L’anti-Identità che si fa piazza

Non sono un sostenitore di Salvini, e tanto meno della Lega Nord da cui, anche da “antico” indipendentista, ho sempre preso le distanze: non ho mai gradito quelle sagre del rutto e del peto che gli omini verdi mettevano in campo a Pontida o Ponte di Legno, assieme al loro trasformismo propagandistico, alle loro alleanze politiche, e naturalmente alle magagne giudiziarie in cui sovente sono incappati (da Enimont a Belsito, passando per Fiorani).

Ho sempre stigmatizzato anche quel pressapochismo da ignoranti che raffigura l’islam come mortale nemico non dell’Europa ma dell’Occidente, e che finisce quindi per santificare l’America e il vaghissimo Occidente, che non è altro che una sua proiezione imperialistica.

Paradossalmente, i migliori tempi della Lega erano quelli secessionisti: al di là della propagandistica, e risibile, trovata della Padania fino a Terni, i leghisti andavano per conto proprio dopo aver rotto con Berlusconi, sostenevano la Serbia e avversavano la NATO e le basi americane in Italia, erano in polemica costante col Vaticano e stimolavano una riscoperta delle radici etniche e pagane del Nord, e inoltre il vecchio Bossi sembrava ben poco propenso a sostenere Israele e le influenze ebraiche sull’Europa. Forse troppa grazia per lui, ma la stoffa del socialista etno-nazionale (pur con mille limiti) all’epoca pareva avercela.

Il resto lo conosciamo tutti: nel 2001 tornò all’ovile di Arcore e con Berlusconi abbracciò anche le più becere tesi occidentaliste. Ma i politici moderni si sa di che pasta son fatti, e poverino colui che ci crede, li venera e li segue in ogni loro peripezia idealizzandoli come eroi. Per un pugno di poltrone e voti farebbero follie.

Oggi la Lega Nord è capeggiata da Matteo Salvini, che ieri ha guidato una manifestazione nell’odiosamata Roma, a cui hanno partecipato anche altri movimenti come Fratelli d’Italia della Meloni e CasaPound.

Oddio, meglio questi alleati di Berlusconi e Alfano, o Fini e Casini, ma i limiti si vedono ancora: nebuloso occidentalismo fallaciano, sostegno alla Russia che sembra essere solo economico (per via delle sanzioni), abbandono dell’istanza etno-federalista per accattivarsi anche il Centro-Sud oggi rappresentato da Noi con Salvini (meglio sarebbe un unico soggetto nazionale etno-federale, senza più la dicitura “Nord” dunque, anche se Salvini mira a tenere compatta la base, che è ancora secessionista), sostegno a Israele e mancato riconoscimento della Palestina, demonizzazione dell’islam per sorvolare sull’ebraismo, difesa delle radici giudeo-cristiane d’Europa e altre cosette poco carine.

Però, signori, questo passa politicamente il convento, per ora, e nella manifestazione di ieri si son visti contrapposti due mondi rappresentati da leghisti e alleati da una parte, e dalla contromanifestazione sinistrorsa dall’altra.

“Mai con Salvini!” lo slogan di quegli altri, e, secondo voi, per i limiti che ho denunciato sopra o per la solita tiritera rossa antirazzista, antifascista, anti-nazista, anti-leghista, anti-tutto, che finisce per demonizzare uno come Salvini e per difendere indirettamente uno come Renzi?

Nella piazza antifa trovano spazio il disordine, l’anarchia, il degrado e il disagio sociale: ecco i centri sociali, le femministe, i nemici della Patria e della Famiglia, i nemici del sacro, i tossici e i viziosi, i pervertiti, i finti socialisti della domenica che quando parlano di “popolo” alludono a immigrati, omosessuali, Zingari, e casi umani vari, e gli immancabili borghesucci malati di America che predicano abolizione della proprietà privata ma hanno stili di vita da perfetti tirapiedi degli USA. Ah, il mito americano che ha conquistato il cuore di Berlinguer, Veltroni e Vendola.

Davanti a questa gente sembra quasi sterile prendersela con Salvini, poiché il Matteo, ieri, era in piazza con tutti coloro che hanno una sensibilità identitaria, più o meno, e che si riconoscono nei valori di Sangue, Suolo, Spirito; dall’altra parte non c’erano critici di Salvini più coerenti di lui sulla questione identitaria e tradizionalista ma i feroci nemici del Sangue, del Suolo e dello Spirito, gli utili idioti nelle mani di Renzi che, anche se sterilmente contestato, si frega le mani vedendo questa teppa che non può che fargli un favore manifestando contro il suo principale avversario. Questi imbecilloni demonizzano il “perikolo fassista” senza capire che qui l’unico pericolo è rappresentato proprio da Renzi e da quelli come lui, gli arrivisti insomma, che usano partiti e ideologie per soddisfare le proprie brame di potere ed entrare nel salottino buono della plutocrazia internazionale.

Non intendo fare spot a Lega, Meloni o CasaPound che non sono movimenti in cui mi riconosco e che apprezzo, ma quegli altri, quelli che ieri hanno insudiciato Roma con le loro velenose balle mondialiste e progressiste, sbraitando contro Putin per il bizzarro assassinio di quel tizio mai sentito da nessuno ma subito spacciato dagli Americani per principale oppositore del “reggime” russo, sono senza ombra di dubbio nostri avversari, le cui fesserie propagandistiche vanno combattute a spada tratta, per la difesa dell’Italia, delle sue piccole Patrie e dell’Europa dei Popoli.

Al di là dei capi politici e dei loro movimenti, chiunque si batte, milita attivamente e dedica tempo ed energie per la difesa e la salvaguardia dei valori patriottici, sociali e sacri, merita rispetto e attenzione. A maggior ragione se dall’altra parte della barricata ci sono individui che si riempiono la bocca di “sociale, socialismo, società” ma che in realtà intendono le loro amate minoranze, utili agli scherani dell’Occidente americano per scardinare la sovranità italiana ed europea.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2015/03/lanti-identita-che-si-fa-piazza.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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