La sottorazza cromagnoide

Cranio di Cro-Magnon

Cranio di Cro-Magnon

La prima tipologia fisica europide (ossia caucasoide europea) che prendo in esame è quella più arcaica, ossia la cosiddetta sottorazza cromagnoide/cromagnonoide (o falide).

Si tratta di un tipo fisico che, allo stato puro, è un sopravvissuto del Paleolitico superiore, periodo preistorico a ridosso del Mesolitico, caratterizzante quelli che erano i cacciatori-raccoglitori indigeni dell’Europa ai tempi dell’espansione neolitica dell’agricoltura.

I tipi meno alterati da altre componenti si trovano nel Nord dell’Europa dove, a volte, possono presentarsi influenzati da residui neanderthaliani; è probabile che in certe zone del Continente vi sia stata maggiore ibridazione tra Neanderthal e Cro-Magnon, a cui del resto si deve quel massimo di 4% di geni del sapiens arcaico giunto fino a noi moderni Europei.

L’Uomo di Cro-Magnon originale presentava alta statura, stazza imponente, cranio possente e dolicocefalo, viso cameprosopo con tratti somatici grezzi e pronunciati, cameconchia, occhi infossati, naso prominente e largo, e, pare, gruppo sanguigno Rh negativo.

Spesso questi tratti erano accompagnati da pigmentazione chiara (nell’Europa settentrionale, poiché pare che in origine potesse essere scura), e qui ne approfitto per ricordare che nella tassonomia antropologica la pigmentazione è secondaria rispetto ad antropometria e craniometria: l’archeologia del resto ha a che fare con scheletri e teschi più che con mummie (come quelle indoeuropee del Tarim, per intenderci).

Del Cro-Magnon colpisce la stazza, la possanza e la robustezza; anche il Neanderthal era possente ma basso e presentava tratti ancora primitivi e “scimmieschi”, mentre il Cro-Magnon è l’uomo anatomicamente moderno dell’Europa primigenia.

Le moderne tipologie cromagnoidi, ovviamente, sono meno pure e massicce del tipo fisico originale, ma di base presentano le medesime caratteristiche sostanziali: la sottorazza cromagnoide è alta, possente, di corporatura dunque mesomorfa-endomorfa; il cranio è possente, largo, dolicocefalo, con occipite basso e in vista, volta cranica appiattita e non troppo alta, e dall’alto si presenta quasi pentagonale; il viso è caratterizzato da una fronte diritta e larga ma anche inclinata, con orbite basse e rettangolari, arcata spigolosa, occhi infossati, faccia più larga che lunga (cameprosopia), naso mesorrino, labbra spesso carnose e distanziate dal naso, mascella forte e squadrata, mento prominente; la pigmentazione è sovente chiara, come detto, perché i tipi inalterati sono caratteristici dell’Europa settentrionale (che ovviamente è più mesolitica che neolitica); la peluria, nei maschi logicamente, è abbondante; il dimorfismo sessuale è accentuato.

La subrazza cromagnoide è costituita da tre tipi fisici inalterati: il Dalo-Falide della Germania settentrionale e della Scandinavia meridionale, il Brünn dell’Irlanda e della Gran Bretagna, il Kurganoide dell’Europa orientale.

Il Dalo-Falide è il tipo centrale ed è un po’ il Cromagnoide canonico, tanto che l’etichetta Falide è sinonimo di Cromagnoide; il Brünn è il tipo occidentale, spiccatamente irlandese, caratterizzato da capelli ricci e rossi, mandibola più larga della fronte e tratti meno duri del Dalo-Falide, di norma, rispetto a cui ha anche una statura meno elevata; il Kurganoide è il cromagnoide orientale, affiliato ai Proto-Indoeuropei dei kurgan ponto-caspici, in cui risaltano i caratteristici occhi infossati e zigomi accentuati. Questi i fenotipi inalterati.

Ci sono poi quelli invece più o meno influenzati da altre tipologie quali il Brünn-Predmost scandinavo (ibridato col Neanderthal); il Borreby della Scandinavia meridionale e Germania, che è un cromagnoide settentrionale alpinizzato brachicefalo e dall’alta volta cranica; il Paleo-Atlantide dell’Europa occidentale, che è un cromagnoide scuro; il Balcanoide, cromagnoide scuro dei Balcani; il Baltide occidentale, che è un cromagnoide orientale baltizzato; il Beride, una sorta di Paleo-Atlantide alpinizzato tipico di Iberia e Sardegna.

Ecco alcune utili tavole sui tipi inalterati:

Dalo-Falide

Dalo-Falide

Brünn irlandese

Brünn irlandese

Kurganoide

Kurganoide

Cranio kurganoide

Cranio kurganoide

E sui tipi alterati:

Brünn scandinavo

Brünn scandinavo

Borreby

Borreby

Paleo-Atlantide

Paleo-Atlantide

Balcanoide

Balcanoide

Baltide occidentale

Baltide occidentale

Beride

Beride

Vi sarebbero anche il Trønder e l’Anglo-Sassone di cui parlare, ma la loro vera categoria è quella nordide, dato che presentano solo influssi cromagnoidi, e non sono di base cromagnoide. Ne parlerò nell’apposita categoria.

Riguardo il Beride, che più tecnicamente è un intermedio mediterranide-cromagnoide alpinizzato, esempi migliori rispetto a Coon (da cui traggo il grosso del materiale fotografico) offre Biasutti, con le sue tavole sui Paleo-Sardi:

Beridi sardi

Beridi sardi

Il Beride di Coon, Portoghese, è più propriamente un Mediterranide con influssi cromagnoidi (Coarse).

Tratti cromagnoidi potrebbero riscontrarsi anche fuori dal nostro Continente: è soprattutto il caso del Nordafrica, dove sono rimaste alcune sacche di sopravvissuti del Paleolitico superiore, presenti un tempo anche nelle Canarie (i famosi Guanci).

Si tratta dei cosiddetti Mechta-Afalou, metricamente e morfologicamente similari ai Borreby e spesso con pigmentazione chiara e capelli rossicci, concentrati praticamente nel Rif marocchino e in alcune località del nord dell’Algeria:

Mechta-Afalou

Mechta-Afalou

Naturalmente gli Alpinidi e i Baltidi non sono cromagnoidi ma forme infantilizzate, ridotte e (nel caso baltide) borealizzate di sopravvissuti del Paleolitico superiore, pertanto verranno trattati a parte.

I puri esemplari di subrazza cromagnoide sono portatori di geni mesolitici ed anche indoeuropei, che determinano, in parte, pure il fenotipo. Genotipo e fenotipo non sempre coincidono ma è indubbio che un genoma nordeuropeo determinerà un aspetto fisico tipico dell’Europa settentrionale. Ed è questione relativa praticamente al DNA autosomico, non sessuale. Discorso diverso per la linea paterna (Y-DNA) e materna (mtDNA) che incidono ben poco sull’identità razziale, concreta, di un individuo: un Europeo potrebbe avere genitori con aplogruppi non tipici della sua patria, ma ereditati da avi ormai remoti. Quel che conta nella definizione del proprio ceppo è appunto l’autosomico, e va da sé che un fenotipo non coincide necessariamente con un aplogruppo specifico, nel 2015 avanti era volgare.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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16 risposte a La sottorazza cromagnoide

  1. nordomed ha detto:

    L’ha ribloggato su Dissipiamo Le Nebbie.

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  2. fd ha detto:

    ma il paleo-atlantid non rientra tra i cromagnoidi puri? è scuro di suo o perchè alterato da qualche altro influsso?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il CM proprio è il tipo Dalo-Falide, Brünn (senza particolari alterazioni neanderthaliane tipiche della Scandinavia) e Kurganoide. Gli altri hanno influenze divergenti dal ceppo classico settentrionale. Nel caso Paleo-Atlantide si tratta di sostrato paleo-mediterraneo, che dà quella forte pigmentazione scura (e iperdolicocefalia), per quanto si tratti di eredi dei cacciatori-raccoglitori mesolitici. Il Tydal, tipico della Scandinavia, rappresenta una sparuta minoranza tra i Nordici.

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      • fd ha detto:

        ok, ora ho capito l’ influsso… non mi è chiara invece la differenza tra un borreby e un qualsiasi alpocromagnoide: tu hai detto una volta che il borreby è un cromagnoide un pò alpinizzato… però vedo tanta gente parzialmente alpina e parzialmente cromagnoide, che ha il viso tondo e robusto (ma non cilindrico come i borreby)… potrebbero essere paleo atlantici misti con alpini?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        L’alpinizzazione del Borreby è cristallizzata ed è un tutt’uno nel fenotipo, non è un intermedio alpo-cm. Il Borreby è CM predominante, con quei tratti infantili classici della riduzione parziale. Altresì non è necessario che influssi di tipo paleo-europide siano inquadrabili in una delle etichette canoniche. Spesso sono generica robustezza, etichettata come “Alpinoide robusto”.

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  3. fb ha detto:

    ok grazie!

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  4. Otto ha detto:

    L’abbondante peluria può essere comune anche negli Alpinoidi robusti?

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  5. Franco Treni ha detto:

    Paolo, volevo farti notare che nell’articolo riguardante la sottorazza cromagnoide hai scritto, sotto la tavola di colui che dovrebbe essere un “mediterranide grezzo”, “beride”.

    Per quanto riguarda i beridi invece, secondo la mia personale opinione, mi pare strano pensare che siano un ibrido cromagnoide alpinizzato/mediterranoide, dal momento che il loro indice cefalico è, in genere, molto alto. Sembrano più una sottocategoria di alpinidi, oppure dei cromagnoidi fortemente alpinizzati (il confine tra cromagnoide alpinizzato e alpinide mi sembra comunque estremamente sottile, dal momento che la sottorazza alpinide è una riduzione dell’uomo di Cro-Magnon).

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non hai letto bene, poco sotto: “Il Beride di Coon, Portoghese, è più propriamente un Mediterranide con influssi cromagnoidi (Coarse)”. Questo perché Coon non offre validi esempi di Beridi, postati nella tavola sarda di Biasutti. Questi sono anche detti paleo-sardi proprio dal Biasutti, pur essendoci in maniera consistente nel Sud italiano o in Iberia, e hanno una indiscutibile componente mediterranea, visto che un intermedio alpino-cromagnoide avrebbe ben altro aspetto (anche solo a livello di pigmentazione, statura, cranio). Una caratteristica beride è proprio, parlando di cranio, la volta cranica bassa, cosa che non vi sarebbe in un livello intermedio cromagno-alpinide.

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      • fxd ha detto:

        la mediterraneità (anzi la paleo mediterraneità) nel beride si vede anche nei tratti esterni come:
        -gli occhi a palpebre in fuori, più gradi ripetto ad un alpo CM e a volte mondorlati lateralmente a fiamma (gli alpo cm li hanno piccoli e incappucciati)
        -il naso dilatato che se non sbaglio è retaggio proto caucasoide-australoide da cui derivano i capelloidi, vero?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Il naso dilatato è tratto cromagnoide (nel caso caucasoide). Il Capelloide è un fenotipo comparso in parallelo col Cromagnoide, e ad esso metricamente opposto.

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    • Franco Treni ha detto:

      Giusto. In effetti lo avevo letto, ma ho pensato che con “il beride di Coon” intendessi un tipo di beride a parte, diciamo “scoperto” da Carleton Coon. Solo ora che me lo hai fatto notare ho capito che con ciò intendevi la tavola del libro di Coon.

      Sì hai ragione, la volta cranica è in effetti bassa e talvolta la fronte è sfuggente, tratti, se non vado errato, capelloidi/mediterranoidi. Proprio riguardo questo volevo farti una domanda: ho letto che, nel cranio dell’uomo di Combe-Capelle, la fronte risultava sfuggente a differenza del Cro-Magnon, quindi una fronte sfuggente è più presente in fenotipi derivati dal capelloide (mediterraneo, nordico e atlantide)?
      Tornando al beride, sarebbe logico secondo te “differenziare” i beridi in pred. CM e pred. Med come per esempio si usa di solito fare con gli Halstatt (pred. Corded e pred. Danubian), oppure non ci sono grandi differenze tra beridi?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Quello capelloide/aurignacoide è un fenotipo da cui, esatto, si sono evoluti Mediterranidi, Nordidi e Corded; è decisamente meno massiccio e possente del cromagnoide, quindi cranio e fronte sono ridotti e quest’ultima non è spaziosa, ed è anche inclinata sovente.
        Il beride è un tipo fisico che solitamente è appunto quell’impasto cromagno-med più o meno alpinizzato che picca in Sardegna, Iberia, Corsica, Italia meridionale; nel caso in cui vi sia un impasto cromagno-med senza alpinizzazione ecco il Coarse Med. Aspetta comunque: Hallstatt è il nordide canonico, “centrale”, dell’Età del ferro quanto il Keltic; il Danubian è un altro discorso ed è un tipo nordo-mediterranide alpinizzato sorto nel Neolitico in area danubiana, appunto.

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      • Franco Treni ha detto:

        Grazie mille, sempre esaustivo nelle risposte.

        Come scusa? L’Hallstatt non era l’incrocio fra il Mediterraneo progressivo dell’Europa dell’Est portatrice della cultura ariana (corded) e gli agricoltori mediterranei neolitici (danubian)?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Intendevo dire che l’Hallstatt Nordid è un tipo fisso ed unico che risponde a precise caratteristiche; è il Nordide standard, “centrale”, che va dalla Germania alla Scandinavia ed è mesocefalo con volta cranica media. Costituisce assieme al Keltic le due qualità di fenotipo nordide dell’Età del Ferro (che come dici è risultato di invasioni ariane + agricoltori neolitici dell’Europa danubiana) ma se questo ha fattezze cranio-facciali più sul Danubian che sul Corded sarà Keltic.

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