La razza caucasoide

Cro-Magnon

Cro-Magnon

Stando ai più recenti studi scientifici sulla genesi del genere umano, la specie sapiens, la nostra, si sarebbe sviluppata circa 200.000 anni fa nell’Africa sub-sahariana. Circa 100.000 anni fa invece, sarebbe uscita dal continente africano per raggiungere il Medio Oriente, e da lì avrebbe popolato gli altri continenti.

Questa teoria prende il nome inglese di Out of Africa e, al netto del complottismo, appare più credibile delle teorie policentriche sviluppate ad esempio dall’antropologo Coon, nettamente più ferrato in altri ambiti.

Più che pensare ad uno sviluppo parallelo dell’uomo anatomicamente moderno nei vari continenti, appare più sensato pensare ad una parziale ibridazione dei sapiens con tipi umani arcaici indigeni, ed è il caso ad esempio del Neanderthal eurasiatico (non a caso, negli Europei, è possibile rintracciare, geneticamente, fino ad un 4% di contributo neanderthaliano). Queste ibridazioni contribuiscono a distanziare ulteriormente le razze umane l’una dall’altra.

100.000 anni fa dunque, il sapiens sarebbe uscito dall’Africa per raggiungere il Vicino Oriente; 50.000 anni fa sarebbe approdato nell’Eurasia occidentale e 40.000 anni fa avrebbe raggiunto il nostro Continente europeo.

È bene ricordare che “uscire dall’Africa” non significa discendere dalla razza negroide (che, come la caucasoide, s’è formata dopo l’uscita dell’Homo sapiens sapiens dal continente africano) e questo sia ben presente a tutti i fanatici del meticciamento e del terzomondismo ad ogni costo, che portano avanti la loro brava agenda antirazzista. Come se il razzismo, peraltro, c’entrasse qualcosa in questo discorso.

Il tipo fisico che troviamo in Europa circa 40.000 anni fa, nel Paleolitico superiore dunque, è il cosiddetto Uomo di Cro-Magnon, sviluppatosi tra Europa e Asia: alto, massiccio, dal cranio dolicocefalo e possente, viso cameprosopo, tratti somatici grezzi e duri, di gruppo sanguigno 0-. Il Rhesus negativo è ancora molto diffuso tra i Baschi, che discendono da una popolazione mesolitica e sono geneticamente isolati.

A questo fenotipo cromagnide erano associati i cacciatori di mammut eurasiatici, e i classici cacciatori-raccoglitori del Paleolitico-Mesolitico europei, gli indigeni d’Europa al momento dell’arrivo dell’agricoltura dal Vicino Oriente, nel Neolitico.

Sono stati ritrovati anche scheletri che presentavano tratti misti Neanderthal/Cro-Magnon, ed è questo il caso del gruppo di Predmost, in Moravia. Appare qui utile ricordare che l’Uomo di Neanderthal era tozzo, molto robusto, dal cranio iper-dolicocefalo e più grande di quello cromagnide, ma basso e con tratti somatici arcaici (fronte bassa e ripida, arcata sopraccigliare molto sviluppata, naso grande e largo sovente spiovente, prognatismo, mento sfuggente, tratti insomma vagamente “scimmieschi”).

L’Uomo di Neanderthal era un sapiens non anatomicamente moderno, una versione arcaica del sapiens sapiens, che si estinse perché sopraffatto dai Cro-Magnon, che lo sospinsero negli estremi periferici dell’Europa ma soprattutto nel Levante.

Il Cro-Magnon, a seconda dell’area geografica occupata, sviluppò pigmentazione caratteristica; assai peculiare quella chiara e con capelli biondi o rossi e occhi chiari dell’Europa nord-occidentale. Mentre, studi recenti, suggeriscono che in origine avesse carnagione abbronzata, con occhi e capelli scuri.

La comparsa dell’uomo anatomicamente moderno nei differenti continenti, portò allo sviluppo delle differenti razze umane; qui ci concentriamo su quella caucasoide (Eurasia occidentale), ma vanno ricordate anche le altre: negroide (congoide e capoide) nell’Africa sub-sahariana, mongoloide (da cui quella amerindioide delle Americhe) nell’Asia centro-orientale, e australoide (australide propria, melaneside, polineside e veddide) in Oceania, Sud-Est asiatico e India meridionale.

Le razze umane si sono sviluppate e differenziate grazie alla, parziale, ibridazione tra sapiens sapiens e tipi umani arcaici, e ovviamente grazie all’adattamento ambientale, all’alimentazione, alla selezione naturale e sessuale, alla genetica.

Lo stesso Cavalli-Sforza, pur negando (per ovvi motivi) la validità del concetto di “razza”, evidenzia come i Caucasoidi siano geneticamente omogenei.

Tornando alla situazione eurasiatica occidentale, nel 12.000 avanti era volgare (Mesolitico) compare l’uomo anatomicamente moderno europoide diverso dal cromagnoide, detto convenzionalmente aurignacoide o capelloide, in Medioriente e Nordafrica. Questo tipo fisico, detto anche proto-mediterraneo, sarà quello che diffonderà la civiltà agricola in Europa, partendo dal Vicino Oriente, 9.000 anni fa. Dolicocefalo, leptoprosopo, leptorrino, tratti somatici regolari, non molto alto, gracile, di pigmentazione scura e pelle bronzea. Anch’esso si ibriderà, soprattutto nel Sud dell’Europa, coi cacciatori-raccoglitori. Pensiamo alla Sardegna, anch’essa geneticamente isolata per via della sua peculiare composizione etnica.

Infine, ecco l’ultimo fenomeno migratorio di rilievo, per quanto concerne la genesi della razza caucasoide, rappresentato dall’espansione della Cultura proto-indoeuropea, ariana, principiata nel Calcolitico (Età del Rame), nel 5.500 avanti era volgare. Secondo la tradizionale tesi kurganita della Gimbutas, l’espansione partì dall’area della Cultura di Jamna, nelle steppe russe ponto-caspiche.

I tipi razziali diffusi da queste ondate, a più riprese, ariane (e ricordo che “ariano” non è una bestemmia ma un sinonimo etnico di “indoeuropeo”) erano di tipo cromagnoide (kurganoide cosiddetto) e mediterraneo progressivo, il cosiddetto Corded caratterizzato da cranio alto, molto lungo, capiente, con tratti somatici regolari e armonici, statura elevata e corporatura ectomorfa.

Gli Indoeuropei arrivarono in Europa, Asia Minore, Vicino Oriente, Asia Centrale, Altopiano iranico, India settentrionale, diffondendo, oltre alle caratteristiche fisiche e genetiche, cultura, lingue, religiosità, usi e costumi, tecnologie, mentalità, organizzazioni sociali e antropiche.

E proprio in questi territori, con l’eccezione dell’Asia Centrale che presenta forme intermedie tra Caucasoidi e Mongoloidi e l’inclusione del Nordafrica, è presente la razza caucasoide come subspecie indigena.

Ci sarebbe anche il Corno d’Africa, ma i cosiddetti Etiopidi sono una via di mezzo tra razza caucasoide e razza congoide.

Chi costituisce dunque la razza caucasoide o europoide? Europidi (Caucasoidi europei), Tauridi (Caucasoidi levantini), Orientalidi (Caucasoidi afro-asiatici), Irano-Afganidi (Caucasoidi irano-afgani), Indidi (Caucasoidi indiani).

Un’altra tassonomia, meno attenta alla geografia e alle barriere genetiche ma più incentrata su criteri fisici, suddivide in Cromagnoidi (inclusi gli Alpinoidi), Indidi, Mediterranidi, Nordidi, Orientalidi e Tauridi.

Il suffisso -oide è più generico e approssimativo, quello in -ide è invece più specifico e puntuale.

Caratteristiche fisiche caucasoidi, soprattutto europidi che sono quelle meno influenzate da componenti esotiche, sono: naso stretto, bocca piccola, angolo facciale di 100-90°, ortognatismo, arcata sopraccigliare sporgente, soglia nasale appuntita, zigomi recedenti, cavità nasali a forma di goccia, occhio orizzontale, capelli ondulati dal liscio al ricciuto a sezione ovale e pigmentazione cutanea limitata.

Quelle genetiche (aplogruppi e DNA autosomico) le vedremo a parte.

Nei successivi articoli mi occuperò del gruppo caucasoide europeo, quello che ci riguarda più da vicino, con un approfondimento delle caratteristiche delle varie subrazze europidi che sono suddivise in Cromagnoidi, Alpinidi, Baltidi, Mediterranidi, Atlantidi, Nordidi, Dinaridi.

Infine, farò una panoramica genetica europea e magari una sugli altri gruppi razziali caucasoidi, e una finale sulle altre razze umane.

Per approfondimenti vi ricordo anche le mie due pagine:

Europidi

Le razze umane

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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6 risposte a La razza caucasoide

  1. Dario ha detto:

    Il naso a patata, però con narici a goccia, indica discendenze negroidi? Lo chiedo perché lo possiede una mia compagna di classe, che però è italiana di origini puramente venete.

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  2. Gabriele ha detto:

    Paolo in un certo senso possiamo dire, sperando di non suscitare facili suprematismi, che gli europei appartengono sì alla stessa razza di nord-africani e mediorientali, ma all’interno delle razza caucasica gli europidi sono comunque i caucasoidi più “puri” perché non hanno praticamente subito influenze non caucaosidi, giusto?

    Secondariamente, ho notato che non mi hai pubblicato un commento, probabilmente perché in quella sede off-topic, in cui ti rivolgevo una domanda proprio su razza caucasica, cromagnoidi e aurignacoidi. Io non sono un tuo detrattore, se la domanda è fuori luogo o stupida dimmelo e al massimo reindirizzami, altrimenti dai l’impressione di non avere argomenti e so che non è il tuo caso.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il suprematismo non c’entra nulla: gli Europidi non hanno, o hanno ai minimi termini, influenze extra-caucasoidi.
      Di solito cancello commenti fuori luogo, perché rischiano di deragliare la discussione sotto post che non c’entrano con quel tipo di commenti. Spesso fanno domande antro-genetiche sotto articoli che nulla c’entrano.

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  3. Franco Treni ha detto:

    Ripida significa sfuggente?

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