La sottorazza nordide

Cranio nordide

Cranio nordide

Veniamo ora alla sottorazza nordide, che è solitamente quella che attira di più l’attenzione per questioni estetiche e ideologiche (e per pregiudizio nordicista verso le altre).

I Nordidi rientrano nella categoria dei Caucasoidi dolicoprosopi e leptomorfi del Neolitico, e sono tipici del Nord Europa. La loro formazione si deve all’ibridazione tra le genti neolitiche danubiane dell’Europa centro-orientale con gli invasori ariani di tipo Corded, depigmentati grazie al rimescolamento con le genti bionde, ugro-finniche, dell’Europa settentrionale, dove si estese la Cultura della ceramica cordata o dell’ascia da combattimento (tradizionalmente legata all’aplogruppo proto-indoeuropeo R1a1a). Pelle chiara e occhi chiari, tuttavia, potevano essere anche già presenti nei nomadi (proto)indoeuropei.

Il Nordide, in senso generale, è alto e slanciato (ectomorfo), meso-dolicocefalo, curvoccipitale con osso occipitale romboidale e spigoloso, con volta cranica media e di forma cilindrica, cranio grande schiacciato ai lati e dalle tempie non arrotondate (come invece ricorre nei Mediterranidi), fronte media e lievemente inclinata, non arrotondata lateralmente, occhi azzurri/grigi/verdi infossati, naso leptorrino e diritto, labbra sottili ed esangui, mento sviluppato, viso ovale-romboidale, tratti facciali armoniosi ma taglienti rispetto a quelli mediterranidi, pomo d’adamo in vista, carnagione rosea, scarsa peluria e capelli lisci, sottili ed elastici biondi o fulvi.

Questo fenotipo è dunque il risultato dell’incontro tra indigeni europei neolitici e invasori indoeuropei dell’Età dei metalli, e naturalmente dell’adattamento a climi rigidi dell’Europa settentrionale.

Gli agricoltori neolitici, dell’Europa centro-orientale, in questione, sono chiamati Danubiani, e sarebbero dei Mediterranoidi brachicefalizzati, piccoli e con naso mesorrino, dunque probabilmente alpinizzati:

Danubiano

Danubiano

Ne esiste anche una versione neo-danubiana, che sarebbe il precedente tipo mediterranoide con mistura lappoide (ossia baltide orientale dalla tendenza mongoleggiante):

Neo-Danubiano

Neo-Danubiano

Gli invasori ariani delle steppe ponto-caspiche, giunti nell’Europa centrale e settentrionale dall’Est, sono invece di tipologia Corded, ossia mediterranoide progressiva, e prendono il nome dalla Cultura della ceramica cordata (e sovente anche da quella dell’ascia da combattimento, che ne è sinonimo), principiata nell’ultima fase neolitica e culminata nell’Età del Bronzo, sempre tra Europa centro-orientale e settentrionale; questa tipologia presenta alta statura, corporatura robusta, cranio iper-dolicocefalo, ipsicefalo (alto), curvoccipitale, fronte alta e diritta, viso leptoprosopo con occhi infossati, naso leptorrino e prominente, mandibola allungata, mento marcato, tratti somatici non grezzi come quelli cromagnoidi:

Corded

Corded

Cranio Corded

Cranio Corded

Il fenotipo proto-indoeuropeo invece, come già ricordato più volte, era di tipo cromagnoide orientale (kurganoide cosiddetto).

La sottorazza nordide si divide in tre tipi inalterati: il Nordide Hallstatt, tipologia centrale, standard, tipica dei Paesi germanici; il Nordide celtico, tipologia occidentale, tipica delle Isole Britanniche, ma si può trovare anche nell’Europa Centrale celtizzata; il Nordide orientale, tipologia orientale, tipica dei Paesi slavi nord-orientali.

L’Hallstatt è il fenotipo nordide classico: alto, slanciato, meso-dolicocefalo, volta cranica media, occipite sporgente e spigoloso di media altezza, fronte media più o meno inclinata, leptoprosopo, naso leptorrino diritto, occhi azzurri infossati, viso romboidale-ovale, mandibola allungata con mento stretto e marcato, pigmentazione rosea, capelli biondi lisci, tipico dell’Europa settentrionale.

Nordide Hallstatt

Nordide Hallstatt

Il Nordide celtico è la qualità nord-occidentale ma anche continentale (substrato celtico dell’Europa centrale): medio-alto, ectomorfo, mesocefalo, volta cranica bassa e cilindrica, curvoccipitale, fronte bassa e inclinata, viso quasi triangolare, naso leptorrino convesso ma non aquilino, occhi chiari stretti, mento piccolo, pigmentazione rosea spesso lentigginosa, capelli castani/biondi anche riccioluti, tipico segnatamente delle Isole Britanniche.

Nordide celtico

Nordide celtico

Il Nordide orientale è la tipologia dell’Europa nord-orientale ed è nei fatti un Corded nordizzato: alto, robusto, nettamente dolicocefalo, ipsicefalo (volta cranica alta), curvoccipitale, fronte alta e diritta, leptoprosopo e leptorrino, naso prominente, occhi azzurri infossati, tratti somatici ammorbiditi rispetto all’Hallstatt, pigmentazione bianco-rosea, capelli biondi lisci, tipico dei Paesi baltici e slavi settentrionali.

Nordide orientale

Nordide orientale

Ci sono poi dei tipi nordidi settentrionali alterati quali l’Anglo-Sassone (Nordide Hallstatt alterato da CM + Corded, tipico dei Germanici occidentali) e il Trønder (Nordide fortemente Corded + CM tipico della Scandinavia ma presente anche, in forme similari, nell’Europa baltica).

Anglo-Sassone

Anglo-Sassone

Trønder

Trønder

Ecco ora dei tipi nordoidi periferici, alterati da altre subrazze, e tipici dell’Europa Centrale: il Sub-Nordide (Nordide alterato da elementi alpinidi presente in Francia e Germania) e il Noride (intermedio Nordide-Dinaride presente nell’Europa centro-orientale).

Sub-Nordide

Sub-Nordide

Noride

Noride

Altri fenotipi nordidi/nordoidi che possono trovarsi nelle tassonomie sono l’Aistin (qualità baltica di Trønder), il Valle (tipo Trønder norvegese sud-occidentale), l’Hardanger (qualità assai cordata di Trønder), il Celto-Sassone (fenotipo celto-germanico inglese intermedio tra Nordide celtico e Anglo-Sassone), il Nordeby (intermedio Nordide-Borreby), l’Aran (Nordide celtico delle omonime isole irlandesi) e il Galatian, una variante sub-nordide tipica della Francia centro-settentrionale, associata ai Galli. Il termine “nordo-cromagnoide” invece, designa di solito il Trønder, ed è un termine da non confondere con la categoria generale dei fenotipi cromagnoidi settentrionali pre-nordidi.

Tra i tipi periferici possiamo ricordare anche il Nordo-Mediterranide e il Pontide settentrionale (per qualcuno anche l’Atlantide settentrionale che però a mio avviso è un Atlanto-Mediterranide depigmentato tipico delle Isole Britanniche).

Tra i Nordoidi esotici ricordiamo l’Irano-Nordoide, un Irano-Afganide nordizzato e cordato frutto delle invasioni ariane nell’Altopiano Iraniano (ricorda per certi versi il Nordide orientale), che può essere rintracciato nelle tribù montanare dell’antica Persia, ad esempio tra i Kalash o i Pashtun:

Irano-Nordoide

Irano-Nordoide

Tracce nordoidi possono essere ritrovate anche nell’India settentrionale, nelle caste più alte, storicamente in relazione con le invasioni indo-arie dall’Eurasia occidentale:

Donna indiana

Donna indiana

Qualche relitto è presente anche nell’Asia Centrale, fino allo Xinjiang cinese, tra gli Uiguri, in una terra che fu degli indoeuropei Tocari. E naturalmente in Nordafrica e Medioriente. Ma come si può intuire non è nulla di rappresentativo. Come è noto le élite ariane erano costituite da tipi fisici nordidi o nordoidi che hanno guidato alla conquista dell’Eurasia i loro vittoriosi eserciti indoeuropei.

La sottorazza nordide è portatrice delle linee paterne indoeuropee R1b (occidentale) e R1a (orientale), oltre a geni settentrionali ed indoeuropei.

La vecchia antropologia, molto cavalcata dalla Germania hitleriana, tendeva ad esaltare le presunte doti del Nordico parodiando le altre subrazze: tradizionalmente, la “razza nordica” è associata al coraggio, all’avventura, alle grandi imprese, al sacrificio e all’eroismo, al progresso, alle grandi doti morali, alla civilizzazione; una visione fortemente intrisa di protestantesimo e di polemica anti-romana considerando che sono stereotipi approssimativi e basati sulla presunta superiorità etno-culturale del Nord Europa, nei riguardi dell’Europa alpina e mediterranea, notoriamente cattoliche.

Questo nordo-centrismo sarà portato avanti anche dai cosiddetti WASP americani, razzisti non solo nei riguardi dei popoli europei centrali, meridionali e orientali, ma pure verso gli Irlandesi.

Anche i “difetti” venivano inquadrati positivamente: la melancolia, la tendenza al sogno e all’astrazione, l’ingenuità, sembrano dipingere i Nordici come creature angelicate e vittime della “cattiveria” altrui.

Al di là di questa pseudo-antropologia, invito a non confondere più la razziologia con i luoghi comuni, soprattutto alla luce del fatto che oggi abbiamo la genetica delle popolazioni.

Anche la confusione tra Ariani ed Europei settentrionali (soprattutto tedeschi) fatta dal regime nazionalsocialista va vista come mera propaganda pseudo-scientifica, almeno in parte. La genetica e pure l’antropologia razziale mostrano come ci siano più tratti fisici e geni indoeuropei nei Paesi baltici e in quelli slavi che in Scandinavia e Germania. Ma certamente all’epoca non c’era la genetica (sebbene, comunque sia, ad essere davvero nordide in Germania sia la parte settentrionale).

I Nordidi sono il risultato dunque di un’ibridazione tra i Mediterranoidi neolitici, danubiani, e la variante evolutiva cordata sempre mediterranoide, ovviamente depigmentata per motivi climatici.

Sicuramente dunque progressivi, evolutivi, rispetto alla sottorazza mediterranide, ma non certo catapultati sulla terra dagli alieni, come molti spesso sembrano credere, solleticati dal solito uzzolo nordicista di stampo neonazista.

Il nordicismo più tragicomico è, ovviamente, quello mediterraneo, che finisce per santificare il feticcio “iperboreo” (bevendosi le castronerie luterane) dimenticando dove sia sorta la culla della Civiltà europea.

Discorso diverso per l’attaccamento al mondo indoeuropeo, che riguarda tutti gli Europei e non solo, e ha praticamente forgiato la nostra Cultura contribuendo anche in termini fisici e genetici. Esiste un chiaro legame, certo, tra arianesimo e nordicismo, ma non ha nulla a che vedere con l’idolatria del Nord Europa. Una zona continentale da rispettare, ma come ogni altra contrada della nostra grande Patria, e senza isterie da individui senza qualità che si vergognano di essere quello che sono, etnicamente.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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47 risposte a La sottorazza nordide

  1. Alex ha detto:

    Ma il proto-indoeuropeo era un cromagnoide orientale cioè un kurganoide. Cioè Paolo, ma questo esemplare perchè è considerato proto-indoeuropeo, quindi si è trasformato in Corded. Ma allora il suo aplogruppo era N1c oppure r1a. Grazie.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il Kurganoide non si è evoluto in nulla, tanto che nell’Est se ne possono trovare ancora; il Corded è un Mediterranoide progressivo molto probabilmente R1a. Anche il Cromagnoide orientale (Kurganoide) poteva essere R1a, ma anche R1b (trovato di recente in campioni di Jamna) o anche I2. N1c è baltico, ugro-finnico, uralico.

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  2. Maksimiljan Kodzak ha detto:

    Per Giove, Paolo… mi sapresti dire quali sottorazze furono parodiate dalla Germania hilteriana? Secondo te si sarebbero alleati con l’Italia (facciamo anche la Spagna), se gli avrebbero considerati dei derelitti subumani?
    E l’Ahnenerbe sarebbe andata in giro per il mondo a fare cosa… turismo?

    Ripeto per l’ennesimo volta: la loro (del Terzo Reich) idea sulla “razza ariana” andava oltre le nazioni. Poi si, si ipotizzava una “gerarchia dell’arianicita’”… se cosi’ possiamo dire. Ma in questo contesto nemmeno i tedeschi furono considerati “ariani originari”, ma una derivazione… forse quella con piu’ spiccate carattristiche degli “ariani nello spirito”. Ma nessun gerarca NS considerava i tedeschi degli Dei ario-nordici… tantomeno Hitler che ammetteva candidamente di aver scelto i tedeschi, che nonostante i numerosi difetti, erano comunque ancora migliori.

    L’obbiettivo vero era invece quello di riscoprire le civilta’ ariane, come anche nella concezione greco-romana. Hitler e gli altri ammiravano molto l’epoca romana, dove nemmeno la scelta dell’aquila, come emblema, era casuale; o come promuovere liturgie e celebrazioni di chiaro riferimento all’epoca “pagano-latina”.

    Gli WASP sono tutta un’altra cosa. La loro gerachia si manifesta nella biblica memoria della “razza eletta” dal dio-di-sappiamo-chi. Per loro questo era/e’ un dono esclusivo, che li esula da ogni responsabilita’: siamo i migiliori e nessuno ci piu’ fare un cxxxo.
    La gerarchia del Reich aveva un concetto brahamanico della razza, dello spirito, dell’anima, sancito dal sangue. Questo non era un visto privilegio, ma diventava un dovere. Gli adepti delle SS non leggevano mica la Bibbia, ma il Bhagavad-gita.

    Saluti.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ancora con questa storia? Ma poi come scrivi: “se gli avrebbero”? Mi sembra di averti già spiegato che qui tratto meramente di razziologia (e annessa propaganda) e non di politica e geopolitica (che è anche opportunismo e alleanze strategiche, pagate a caro prezzo pensando all’Asse), della Germania hitleriana. Vogliamo davvero negare che quelli fossero nordicisti eredi del positivismo ottocentesco e del pensiero dei vari movimenti etnici germanici dei primi del Novecento, che rappresentavano i Tedeschi e gli Ariani da loro concepiti come deità aliene estranee agli altri popoli? Come esseri superiori? Günther e il pensiero di Himmler sugli Europei non nordici li conosci? Le influenze su Hitler di gente come von Liebenfels e di vari politici anti-romani e anti-romanzi dove le lasci? Per non parlare poi della selezione stessa delle SS. Ma di che parli? Io qui mi attengo a fatti, non a fantasie antifasciste o antirazziste che tu vedi ovunque, anche di fronte ad autentiche banalità. Lo sanno anche i sassi del pensiero negativo tedesco, di allora, su popoli mediterranei, slavi e ovviamente allogeni. E quindi, all’epoca, non c’era un pensiero razziologico veramente scientifico, essendo molto condito di miti, leggende e anche sproloqui spesso e volentieri. Che poi lo stesso Hitler a tratti schifava Himmler e i suoi rituali. Qui nemmeno parlo di Ahnenerbe ma proprio della concezione nordica e ariana in voga presso la Germania nazista che, al di là della politica, non ci andava molto leggera coi non Tedeschi e non Nordici. Poi comunque sveglia ragazzi, siamo nel 2015, cerchiamo di badare all’oggi e di mettere a parte le mille seghine naziste che traspaiono dalle tue parole.

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      • Maksimiljan Kodzak ha detto:

        No, Paolo non dico che il Reich voleva l’uguaglianza o altre amenita simili, ma che il concetto di arianicita’ era molto piu’ complesso. Magari erano limitati su alcuni punti, ma era una ricerca dinamica, che portava ed avrebbe portato ad una revisione quasi totale del paradigma scentifico contemporaneo.

        Conosco gli esponenti del NS (diretti o indiretti) ed il loro pensiero. Ma l’universo del NS inglobava tante anime e nessuna aveva una predominanza. Pensare al NS come erede del positivismo tedesco ottocentesco e’, secondo me, un errore. Era una visione del mondo, che alla fine era molto piu’ naturale per i popoli europei (ma non solo) del miscuglio mondialista odierno. Questo vale, secondo me, anche per nel 2015.

        Su Himmler posso anche darti parzialmente ragione (si sentiva un a sorta di Papa), ma ha comunque creato un esercito europeo di volontari. Ma non era un merito propriamente suo, ma era un processo naturale… come Roma da repubblica divento’ impero.

        Comunque, non era mia intenzione fare polemica. Seguo i tuoi scritti, perche’ interessanti e compatibili alla mia visione…e quindi in un ipotetico prossimo universo identitario europeo, saremmo due “anime”, ma sempre della stessa visione. Vedrai che’ ci arriviamo…

        Stammi bene.

        PS: sulla lingua chiedo di essere piu’ permissivi dato che non sono di lingua madre italiana. La lingua italiana l’ho studiata solo per TV o libri. Quando scrivo, molte cose non mi vengono naturali e posso sbagliare. L’ho gia’ fatto e penso che lo faro’ di nuovo.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        L’uguaglianza è un mito, come il suprematismo, è ideologia. Tutti gli uomini hanno pari dignità, ma non sono e non possono essere uguali. L’arianesimo certo che è un discorso complesso, ma studiato a 360°, e non solo in senso NS, germanocentrico. Il razzismo nordicista, che non era solo tedesco, alla fin fine è figlio dell’Ottocento, del positivismo, delle avventure colonialiste che esaltavano la “razza nordica” sugli altri popoli, anche europei; non è una questione che nasce col Nazismo, ma prima, e affonda le proprie radici in quel sentimento razziale germanico che da una parte è certo positivo, ma dall’altra è indubbiamente razzista verso gli altri Europei. Non si può negare che i nazisti abbiano molto insistito sulla propaganda nordicista, arianista (storpiata), raffigurando i Tedeschi come popolo predestinato. Non dico raffigurassero le altre sottorazze come “feccia subumana”, mai detto, ma insomma, erano abbastanza stereotipizzate e anche ridicolizzate, perché poco investibili a livello di propaganda e retorica. Riguardo le SS parlavo delle SS proprie: le Waffen accoglievano popoli di tutta Europa, e furono una esperienza molto significativa.
        Sul discorso della lingua mi scuso, se sei forestiero: pensavo fossi un Italiano sotto pseudonimo che sfornasse svarioni.
        Comunque credo davvero che oggi serva trovare nuove soluzioni e mettere da parte Fascismo, Nazismo, Comunismo, perché han fatto il loro tempo e riproporli oggi significa quasi sempre ridurli a parodia. Vanno sempre studiati, analizzati, anche rispettati (al netto dei loro eccessi, soprattutto comunisti) ma le soluzioni del 2015 devono essere differenti, seppur coerenti ovviamente coi valori eterni che ogni uomo deve difendere, a prescindere da ideologie e temperie culturale e politica.

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  3. Karlo ha detto:

    Paolo, ma ti sbagli, ci sono più tratti fisici e geni indoeuropei nei paesi nordici che negli slavi, dici cose non vere!!

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Vatti a vedere dove picca l’aplogruppo R1a in Europa ed Eurasia, e così la componente ANE (Ancestral North Eurasian), e poi mi dici.

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      • Karlo ha detto:

        Cosa sarebbe Ane, dal nome sembrano geni asiatici. E comunque il tipo nordico è più diffuso al nord europa, mi spiace signor Paolo, ma veramente è la prima volta che sento queste cose.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Non capisco se tu sia serio o mi stia trollando, dal momento che non hai la minima idea di quanto stai dicendo, e prima di tutto perché io ho parlato di geni indoeuropei e non di fisici nordici o nordo-cromagnoidi. Da un punto di vista genetico e anche razziale (fenotipi Corded e Kurganoidi) vince il Nord-Est sulla Scandinavia, la Gran Bretagna o la Germania. Basta del resto vedere l’estensione della stessa Cultura della ceramica cordata, e prima di questo la stessa culla della cultura proto-indoeuropea e indoeuropea studiata dalla Gimbutas.

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  4. Karlo ha detto:

    Sono un neofita in antropologia, ma qualche cosa so, ma allora quanti sono i nordici in Europa nord Orientale, di numero. Secondo te quanti potranno sembrare fenotipicamente nordici. Addirittura più degli abitanti di Svezia e Norvegia. Grazie.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Quando scriverò l’articolo sulla genetica europea sarà tutto più chiaro. Ma ripeto: io parlavo di geni indoeuropei (di cui l’ANE è il dato più significativo assieme ad aplogruppi paterni e materni) e di Nordidi/Nordoidi di origine strettamente ariana (Corded e Kurganoidi), che sono presenti decisamente più a Nord-Est che a Nord/Nord-Ovest o Germania. Da un mero punto di vista fisico (non indoeuropeo), Germania settentrionale e Scandinavia meridionale sono ovviamente più nordidi dell’Europa orientale.

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  5. Abrate ha detto:

    Ma quindi tu consideri vera la teoria della “fusione” di Cavalli Sforza x i Danubian e i Corded, oppure sbaglio. Tu credi ke grazie ad essi nacquero gli attuali nordici.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Perché continui a cambiare nickname? La tesi è di Coon, non c’entra nulla Cavalli-Sforza. Comunque sì, la ritengo credibile. In sostanza il Nordide sarebbe un Aurignacoide (dolicoprosopo e leptomorfo) depigmentato.

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  6. Abrate ha detto:

    Paolo un ultima cosa, ma non ti arrabbiare, cosa pensi dei romeni che vivono in Italia. Credi siano simili agli italiani oppure credi che siano molto diversi. Visto che sono 1 milione e sono molti di più dell’invasione nordica in Italia avutasi nell’età del ferro.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ogni immigrazione di massa è sbagliata, sia nordica, romena, zingara, meridionale e via dicendo. Se questi migrano perché hanno problemi in casa, questi problemi vanno risolti a monte, non facendoli pagare a noialtri, che nulla c’entriamo con le ragioni che inducono i Romeni ad emigrare (e poi sappiamo bene cosa ci sia dietro i flussi migratori). Ovviamente sono etnicamente diversi dagli Italiani, sono un gruppo a parte; non basta la comunanza linguistica romanza ad accomunare seriamente due popoli.

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  7. Alberto ha detto:

    Paolo il discorso “aplogruppi” è abbastanza complicato e non capendo nulla di genetica non riesco a comprenderlo.
    Credo che la la possibile forma originale da cui discendono tutti gli europei sia simile ai tronder ovvero molto progressiva,cranio alto e dritto ,assenza di supraorbital ridge ,spiccata dolicocefalia.
    Tu stesso dici che gli scandinavi ,sono metricamente più nordici e progressivi rispetto alle popolazioni dell’est europa.
    I kurganoidi potrebbero benissmo essere una forma ridotta ,visto i loro tratti arcaici e un supraorbital ridge marcato.
    Bisogna tenere presente che diverse tipologie cro magnoidi erano dolicocefale e progressive e poi andarono incontro a riduzione e arcaicizzazione.

    Una domanda che ti faccio :Ma come si fa credere davvero che l’uomo moderno sia nato in africa? Per quale motivo delle popolazioni dovrebbero spostare da climi caldi e tropicali verso climi freddi?
    Più probabile che la forma originale fosse un europeo progressivo a metà strada tra cromagnoidi e nordici ,e che siano gli africani a discendere da noi e non il contrario.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Gli Europei discendono dall’uomo anatomicamente moderno, in altre parole dall’Uomo di Cro-Magnon. I Kurganoidi non sono che Cromagnoidi proto-indoeuropei, sopravvissuti orientali del Paleolitico superiore. Veramente il Corded, che è più presente ad Est che in Scandinavia, è estremamente progressivo, e nordicizzato, e il Trønder non è che un Nordide cordato alterato da CM locale. Tutti i Cromagnoidi sono dolicocefali, eccetto il Borreby che si è alpinizzato; il Beride non è un Cromagnoide proprio, è più un intermedio Mediterranide-CM alpinizzato.
      L’OOA mi sembra la teoria più convincente, e l’archeologia le dà ragione; quando scopriremo reperti in controtendenza ne riparleremo: non possiamo basarci sul nostro gusto personale. Comunque gli Europei non discendono dai Negroidi, sono razze diverse, frutto sicuramente di un’ibridazione tra il sapiens sapiens e i locali sapiens arcaici (Neanderthal nel caso eurasiatico occidentale).

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      • Alberto ha detto:

        Ti ringrazio della risposta Paolo e delle precisazioni.
        Penso che quello che caratterizza gli europei ,sono i tratti progressivi,in particolare la fronte (il lobo frontale) alta e dritta.

        Perchè si può benissimo constatare che il lobo frontale ,sede del pensiero umano sia più sviluppato (progressivo) negli europei (sia cromagnoidi che aurignacoidi) rispetto alle altre razze della specie umana.
        Perchè si un alpinoide sara brachicefalo come un asiatico ,ma il suo lobo frontale sarà più progressivo.

        Detto ciò non capisco come alcune persone tra cui vikernes sostengano che noi europei deriviamo esclusivamente dal neanderthal visto che se non sbaglio gli australoidi che sono tra le popolazioni con il q.i più basso hanno il cranio molto simile al neanderthal,con lobo frontale arcaico e supraorbital ridge marcato.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        I Caucasoidi hanno il cranio più grande di Mongoloidi e Negroidi, questo è vero. Non dimentichiamo comunque il fattore ambientale e climatico, naturalmente: l’Europa è letteralmente un paradiso per noi, che ha certamente condizionato la nostra storia e il nostro progresso. L’Africa non poteva certo offrire le medesime condizioni per lo sviluppo umano. Riguardo Burzum, mah, lettura ingenua e alternativa della genesi umana. Sicuramente il Neanderthal ci differenzia dalle altre razze (che sono nate dall’ibridazione tra sapiens moderni e sapiens arcaici locali), ma poi geneticamente abbiamo un massimo del 4% di geni neanderthaliani, non di più.

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  8. Luigi Valsecchi ha detto:

    Quindi detto in parole povere i Nordici sono Mediterranei depigmentati, giusto?
    In effetti ho sempre notato una certa somiglianza, al di là dei colori, nei lineamenti tra l’Atlanto-Mediterraneo e il Nordico.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Esatto: i Nordidi sono un ramo della famiglia mediterranide, adattatosi ad un clima rigido, dunque depigmentati e più alti e robusti, e con cranio più grande. Qui uso “nordide” e non “nordico” poiché “nordico” vale “Europeo settentrionale” ma non tutti gli Europei del Nord, logicamente, sono di fenotipo nordide.

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      • Luigi Valsecchi ha detto:

        Se è così allora non vedo il senso di creare una categoria Nordide a parte quanto alla fine rientrano in quella Mediterranide. Mi spiego meglio: il Noride è un Dinarico grossomodo depigmentato (con alcune caratteristiche proprie) e viene fatto rientrare nella categoria Dinaride, il Nordico è un’Atlanto-Mediterraneo depigmentato ma viene ritenuto una categoria a parte completamente slegata da quella Mediterranide.
        Trovo questo un po’, per così dire, di parte in quanto si cerca di creare una categoria Noridide a parte per motivi un po’ nordicisti, non trovi?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        No, direi di no, anche alla luce di criteri genetici. La stessa formazione è comunque differente perché il Mediterranide è neolitico, mentre il Nordide ha anche un contributo indoeuropeo (Corded). Il Nordide è dunque progressivo rispetto al Mediterranide e dire che è solo un “Mediterranide depigmentato” è riduttivo. Altrimenti bisognerebbe includere nei Mediterranidi anche i Mediterranoidi non europidi come Saharidi, Arabidi, Irano-Afganidi e Indidi, metricamente affini ai Mediterranidi europei ma differenti geneticamente, morfologicamente e ovviamente territorialmente. Il tipo noride è considerato intermedio dinaride-nordide, nonché Nordide periferico.

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  9. Mario ha detto:

    NON CAPISCO DAVVERO- AVEVI DETTO NELL’ARTICOLO POC’ANZI SUI BALTICI- CHE APPUNTO I BALTICI SONO KURGANOIDI CHE HANNO SUBITO UN PROCESSO DI DEPIGMENTAZIONE E RIDUZIONE, CIOè SONO BRACHICEFALI. MA DA QUEL CHE HO CAPITO I KURGANOIDI SI SONO QUINDI EVOLUTI. MENTRE IN UN COMMENTO HO LETTO CHE NON SI SONO EVOLUTI. LA VERITA’?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Kurganoide = Cromagnoide orientale, relitto del Paleolitico superiore orientale affiliato ai primi Indoeuropei (Proto-Indoeuropei). La sottorazza baltide, cosa diversa dal CM orientale, è nata dalla riduzione, infantilizzazione e borealizzazione di CM orientali. Non evoluzione dunque, ma riduzione. Così come dai Borreby (probabilmente) sono derivati gli Alpinidi. In questo articolo ho detto che il Corded non è un’evoluzione del Kurganoide, leggere bene, grazie. Sulla pigmentazione originaria dei Kurganoidi sì: probabilmente erano scuri di capelli e bronzei di carnagione.

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      • Mario ha detto:

        IO HO CAPITO CHE I BALTICI DERIVANO DAI KURGAN E’ GIUSTO? – ALLORA I KURGAN SI SONO EVOLUTI E DIVENTARONO BALTICI ?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Puoi leggere quello che ti si risponde, per cortesia? Non è un’evoluzione, ma una riduzione + borealizzazione. Quello che oggi si chiama Kurganoide è un sopravvissuto del Paleolitico superiore, e non si è evoluto in nulla, casomai si è ridotto per adattamento climatico e successiva (in taluni casi) mistura asiatica. Corded e Kurganoide inoltre non hanno legame.

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  10. Mario ha detto:

    ALLORA SE I VERI ARIANI ERANO I CORDED- NON CAPISCO PERCHE’ DEVONO ESSERE CONSIDERATI ARIANI PURE I KURGANOIDI- SECONDO ME NON E’ VERO CHE I KURGANOIDI SONO ARIANI. IO SU INTERNET NON TROVO NULLA, CHISSA PERCHE’ ALLORA?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      I Corded erano legati (come dice il nome) alla Cultura della ceramica cordata e hanno diffuso l’aplogruppo R1a; i Kurganoidi (etichetta recente) non sono che Cromagnoidi orientali, coinvolti nella formazione delle genti indoeuropee arcaiche. Ricordo che nell’area kurganita gli archeologi sovietici hanno rinvenuto scheletri cromagnoidi, quindi vedi un po’ tu.

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      • Mario ha detto:

        IO NON CAPISCO ALLORA I BORREBY NON SONO VECCHI COME I KURGANOID? MA NON VENGONO CONSIDERATI ARIANI- QUINDI TU MI STAI DICENDO CHE I KURGANOID VENGONO CONSIDERATI PROTO ARIANI PERCHE’ SONO I PIU’ VECCHI DI TUTTI GLI EUROPEI E CHE DA LORO DERIVANO ANCHE I BORREBY? VERAMENTE NON SI CAPISCE NULLA. PUOI ESSERE PIU’ CHIARO?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Ciccio, sei tu che stai facendo confusione da quando ti sei messo a commentare: la questione qui sono gli Indoeuropei, d’accordo? Nella formazione delle genti indoeuropee hanno concorso due elementi, sostanzialmente, quello cromagnoide (e ricordo che i CM sono nati nell’Eurasia occidentale) che, OGGI, viene chiamato Kurganoide (o Cromagnoide orientale) e viene, tradizionalmente, associato ai Proto-Indoeuropei kurgan (vedi scavi archeologici sovietici in quell’area), e il secondo che sarebbe il Corded, un mediterranoide assai progressivo poi nordicizzatosi nel Nord-Est europeo, che avrebbe diffuso la Cultura della ceramica cordata (da cui prende il nome). Il Borreby cosa diavolo c’entra? Si tratta di un CM settentrionale alpinizzato. Ma poi Europeo =/= Indoeuropeo, adesso non mi confondere pure questo, per l’amor del cielo.

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  11. Mario ha detto:

    MA ALLORA DAI KURGAN DERIVANO TUTTI I CROMAGNOIDI OCCIDENTALI? PER QUESTO ALLORA SONO CONSIDERATI PROTO ARIANI? MA DOVE AVEVI SENTITO QUESTA COSA?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      L’Uomo di Cro-Magnon comparve per la prima volta nell’area tra Europa e Asia, e si spostò in Europa 40.000 anni fa. I cacciatori-raccoglitori mesolitici, dell’Europa, per ovvi motivi erano simili al tipo Cro-Magnon kurganita (e l’Urheimat ariana sembrerebbe essere Srednij Stog, pre-Jamna, 4500 avanti era volgare), che oggi si ritrova soprattutto nell’Europa orientale (mentre il Corded in quella nord-orientale).

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  12. Mario ha detto:

    OK MA ALLORA ANCHE I CROMAGNOIDI OCCIDENTALI PURI TIPO I FAELID E I BRUNN DOVREBBERO ESSERE CONSIDERARSI ARIANI SE DERIVANO DAI KURGANOIDI E QUINDI DOVREBBERO ESSERE SEMPRE NORDICI COME GLI HALLSTATT O SBAGLIO? SE GLI ARIANI SONO SIA I CORDED CHE I CROMAGNOIN NON VEDO PERCHE’ NON DEVONO ESSERLO?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      No, perché “ariano” indica le élite degli Indoeuropei, e i cacciatori-raccoglitori mesolitici dell’Europa non parlavano lingue indoeuropee ed erano nel Continente migliaia di anni prima dell’avvento ariano. “Indoeuropeo” poi è una generica etichetta culturale, linguistica, sociale, religiosa, che ha senso a partire dal Calcolitico, non prima. “Kurganoide” è solo una specifica qualità di CM orientale, caratterizzata da zigomi pronunciati, occhi molto infossati, arcata sopraccigliare sviluppata e “vibe” est-europea. La pigmentazione inoltre, occhi a parte, doveva essere scura. Non fare confusione tra Ariani (ed Indoeuropei) e cacciatori-raccoglitori mesolitici, per quanto, come detto, sia CM occidentali che CM orientali siano della medesima sottorazza. Non possiamo confondere periodi storici e culture storiche differenti. Infine, tra i Kurganoidi, doveva essere spiccata la componente genetica Ancestral North Eurasian, che ancor oggi picca nell’Europa orientale e nel Caucaso settentrionale.

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  13. Anonimo ha detto:

    “Come è noto le élite ariane erano costituite da tipi fisici nordidi o nordoidi che hanno guidato alla conquista dell’Eurasia i loro vittoriosi eserciti indoeuropei.”

    Perché? Come mai?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Perché ad esempio tra i patrizi romani erano diffusi occhi chiari, capelli fulvi e, come dimostrano i busti, tratti somatici che possono ritrovarsi nei cosiddetti Keltic Nordid britannici (praticamente quel tipo nordico dinaromorfo sviluppatosi nell’Europa centro-orientale danubiana, da dove gli Italici provengono). E così in Grecia, in India, in Iran. E poi l’interessante fattore linguistico-etimologico: termini similari al sanscrito “arya” (nobile) ricorrono nell’antico nome dell’Irlanda, nella radice di “aristocrazia”, nel nome del popolo germanico degli Harii, nel termine tedesco “Herr” (signore), nel nome dell’Iran e così via.

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  14. Dario ha detto:

    Domanda: ti definisci nordomediterranide, ebbene mi sembra di aver capito che sia la subrazza nordide che quella mediterranide abbiano la fronte diritta tu, invece, hai la fronte reclinata, com’è possibile questo? Si tratta di influenze dinaroidi?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Veramente, e l’ho anche scritto, il Nordide ha la fronte mediamente inclinata (basti pensare al Keltic). Anche il Mediterranide può averla inclinata, ovviamente non come il Dinaride, si capisce.

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  15. Void ha detto:

    La glabella un po’ sporgente di quale etnia è caratteristicha?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Potrebbe essere un residuo neanderthaloide come cromagnoide, e può trovarsi ovunque. Per la Scandinavia, Coon proponeva interessanti tavole di Brünn-Predmost che sarebbero proprio un incrocio alquanto arcaico e finito in alcune sacche dell’estremo Nord.

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  16. Mirko ha detto:

    Ma i Nordidi hanno l’occipite sviluppato? Curioso.

    Anche cranio che tende avere la “punta” a triangolo, con lineamenti poco arrotondati, è nordico?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non l’hanno alto e arrotondato come i Mediterranidi, bensì basso o medio e spigoloso, sul romboidale. E ovviamente sono meso, meso-dolico, non dolico.

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  17. Franco Treni ha detto:

    Il fenotipo cordato deve la sua altezza e la sua stazza a eventuali ibridazioni con cromagnoidi, come accade nel caso dell’atlantide?

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