Toponimi minori germanici del Bergamasco

Ponte di Attone

Ponte di Attone

Questi nomi di luogo minori possono essere gotici, longobardi e franconi, frutto delle diverse dominazioni germaniche susseguitesi nel territorio bergamasco e lombardo in epoca medievale.

Amagno (Valle Imagna): Corruzione di Arimannio, “luogo degli arimanni”, gli uomini liberi in armi dell’esercito longobardo, e per estensione i piccoli e medi proprietari terrieri.

Asnenga (Pianura): Località con asini + suffisso germanico -ing, oppure dal nome Azzone.

Azzonica (Contado di Bergamo): Dal nome barbarico Atto Azzo, già incontrato in Azzone.

Bailino (Media Pianura): Dal francone balla, “covone di paglia”. Torna in Baio. 

Bani (Val Seriana): Dal francone ban, “bando, pascolo/bosco comune”.

Beita (Valle Imagna): Sembra mostrare una connessione con l’antico alto tedesco beita, “luogo di sosta”, che a sua volta deriva da un lemma prelatino alpino da cui il sostantivo baita.

Berlino (Val Seriana): Da un nome barbarico Berling, corrotto in dialetto.

Bertello, sorgente del (Bergamo): Dal nome Berto, “splendente, illustre”.

Bindo (Val Brembana): Dal longobardo binda, “striscia di tela”, per traslato, “di terra”.

Blum (Val Seriana): Microtoponimo seriano, richiama il tedesco Blum, “fiore”.

Boldesico (Valcalepio): Dal francone bald, “audace”, ottenendo Baldisio.

Bordogna (Val Brembana): Da un nome personale Burdonus, “proprietario di muli”, derivante dal germanico beran, “portare”.

Borgogna (Contado di Bergamo): Richiama un insediamento di Burgundi.

Brancilione (Valle Imagna): Dal francone bradon, “brandello”, riferito all’estensione di un podere.

Branico (Sebino): Forse da un nome personale Berano, dietro cui è facile intravedere il nome germanico dell’orso (beran).

Castelfranco (Sebino): Letteralmente “rocca sicura”, dal germanico frank.

Disdiroli (Valle Imagna): Dal nome latino Desiderius, diffuso dai Longobardi.

Fara, Colle della (Bergamo): Il colle su cui si sviluppò inizialmente la città di Bergamo, occupato nel Medioevo dagli arimanni longobardi che gli lasciarono questo nome, analizzato in precedenza (la fara era l’unità fondamentale del popolo e dell’esercito longobardo, la gens dei Longobardi).

Frola (Val Brembana): Dal gotico frawila, “capo, padrone, signore”, o anche “mastro”, in senso vezzeggiativo.

Gaggio (Val San Martino): Dal longobardo gahagi, “bosco bandito, cintato”.

Gardada (Val Brembana): Dal gotico warda, “posto elevato di guardia”.

Groppino (Val di Scalve): Dal longobardo krupfa, “altura”.

Lama (Val Seriana): In germanico (longobardo?) lama significa piscina.

Mascherpinga (Val Cavallina): Da un soprannome lombardo Maschèrpa, “ricotta” + suffisso -ing.

Niardo (Val Cavallina): Da*newja-wardō oppure *ni-warda/warta cioè “nuova guardia”, indicante un posto di guardia sopraelevato risalente ai Longobardi.

Olda (Val Brembana): Dal nome barbarico Aldo, “vecchio, esperto, saggio”.

Pregaroldi (Val Brembana): Deriva da prà, “prato” e Garoldo, nome personale traducibile come gair, “lancia”, e wald, “potente”.

Sala (Val San Martino): Dal longobardo sala, “casa signorile di campagna”.

San Michele (Val San Martino): Il toponimo, ricorrente in tutta l’Italia longobarda, nasce dalla devozione di questi Germani per l’arcangelo guerriero (e per altre figure militari tra i santi, come San Giorgio).

Sparavera (Val Brembana): Dal francone sparwari, “aquila che mangia i passeri > sparviero”.

Spis, Pià (Val Seriana): Richiama il tedesco Spitz, “pizzo” (detto di montagna, ovviamente

Tedeschi, Pascolo dei (Colli di Bergamo): Località che prende il curioso nome dall’alloggiamento del bestiame di mercanti alemannici o baiuvarici diretti all’annuale fiera di Bergamo (Sant’Alessandro). Tedesco deriva dal tedesco antico theodisk, derivato di theod, “popolo, volgo”.

Treschiera (Pianura): Da una voce gotica thriskan, “pestare coi piedi”, accostabile al tedesco dreschen, “trebbiare”. Ipotesi similare per Trescore, in Val Cavallina?

Trevasco (Val Seriana): Dal germanico treuwa, “sosta” + suffisso ligure -asco.

Vidalengo (Bassa): Dal nome latino Vitalis + suffisso barbarico -ing, indicante proprietà (o discendenza).

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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