La sottorazza mediterranide

Cranio mediterranide

Cranio mediterranide

E veniamo ora alla sottorazza mediterranide, che riguarda da vicino l’Italia e il resto del bacino del Mediterraneo.

Contrariamente a Cromagnoidi, Alpinidi e Baltidi, la forma di partenza non è il sopravvissuto del Paleolitico superiore (alto, possente, con cranio grande e lungo, viso largo e basso, tratti somatici grezzi e quasi disarmonici, pigmentazione chiara, e sovente una ibridazione col sapiens arcaico, il Neanderthal) bensì il cosiddetto Aurignacoide/Capelloide: un tipo fisico che rappresenterebbe l’agricoltore neolitico migrato in Europa, dal Vicino Oriente, a partire da 9.500 anni fa.

L’Uomo di Combe-Capelle, anch’esso anatomicamente moderno ovviamente, è l’archetipo di Mediterranidi, Atlantidi e Nordidi: la statura è medio-bassa; il fisico è meno robusto e massiccio di quello dei cacciatori-raccoglitori mesolitici; il cranio è dolicocefalo e di forma tendente all’ellissoide, meno possente di quello Cro-Magnon; la volta cranica è tondeggiante; il viso è lungo e stretto con tratti meno marcati e grezzi del CM, più armoniosi; la pigmentazione è scura.

La subrazza mediterranide invece è caratterizzata da bassa statura, corporatura gracile, cranio piccolo e dolicocefalo con volta cranica bassa e viso lungo e stretto (leptoprosopo) dai caratteri armonici e dal profilo ortognato, occipite alto e arrotondato e sporgente (cranio curvoccipitale), occhi grandi, naso leptorrino, labbra carnose, occhi e capelli scuri, carnagione bronzea, scarsa peluria.

Questo tipo fisico caratterizza la Penisola Iberica e quella Italiana (in particolar modo il Sud Italia e la Sardegna), la Corsica e l’area costiera provenzale, ma anche la Grecia, le sue isole e i Balcani, le altre isole del Mediterraneo, e con tipi analoghi in Nordafrica e Medioriente.

Logicamente i Mediterranidi di cui qui si parla sono europidi; i Mediterranoidi dell’Africa settentrionale, del Vicino Oriente, dell’Asia Centrale, dell’Altopiano Iraniano e dell’India rientrano in altre categorie caucasoidi.

Per qualche antropologo infatti, i Mediterranidi propri rientrano nella medesima categoria “mediterranea” assieme a Saharidi (Nordafrica), Cappadocidi (Anatolia e dintorni), Orientalidi (Medioriente), Irano-Afganidi (Altopiano Iraniano), Turanidi (Asia Centrale) e pure Indidi (Subcontinente Indiano).

Alla luce della genetica e della moderna antropologia questo raggruppamento indistinto non può essere accettato.

Qualche bello spirito voleva pure inserirci gli Etiopidi, che sono dei meticci negro-caucasoidi.

All’interno della famiglia mediterranide propria, quella europide dunque, oltre ai tipi basici possiamo ritrovare quelli progressivi, tra cui gli Atlantidi che tratterò a parte. In realtà non sarebbero propriamente una sottorazza diversa da quella mediterranide ma piuttosto una sua variante evolutiva in direzione settentrionale, influenzata da altre sottorazze.

In particolar modo l’Atlanto-Mediterranide e il Ponto-Mediterranide (o Pontide) sono entrambi tipi fisici dell’Europa meridionale (a ovest il primo, a est il secondo), e rappresentano una forma mediterranide progressiva in materia di cranio, corporatura e pigmentazione ma non poi così distante dal Mediterranide classico del Mediterraneo settentrionale.

Avremo dunque il Mediterranide occidentale (o classico, basico, gracile, ibero-insulare), che è la versione standard e caratterizza la Penisola Iberica, Corsica e Sardegna, e Italia centro-meridionale; il Mediterranide orientale, che è di transizione quasi tra il Mediterranide occidentale e il Cappadocide dell’Anatolia e presenta un’aria “levantina” arcaica; l’Atlanto-Mediterranide, che è alto, robusto, decisamente dolicocefalo e leptomorfo, parzialmente depigmentato, tipico dell’Europa sud-occidentale, in posizione intermedia tra la categoria mediterranide e quella atlantide; il Pontide, che è il corrispettivo orientale (anche se meno alto e robusto) del precedente, caratterizzato da cranio alto, fronte stretta e occhi stretti, tipico dell’Europa sud-orientale. Ricordo anche il Beride, una sorta di intermedio cromagnoide-mediterranide ridotto affiliato ai Paleo-Sardi e presente in Sardegna, Iberia e Italia meridionale.

L’aspetto progressivo dell’Atlanto-Mediterranide, probabilmente, è dovuto alla mistura paleo-atlantide (cromagnoide occidentale) e infatti questo tipo fisico è associato ai costruttori megalitici dell’Iberia ed è più alto e robusto del “collega” orientale; nel caso del Pontide invece (vista la volta cranica alta) è probabile un contatto con i Corded indoeuropei, i Mediterranoidi antichi ponto-caspici assai progressivi e successivamente nordizzati nel Nord-Est europeo.

Ecco alcune utili tavole per meglio chiarire:

Mediterranide occidentale

Mediterranide occidentale

Mediterranide orientale

Mediterranide orientale

Atlanto-Mediterranide

Atlanto-Mediterranide

Pontide

Pontide

Beridi sardi

Beridi sardi

C’è un tipo Mediterranide analogo al Beride, ma senza riduzione e solo con influssi paleo-europidi (mentre il Paleo-Sardo è un intermedio mediterranide-cromagnoide, ridotto), che prende il nome di Mediterranide grezzo (Coarse), caratteristico di Penisola Iberica e Sud Italia:

Mediterranide grezzo

Mediterranide grezzo

La sottorazza mediterranide è direttamente collegata ai geni neolitici di origine mediorientale e anatolico-caucasica, presenti in Europa soprattutto nelle tre penisole mediterranee e nelle isole. Gli agricoltori neolitici saranno stati prevalentemente mediterranoidi, con dei contributi tauridi (ossia dell’Asia Minore e del Caucaso, il tipo fisico tra il Dinaride e l’Armenide).

Il fisico mediterranide si addice a climi mediterranei e a vita agricola, senza eccessivo sforzo fisico e dispendio energetico. Partendo da questi presupposti, la vecchia antropologia identificava il Mediterranide con un’indole spensierata, pigra, allegra, incline alla vita culturale e artistica, e ben poco alla guerra, al sentimentalismo e alla passionalità, e mi fermo perché avrete capito tutti che si tratta di vieti cliché nordicisti.

Anche qui, la razziologia veniva a confondersi con teorie quasi lombrosiane, dove il dato fisico veniva mescolato a quello ambientale e sociale, e culturale, tipico del mondo mediterraneo, dove sicuramente il forte retaggio neolitico (dunque ctonio, matriarcale, lunare, votato alle arti pacifiche e ad una religiosità agricola e basata sul culto della fertilità e della Madre Terra) ha inciso sulla mentalità delle genti europee meridionali.

Oggi abbiamo la genetica fortunatamente ad integrare l’antropologia fisica, e queste descrizioni ben poco scientifiche lasciano il tempo che trovano, tanto più che alimentano quell’anti-italianismo che puzza di WASP e americanismo, ma anche di luteranesimo nordico intriso di pregiudizio anti-romanzo perché anticattolico.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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20 risposte a La sottorazza mediterranide

  1. Anonimo1 ha detto:

    Ho notato che molte persone fanno fatica a distinguere tra l’Atlanto-Med e l’Atlantid (termine piuttosto recente). Personalmente ne do tale distinzione:
    -Atlanto-Med: capelli neri/castani, occhi castani scuri e tendenzialmente grandi, pigmentazione media, lineamenti marcati e di costituzione robusta.
    -Atlantid: capelli castani/castani chiari, occhi castano chiaro (nocciola) e più piccoli, pigmentazione leggermente più chiara, lineamenti del viso più delicati e minor robustezza complessiva.
    Cosa ne pensi?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      In realtà il termine non è recentissimo, ne parla già Eickstedt nel 1935. La categoria comprende quei fenotipi intermedi tra il Mediterranide e il Nordide, tipici soprattutto dell’Europa atlantica e delle Isole Britanniche.

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      • Anonimo1 ha detto:

        Intendevo dire recente perchè il termine Atlantid veniva usato come sinonimo di North-Atlantid e non veniva inteso come fenotipo a parte.
        A parte questo, pensi che quanto abbia detto sopra sia corretto o opinabile?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sì, è corretto. Ritengo che la categoria atlantide sia una forma evolutiva del classico Mediterranide occidentale, così come quella pontide lo è del Mediterranide orientale. La differenza sta nel fatto che ad Est c’è una reale componente nordide, mentre ad Ovest è più che altro adattamento climatico + substrato cromagnoide atlantico.

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  2. Anonimo1 ha detto:

    Ti ringrazio per le risposte.
    La presenza dell’Atlanto-Med in Nord Italia ha origine da quale popolazione secondo la tua opinione? Dal substrato Ligure?

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  3. Metty ha detto:

    Ma i med, sono nati nel corno d’Africa, come dovevano essere fenotipicamente erano mezzi negroidi, oppure erano come i med che si trovano in Iberia. Perchè i med arrivarono in europa nel neolitico se non sbaglio e non so come potevano essere.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Devono essersi originati nel Vicino Oriente, e non erano mezzi negroidi, saranno semplicemente stati un po’ più scuri degli attuali. In Europa giunsero da Anatolia-Caucaso e dal Nordafrica.

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  4. federico ha detto:

    Esiste ancora il mediterraneo della cappadocia non legato al dinarico? gente con il naso molto aquilino ma dolicocefala e per niente planoccipitale come Chiellini, potrebbe essere un cappadociano invece di un dinaromed?

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  5. federico ha detto:

    grazie… a sprazzi lo vedo anche in italia il cappadociano

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  6. nordomed ha detto:

    L’ha ribloggato su Dissipiamo Le Nebbie.

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  7. fd ha detto:

    gli east med, oltre ad avere tratti levantini, mi sembra che hanno una faccia più diritta, più verticale e lo spigolo fronte-testa più vivo… una caratteristica in comune con i nordici

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      La fronte che va all’indietro senza arrotondarsi, le tempie strette non arrotondate e i lati del cranio schiacciati (vista dall’alto) sono peculiarità distintive innanzitutto dei Nordidi.

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      • fd ha detto:

        certo… non ho detto che gli east med centrano qualcosa con i nordici, poi gli east med non hanno sicuramente tempie schiacciate… solo che tra la gente che ho guardato, quelli che hanno occhi più levantini, hanno anche uno spigolo fronte/testa + vivo…è solo un’ osservazione che però non sò sia una caratteristica distintiva degli east med… stò nelle marche, è facile che qua gli east med siano più diffusi che da altre parti

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Si possono trovare lungo tutto l’Adriatico, fino alle lagune venete, ma il loro fulcro italiano è l’estremo Sud grecizzante. Di base comunque sono morfologicamente affini ai Med occidentali, hanno solo dei tratti somatici tendenti al Levante, frutto della più consistente mistura autosomica anatolico-caucasica. Quindi possono presentare colorito più scuro, occhi a mandorla, e anche tendenze armenoidi. Io personalmente distinguo il Med orientale europeo dal Cappadocide, tipo mediterranoide anatolico oggi surclassato dall’Anatolide (alterato da elementi armenoidi), che è il principale tipo subrazziale dell’odierna Turchia.

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  8. Franco Treni ha detto:

    Paolo, ma a che epoca risale il primo Combe-Capelle scoperto? Su Wikipedia scrivono una cosa molto confusa e non capisco se è del 40000 a.C. o del 7575.
    Comunque alcuni Brünn vengono fatti risalire al 25000. È l’articolo di Wikipedia che non è aggiornato?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Si presumeva fosse del Paleolitico superiore ma recenti analisi (2011) sembrano postdatarlo all’Epipaleolitico. Tuttavia quel tipo fisico è quello degli Aurignacoidi (o Capelloidi), o comunque sia associato agli agricoltori del Neolitico irrotti in Europa. Perciò la data di 7575 a.e.v. appare comunque sensata.

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