Onomastica lombarda

San Giorgio

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Un ulteriore tracciante etno-culturale per definire l’origine dei Lombardi è indubbiamente il cognome (a patto che sia ereditato per via biologica, si capisce).

Come nel caso dei toponimi e del lessico anche l’onomastica lombarda, e dunque i cognomi, rispondono a criteri di fedeltà al substrato celtico, gallico, e al superstrato germanico, gotico e longobardo (e anche francone); parlando però di cognomistica a farla da padrone (al di là del romanzo) è proprio l’onomastica germanica.

Questo perché a differenza di gran parte del lessico (di origine prelatina e latina) e dei toponimi, i cognomi affondano le proprie radici in epoca medievale, quando a dominare la società lombarda del tempo c’era la classe dirigente germanica, specialmente longobarda naturalmente, che ci ha ereditato i propri nomi, i propri nomignoli, i propri appellativi, i propri mestieri ed usi e costumi e via dicendo, eternati nel cognome.

Ci sono anche parecchi cognomi di origine celtica ovviamente, dove per “origine celtica” si intende l’etimologia, soprattutto riferiti a toponimi o ad antroponimi tramandatisi nei secoli e giunti sino al Medioevo.

Il gruppo più cospicuo comunque è rappresentato dai cognomi romanzi, latini, più o meno volgarizzati, e spesso dialettali, derivanti da nomi di persona (come i patronimici), nomi propri di scienze (come gli etnici o i toponomastici), soprannomi (fisici o antropici, sociali), nomi comuni (come i nomi di animali, gli zoonimi).

Per quanto riguarda invece i classici suffissi dei cognomi lombardi, abbiamo: -ago/-aghi (celtici, da toponimo), -aschi, -oschi, –uschi (liguri, da toponimo), -eschi (germanici), -ati (celtico, da toponimo), -enghi-oldi (germanici), ma anche -asio/-isio (celtici), e i generici -ali-alli, -elli, -oli, -olli-eni, -ini, -oni-atti, -etti, -otti-occhi, -oli, e nel Bergamasco una certa incidenza della desinenza latina -is.

Ora, non è che tutti coloro che possiedono un cognome di etimo germanico discendano per forza di cose da Germani; per stabilire questo ci vorrebbero test genetici oppure un albero genealogico accertato.

Assai probabile è che nel tempo il cognome di origine germanica, che fu di nobili e notabili, sia passato alla gente comune semplicemente perché i propri antenati lavoravano per la classe dirigente o avevano a che fare con essa; e non si può nemmeno escludere che qualche antenata vivace, coniugata con un uomo dal cognome germanico, abbia calato la sottana di fronte ad elementi esterni al nucleo famigliare, tradendo il marito ma ereditando al figlio il suo cognome. Questi però sono accidenti che vanno messi in conto e che possono essere chiariti solo con test genetici o con riscontri precisi a livello genealogico, il che, il più delle volte, è assai arduo da verificare.

Si tenga anche presente che il cognome nasce da un nome imposto dalla moda del tempo, e quindi, parlando di Età di Mezzo, giocoforza si avrà a che fare con cognomi di origine germanica. Fermo restando che le linee paterne, genetiche, di origine germanica in Lombardia ammontino più o meno al 10, massimo 15%.

Ad ogni modo la cognomistica lombarda parla leponzio, gallico, latino, longobardo, bergamasco, e spiace che nei secoli la versione originale del cognome, oltre che ad essere latinizzata, sia stata toscanizzata inquinandone l’etimo. Quando un nome viene snaturato se ne perde l’origine, ed è un gran peccato.

Come la toponomastica, l’onomastica, la linguistica, lo studio dei cognomi rivela la nostra eredità etno-culturale, che è squisitamente indoeuropea, e non è il caso di perdersi in cavilli.

Il cognome è un ottimo tracciante etnico, nella maggior parte dei casi; è vero soprattutto nel caso in cui serva per definire chi sia lombardo e chi no, piuttosto che definire chi abbia origini puramente germaniche e chi no. Difficilmente, a Milano, chi avrà 4 nonni cognominati alla lombarda (esclusi gli adottati, ovvio) sarà oriundo meridionale o altro.

Ormai infatti, in talune zone di Lombardia, trovare gente che risponda a tali requisiti è un miracolo. Sia chiaro: ho cambiato idea sull’Italia ma non sulla necessità di preservare l’eredità lombarda in Lombardia. Per questo rimango dell’opinione che almeno una parte di immigrati meridionali dovrebbe tornare al Sud, per ripopolarlo e industrializzarlo, colmando l’eterno divario che affligge la Nazione.

Il sottoscritto, ad esempio, porta un cognome di presunta origine fiorentina ma radicato nel Bergamasco dalla seconda metà del ‘200 (stando alle vicende storiche che ho ricostruito), per di più di papabile origine germanica (ipocoristico di un nome in sig-, “vittoria”), e che come altri cognomi tipicamente settentrionali presenta la forma ipocoristica germanica in -zz- (Arizzi, FrizziObizziOpizzi, Pizzi, Rizzi o anche Seghezzi, Azzi, PozziGuzzi). Sempre che ovviamente discenda direttamente da questo ramo, si capisce, e non piuttosto da valligiani seriani alle dipendenze dei guelfi fiorentini fuorusciti a Gandino.

Inoltre in territorio lombardo troviamo tre toponimi particolari: Sizzano e Sizzone, in provincia di Novara, e Siziano, in provincia di Pavia. In questo caso il toponimo potrebbe anche derivare da un nome latino Sittius (ma non escludo che anche Sizzi possa derivare da un nome latino, ovviamente).

Sicuramente, comunque, il mio capostipite era di origine celtica o italica, avendo il tipico aplogruppo indoeuropeo d’Italia R1b-U152, fortemente radicato al Nord.

Chi dunque presenta un caso come il mio non può che essere tranquillamente considerabile lombardo. Senza dimenticare che la colonizzazione longobarda nell’antica Tuscia ha ulteriormente avvicinato la Toscana alla Lombardia attuale.

I nostri cognomi ci parlano di questo retaggio e ci invitano a preservarlo, conservarlo nei secoli, tramandando geni, lingua, usi e costumi e ovviamente, visione del mondo genuinamente identitaria ed etno-nazionalista. Naturalmente contestualizzandolo nella Nazione italiana.

Anche grazie all’onomastica lombarda la nostra etno-regione ci testimonia la sua più intima natura e ci invita ad esserne orgogliosi, a non rinnegarla con il relativismo universalista anti-lombardo ed anti-italiano.

Nei prossimi due articoli presenterò una lista di cognomi di etimo celtico e germanico di Bergamo e del Bergamasco, cognomi noti e meno noti, emblematici da un punto di vista etno-culturale.

E successivamente presenterò una lista delle famiglie nobili di Bergamo e della Lombardia, il cui cognome è più di altri garanzia, se trasmesso direttamente, di lignaggio germanico e nordico.

Soprattutto dal ceto nobiliare, come è ovvio che sia, proviene l’eredità gotica, longobarda, franca o teutonica, essendo discendenti di coloro che nel Medioevo conquistarono la Pianura Padana e il resto d’Italia, rinsanguando in particolar modo il nerbo aristocratico italiano.

La nobiltà germanica si fondava sul valore guerriero, di sangue e di possedimenti terrieri, a differenza della nobiltà italiana sorta in epoca comunale che spesso nasceva da mercanti o artigiani arricchiti (come i Medici, ad esempio).

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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