La sottorazza alpinide

Cranio alpinide

Cranio alpinide

Nell’Europa Centrale un adattamento ad un ambiente sedentario, tranquillo e di poco dispendio energetico, ha portato al fenomeno della cosiddetta alpinizzazione, subito da sopravvissuti del Paleolitico superiore nel Mesolitico.

Con l’etichetta di sottorazza alpinide si indica dunque quel tipo fisico caratteristico di Francia centrale, Germania meridionale e arco alpino, contraddistinto da statura medio-bassa e corporatura tozza (endomorfismo), cranio brachicefalo e planoccipitale, tondo e di moderata dimensione, viso tondeggiante (euriprosopia o cameprosopia) con tratti infantilizzati, occhi non infossati, naso mesorrino, concavo e arrotondato, mento debole. La pigmentazione è intermedia o scura.

Si capisce quindi che il fenomeno detto alpinizzazione riguardi una fetalizzazione, riduzione e “ammorbidimento” dei caratteristici pesanti tratti cromagnoidi: alta statura, corporatura massiccia, cranio possente e dolicocefalo, tratti somatici marcati e grezzi, quasi disarmonici.

La causa di questo fenomeno, come detto sopra, può essere ricercata nell’adattamento ad un ambiente sedentario e pacifico, alpino, dovuto anche all’inerzia invernale di climi freddi e montani e alla vita di malga e fattorie.

Un fenomeno simile si riscontra nei Baltidi, che sarebbero una sorta di Alpinoidi nord-orientali borealizzati per via del clima molto freddo dell’Europa settentrionale a ridosso dell’Artico. La borealizzazione consiste nella riduzione della statura, degli arti inferiori, nell’allargamento del tronco con conseguente pinguedine, nell’arrotondamento e riduzione di cranio e faccia (faccia che si abbassa e si allarga), nell’aumento del grasso sottocutaneo e nell’appiattimento del profilo facciale.

Tutto ciò è in linea con la cosiddetta regola di Allen, secondo cui gli animali a sangue caldo dei climi freddi avrebbero estremità più corte e adipose di quelli dei climi più caldi. Questo per disperdere meno calore e surriscaldarsi. E rimanda anche alla regola di Bergmann, secondo cui la massa corporea aumenta con la latitudine e con l’intensità del freddo.

La borealizzazione comunque verrà trattata meglio nell’articolo sulla sottorazza baltide.

La sottorazza alpinide comprende gli Alpinidi propri dell’Europa centro-occidentale ma anche gli Alpinidi orientali denominati Goridi. Ci sarebbero inoltre degli Alpinoidi mediorientali denominati Alpinidi asiatici.

Scendendo più nello specifico troveremo: l’Alpinide classico dell’Europa centro-occidentale, inalterato; l’Alpo-Mediterranide tipico dell’Italia e della Francia meridionale; l’Alpo-Dinaride dell’Europa centro-orientale; il Goride dell’Europa orientale, che sarebbe un Alpinide baltizzato dalla volta cranica più alta del corrispettivo occidentale; lo Strandide, un tipo cromagnoide infantilizzato e scuro dell’Europa nord-occidentale, che se non proprio alpinide può essere considerato alpinoide e alterato da un processo similare a quello dell’alpinizzazione continentale.

Ecco alcune utili tavole sui suddetti tipi fisici:

Alpinide

Alpinide

Alpo-mediterranide

Alpo-Mediterranide

Alpo-Dinaride

Alpo-Dinaride

Goride

Goride

Strandide

Strandide

Oltre ai Baltidi, caratteristiche similari agli Alpinidi presentano i Borreby, che come abbiamo già visto sono dei Cromagnoidi settentrionali alpinizzati, e i Sub-Nordidi, dei Nordidi alpinizzati che vedremo  quando parlerò della sottorazza nordide, un tipo periferico che si può incontrare anche nell’Italia settentrionale.

Inoltre va nominato anche il tipo Beride, paleo-sardo, che sarebbe un Cromagnoide meridionale alpinizzato caratteristico di Sardegna, Iberia e Italia meridionale. Abbiamo già visto anch’esso.

La subrazza alpinide costituisce un elemento importante della nostra Penisola: allo stato puro o dinarizzata può essere incontrata soprattutto nella parte settentrionale, mentre nel resto del Paese presenta un aspetto ibrido alpo-mediterranide che scolora nel Beride nell’estremo Sud e in Sardegna.

Esiste anche una variante intermedia tra il fenotipo cromagnoide e quello alpinide, che potrebbe apparire aberrante, e viene di solito indicata come Alpinoide robusto:

Alpinoide robusto

Alpinoide robusto

Si tratta di un individuo più alto e robusto del classico Alpinide, e sembra proprio rappresentare un passaggio intermedio tra il sopravvissuto del Paleolitico superiore e l’alpinizzato.

Abbiamo poi il succitato Alpinoide asiatico del Medioriente che, seppur metricamente affine all’Alpinide vero e proprio, presenta ovvie influenze extra-europidi e volendo anche extra-caucasoidi.

Non si capisce bene quale sia il periodo preistorico di riferimento relativo all’alpinizzazione; tradizionalmente gli Alpinidi vengono ascritti al Neolitico e alle espansioni indoeuropee, ma in realtà è più probabile che, come quel processo biologico e fisico suggerisce, siano il risultato di un adattamento principiato proprio da sopravvissuti del Paleolitico superiore, segnatamente in aree centro-europee come la Baviera.

La vecchia antropologia fisica era solita associare il tipo fisico alpinide ai Celti, perché tipico dell’areale di Hallstatt e La Tène. Si tratta ovviamente di un’asserzione ingenua: sicuramente i Celti avranno assorbito questi elementi indigeni diffondendoli nel Continente (in Italia ad esempio, dove però potevano già essere presenti), ma, come per il resto dei popoli indoeuropei, le élite saranno state costituite da Nordidi (di tipo celtico, soprattutto) e, meno, da Cromagnoidi.

La vecchia razziologia era solita anche collegare a dei tipi fisici una indole, il che assume un sapore lombrosiano e poco scientifico. Gli Alpinidi erano tacciati di essere tirchi, imbelli, timidi, bigotti, epperò grandi e umili lavoratori. Una mentalità che, in realtà, esiste (ad esempio in Nord Italia) ma che certamente non può essere banalmente collegata ad un fenotipo e che, come è ovvio che sia, è frutto dell’ambiente e della sua cultura.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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7 risposte a La sottorazza alpinide

  1. Egon von Lundman ha detto:

    manca la dinaride

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  2. nordomed ha detto:

    L’ha ribloggato su Dissipiamo Le Nebbie.

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  3. F. ha detto:

    Paolo avevo letto qualcosa riguardo alla correlazione dell’aplogruppo r1b con alpinidi, forse dovuto al mescolamento delle genti indo-europee con le popolazioni pre-ariane nell’arco alpino. Potrenne avere senso?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Correlare fenotipi ad aplogruppi oggi è proibitivo. Comunque, in origine, R1b era più legato ai Nordidi, ai Corded e ad alcuni CM che agli Alpinidi. Sarà un pregiudizio sballato che nasce dalla convinzione (errata) dell’equazione Celti = Alpini.

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  4. fd ha detto:

    l’ alpino è >presente anche negli entroterra della penisola… stando nelle marche, mi sembra di vedere più influenze alpine nel Fabrianese rispetto alla costa, mentre quest’ ultima zona è piena di dinaricizzazione e mediterranei

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