consiste in un tipo cromagnoide locale, dei Balcani, a volte indicato come Balcanoide (che sarebbe un fenotipo tendente molto al Borreby) che ha subito un processo di dinarizzazione grazie ai pastori e agricoltori levantini, neolitici, irrotti nella Penisola Balcanica con l’espansione dell’agricoltura.

Questi saranno sicuramente stati fisicamente similari agli attuali Armenoidi del Levante, ossia medio-bassi, molto brachicefali e appiattiti nella zona occipitale, con volta cranica bassa e fronte molto inclinata, naso molto sviluppato e adunco, occhi protrusi, lieve prognatismo, labbra turgide “a beccuccio”, mento debole e retrognato, pigmentazione scura. Qualcuno suppone vi sia stata pesante influenza neanderthaliana nei Tauridi; più probabilmente è la combinazione tra tratti Mediterranoidi e Alpinoidi locali con conseguente dinarizzazione dovuta all’adattamento ad un clima e ad uno stile di vita di montagna.

L’areale dinaride è principalmente quello balcanico, ma è un elemento importante anche in Grecia, nei Carpazi, nelle Alpi orientali e in Mitteleuropa, nell’Italia nord-orientale e lungo le coste adriatiche italiane.

La vecchia antropologia identificava il tipo dinaride con gli invasori indoeuropei Italici della nostra Penisola. La cosa ha certamente del vero, considerando che giunsero in Italia dall’area danubiana, ma, come per il caso celtico, anche in quello italico va detto che le élite presentavano notevole nordizzazione, e non credo sia azzardato ipotizzare un ceto nobiliare romano tendente al Nordide celtico (del resto basta guardare i busti romani e osservare i Nordidi britannici e centro-europei per notare una certa vicinanza a quelli che dovevano essere i patrizi italici di Roma, tra cui spiccavano capelli spesso fulvi e occhi spesso azzurri e grigi). E ovviamente tendente al Noride, la nota ibridazione tra Nordidi e Dinaridi caratteristica dell’area austriaca del Norico (da cui prende il nome).

Naturalmente, anche se meno rispetto alle aree indoeuropeizzate dell’Europa nord-orientale, anche in Paesi come l’Italia potevano (e possono) trovarsi dei fenotipi assai prossimi al Corded e al Kurganoide, figli delle invasioni ariane dell’Europa occidentale.

Scendiamo ora nello specifico, e con l’ausilio di tavole vediamo quali sono i tipi fisici che rientrano nella categoria dinaride.

Cominciamo col mostrare i sopravvissuti del Paleolitico superiore, i Balcanoidi, che, dinarizzati, hanno portato alla formazione della sottorazza che qui ci interessa:

Balcanoide 2

Balcanoide

Borreby balcanico

Balcanoide 2

Ed ecco il risultato della dinarizzazione standard:

Dinaride

Dinaride

Esistono poi dei tipi alterati: il Noride, che sarebbe un intermedio dinaride-nordide tipico dell’Austria e dell’Europa mittel; il Carpatide, un Dinaride goricizzato (alpinizzazione orientale) dei Carpazi; il Padanide, Dinaride alterato dall’Atlanto-Mediterranide, peculiare del Nord Italia; il Baschide, intermedio tra Atlanto-Mediterranide e Dinaride, caratteristico dell’area basca e pirenaica franco-iberica; il Dinaro-Mediterranide, tipico di tutta l’Italia, soprattutto del Centro-Sud.

Noride

Noride

Carpatide

Carpatide

Padanide

Padanide

Baschide

Baschide

Dinaro-Mediterranide

Dinaro-Mediterranide

Qualcuno si chiederà: ma come è possibile che ci sia dinarizzazione nei Paesi Baschi? Il fatto si spiega pensando alla diffusione della Cultura del vaso campaniforme (Bell Beaker), che, stando ai ritrovamenti scheletrici e agli studi craniometrici, sembra associarsi a invasori alti, robusti e brachicefali, Dinaroidi emigrati in Iberia e nel resto dell’Europa occidentale nella tarda Età del Rame. Invasori probabilmente provenienti dall’Europa Centrale e avanguardie della Civiltà indoeuropea che avrebbe forgiato il Continente europeo che conosciamo. Naturalmente è un’ipotesi, poiché recentemente si tende a ridurre Bell Beaker ad un mero fenomeno culturale, e per di più nativo dell’Iberia. Eppure, riagganciandomi alla Gimbutas, non ritengo così astrusa una filiazione indoeuropea di questa cultura, portata da genti probabilmente non ariane ma indoeuropeizzate.

L’antropologo Coon (dalla cui opera The Races of Europe è tratta gran parte delle immagini utilizzate nei miei articoli) ci offre anche un esempio di Dinaroide britannico associato alla Cultura del vaso campaniforme:

Bell Beaker

Bell Beaker

Ad ogni modo, tornando ai Dinaridi, la razziologia del primo Novecento, quella che come sappiamo finiva per assumere aspetti lombrosiani confondendo l’antropologia fisica con quella culturale, identificava questa sottorazza con quelle caratteristiche ambientali e culturali che si possono riscontrare nei Balcani: la passione per la musica (soprattutto popolare), la tendenza al bere, l’allegria sguaiata, la testardaggine e la tenacia, la litigiosità che sfocia in veri e propri scontri etnici, la propensione alla guerra e alla vita rude di montagna, e la tendenza al fanatismo.

Son tutte cose che fanno sorridere se vogliamo davvero tentare di stabilire un nesso tra l’aspetto fisico e l’aspetto culturale e l’indole, e vanno analizzate sotto altri punti di vista, ovviamente sociali e ambientali.

La sottorazza dinaride è portatrice di geni mesolitici, neolitici e anche indoeuropei, ma la questione genetica verrà approfondita negli scritti seguenti, dove farò una panoramica sulle popolazioni europee trattando di DNA autosomico, aplogruppi Y e mitocondriali, e cercando di stabilire anche un nesso tra sottorazze (e popoli storici) e genetica.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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35 risposte a La sottorazza dinaride

  1. Dario ha detto:

    Complimenti per l’ottima esposizione del tutto senza eccessivi tecnicismi. Ti volevo chiedere, un naso di dimensioni normali, cioè tipo il tuo, con una leggera convessità, ma con la punta diritta e non carnosa potrebbe essere un naso celtico oppure una fusione fra un naso mediterranide e uno dinarico?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Beh, classificare in base al solo naso non è sufficiente: va contestualizzato. Di sicuro il naso mediterranide non è prominente e più che convesso è diritto.

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  2. Anonimo ha detto:

    “[…] le élite presentavano notevole nordicizzazione, e non credo sia azzardato ipotizzare un ceto nobiliare romano tendente al Nordide celtico”

    Ancora, perdonami, ma non capisco. Cosa c’entrano i nordidi con le caste nobiliari? Perché dici che i “capi” delle tribù erano nordici?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ancora?! Non è colpa mia se non capisci, essendo un dato di fatto storico che le élite indoeuropee fossero guidate spesso da elementi nordidi o nordoidi, a Roma, in Grecia, in Iran, in India e così via. Lo testimoniano le pitture, le leggende, le opere d’arte, la mitologia. Se ne era occupato anche un autore italiano come Romualdi. E questo, logicamente, perché irruppero nel Mediterraneo dall’Europa Centrale. Si pensi ai Flavi dell’antica Roma e ai Dori in Grecia.

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      • Anonimo ha detto:

        Un dato di fatto storico?! E dove sarebbe scritto? Roma, Grecia, Iran e India (note civiltà dalla pelle candidissima) in mano ai nordici? Eppure quando andarono in Europa centrale i primi rimasero a bocca aperta nel constatare l’alta frequenza di biondismo fra le tribù barbare, cosa a cui non erano minimamente abituati. Quali pitture (queste 1. http://www.antika.it/wp-content/uploads/2012/03/pittura_romana136.jpg 2. http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2009/12/RitrattoAnziana.jpg 3. http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cb/Meister_der_Aldobrandinischen_Hochzeit_001.jpg – e potrei continuare – forse?)? E poi, francamente, parlare di capelli chiari e occhi blu partendo da dei busti di più o meno duemila anni (senza più colori) mi pare un controsenso ridicolo. Le leggende (quali?), poi, sono appunto… leggende. Non è che soffri di nordicismo? Scusami, non lo dico con cattiveria, davvero, vorrei solo intavolare una discussione razionale, non ho nulla contro di te! Grazie per la pazienza.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Qui, non ci siamo capiti: quando avrei scritto che si trattò di fenomeno di massa, questo nordicismo? MAI. Io ho parlato di minoranze, di élite, di ceti alti, di pochi individui dunque, che sono stati via via assimilati o decimati dalle guerre (si pensi al patriziato romano). Essi hanno però ispirato canoni artistici nordicheggianti (busti, statue greche e romane, pitture del primo periodo) e diversi autori ne parlano, magari in chiave nordicista, ma io no. Io descrivo solo il fatto a livello storico. Ma devo forse ricordare poi dove, oggi, possono trovarsi in India persone dai colori chiari? Caste alte del Nord. E dove nel territorio della antica Persia? Minoranze montanare: Kalash, Curdi, Nuristani, Pashtun e via dicendo. Non soffro di un bel niente, e modera i termini per cortesia, grazie. Leggiti Romualdi, un Italiano, e non un cretino qualsiasi. Detto questo lungi da me ogni patetico nordicismo da Europeo meridionale.

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  3. Ale ha detto:

    Ciao, ma io so che l’armenoide e il dinarico sono tipologie differenti della famiglia Tauride, mentre tu dici che derivano dalla stessa? Puoi spiegarti?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ho detto che Dinaride e Armenoide, per certi aspetti, fanno parte del medesimo gruppo sottorazziale, denominato tauride, e per forza che sono due fenotipi distinti: il primo è europeo, l’altro levantino.

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      • Ale ha detto:

        Si ma da cosa si differenziano se non ti rompe spiegarmelo. In pratica, dalla famiglia Tauride nacquero sia i dinarici e gli armenoidi, oppure sono due rami differenti della stessa famiglia. Io non mi trovo.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Il fenomeno della dinarizzazione, che ho spiegato nell’articolo, è tipico dei cosiddetti Tauridi. Ma nel caso europeo si è innestato su elementi cromagnoidi, di tipo Borreby balcanico o Balcanoide. L’armenoide è invece una categoria caucasoide che include gli Armenidi propri dell’Armenia, gli Anatolidi dell’Anatolia e i Caucasidi o Mtebidi dell’area caucasica, come la Georgia. Gli Armenoidi mancano del tutto di componente CM.

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  4. Gabriele ha detto:

    Posso sapere per quale motivo mi hai rimosso un commento perfettamente pertinente?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non voglio divagare con le tassonomie dei VIP, grazie. A meno che mi si chiedano esempi concreti.

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      • Gabriele ha detto:

        Ma per quale motivo? Se azzeccate possono aiutare a farsi l’occhio. Non insisto, alla fine il blog è tuo e tu hai l’ultima parola, ma mi sembra una mossa poco furba.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Per il semplice fatto che poi chiunque arriverebbe qui a chiedere di classificare in su e in giù o chiedere di essere classificato.

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  5. Ale ha detto:

    Perdonami ma il naso dell’armenoide e del dinarico viene dalla stessa famiglia dei tauridi o da una diversa. Ho capito che nel caso europeo si è mischiato con borreby.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ci sono caratteristiche differenti, pur essendo un naso similare: quello dinaride è aquilino, gibboso, con punta verso il basso; quello armenoide ha forma di 6 rovesciato, il dorso va tutto verso il basso culminando nella punta, ed è più largo e prominente di quello dinaride.

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      • Ale ha detto:

        Ok però non quel naso che accomuna il dinarico e l’armenoide non deriva dalla stessa cosa. Cioè un dinarico non è un meticcio europeo-asiatico. Perchè altrimenti sembra non sia una sotto razza europea, ma un misto.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Si tratta solo di leggere meglio quello che scrivo amico mio. Ho detto, e ripetuto, che la cosiddetta dinarizzazione è un fenomeno che riguarda dei fenotipi che vanno dalle Alpi orientali al Caucaso, ma su substrati differenti. Pertanto, il Dinaride è europeo ed europide mentre la categoria armenoide no.

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  6. Ale ha detto:

    Scusa del disturbo. Ma tu dici che dal levante arrivarono Armenoidi che si incrociarono con i cromagnoin locali. Ma scusa se fosse vera questa tesi, come mai se guardiamo su eupedia gli autosomi dei balcanici, tipo serbi e croati hanno poca componente west asian. Se fosse vera questa storia allora ci sarebbe una forte componente in serbia, bosnia e croazia che sono i posti dove la gente è più puramente dinarica. Non trovi?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      A parte il fatto che la culla del tipo dinaride è tra Montenegro e Albania (zone notoriamente più West Asian del Nord Italia), geni levantini ci sono in tutti i Balcani; l’unica zona periferica in questo senso è data da Croazia settentrionale e Slovenia, aree molto slavizzate e anche germanizzate. Del resto è poi la logica da usare in questi casi: il Dinaride è la propaggina europea della famiglia tauride, ovviamente europeizzata.

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      • Anonimo ha detto:

        Ma io persone alte alla ibra per intenderci ne vedo molte di più in serbia croazia e bosnia, in albania e montenegro son bassi, magari con il naso dinarico ma sono più mediterranei tipo i greci. Per questo credo che il west asian sia la dimostrazione che non centra con il dinarico. Poi allora come mai gli austriaci e i tedeschi del sud sono norici cioè dinaro depigmentati, se praticamente cè pochissimo automa west asian. A me sembra strano ma strano, ma secondo me non torna.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Errato: è il Montenegro la zona più “alta” d’Europa, assieme all’Olanda, e anche nel nord dell’Albania sono molto alti di media (i Gheg). Man mano si sale verso nord i geni neolitici si riducono e trovano più spazio quelli mesolitici ed indoeuropei, assieme ovviamente all’alpinizzazione e alla nordicizzazione (dunque geni mittel).

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  7. Anonimo ha detto:

    Si però il dinarico a poco di levantino, tipo il sud italia per intenderci. Non mi sembra che sia collegato con il j2 dell’età del bronzo. Quindi possiamo dire che è un west asian arcaico e giunto dall’Africa in tempi antichi. Poi non mi hai risposto come mai tedeschi del sud e austriaci e pure sloveni son norici cioè dinaro depigmentati se non ci sono geni west asian . Ma a me sembra stranezza.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ne parlerò più approfonditamente negli scritti sulla genetica. Il Dinaride è fusione di elementi levantini arcaici col sostrato mesolitico dei Balcani, l’ho già scritto nell’articolo. E ti ho anche risposto in precedenza dicendo che più sali a nord più i geni levantini scolorano lasciando spazio a quelli mesolitici, indoeuropei e germanici. Ricordo inoltre una banalità che nei miei scritti ho ripreso varie volte: genotipo e fenotipo non coincidono necessariamente. Quando dico che i Dinaridi sono associati a certi geni intendo i Dinaridi autoctoni, e soprattutto quelli primigeni del Neolitico. Altrove, fuori dai Balcani intendo dire (loro areale), si sono mescolati ad altre componenti.

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  8. Metty ha detto:

    ma in italia i dinarici da dove profenirono, tipo i danirici in lombardia sono i discendenti dei popoli balcanici, sai di preciso anche di che nazione odierna

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      I Dinaridi presenti in Italia sono arrivati col Neolitico (ceramica cardiale) e con gli Indoeuropei (soprattutto Italici, tra cui i Paleoveneti). Fenotipo legato certamente anche a Reti ed Etruschi. Questo perché da sempre esiste una sorta di “façade” adriatica che collega i Balcani alla Penisola Italiana.

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  9. Luigi Gianni ha detto:

    In italia però gli individui dinaricizzati spesso sono di corporatura/statura media,ben diversi dagli energumeni balcanici.
    Questo fattore lascerebbe ragionevolmente pensare che i mediterranei della cappadocia sarebbero arrivati nella penisola senza trovare nessun substrato CM.
    Infatti in italia è molto raro l’aplogruppo balcanico I2. Difficile quindi,a questo punto,considerare pienamente europei i dinarici italici.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      I Dinaridi, come gli Armenoidi, fanno parte della famiglia tauride; la culla dei Dinaridi è i Balcani, ma dai Balcani hanno raggiunto l’Italia a più riprese. Solo che ovviamente si sono mescolati con gli elementi autoctoni mediterranidi e alpinidi, e questo soprattutto nel Centro-Sud. La questione armenoide riguarda essenzialmente il Sud, e soprattutto le sue estremità, dove si possono trovare influssi tauridi non dinaridi e fenotipi litoridi o cappadocidi. L’I2a1 dinarico è sparso ovunque, ma sembra piccare in area pugliese, sicuramente grazie agli Illiri. Eppure c’è più elemento dinaride “puro” nella Pianura Padana che a sud, dove però l’I2a1 è scarso. Starei dunque attento a correlare troppo rigidamente aplogruppi e fenotipi, oggi poi. Peraltro, attribuirei I2a1 ai Balcanoidi (cromagnoidi balcanici) e ai Borreby balcanici, più che ai Dinaridi.

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  10. Luigi Gianni ha detto:

    Giusto non correlare in toto aplogruppi e fenotipi,però a spanne I2 era appunto l’aplogruppo mesolitico dei balkan borreby,mentre i mediterranei della cappadocia,di aplogruppo E1b sarebbero arrivati dopo ibridandosi e dando origine al fenotipo dinarico di montenegro,bosnia etc…..quello che volevo dire è che se tu consideri i dinarici europei a causa del substrato CM,forse lo stesso non si può dire di quelli italici.
    Sicuramente molti dinarici italici arrivano dai balcani via terra e sono di dimensioni ridotte a causa dell’ibridazione con alpini e mediterranei locali,però sicuramente sulle coste meridionali sono arrivati direttamente cappadociani levantini che non hanno incontrarto l’elemento CM.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      No, a dire il vero il Dinaride sarebbe tauride + CM, non mediterranide + CM: l’estrema brachicefalia balcanica nasce dall’incontro tra due elementi brachicefali, non tra un dolico e un brachicefalo (o tra Alpinidi e Mediterranidi come crede qualcuno; dall’incontro tra Alpinidi e Mediterranidi non può nascere un Dinaride). La differenza saliente tra Armenoidi e Dinaridi sta nel fatto che nel secondo caso c’è un sostrato cromagnoide, che negli Armenoidi manca. E il Cappadocide di cui si parlava (oggi raro in Anatolia perché molto armenizzato) è un antico Mediterranide, che sarà poi quello emigrato, soprattutto nel Neolitico, in Italia.

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  11. Luigi Gianni ha detto:

    Perdona l’errore.
    Avevo letto sulla pagina facebook di tipologie europidi che il dinarico nasce dall’incrocio tra tipi mesolitici autoctoni dei balcani e mediterranei neolitici provenienti dalla cappadocia..
    Si dice che il dinarico avrebbe preso l’alta statura e la brachicefalia dai balkan borreby mentre invece naso adunco e leptoprosopia dai mediterranei della cappadocia.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      I Dinaridi, come gli Armenoidi, hanno subito un particolare processo chiamato “dinarizzazione” che consiste nella brachicefalizzazione, nell’appiattimento dell’osso occipitale, nello sviluppo di un grande naso convesso, caratteristiche che sembrano legarsi ad un adattamento alla vita pastorale montanara (nel Tauro come nelle Alpi Dinariche). In Europa, ciò ha coinvolto il sostrato cromagnoide dei Balcani, nel Levante invece un probabile miscuglio di mediterranoidi e alpinoidi locali, poi appunto “dinarizzati”. L’elemento mediterranide irrotto in Italia, nel Neolitico quindi parliamo di migliaia di anni fa, non era tanto cappadocide quanto mediterranide gracile con (East) o senza (West) aspetto levantineggiante.

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  12. Franco Treni ha detto:

    A quanto si aggirerebbe l’indice cefalico medio dei dinaridi alterati? Mi spiego: il noride per esempio (che non ho ben capito se sia un “dinaride depigmentato”, come ne parlavano su The Apricity, oppure una fusione tra elementi nordidi e dinaridi) ha di base un cranio più dolicocefalo/mesocefalo, oppure presenta le caratteristiche tipiche della dinarizzazione, quindi appiattimento dell’occipite e brachicefalizzazione?

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