L’unico Natale è quello solare

Sotto le feste natalizie, ogni anno, si ripropone la storia di chi vuole mettere il presepe nelle scuole o in altri luoghi pubblici, e chi invece, non solo non lo vuole, ma fa polemica per poterlo rimuovere, qualora qualcuno lo abbia approntato.

La cosa emblematica è che queste polemiche non vengono mai avviate da allogeni, che potrebbero urtarsi (pur essendo ospiti) per una manifestazione tradizionale del Paese ospitante, ma da autoctoni (più o meno) progressisti in cerca di notorietà.

Fermo restando che chi è ospite in casa d’altri o accetta le regole dell’ospitante o se ne può tranquillamente tornare da dove è venuto, questa è una delle tante diatribe di cartapesta tra chi difende una tradizione già di per sé parzialmente estranea (perché il presepe ripropone esotici scenari mediorientali relativi alla fiabesca vita del profeta ebreo Gesù) e chi la osteggia, non per quanto appena detto, ovviamente, ma per leccare il preterito agli immigrati e alla società moderna, che portano soldi nella sua saccoccia.

Paradossalmente gli stessi preti amano il meticciato religioso (e non solo), perché porterebbe molti allogeni a riempire chiese, seminari, oratori; gli industriali e gli imprenditori corrotti amano delocalizzare o attrarre immigrati per sfruttarli a scapito degli indigeni; e i progressisti buonisti di ogni forma e colore amano sparare su usi e costumi del posto per poter avere un giorno un’ampia base elettorale di stranieri da cui attingere.

E poi naturalmente ci sono tutti quegli sconosciuti presidi e dirigenti scolastici che per 15 minuti di fama sono disposti ad usare un presepe come legna da ardere per riscaldare la propria mancanza di acuti in una piatta vita da grigi suppellettili didattici delle nostre scuole. Scuole che, come sappiamo, rincitrulliscono sempre più i nostri giovani con l’esterofilia, le esagerazioni olocaustiche, il mito resistenziale e alleato con conseguente demonizzazione dei fascismi, la tolleranza a tutti i costi, l’americanismo/mondialismo e il disprezzo per tutto quello che è identitario e tradizionalista.

Dicevo essere una diatriba di cartapesta perché il presepe, pur attingendo per certi versi dall’usanza romana del larario (del resto è nato in Italia centrale), oggi come oggi di romano, italico, indoeuropeo non ha un accidente, e ripropone scorci mediorientali di Palestina con palme, dune, deserti, oasi, cammelli e Magi. E gli stessi personaggi di europeo hanno ben poco; amici miei, so che alcuni di voi amano vedere in Gesù un Ariano mediorientale per esorcizzare una fede religiosa deboluccia e abbastanza castrata e castrante, ma in realtà non era che un Giudeo figlio di Giudei e circondato da personaggi giudaici. Fatevene una ragione, o cambiate religione.

Se volete poi difendere i rimandi pagani del cristianesimo tornate al paganesimo e depuratelo dalle scorie ebraiche: non si fa prima che fare i salti mortali per coniugare l’impossibile?

Bisogna capire che il vero tradizionalismo è quello che difende le vere radici europee, che sono pagane, gentili, indoeuropee (e anche antico-europee volendo), ma non giudeo-cristiane. Le religioni tradizionali sono la gentilità greca o romana, mica l’eresia principale dell’ebraismo, ossia il cristianesimo, tanto meno nella sua versione “romana”, che significa universale (“cattolica”), peggio dunque, moralmente, dell’ortodossia. Anche se il cattolicesimo è intriso da capo a piedi di rimandi gentili. Ma questo non lo scusa, lo condanna anche di più, perché ha rubato e pervertito il prima pagano, snaturandolo per potersene servire per scardinare le resistenze europee alla conversione, e rendersi più accattivante e “diabolico” nella sua opera di demolizione dell’Europa.

Poi comunque, credo lo vediate tutti: la Chiesa sta raccogliendo quello che semina, essendo ormai la prima ad invocare tolleranza, sincretismo, meticciamento positivo (che vuol dire? Pare un ossimoro), spedendo gli ultimi papi a genuflettersi a piedi scalzi nelle moschee levantine o a sbaciucchiare inanellate manine rabbiniche nelle sinagoghe europee.

Da una parte sono indubbiamente coerenti: preti, rabbini e imam sono tutti figli di Abramo e quindi ci sta che si diano la mano intonando il “Padre Nostro”. Quel che non ci sta è che gli Europei continuino a farsi prendere in giro da questa gente, a partire proprio dal Vaticano: la Chiesa ha sterminato e plagiato i nostri Padri per renderli prigionieri di un inesistente dio straniero; oggi la Chiesa prende per  i fondelli noi invocando pietà, amore, pace, perdono nei confronti delle torme di immigrati che ci invadono e che diventano manna per plutocrati in cerca sempre di nuovi pretesti per distruggere l’Europa, erigendo sulle sue macerie uno sterminato centro commerciale dove la cittadinanza sia data solo dal gonfiore del proprio portafogli.

L’identitario serio non si fa abbindolare dai preti o da chi vuole difendere il presepe solo perché non lo vogliono i progressisti (o, più banalmente, patetici personaggi in cerca di ospitate dalla D’Urso), non scenderebbe mai in piazza a difendere presepi, madonne e crocifissi, per quanto possano stare sulle gonadi agli immigrazionisti e compagnia bella.

L’identitario serio mette i puntini sulle i, facendo capire che se si è coerenti non si sta né coi preti e i loro accoliti, né tanto meno coi loro amici-nemici democratici innamorati dei migranti (perché portano voti e soldi, mica per altro).

Le nostre scuole e gli altri luoghi pubblici dovrebbero essere luoghi intrisi di patriottismo e di Cultura gentile. E preferibilmente senza studenti immigrati (ricordatevelo, l’immigrazione di massa è sempre un fallimento, per tutti), ninnoli giudeo-cristiani, e spocchioso personale scolastico, spesso nemmeno del posto (se si parla di Nord), che spaccia la tolleranza (verso gli immigrati ovviamente, mica gli indigeni) per apertura mentale.

Sembra davvero il caso di ricordare che più uno apre la mente, più il cervello prende il volo.

Un po’ presto per fare gli auguri, ma ricordatevi che di Natale ne esiste solo uno, ed è quello del Sole Invitto.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2014/12/lunico-natale-e-quello-solare.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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10 risposte a L’unico Natale è quello solare

  1. Dario ha detto:

    Mi spieghi il motivo per il quale da una certa data in poi le tradizioni sono più europee ma mediorientali. Giusto per fare un esempio, gli Indoeuropei sono arrivati dopo le popolazioni preindoeuropee, dunque la vera cultura europea dovrebbe essere la loro. Ma poi lo sanno anche i sassi che la filosofia è nata in medio oriente, dove c’erano innumerevoli scambi culturali, la scrittura è comparsa per la prima volta in oriente, i numeri che usiamo attualmente sono arabi, come avrebbero fatto gli scienziati europei a scoprire le leggi della matematica e della fisica coi numeri romani? Ti rendi conto che stai dicendo delle cose senza un senso logico, perché prima sì, poi no. Le stesse popolazioni protonordiche arrivano dall’Asia, e allora che problemi hai se la religione cristiana da quasi 800 anni è presente in Europa?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      In realtà sei tu che stai dicendo cose senza alcun senso. Filosofia nata in Medioriente? La Grecia è Medioriente? I numeri sono indo-ari, diffusi dagli Arabi, e così molte scienze ripescate dagli Arabi nel Medioevo sono di origine greca. Popolazioni protonordiche provenienti dall’Asia? Mi sa che metti in fila parole senza saperne il significato tu. E dai un occhio alla cultura della “Old Europe” Danubio-balcanica della Gimbutas, prima di dire che la scrittura è nata in Oriente.
      La religione cristiana è qui, ahimè, da ben prima di 800 anni, ma non è né anariana di origine neolitica, né indoeuropea, quanto basta per liquidarla come prodotto d’importazione asiatico di cui faccio volentieri a meno. Assieme alle sue sorelle ebraiche e islamiche.

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      • Dario ha detto:

        Il primo filosofo della storia (Talete) nacque in Turchia ed era di origini fenicie. Dato che una personalità importante non salta fuori in posti a caso, è evidente che in Asia minore c’era una situazione favorevole allo sviluppo del pensiero, infatti guarda caso era uno dei territori più ricchi dell’epoca visto il forte transito delle rotte mercantili, come lo fu anche la Grecia nel periodo successivo. Mi parli di numeri indo-arii, sta di fatto che non sono europei, per quanto tu voglia ficcarci a tutti costi la parola ariano. Gli indoeuropei sono arrivati dopo delle popolazioni preindoeuropee, dunque perché dovrei considerare quella estranea cultura asiatico-ariana come qualcosa di europeo? Solo perché è passato molto tempo?
        Per la scrittura lasciamo perdere che ti basi sugli studi di UNA studiosa tralasciando tutto il resto.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Parlare di Turchia all’epoca di Talete non ha alcun senso, era mondo grecizzato ed indoeuropeo. E si parla di pensiero occidentale, la Grecia è “occidente” in questo senso.
        Quando si parla di Indoeuropei si parla di nomadi delle steppe che plasmarono e sistemarono l’Europa, l’Iran, l’India, e ovviamente di razza caucasoide, “bianca”, potremmo dire.
        Non si tratta certo di beduini, di Ebrei, di Arabi, di Saraceni e di quant’altro.
        Con tutto il rispetto per la cultura mediorientale (e non mi si confonda la Mezzaluna fertile e l’espansione dell’agricoltura con il cristianesimo, buon cielo) essa è ben distinta da quella europea, soprattutto quando si viene a parlare dei figli di Abramo, Isacco e Giacobbe.
        L’Europa è fatta di mondo preindoeuropeo e indoeuropeo, non di Medioriente. Forse tu hai paura della morte, del diavolo, dell’inferno e di tutta la paccottiglia imbastita dal Vaticano per castrarci. Io no, e le cose le dico fuori dai denti.
        Vogliamo ripescare la cultura europea davvero autoctona (anariana)? Ben venga. Rimarrà sempre qualcosa di ben distinto dall’eresia dell’ebraismo, che tanti danni ha fatto a questa povera Europa pervertita dalla favella del “Cristo”.

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      • Dario ha detto:

        No, non sono per niente cattolico, lo fui fino a 16 anni circa per educazione famigliare e no non temo la morte, e di sicuro non sarà un Dio barbuto a farmi sognare il paradiso. Comunque il mio discorso non puntava a dire che gli europei sono degli arabi sbiancati, ma che comunque non sono spuntati fuori dal nulla, dire che l’Europa è pre/indoeuropea ha senso solo se si fissa un limite in un certo periodo, se fissassimo il limite prima nemmeno gli indoeuropei potrebbero essere considerati autoctoni. Inoltre ci sono state delle pesanti influenze in molti campi, per esempio ti mangi la polenta? Il mais non è europeo, ma chi si sognerebbe di dire che la polenta non è tipica del Nord Italia? Dovresti capire che non tutto è europeo dalla sua origine, molte cose sono state rielaborate, migliorate e perfezionate dagli europei, ci sono fin troppi esempi…

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Qui si parla di Sangue, di Suolo, di Spirito. Non di polenta di mais. Basta prendere pure le opere di un buonista come Cavalli-Sforza per notare come di Europei si possa parlare perfettamente anche geneticamente, dato che sono il popolo più omogeneo del mondo. Gli influssi extra-europei ci sono, ma sono ormai millenari e ampiamente assorbiti da quella che oggi è Europa (e non parlo di Ue, logicamente). Il cristianesimo, cattolico soprattutto, se viene reputato europeo è perché possentemente intriso di gentilità e filosofia greco-romana, pertanto il parassitismo è stato Levante-Occidente, non Occidente-Levate. Non credo sia difficile distinguere il monoteismo abramitico dall’Europa. A meno che appunto, uno abbia delle remore e un’agenda giudeo-cristiana. Le mitiche radici giudeo-cristiane…

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  2. Anonimo ha detto:

    Ti piace Matteo Salvini?
    Se si, cosa ti piace di lui e cosa non ti piace?
    Lo voteresti?
    Se no, voteresti per qualcun altro, oppure ti asterresti?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Onestamente no, è un uomo del sistema come Renzi (e si somigliano in molte cose). Però per carità, se uno proprio vuol votare, Salvini è il meno peggio (sempre che non finisca, come da tradizione leghista, tra le grinfie di Berlusconi, appoggiandolo pure come premier).
      Poi naturalmente ci sono i movimenti extraparlamentari, che non arrivano allo 0.5%.

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  3. Gian ha detto:

    Che aspetto avevano gli indoeuropei? Erano biondi con gli occhi azzurri, oppure il loro aspetto variava come gli europei di oggi?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      I proto-Indoeuropei erano di tipo cromagnoide, non necessariamente di occhi e capelli chiari. La pigmentazione molto chiara era tipica dei cacciatori-raccoglitori pre-ariani del Nord Europa. C’era poi un tipo fisico particolare associato alla cultura della ceramica cordata (Europa nord-orientale), che consisteva in un tipo leptomorfo molto progressivo (non proto-ariano) oggi ereditato dal tipo nordico orientale forte nei Paesi slavi settentrionali.

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