Sizzi a “Le invasioni barbariche”

L'Orobico

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E veniamo alla famosa intervista rilasciata a “Le invasioni barbariche” di Daria Bignardi, andata in onda il 13 aprile 2012, e che potete trovare su YouTube digitando il mio nome.

Reperirete anche le immancabili parodie seguite alla pubblicazione di alcuni miei video un po’ pittoreschi diciamo, quelli in camicia plumbea per capirsi, ma non mi crucciano: fanno parte del gioco, e state tranquilli che non ho fregole liberticide, a differenza della Repubblica Italiana (che fa rima con colonia americana).

Venni intervistato da una troupe del programma il 23 dicembre 2011; lo scenario fu attorno a casa mia e al vecchio cascinale paterno che si trovano nel medesimo fondo denominato Gér (ossia “luogo ghiaioso”, perché un tempo qui ci arrivava il Brembo), nel comune di Brembate di Sopra, tra campi, boschi, vigneti, orti, pollai.

L’intervista durò tre ore buone con un fuori programma finale proprio in riva al fiume suddetto, sulla cui destra orografica sorge il mio paese. Siamo nel nord-est dell’Isola Bergamasca, cosiddetta perché incuneata tra i fiumi Adda e Brembo appunto.

Anche in questo caso, come nell’intervista de “il Post”, dissi cose contenute in questo blog, anche se in chiave indipendentista, e quindi è inutile ripeterle: si parlò di me, della mia storia, della mia famiglia, della mia formazione, delle mie idee, dell’allora Movimento Nazionalista Lombardo.

Sarei dovuto andare in onda il 20 gennaio 2012, durante la prima puntata delle “Invasioni”, su La7, ma per tutta una serie di problematiche logistiche slittai all’ultima puntata, quella del 13 aprile, che tra le altre cose si occupava dei famigerati scandali leghisti legati a Belsito, Trota Bossi, Rosy Mauro che portarono alle dimissioni di Bossi padre e alla smania di repulisti incarnata da Maroni, il segretario della Lecca Nodde subentrato al genio di Cassano Magnago. Successivamente Maroni divenne governatore della Lombardia e al suo posto venne eletto nostro signore delle felpe Matteo Salvini.

Piccolo inciso: ma mentre la Lega andava a “signorine” Maroni e Salvini dov’erano? Veramente non sapevano nulla?

La puntata si concentrò anche sugli umori della base padana e sulla voglia di “identità” dei militonti leghisti traditi dai loro ausonici dirigenti/digerenti, al che si inserì la mia intervista.

In studio con la Bignardi, tale Michele Serra Errante (un nome un programma), giornalista meridionale (ovviamente) di “Repubblica” che ama farsi gli affari nostri, nostri di noi Lombardi, pontificando sull’italianità di cartapesta e il padanismo con un sarcasmo piuttosto untuoso e patetico.

Tre ore di riprese condensate in pochi minuti, in cui il filmato originale si alternava con stralci del video di presentazione del vecchio canale YouTube dei Lombardisti.

Il filmato finale risultò così essere una “demonizzazione” del sottoscritto, con tanto di musichetta lugubre e di Hitler sbraitante in sottofondo.

C’è da stupirsi che la La7 di De Benedetti abbia deciso di presentarmi così? Assolutamente no, era prevedibile e difatti decisi di affrontare il rischio conscio comunque dell’esposizione mediatica e della pubblicità gratuita, per me e pel movimento.

Se non osiamo signori miei possiamo anche lasciar perdere di fare metapolitica.

Le comiche iniziarono quando, al termine del filmato, la radical-chic Bignardi chiese al buon compagno Serra sue impressioni circa il sottoscritto.

L’enotrico sapientone, con un’espressione tra il sorpreso e l’imbarazzato stampata in viso, si produsse allora in considerazioni banali, scontate, infantili, che qualunque attivista da cesso sociale poteva rilasciare.

Approfittando della mancanza di contraddittorio si permise pure di fare il fenomeno, blandito dalla claque del programma, insultando e usando turpiloquio nei miei riguardi, come se fosse un comunistello terruncello qualunque e non un giornalista di professione. Che poi, per carità, non pretendo troppo da chi scrive su testate come “La Repubblica”.

Il tizio si lasciò andare alle seguenti esternazioni: “bisogna essere drastici con uno come questo (istighi?); uno può inventarsi le identità che vuole (ha parlato il trombone itaglione difensore dell’italianità farlocca e dell’anti-Identità mondialista); ogni identità su base etnica è razzista (il solito benpensante ignorante che confonde la razza con l’etnia e che reputa l’Identità null’altro che un documento rilasciato dallo stato senza Nazione); bisogna che qualcuno gli vada a dire, affettuosamente ma fermamente, che dice puttanate (paternalismo da suprematismo sinistrato con tanto di trivialità ben poco “signorile”?); il razzismo non è un gioco (non sono razzista e chi gioca, surriscaldato dalla claque e dalla compiacente Bignardi, sei tu caro mio); Sangue e Suolo producono morte, paranoia, follia (a parte il fatto che nel video mandato in onda non parlai di Sangue e Suolo, vogliamo trattare di tutto il criminale degrado prodotto da 70 anni di repubblica partigiana, atlantista, e democristiana? Tutto produce morte, paranoia e follia comunque, se interpretato da menti malate, ma non devo certo farmi carico io dell’assistenza socio-sanitaria nazionale); ha la camicia bruna, poverino anche lui (ma poverino tu, la camicia era grigio piombo, mettiti gli occhiali); il simbolo (la Croce Lombardista) ricorda pateticamente il nazismo (a parte che confondi una ruota solare, volgarmente detta “celtica”, con uno swastika, vogliamo dire quanta morte e distruzione produssero Rivoluzione Francese e tuoi amati “liberatori” americani, assieme agli zelanti partigiani di ogni colore o a quelli della Brigata Ebraica, che poi finirono nelle fila degli aguzzini israeliani?); costui è una persona abbandonata perché non si è stati severi (ringrazio mio padre per averle prese, nel giusto, da piccolo e per essere cresciuto tradizionalista, identitario, rustico, immune dai veleni modernisti, altrimenti oggi sarei universalista, auto-genocida, liberale o progressista, e utile idiota al servizio del $istema); qualche adulto gli dovrebbe dire che sta dicendo cose imbecilli e pericolose, inaccettabili (ed ecco ancora la paternale “democratica” di chi non ha alcun titolo per farla, come se per forza di cose il bamboccio fossi io e non piuttosto i giovani reggicoda del regime pseudo-democratico fossilizzato nei liberticidi reati d’opinione e di vilipendio. Cosa c’è di più infantile del seguire il sentiero battuto, itaglione, acriticamente, magari poi indicando come soluzione l’emigrazione di massa verso il “paradiso” americano?).

Serra terminò sparando a zero sulla Lega, dicendo che essa ha fallito il suo obiettivo che era quello di fare la Padania e i Padani mentre il padanismo non è che identità di pochi imposta a molti.

In realtà, pur avendo io mutato indirizzo per quanto concerne la concezione statuale italiana, lasciando perdere il poco pratico indipendentismo, questa sua ultima affermazione mi fa ancora sorridere: la Padania certamente non esiste, ma la Lombardia sì, e si intenda qui la Lombardia etno-storica; non c’è bisogno di inventarsi proprio nulla in questo caso perché i Lombardi e la Lombardia esistono a prescindere da ogni propaganda e da ogni forzatura politica. Bisogna solo prenderne atto senza farsi venire la schiuma alla bocca, pensando alla eterogeneità italiana.

Chi poi ha imposto qualcosa ad altri comunque sono lorsignori di Roma, quindi davvero, non fatemi ridere. Non lo dico certamente per difendere i legaioli, sia chiaro, dato che si sono spensieratamente adattati alla temperie della capitale.

Capisco che il Serra, da buon “democratico”, concepisca l’Italia come un mero stato senza Sangue e senza Suolo, aperto a cani e porci e in vendita al miglior offerente mondialista, ma la realtà è che l’Italia, quella vera e naturale, non è la creazione ottocentesca che tra alti e bassi abbiamo ancora tra i piedi. L’Italia è una plurimillenaria realtà etnica, geografica, culturale, sacrale, indoeuropea e romana, diversificata al suo interno, e solo facendosene una ragione si può finalmente aprire la strada al doveroso etno-federalismo che serve ad una Nazione complessa come la nostra.

O forse va bene parlare di Identità solo quando si tratta di popoli del terzo mondo da strumentalizzare abilmente per scopi immigrazionisti e globalisti, per fare un favore agli idoli dei piddini, ossia gli Obama?

Caro Serra, avete uno stato ma non avete una Nazione, non avete unità, non avete fraterna solidarietà perché questo stato è sbagliato e fa solo il gioco del Nemico. Urge un sacrale patto italico etnico tra i vari Popoli della Penisola, senza più indigesta retorica napolitanesca pseudo-patriottica. Io mi riconosco nell’Italia etnica e storica, non nell’attuale stato italiano. Pur avendo lasciato perdere la soluzione separatista rimango fermo (e non solo per le grane giudiziarie) nel mio giudizio negativo circa l’attuale stato italiano, che di identitario non ha praticamente nulla (nemmeno la lingua italiana, che usano TUTTI, indipendentisti inclusi, ma non è riconosciuta come lingua ufficiale dalla “sacra” Costituzione).

I veri antidemocratici sono quelli che vogliono annientare le radici delle genti bruciandole con l’infernale fuoco statolatrico e multirazzialista, che alimenta l’odio globalista delle moderne dittature plutocratiche basate sul pensiero unico nichilista.

Costoro non difendono il Popolo, non difendono la gente, non difendono il Sangue (perché l’Identità è Sangue, altrimenti è ius soli o ius sanguinis da strapazzo stile RI), difendono solo le istituzioni e uno stato-apparato che non ha una ossatura identitaria, davvero rappresentante gli Italiani.

Prima di essere italiano sono bergamasco e lombardo, ma mi dico tranquillamente italico/italiano perché storicamente, culturalmente, geograficamente, linguisticamente, romanamente lo sono, e non è mica un’onta, anzi. L’onta è solo il concetto artificiale di italianità, che prevede una massa amorfa di cittadini “italiani” solo su di un pezzo di carta burocratico, o quando si tratta di pagare le tasse e strisciare.

L’italianità è un concetto vivo e guizzante, e per essere positivo deve rispettare le ovvie differenziazioni etniche regionali, che dopotutto sono essenzialmente sei: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Estremo Sud, Sardegna. Altrimenti diventa il moloc che ancora oggi ci fa litigare senza alcun vantaggio per nessuno, ed anzi, per i nostri nemici.

Io non mi invento proprio nulla quando parlo di Lombardi etnici, perché esistono a differenza degli Italiani concepiti come tifosi degli Azzurri, mangia-spaghetti, mammoni, servi cattolici, mandolinari o cibo per altri stereotipi americani, e perché io non difendo il mondialismo e la statolatria ma la Natura, la Libertà, la Verità.

Tutte cose che fanno un male cane a quelli come Serra e colleghi che difendono stati e non Nazioni, e che gli fanno letteralmente perdere le staffe al punto di insultare, banalizzare e volgarizzare con termini da bar sport le sacrosante ragioni identitarie dei Lombardi e di ogni vero Popolo della grande madre Europa, inclusa la famiglia italica che si riconosce in valori di Sangue, Suolo, Spirito mediante patto federale, e non di spazzatura da itaglione medio.

Saluu Lombardia!Ave Italia!

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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5 risposte a Sizzi a “Le invasioni barbariche”

  1. Anonimo ha detto:

    Quando sarai in camicia verde (divisa del futuro movimento nazionalista italico che riprende il colore delle camicie dei soldati dell’allora ducato di Milano) a Serra le verrà da piangere.
    Ave Italia!

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il verde è un bel colore: ghibellino, visconteo, italico e indoeuropeo sì, intriso di nobili rimandi alla nostra Cultura medievale e rinascimentale. Chissà se l’avranno saputo mai quelli che volevano pulirsi l’ano col Tricolore. Ricordo una vecchia bega tra i primi leghisti lombardi in cui volevano bruciare il Tricolore perché il verde secondo loro sarebbe stato “massonico”. Mah. Poi però l’hanno adottato per le loro camicie e bandiere scimmiottando gli Irlandesi. Che cinema. A furia di vedere massoni, giacobini ed Ebrei ovunque si diventa scemi.

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  2. Dario ha detto:

    Premetto che non sono qui a difendere Serra e non voglio sollevare sterili polemiche; voglio semplicemente fare una considerazione su di un passo del tuo articolo. <> In questo passo tu affermi che ogni ideologia se interpretata da persone folli produce morte e distruzione. Quindi si può dire che il liberismo economico, il multiculturalismo, etc. non siano sbagliati in se, ma sbagliati perché interpretati ed applicati nel modo sbagliato?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      No, nel mio passo parlavo di “morte e distruzione”, non di giusto o sbagliato dal mio punto di vista. Le mentalità liberale, progressista, relativista possono essere democraticissime e rispettose di tutti, portate avanti da persone raffinate e squisite, ma dal mio punto di vista identitario risulteranno sempre sbagliate e immorali.

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  3. Pugile 78 ha detto:

    Anche io sono anti americano, mi sono rotto i coglioni di essere schiavo di quegli USA che dopo la guerra con la scusa di averci liberato (dicono loro) hanno piazzato le loro basi qui e per paura che ci massacrino facciamo tutto quello che vogliono loro

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