L’odio tra Italiani è un regalo al Nemico

Qualche settimana fa, la pagina Facebook “Briganti”, una pagina di meridionalisti arrabbiati anti-settentrionali nostalgici dei Borbone (come si potrà essere nostalgici di un’epoca mai vissuta, tra l’altro?), mi prese di mira per alcune vecchie frasi sui meridionali, riguardanti l’esodo postbellico e la diffusione delle mafie; in quelle, aggiunsi anche una brevissima disamina razziale, assai sbrigativa ed estremizzata, del Sud, per rimarcarne la diversità nei confronti del Nord.

I furbi gestori della pagina, hanno in realtà ripreso uno scritto antifa di un blog contro il sottoscritto risalente a più di due anni fa, quando ancora predicavo il lombardismo radicale contro l’Italia e il meridione, contestualizzandolo nell’oggi tramite interpolazione con notizie d’attualità. Una pratica molto onesta devo dire, che ha portato a centinaia di commenti grondanti insulti, minacce, calunnie, sintomo di un fondo rancore che usa me come scusa per dare di bile contro la Lombardia. Poi logicamente il social di Zuckerberg mica sanziona loro, disabilita il mio di profilo, grazie ai segnalatori ideologici professionisti che appestano la Rete.

La cosa non mi ha stupito più di tanto comunque, perché “Briganti” è una pagina che fa del meridionalismo piagnone spicciolo mescolandolo con un pacchiano antirazzismo progressista, che alla fin fine diventa anti-italianismo e anti-identitarismo. Ma quelli, sono affari loro. Certo, pensare di difendere il Sud con un nome che evochi brigantaggio e criminalità è tutto dire.

Qui voglio scrivere, partendo dalla loro esecrabile iniziativa di stigmatizzare cose di anni fa fuori contesto, di questa sterile pratica di seminare zizzania tra Italiani al solo scopo di dividerli, e dunque di fare gli interessi dei nemici della Nazione italiana (tra cui preti, rossi e liberali servi degli USA e industriali senza scrupoli, gli stessi che hanno attirato al Nord milioni di meridionali da sfruttare, scatenando poi guerre tra poveri con gli indigeni; lo stesso che oggi accade con gli allogeni).

Appare chiaro come i “Briganti” vogliano gettare in pasto ai loro seguaci un qualsivoglia pretesto da strumentalizzare per poter dare modo di sfogare la frustrazione e il rancore contro il Nord, perché tanto tutto fa brodo nel loro paranoico disegno in cui la “terza potenza mondiale” duosiciliana venne spazzata via dai nazisti, razzisti, suprematisti lombrosiani del Piemonte.

Non per addentrarmi troppo nella spinosa questione circa Risorgimento e questione meridionale, ma signori, crediamo davvero che il popolo del Mezzogiorno sotto regnanti stranieri fosse davvero così ricco, prospero, evoluto, alfabetizzato e gaudente? O che davvero il Nord Italia sia diventato di colpo ricco per via della “conquista” del Sud? Andiamo, sono favolette queste. La verità è che il Sud si è inceppato con la decapitazione del povero Corradino.

La cosa squallida sta nel fatto che queste faccende debbano ancor oggi dividere il Settentrione e il Meridione, essere usate per scaricare le responsabilità di quest’ultimo, e continuare a demonizzare il primo come se fosse la cagione di ogni male del Sud. Credete si vada molto lontani, così facendo? Ma il discorso vale anche per la “Padania”: vedere in Roma e nel Mezzogiorno la sua rovina è da semplificazione demenziale, e un processo parimenti ridicolo di vittimismo.

Credete davvero sia costruttivo gettare in pasto alla frustrazione che corre sul web mie vecchie posizioni (forse perché oggi italianista? Mi hanno preso per Salvini, uno del sistema che comunque ci mangia, in tutti i sensi, grazie alla politica, a differenza mia?), per alimentare la teoria del complotto anti-meridionale intessuto dal cattivissimo Nord nazzzista?

Gli Italiani sono italiani dalla notte dei tempi; solo che non sanno di esserlo, o fingono di non saperlo, perché 1.500 anni di separazione e frammentazione geografica hanno sicuramente pesato sulla nostra coscienza nazionale.

Eppure anche gli osannati Tedeschi sono stati divisi per secoli, e arroccati in una miriade di staterelli ognuno per conto proprio, ma questo non inficia il loro statuto di membri della medesima nazione e della medesima famiglia etnica.

Io ho cambiato posizione anche per cercare di promuovere un minimo di responsabilizzazione tra chi si occupa di identitarismo, al fine di sollecitare atteggiamenti positivi, costruttivi, federalisti, invece del muro contro muro che continua a raffigurare il Sud come una sorta di periferia araba e nordafricana, cristiana, e un Nord solo celto-germanico e “terrone” di Francesi e Tedeschi. E un Centro romano pappone, ladrone e corrotto fino al midollo.

Io credo che le cose possano davvero cambiare con l’impegno di tutti, in direzione patriottica ma ovviamente, per motivi storici, applicandovi un filtro etno-federale; l’Italia non è un monolite, lo sappiamo bene tutti, e presenta soprattutto un certo stacco tra Nord e Sud. Questo implica una coesione mediante regionalismo razionale, e non avventure secessioniste che non portano a nulla e che si rivelano anti-storiche, perché inevitabilmente portano alla creazione di miti e leggende anti-italiani, continuando a soffiare sul fuoco del disfattismo anti-nazionale.

Per le mie vecchie, estremistiche, posizioni mi sono scusato in diverse occasioni e sto anche pagando pesantemente (in termini giudiziari, vedi Mancino), ma chiederei a chi, seriamente e onestamente, si occupa di identitarismo, di andare oltre. Io peraltro non sono certo accostabile ad un Salvini o ad un Borghezio, gente che mangia sulle spalle di tutti gli Italiani (Nord incluso) da anni e che cambia idea per mera convenienza pecuniaria ed elettorale.

Ho comunque esposto il mio caso, per invitare gli identitari italiani a smetterla di farsi la guerra regionale, una guerra che non conduce a nulla se non alle grasse risate dei forestieri, che da secoli ci invadono e tartassano grazie alla connivenza vaticana, di quel corpo estraneo incistatosi nel cuore della romanità e che tanto l’ha pervertita a suo uso e consumo.

All’Italia manca un’ossatura nazionale e federale, che se da una parte la renderebbe indipendente da ogni potentato straniero sovranazionale, dall’altra le garantirebbe anche quell’armonizzazione che deriva dal rispetto di tutte le piccole patrie inserite nel contesto nazionale, un contesto non creato da Mazzini, Garibaldi e Cavour, ma dalla millenaria storia etnica di questo Paese, e dalle aquile romane che hanno gettato le basi di una moderna idea statuale comprendente il naturale spazio geografico italiano, dalle Alpi a Malta, e dal Varo al Monte Nevoso.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2014/12/lodio-tra-italiani-e-un-regalo-al-nemico.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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