L’evoluzione di Paolo Sizzi

Paolo Emanuele Francesco Sizzi

Paolo Emanuele Francesco Sizzi

Il terzo e ultimo documento che mi riguarda e che volevo commentare, è un articoletto di un tizio coperto da pseudonimo e pubblicato su “Giornalettismo”, nota “testata” online che non brilla certo per qualità, serietà e imparzialità.

Fu scritto all’indomani del mio cambio di registro nei confronti dell’Italia (intesa come Nazione storica, non come stato ottocentesco, beninteso; non nutro alcuna simpatia per l’attuale Repubblica Italiana) e l’unico intento era ovviamente quello di pigliarmi per i fondelli, considerando che l’inclinazione del giornaletto multimediale è quella del più banale pressapochismo antifascista e statolatrico.

La sicumera dei “democratici” è risaputa quando si tratta di analizzare fenomenologie identitarie: loro sono moralmente superiori in quanto sinistrorsi/sinistrati, tutti gli altri sono casi umani da compatire perché retrogradi, disadattati, repressi, complessati, falliti e chi più ne ha più ne metta. Loro sono i geni, gli altri sono i reprobi.

Di conseguenza chi non si genuflette di fronte alla vulgata resistenzial-democratico-repubblicana, benedetta dagli Americani, è un povero imbecille da guardare con compassione dall’alto in basso. E io non faccio eccezione, ovviamente.

Il tizio suddetto mi sbrodolò addosso le logore fesserie, da leggersi tra le righe: nazista da strapazzo, lombrosiano, caso umano, infelice, emarginato, bizzarro e buffo (per usare eufemismi), fenomeno da baraccone; altresì, ridicolizzando sia il prima che il dopo, ridusse ad una farsa il passaggio dal Lombardesimo all’Italianesimo, come se non fosse altro che una cialtronata di poco momento e non piuttosto una maturazione, un’evoluzione (più che una conversione o addirittura un tradimento del prima lombardista, come l’individuo scrisse con assoluta leggerezza). A testimonianza della razionalità di questo articolo comunque ecco la perla: io sarei un tifoso laziale. Prego?

La sua “analisi” si incentrò su quanto di me noto tramite la Rete, tra cui i documenti di cui ho già parlato in questo blog, ovvero l’intervista a “il Post” e a “Le invasioni barbariche”.

Si soffermò sulla mia passione per la razziologia riducendola a ciarpame degno di Lombroso, mostrando grande ignoranza se si pensa che è la frenologia ad essere astrologia, non la craniometria e la tassonomia delle razze e sottorazze umane. Per non parlare della genetica delle popolazioni, che rimarca pure la differenza tra Italiani.

Illuminante però appare la chiusura del suo patetico scritto: “il nazionalismo che chiama in causa le aquile romane, pur declinato come etno-nazionalismo federale, ha invece tutt’altro sapore e non fa ridere come l’arianesimo orobico” – e ancora – “Una grande occasione d’intrattenimento persa e Sizzi che cade dalla padella alla brace“. Capito?

Lo scopo dell’autore era palese: ridicolizzare e demonizzare l’area identitaria e i suoi protagonisti, soprattutto i più genuini e non corrotti dalla politica di professione, ammettendo infine che quanto dico ora è molto più serio e allarmante (nella sua ottica, ovviamente) di quanto dicevo prima declinato in salsa localista. Un pensiero che non può che corroborare la mia posizione odierna facendomi capire di aver fatto la scelta giusta passando da un identitarismo regionale esasperato e inutile nel suo indipendentismo, ad un più maturo nazionalismo italianista, ma rispettoso dell’istanza etno-federale, doverosa in Italia. Trite e ritrite pagliacciate apotropaiche di gente che, come sempre, non ha nemmeno il coraggio di mostrare nome e faccia.

Me ne sono accorto anche su Twitter: prima ero seguito da un folto gruppo di Romani e meridionali sempre pronti a farmi il verso e che si divertivano da matti, baloccandosi col Lombardesimo; ora si son trovati di meglio da fare, avendo capito che il nazionalismo italiano sa unire e far leva su quanti hanno la mia medesima sensibilità identitaria e tradizionalista, combattendo dunque le idee che ringalluzziscono parecchi troll dei social, ovviamente tutti inquadrati nella sinistraglia antifascista.

La pacchia è finita per loro, non per me. Io sono conscio di aver preso la direzione giusta instradando l’identitarismo regionale in quello più ampio italiano, giustificato ovviamente dalla nostra Storia, dalla nostra Cultura, dalla nostra lingua, da millenni di comuni sforzi fatti per materializzare una Comunità nazionale fondata su Italici e su Roma, e in cui il Centro-Nord è sempre stato decisivo.

Come ho già avuto modo di dire, la mia maturazione ideologica s’è concretizzata in due tappe: abbandono dell’eresia ebraica cristiana nel 2008, e trasformazione in senso etno-nazionale del Lombardesimo particolarista e separatista.

Continuo a ritenermi orgogliosamente bergamasco e lombardo, ma non posso certo negare di essere anche italiano e ovviamente europeo. E attenzione: al netto di banalizzazioni da quattro soldi, essere Italiani ed Europei non significa essere favorevoli all’attuale stato italiano e soprattutto all’Unione Europea, che di italiano ed europeo han solo il nome.

L’etno-federalismo italiano che ora difendo è l’equilibrio tra due posizioni estreme e utopiche: indipendentismo da una parte e fascismo dall’altra. Concepisco l’Italia come una sacrale federazione indoeuropea e romana di piccole Patrie alleate e unite da un patto etno-nazionale, in nome del comune destino principiato con la calata degli Italici, rafforzato da Roma, e proseguito con le vicissitudini storiche di questo Paese. Un Paese che, diviso e litigioso, fa solo comodo allo straniero. Così come fa comodo al pirla di sinistra o di centro-destra liberale, o cattolico, l’identitarismo un po’ caricaturale che portavo avanti prima, anche se ovviamente in totale buona fede. Saluti, camicie plumbee, divise, organigrammi da esercito senza avere militanti, richiamavano inevitabilmente il nazifascismo, parodiandolo involontariamente. Oltre ad attirare la poco simpatica attenzione della magistratura.

Il Lombardesimo primevo è stato una tappa formativa assai importante e anzi fondamentale nel riconoscimento delle ovvie differenze che intercorrono tra Italiani. Credete forse che ora mi metta a canticchiare “Fratelli d’Italia” incurante della diversità tra Lombardi e Siciliani? La mia passione per l’antropologia fisica e la genetica delle popolazioni rimarca anche le peculiarità etniche di ciascun popolo italiano, affermando anche, però, che tutti gli Italiani presentano un aspetto che li unisce nella propria comune natura principiata nel Neolitico. La differenza tra Nord e Sud sta nel fatto che il primo ha ricevuto più influssi continentali di sapore indoeuropeo e nordico, rispetto al secondo, più isolato e arcaico (pensiamo alla Sardegna).

Al di là della politica e delle beghe tra centralismo, federalismo, autonomismo ed indipendentismo, la cosa basilare rimane l’identitarismo etnico, il Sangue-Suolo-Spirito, che difendevo prima da indipendentista e che difendo ora da italianista. Ed una coerente e corretta visione di questa sacra triade permette di capire che non esiste alcun Nord celto-germanico “e basta” (non siamo mica le Fiandre o l’Inghilterra, e nemmeno la Baviera) ma un Nord che come il Centro e il Sud rimane essenzialmente mediterraneo, solo con più legami continentali: la Lombardia è l’anello di congiunzione, se vogliamo, tra Mediterraneo e Mitteleuropa, ma più vicina al primo che alla seconda, dal momento che le Alpi sono una robusta barriera etnica e genetica, nonché culturale. 

Prima immaginavo una Lombardia inserita in una comica confederazione gallo-teutonica con Francesi, Tedeschi e Sloveni; ora invece la immagino nella sua naturale cornice italica.

Volenti o nolenti dobbiamo fare i conti con la realtà, altrimenti rischiamo di essere solo delle simpatiche macchiette ghettizzate dalle proprie solipsistiche chimere.

Per quanto non mi vergogni affatto di quanto affermato precedentemente (salvo eccessi) da lombardista “duro e puro”, sono molto più serio, maturo e utile alla macro-causa italo-europea ora, come gli stessi ridicoli detrattori di Identità e Tradizione riconoscono, con le loro frustrate ironie da scribacchini piccoli piccoli.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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46 risposte a L’evoluzione di Paolo Sizzi

  1. Fulvius ha detto:

    Tu devi fondare un movimento, sono in tanti a chiedertelo. Te lo chiedo anche io e sono pronto a scommettere che sarà il movimento identitario più seguito e con più militanti in tutta Italia, da nord a sud. Credo che questo lo sappia anche tu visto che sei una persona intelligente. L’Italia aspetta, non farci attendere troppo.
    Ave Italia!

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Grazie per l’apprezzamento, sempre che non sia una trollata.

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      • Fulvius ha detto:

        Ma quale trollata, sono serissimo. Purtroppo in Italia non c’è ancora un movimento nazionalista. I movimenti di destra tipo Fratelli d’Italia, la DESTRA ecc.. Nemmeno a considerarli, poi c’è Casapound che sappiamo tutti che è un movimento patacca, Forza Nuova che è un partito di preti e quindi secondo me non identitario e poi ce ne sono altri che non hanno nemmeno un programma. Quindi andando al sodo movimento nazionalisti in Italia non ce n’è, infatti la gente nemmeno va più a votare, ma non solo perchè non ci sono partito nazionalisti, ma proprio perchè in Italia non c’è politica.
        Ma è proprio dal caos che nasce l’ordine. Ricordo ai tempi del MNL che nel giro di pochi giorni sei hai totalizzato un numero di like superiore ai piccoli partito neofascisti, anche nei tuoi video vedevo molti apprezzamenti e non solo dai lombardi. I tuoi video li vedevo anche nelle bacheche di meridionali, quindi pensa te.
        Il carisma ce l’hai. Anche su FB ti seguono in molti e non a caso ti hanno bannato più volte il profilo.
        Vai avanti!
        Ave Italia!

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Concordo con te sul fatto che in Italia vi sia un vuoto, un vuoto che andrebbe riempito da un movimento etno-federale e nazionalista in nome dei comuni valori latini e romani. Ma da soli non si combina molto. Io spero di trovare dei validi compagni di viaggio, e allora potrebbero aprirsi interessanti prospettive. Lega Nord e Generazione Identitaria, per quanto abbiano posizioni condivisibili con le mie non mi convincono: i primi li conosciamo, e sono degli opportunisti cadregari; i secondi sono nei fatti una filiale del movimento francese principale, con nomi, simboli, impostazione estranei all’Italia. Siamo la Patria di Roma e dobbiamo forse diventare costola di un movimento francese? No grazie.

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  2. Fulvius ha detto:

    Concordo con te sulle posizioni di Lega Nord e Generazione identitaria. La Lega Nord continua a chiamarsi Lega Nord e nei fatti fa ancora alleanze con Forza Italia e con Fratelli d’Italia che non dimentichiamo che insieme costituivano il PdL e hanno sostenuto il governo Monti, quindi a parer mio sono inaffidabili. Salvini per me è da scartare via non si può votare un partito che nel suo statuto ha ancora il raggiungimento dell’indipendenza della Padania, ed è troppo asservilito al Vaticano tant’è che lui insieme agli altri “patrioti” criticano Le Pen per le sua posizioni sulla pena di morte e sulla giustizia in generale (Le Pen è favorevole anche alla tortura per i terroristi), sono cose che al Papa non piacciono e quindi non si devono fare. Un’altra sua battaglia è stata quella di far mettere il presepe in una scuola ed a me queste cose non piacciono, non credo che sia da veri nazionalisti. Per me il cristianesimo deve essere progressivamente smantellato e sostituito con una nuova religione tutta identitaria, basti pensare all’omogeneità del Giappone sia etnicamente che culturalmente, per me quello stato è da prendere come esempio anche di più della Russia.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Beh la Lega difende le radici giudeo-cristiane, Israele, il Vaticano e il cattolicesimo. Non sarà mai un movimento etno(nazionale) serio e concreto. Inoltre se vuole governare si alleerà per forza con l’ex Pdl, come ha sempre fatto, mostrandosi opportunista, pagliaccesca, voltagabbana. Il Giappone è certamente un Paese serio e valoroso ma oggi è molto filo-occidentale.

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      • Janus ha detto:

        Onestamente penso che avresti tutti gli attributi per riempire il suddetto vuoto nel panorama politico italiano; purtroppo temo che in molti strumentalizzerebbero il tuo passato lombardista allo stesso modo in cui è stato fatto da quella specie di articolo da te citato.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Fermo restando che non devo scendere in politica domattina e che ovviamente non sono il salvatore della Patria, anche la Lega ha un passato ingombrante ma mi sembra che sia ancora sulla cresta dell’onda.

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  3. Fulvius ha detto:

    Magari non domattina, ma dovresti farlo al più presto. Mi piacerebbe molto vederti in camicia verde. (Non leghista ovviamente, il verde è il colore dei patrioti italiani, i soldati del primo tricolore erano in camicia verde).

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    • Dario ha detto:

      C’è Generazione Identitaria che ha idee simili a quelle di Paolo Sizzi, anche se forse è solo un movimento culturale e non politico.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sono un movimento culturale e metapolitico; non condivido il fatto che siano una costola di un movimento francese, ma massimo rispetto per chi milita tra le loro fila con serietà e dedizione.

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  4. Dario ha detto:

    Giusto, anche se sangue e suolo (blut und boden) è di derivazione nazionalsocialista, nonostante probabilmente non sia la forma statuale che vorresti, dato che mi è parso di capire fossi democratico.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sangue e Suolo è un concetto che nasce col Romanticismo tedesco e che poi è stato ripreso da Darré, ma è sempre valido e attuale perché una Nazione deve fondarsi su quello, altrimenti non è una Nazione. Sono democratico nel senso che sarei per un presidenzialismo federale dove il presidente venga eletto dal popolo, senza ostracismo da parte delle camere. Il socialismo nazionale è certamente incompatibile con la democrazia farlocca del Pd, dove il Popolo, il nerbo della Nazione, conta 0.

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      • Mario ha detto:

        Cosa rende ai tuoi occhi il concetto di Nazione così indispensabile? La mia è sincera curiosità.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        La Nazione è appartenenza, è un concetto basilare, soprattutto in tempi in cui si fa di tutto per demolire il senso di Identità e Tradizione e spianare la strada alla società apolide “europea”, fotocopia di quella americana, usando immigrazione di massa, universalismo, antifascismo e antirazzismo. La nostra grande famiglia è l’Europa, la Nazione è l’Italia, la Lombardia il Popolo.

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  5. Valentino ha detto:

    Sei favorevole alla pena di morte? Se si per quali reati la applicheresti e con quale strumento?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Favorevole nei casi più gravi e davanti a crimini abbietti, e soprattutto nei confronti di mafiosi, stragisti, terroristi, traditori della Patria, nemici del Popolo.

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  6. Dil ha detto:

    Ciao Paolo, anch’io sto attraversando una trasformazione, da indipendentista padano a nazionalista italiano, anche se sono molte le cose che mi frenano.
    Quando penso agli italiani del Sud non posso non stare male per le mafie.
    Mi sembrano imbattibili perché purtroppo radicate culturalmente e socialmente su quei territori.
    Cosa ne pensi, quale sarebbero secondo te le strade da percorrere per estirpare questi fenomeni?
    Una seconda domanda riguarda la bandiera: nell’articolo dici che il tuo punto di riferimento non è certo la Repubblica Italiana ma la Nazione organizzata in modo federale.
    Questa Nazione può essere rappresentata dal tricolore?
    Grazie

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      L’Italia è un Paese complesso, ma non si può dire che non esista. Pensiamo ai popoli paleo-mediterranei e neolitici, agli Italici, agli Etruschi, all’unità raggiunta dalla Repubblica Romana e ordinata da Augusto ormai 2000 anni fa. Centro e Nord Italia poi hanno molto in comune e si potrebbe dire che il nucleo fondante dell’Italia sia proprio questo. Ma si può forse pensare di staccarsi dal Sud e dalle isole per magari svenderli alla Grecia, alla Spagna, agli Usa o all’Isis? Non scherziamo, o devo ricordarvi come gli Usa penetrarono in Italia nel secondo conflitto? Cerchiamo di ragionare anche geopoliticamente non solo in senso più o meno campanilistico. Il Sud lo sappiamo tutti: è depresso, degradato, “povero”, con sacche mafiose e di malcostume, e quale sarebbe il rimedio? Commissariamento. Abbiamo un esercito: lo si impieghi laggiù, invece di spedirlo in giro per il mondo a lustrare gli scarponi agli Americani e all’Onu. Abbiamo una marina militare che dovrebbe essere tra le migliori: la si impieghi nel Mediterraneo per difendere l’integrità territoriale e la sovranità del Paese. Questo discorso può valere anche per altri campi come la sanità. Appare chiaro che il Sud sia parecchio disastrato in diversi settori e la soluzione è quella di intervenire radicalmente, o ci porteremo appresso questi problemi per l’eternità. Separarsi è scappare; che forse i Longobardi scapparono invece di tentare di unire? Che forse i Normanni soccombettero di fronte agli Arabi e lasciarono la Sicilia nelle loro grinfie? Noi Lombardi ci riteniamo spesso di sangue germanico e mitteleuropeo: bene, dimostriamolo. Dimostriamo di avere davvero quel coraggioso piglio che portò i Germani a risollevare l’Europa crollata sotto le macerie di Roma. Gli Spagnoli riconquistarono l’Andalusia, non la lasciarono in mano ai Mori.
      Riguardo il Tricolore: sì, può esserlo benissimo rappresentata da esso, ma non deve essere quello spoglio e francesizzante attuale, bensì quello originale cispadano (padanissimo dunque) con un simbolo davvero patrio e romano: l’aquila legionaria.

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      • Dil ha detto:

        Quando parli di commissariamento e di esercito per il Sud intendi dire che ci vorrebbero i militari al comando delle amministrazioni pubbliche in quelle zone, per cercare di risolvere il problema?
        Io sarei d’accordo, è indispensabile superare una situazione del genere.
        Ma secondo te qual è la causa di questa situazione che non ha pari in Europa, con parti consistenti di quel territorio in mano a quattro mafie?
        Tornando alla tua avversione per la Chiesa, oltre alla considerazione riguardante la sua origine estranea all’Europa, c’è anche il “risentimento” per quello che ha fatto quando i Longobardi tentarono di unificare l’Italia?
        Senza la presenza della Chiesa in Italia quale sarebbe adesso la nostra condizione secondo te?
        Grazie

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Prima di tutto bisogna levare lo statuto speciale a zone come la Sicilia: l’indipendenza ad una regione come quella o la Sardegna sarebbe un regalone alle mafie, con grande scialacquio di soldi. E un indebolimento alla nostra sovranità già provata dal fatto di essere una misera colonia americana: sì, perché prima di pensare ad autonomie e indipendenze da Roma bisognerebbe considerare l’indipendenza dagli Usa, nostra vera magagna. In secondo luogo un commissariamento implicherebbe controllo ferreo da parte del potere centrale assieme ad un uso del potere militare per sradicare una volta per tutte il veleno mafioso. Le mafie potrebbero essere un retaggio levantino, in Sicilia per lo meno è sicuramente qualcosa di arabo; comunque la mafia esiste anche in Romania, Albania, Russia, non è una cosa esclusiva del nostro Sud. Inoltre c’è da dire che oggi la mafia s’è evoluta e coinvolge diversi nostrani filibustieri in giacca e cravatta. La mafia attecchisce dove trova terreno fertile, e in questo il Nord ha la sua responsabilità.
        Altra cosa: il Sud andava industrializzato nel dopoguerra, invece di svuotarlo con gli esodi che hanno zavorrato il Nord per fare gli interessi degli Agnelli & co. Questo ha scatenato il degrado anche del Nord Italia, riducendo il triangolo industriale ad un ammasso di cemento e di infiltrazioni mafiose. Spero si possa riuscire a raggiungere un graduale rientro di parte dei migranti meridionali (assieme al rimpatrio degli allogeni), perché la Lombardia è drammaticamente sovrappopolata ed inquinata. L’immigrazione di massa è sempre sbagliata.
        Il Vaticano è un secolare problema che affligge l’Italia, un corpo estraneo che ha sempre ostacolato la sua naturale unità. Indubbiamente la Chiesa è parte integrante delle grane anti-nazionali. Devo ammettere che da una parte la tradizione cattolica preserva il Paese da alcuni veleni modernisti, ma dall’altra questo viene vanificato dal solito auto-genocidio universalista che tanto amano i preti. Difendo il tradizionalismo italo-romano, pagano e gentile, unico veicolo identitario che non porti più ad una contraddizione tra posizioni nazionaliste e spirituali. Rimango laico ma non laicista, in questo senso. Difendo il serio paganesimo romano e quello di tutti gli altri Paesi europei ed indoeuropei.

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  7. Franco ha detto:

    Se devo essere sincero a me sembri un pò troppo filo-islamico e vedi ebrei, massoneria, USA, NATO, sionismo, Israele, UE e liberali ovunque.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      No no no: io posso simpatizzare per l’islam sciita che A CASA SUA porta avanti la medesima battaglia anti-mondialista degli identitari europei, ma l’Europa per me ha senso solo gentile. Sarebbe altrimenti sciocco prendersela con cristianesimo ed ebraismo tralasciando l’islam, la terza testa del drago abramitico. Però, per onestà, non posso non riconoscere valore in importanti figure del mondo arabo come Ahmadinejad, Assad, Saddam, Arafat, Gheddafi, Khomeini, Nasrallah, Nasser. Quelli sono patrioti, noi siamo degli eunuchi colonizzati dal nulla americano.

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  8. Anonimo ha detto:

    Il tricolore italico del sangue non si potrebbe fare con l’aquila un pò più grande?

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  9. Italico96 ha detto:

    Ad oggi non mi pento assolutamente di aver speso 3 minuti della mia vita per ascoltarti su Youtube a un tuo video del MNL. Seppur disapprovando nettamente la tua filosofia di allora, avevo già compreso che l’Uomo giusto, per il momento e il periodo giusto, in qualche modo e forma arriverà sempre. Non sei ancora al Massimo Esponenziale… lo so… ma come tentati di dirtelo ( via Fb, twitter o anche via Youtube allora), hai buone doti oratorie… un buon modo di porre un argomento e indubbiamente anche una bella figura. Che dirti Paolo… Continua così, arriverai davvero presto al Massimo Potenziale carismatico… e, qualora fondassi un Partito , Movimento o Circolo… stai pur certo che correrei subito ad iscrivermi: perchè un occasione Vera di cambiamento… con te si può!… e penso che in italia, non capiterà più un potenziale Leader del tuo calibro per davvero tanti anni.
    Ave Italia!
    Nicola

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  10. Massimiliano Goi ha detto:

    Te stai male. Noi del Nord non abbiamo nulla in comune con i terroni, che hanno avuto influenze razziali e culturali da arabi e spagnoli. Non c’è un’identità unitaria in questo paese, è stato messo insieme da massoni e flotte inglesi all’epoca di garibaldi (che Dio lo stramaledica)… Tanto vero che prima c’era il regno dei Borboni al sud, e il Nord era diviso, a seconda delle epoche storiche, ma mai ha avuto qualcosa in comune col sud, Impero Romano a parte.

    Con ‘sta crisi ne vedremo delle belle, Sizzi… preparati per la guerra. Salüt, Lombardia!
    PS =odio la lega nord e fucilerei Renzo Bossi.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Io sto male? Non mi sembra che il tuo commento sia molto sobrio. I “terroni” di arabo/saraceno/semitico hanno poco o nulla e gli Spagnoli erano anche a Milano, se per questo. I Meridionali sono più neolitici e meno indoeuropei/continentali di noi, ma non hanno alcunché di sensibilmente extra-europeo. Quel che sembra arabo o africano agli occhi dei leghisti da bar non è che mediterraneo, levantino arcaico, che affonda le proprie radici nell’epoca preindoeuropea e puramente mediterranea. Sono isolati e distinti da noi, mentre noi abbiamo diverse cose in comune col Centro Italia (soprattutto toscano). Il Meridione poi è schermato dai mari tutt’intorno che sono una barriera ben più solida delle Alpi. La verità è che le differenze in Italia non sono solo Nord-Sud, ma anche Ovest-Est e nel solo Nord si possono trovare diverse suddivisioni etno-culturali che difficilmente portano a pensare ad una nazione padana o cisalpina. L’ideale per il nostro Paese è il federalismo (etnico, e non fiscale/solidale alla legaiola), anche solo per il fatto che assecondando gli indipendentismi si avrebbe una situazione demenziale che porterebbe alla rivendicazione di nazioni piemontesi, liguri, insubriche, venete, friulane, toscane, sarde, neapolitane, siciliane. Con gran giovamento di quelli che in epoca preunitaria han sempre messo il becco nei nostri affari (preti, Spagnoli, Francesi, Austriaci, Svizzeri, Arabi) ma che oggi sono comunque ampiamente sostituiti dagli Americani.

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      • Massimiliano Goi ha detto:

        Ti sei forse dimenticato il periodo storico di dominazione del meridione da parte degli Arabi?… E degli Spagnoli?… Suvvia, si vede lontano un chilometro dalla conformazione fisica dei meridionali che si sono perlomeno incrociati (statura bassa, tarchiati, naso spesso aquilino, specialmente nella regione partenopea). Il mare gli faceva un baffo a quei conquistatori. Tu parli di federalismo, io parlo di Italia del Nord e italia del sud. Tra non molto entreremo in guerra con gli… “italiani di seconda generazione”, e sara’ da ridere… Noi due siamo abbastanza giovani da vedere questi fatti accadere, sempre che morte non ci colga prima… Salüt.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Gli Arabi sono stati solo in Sicilia e han lasciato pochissimo, soprattutto in termini etnici/genetici. Se mi vuoi tirare fuori i Saraceni quelli sono arrivati pure in Piemonte sbucando addirittura in Val d’Aosta. Spagnoli: e dagli, sono stati pure nel Ducato di Milano, gli Spagnoli. I Meridionali non sono incrociati con alcunché, semplicemente più neolitici (mediterranei, levantini arcaici) di noi, pertanto saranno più scuri, bassi e gracili o dolicocefali. Gli obesi appartengono alla tipologia beride, e sono concentrati soprattutto nell’area napoletana; naso aquilino c’è anche nel Nordest, la culla dei Dinaridi italiani.
        Parlo di federalismo per quanto riguarda la politica, per quanto concerne la realtà etno-antropologica sono il primo a dire che non siamo un unico popolo, ma diversi popoli che costituiscono l’Italia storica.
        Riguardo le guerre coi finti Italiani, beh, se vogliamo viaggiare di fantasia per qualcuno entro il 2020 ci sarà un collasso economico spaventoso, quindi non ci sarebbe nemmeno tempo per guerreggiare con chicchessia. In casi simili, nel post, sarebbe un tutti contro tutti. Ma come dicevo mi sembra una tesi esageratamente ucronica.

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    • Mirko ha detto:

      Paolo, coloro che inneggiano al ritorno del regno Lombardo-Veneto, sono evidentemente ad un livello d’istruzione storico da scuola media.

      Il governo Asburgico in Italia era ipertassazione e favoritismo verso le industria d’oltre Alpe. Tutt’altro che progressista. Per di più, i militari asburgici si comportano in Italia per ciò che erano: membri di un esercito d’occupazione in una colonia; erano frequentissime le loro violenze sulla popolazione italiana, che spaziavano dall’omicidio allo stupro, sino a giungere a meschinità come il rifiuto di pagare le consumazioni e gli acquisti. Il Veneto fu proprio massacrato ed impoverito al massimo dalla tragica esperienza del colonialismo austriaco ed asburgico. Nel 1866 era la regione più povera di tutta l’Italia del nord, con un abitante su cinque disoccupato, percentuali altissime di pellagrosi (sottoalimentati) ed analfabeti.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Credo che al di là dell’istruzione fare gli austriacanti sia penoso perché alimenta lo stereotipo dell’Italiano “Francia o Spagna…” che delega ad altri il governo di casa propria. Il complesso del cameriere, del lustrascarpe, della crocerossina che segue gli Usa e va ad incerottare i popoli martoriati dal suo padrone atlantico, poiché nella Nato. Certo che erano occupanti gli Austriaci, e certo che non trattavano i Lombardi e i Veneti coi guanti bianchi, ma come sottoposti; per di più capeggiavano un impero multietnico e multiculturale che non aveva ragion d’essere e non era nemmeno degno prosieguo del SRI. A Milano e Brescia non si sollevarono così per sport. Le cose positive del Lombardo-Veneto furono l’introduzione del catasto (1760), alcuni ammodernamenti, l’introduzione dell’istruzione elementare obbligatoria (1818), e poi chiaramente una situazione sociale ed economica certo migliore di quella delle Due Sicilie o dello Stato Pontificio, ma questo in virtù dello spirito imprenditoriale lombardo più che per virtù austriaca.

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  11. Silver ha detto:

    “Gli obesi appartengono alla tipologia beride, e sono concentrati soprattutto nell’area napoletana;”

    Non diciamo bagianate per piacere. Qui o quotate una fonte certa o lasciate perdere.

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  12. Luciano ha detto:

    Ciao Paolo. Vorrei farti una domanda personale. Cosa ne pensi del movimento identiario pagano e auotonomista Domà Nunch?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Beh DN è da diverso tempo presente in Insubria ed è abbastanza noto negli ambienti identitari locali. So che si candidano anche politicamente e quindi vogliono svolgere attivamente un ruolo sul territorio. Hanno anche fatto una svolta analoga alla mia in senso italianista, quindi contestualizzando il locale nel nazionale ponendo fine alle confusioni principiate dal leghismo. Loro investono molto sul discorso religioso, io decisamente meno, però la volontà di sostituire l’occupante cristiano con qualcosa di parimenti militante e in più genuino è lodevole, per quanto io sia del tutto razionale e laico, in questo senso. Ben venga tutto ciò che definisce al meglio la nostra Identità, anche in termini religiosi (un campo che fa comunque parte della nostra vita spirituale).

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  13. Max ha detto:

    Paolo, non puoi affermare che in alcune zone non ci sia un influsso arabo-semitico.. ma per piacere! Io ho conosciuto molti italiani( di tutte e venti le regioni) e sono certissimo che i più esotici vivono in Campania , Calabria e Puglia. E l’influsso semitico si vede, molto chiaramente. Le cose non stanno come dici tu… strano che di araboidi ne abbia visto più in queste regioni che in Spagna, la quale ha avuto il lungo periodo musulmano. Gli obesi campani per me non c’entrano coi Berid, ma richiamano l’area Caucaso-Turchia. I Berid sono arcaici e virili, l’obesità è tratto neotenico-femmineo.
    Poi non capisco perché , in molti articoli, sei contrario all’immigrazione meridionale al Nord.
    Se l’Italia per te è “unica” e omogenea( per me non lo è), dovresti essere felice di accogliere gente che appartiene al tuo stesso popolo.
    Perdonami, qua ci vedo un’incoerenza.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Un messaggio da incorniciare per via della sua idiozia tendenziosa: tu, ragazzo mio, non hai la più pallida idea di quel che stai dicendo, usi termini che non conosci a casaccio, buttandoli lì per dimostrare cosa lo sai solo tu. “Influsso arabo-semitico” che vorrebbe dire? Stai parlando di cultura? Perché sarebbe l’unica cosa in cui può avere un senso, e ovviamente è riferibile alla sola Sicilia, dove c’è stata una dominazione araba. Le scorribande saracene sono state ovunque in Italia, sino in Liguria e Piemonte, ma come si capisce han lasciato pochissimo o nulla, non possono certo essere prese in considerazione tracciando un quadro riassuntivo della situazione italiana.
      La tua percezione francamente non mi interessa e credo non interessi a nessuno: quelli che per te sono “araboidi” in realtà saranno Litoridi che con gli Arabi e i Semiti nulla c’entrano.
      I Beridi sono i fenotipi paleo-sardi o simili presenti in tutto il Meridione italiano, e non sono i Coarse Med o i Paleo-Atlantidi cui stai alludendo. “Richiamano l’area Caucaso-Turchia”; ma certo, pieno così a Napoli e dintorni di gente che può essere presa per armena o turca. Consiglio un bel paio di occhiali a tutti quelli che amano dipingere i Meridionali come turchi.
      Io sono contrario all’immigrazione di massa: meridionale, veneta, albanese, marocchina, africana, siriana, turca, sudamericana ecc. Foss’anche svedese, non cambierebbe nulla.
      La Pianura Padana è densamente abitata e sovrappopolata anche senza allogeni, figuriamoci con. Qui la compatibilità etnica ha ben poco a che vedere, spiacente per la tua faziosità. Mai detto che l’Italia è unica e omogenea, comunque, sei fuori come un balcone.

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      • Mirko ha detto:

        Quanto differiscono i litoridi dagli armenoidi?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Il Litoride è un miscuglio di elementi (atlanto)mediterranidi e tauridi, solitamente più sull’armenoide. Deriva dalla commistione tra elementi neolitici o più recenti ed elementi nativi d’Europa megalitici. “Armenoide” è la categoria tauride non dinaride che comprende Armenidi veri e propri, Anatolidi, Assiridi e Mtebidi. In Italia, soprattutto nel Meridione più estremo, si possono trovare dei Tauridi più sull’armenoide che sul dinaride, nessuno lo nega, anche perché qualche faccia strana salta fuori anche lungo le coste venete e adriatiche.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non riapriamo la parentesi, signori. Chiunque sia quel Max non sta troppo bene, e umanamente mi dispiace.

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    • Mirko ha detto:

      Non è il solo.
      Inutile prendersela con gli iberici quando si fa pure peggio.

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  14. Paolo Sizzi ha detto:

    Qui c’è gente che vuole continuare a farsi la guerra sotto i miei articoli: avete sbagliato posto. Ho rimosso tutti i commenti che riguardavano le solite menate tra Meridionali e Sardi “virtuali” e che tiravano in ballo veri o presunti forumisti, perciò basta recriminazioni. Non pubblico commenti se esulano dall’argomento trattato nell’articolo. Fine della farsa.

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    • Mirko ha detto:

      Direi che il sia caso, prima che ti vengano lanciate accuse di “patteggiare” o favorire una delle due “”fazioni””.
      Questi leoni trolleggianti hanno diversi altri forum su cui sfogare i loro complessi.
      Gli italiani accettino con serenità le loro origini mediterranee, invece di infamare altre regioni o nazioni.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        E chi dovrei favorire? Non sono il megafono di nessuno, io. Ho sempre condannato gli eccessi di ambedue le parti perché sono del tutto inutili e controproducenti. Meglio sarebbe impiegare le proprie conoscenze per difendere le proprie terre dai pregiudizi, invece di guerreggiare su Internet mentre i parassiti se la ridono.

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      • Mirko ha detto:

        I troll complessati fanno così. Se vengono blocca per le eccessive fesserie, pensano subito che chi li blocca sia schierato.

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