Nazional-federalismo

Federazione, confederazione, macro-regione. Gli identitari italiani possono inquadrare l’Italia come più preferiscono, ma la cosa importante è che non rinuncino ad essa.

La tentazione di abbandonare la nave può essere forte, me ne rendo conto: il bilancio di questo stato, dopo 150 anni e passa, non è dei più rosei, e quindi è naturale che qualcuno guardi altrove ripensando all’organizzazione politica e statuale italiana; eppure, abbandonare la nave, non fa onore a nessuno, soprattutto se si tratta di un identitario, di uno che dovrebbe promuovere patriottismo, non disfattismo.

Io credo che il problema di questo stato stia nella sua organizzazione, e non nella bontà della Nazione italiana. Se nella sua breve vita l’Italia unita non ha esageratamente brillato, non è certo per la differenziazione tra Italiani, quanto per le peculiarità dello stato che li (mal)governa, preda com’è dei potentati stranieri, delle organizzazioni sovranazionali e delle nefaste ideologie moderniste che caratterizzano molti dei suoi protagonisti.

Però, si capisce: l’Italia è una cosa, e lo stato italiano un’altra.

Gli indipendentismi nostrani, più che sull’Identità locale, fanno leva proprio sulla questione fiscale, sul malgoverno, sulle classiche magagne romane, perché sanno benissimo che, ad esempio, gli Italiani settentrionali si sentono italianissimi e, anzi, le battutine sulla non italianità del Sud si sprecano, sulla bocca di moltissimi “padani”.

Del resto, le vicende storiche di questo Paese, almeno dal Medioevo, gravitano attorno al territorio alpino-padano, anello di congiunzione tra Mediterraneo e Continente, e alla parte centrale dell’Italia, che va dall’Appennino a Roma.

Parimenti, non vedo certo contraddizioni tra il difendere l’unità nazionale e il coltivare l’identitarismo regionale e locale, evitando balle propagandistiche sia romano-centriche che padaniste.

Qui, a non funzionare, è lo stato italiano, non l’Italia. “Italia” è l’unico termine che mette d’accordo tutti gli Italiani, che dovrebbero sapere di avere molte cose in comune: l’arcaico retaggio mediterraneo e neolitico, gli Italici, gli Etruschi, l’eredità indoeuropea, il glorioso passato romano che ha fatto dell’Italia la sua Patria, la sua terra privilegiata, il dominio longobardo, il Medioevo comunale e signorile, l’Umanesimo, il Rinascimento, la letteratura in italiano, e infine gli sforzi risorgimentali per unire, e non per mantenere le divisioni (quelle divisioni sempre fomentate dal corpo estraneo papalino e dai forestieri).

Tutto questo val bene il comune impegno degli identitari italianisti per promuovere Italianesimo, etno-federalismo e nazional-federalismo.

Sì, nazional-federalismo, un termine che suona molto bene, almeno a me, e non tanto perché ricorda il nazionalsocialismo, ma perché unisce due cose fondamentali, per il governo del Paese: lo spirito patriottico nazionalista, basato sull’inarrivabile ethos romano, e l’istanza federalista, necessaria per garantire coesione ad un Paese unito ma variegato.

Quello che voglio dire è questo: è inutile accapigliarsi, tra identitari, sull’eterna questione delle, ovvie, differenze regionali italiane, anche perché si rischia di fare la fine della Bisanzio assediata dai Turchi; pertanto, uno può concepire l’Italia, politicamente, come preferisce, ossia appunto come federazione, confederazione, macro-regione confederata ad altre macro-regioni europee, ma quel che importa è che non la abbandoni in discarica, e per di più per grette questioni fiscali e amministrative che, sì, ce la fanno odiare ma perché confusa con l’entità statale che la governa.

Non possiamo non dirci Italiani, da Nord a Sud, dopo millenni di comune Storia anche etnica. Così come, per gli stessi motivi, non possiamo non dirci Europei.

O forse dobbiamo gettare nel gabinetto pure l’Europa per via delle angherie di Bruxelles? O derubricare Roma a covile universalista per via del papa e del suo potentato diversamente ebraico? Siamo seri.

Separiamo l’ambito politico da quello nazionale, o altrimenti si continuerà a fare quel pastone che inevitabilmente porta alle pulsioni secessioniste, per di più beceramente basate sul dio denaro.

Lo sanno anche i sassi che un Friulano e un Siciliano, o un Sardo e un Lombardo, sono diversi, ma hanno una storia (anche genetica) in comune che li porta tutti ad essere italiani, senza contare che questi sono gli estremi e che invece, ad esempio, Nord Italia e Centro Italia sono abbastanza omogenei (tanto che non a caso i leghisti stessi giunsero ad allargare la loro Padania fino a Terni).

L’Italia è una realtà particolare, unica in Europa, per via della sua ricchezza culturale, storica, e anche etnica oserei dire. Ma non stiamo certo parlando dell’India, si capisce. E cos’è poi questa Italia di fronte a realtà come Russia, Cina, India stessa, Iran? Crediamo davvero che fare a pezzi un territorio peninsulare come quello italiano sia una soluzione valida, pensando soprattutto alle sfide del domani?

Ritengo che chi si dice identitario abbia un dovere ben preciso, ed è quello di non promuovere odio e rivalità tra Europei, a partire dalle loro peculiari realtà nazionali. Un identitario deve promuovere spirito patriottico, amore per le proprie radici, unità nella diversità regionale, e solidarietà europea, e in questo senso i secessionismi fanno solo male, per di più se inventati di sana pianta pochi anni fa.

Il secessionismo porta a due conseguenze: una meramente utopica (smania indipendentista) e una terribilmente concreta, il disfattismo e l’anti-italianismo.

E, signori miei, che ci piaccia oppure no nessuna area italiana può dirsi non italiana, perché millenni di Tradizione non possono essere sostituiti da pochi anni di capricci leghistoidi, per giunta nati da fissazioni economiche, dal sapore molto poco ariano.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2014/11/nazional-federalismo.html

Annunci

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Etnofederalismo, Il Soledì e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

34 risposte a Nazional-federalismo

  1. Italico96 ha detto:

    Ok “Federalizzare” le regioni italiane… quindi creare una falsa riga di Lander alla tedesca… però così è ovvio che ci saranno regioni maggiormente sviluppate e regioni molto trascurate… E pensare ad una Repubblica Presidenziale Federale?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Federare, casomai. Lo sviluppo va di pari passo con la cultura dei vari popoli, inutile prendersi in giro, è anche una questione climatica: in Sicilia non avranno mai lo sprone al lavoro che c’è in regioni più temperate. D’altro canto, bisogna investire nel Meridione, anche per evitare altri esodi verso nord (e magari far tornare, in parte, i Meridionali del Nord al Sud).
      Il federalismo italiano deve essere prima di tutto etno-culturale, altrimenti questo Paese non sarà mai coeso. Sul presidenzialismo mi sono espresso più volte favorevolmente, non capisco la domanda.

      Mi piace

      • Italico96 ha detto:

        Come regoleresti il Presidenzialismo in Italia? In stile americano? Con un nuovo progetto? Comunque, mi fa davvero piacere del tuo cambiamento di idee ( ti seguivo con il MNL). Leggendo in altre discussioni, parli di un eventuale riannessione delle terre italiane di dominio straniero (Istria, Dalmazia ecc) ma non sarebbe migliore l’annessione dello Stato X in toto? Si può applicare anche in quel caso il concetto di Stato Federale, non trovi?

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sarei tranquillamente per un presidenzialismo puro dove il popolo elegge direttamente il presidente senza passare per le camere.
        L’annessione è delle terre storiche non, per dire, di Slovenia e Croazia in toto. Discorso diverso per l’Albania, che magari si potrebbe confederare direttamente all’Italia.

        Mi piace

  2. Italico96 ha detto:

    Ok… mi spingo un po’ oltre… sii paziente con le mie domande Paolo :). Creare una Jugoslavia Italiana? Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Albania, Grecia (paese mediterraneo con le nostre origini) ? Cioè creare una grande unione di paesi con gli stessi interessi e status ( una specie di UE piu accurata) Ogni stato è federale che fa capo a Roma. In merito cosa ne pensi?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      No, non sono imperialista. I Balcani possono riorganizzarsi come Jugoslavia, capeggiata da Belgrado. Il discorso albanese è diverso perché l’Albania non è territorio slavo ma similare a quello pugliese (Illiri e Messapi), e naturale satellite italiano.

      Mi piace

      • Italico96 ha detto:

        Quindi secondo te un unione di piu stati Balcani all’Italia, come stati Federali (stile URSS e Jugoslavia) non è fattibile su piano tecnico?

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Non credo, ma sarebbe uno sproposito anche etnicamente. Più che l’Impero Romano io rimpiango la Repubblica Romana, che unificò l’Italia (per certi versi già unificata dalla calata degli Italici). La Drang nach Osten italica deve riannettere la Venezia Giulia storica, magari la Dalmazia (ma sicuramente l’arcipelago di Pelagosa) e consolidare lo status albanese di satellite (che poi potrebbe anche sfociare in confederazione).

        Mi piace

  3. Italico96 ha detto:

    Bene. Mi ha fatto davvero tanto piacere parlarti di persona via Web. A presto e… continua così… stai facendo il giusto… per la strada giusta Paolo !

    Mi piace

  4. Alberto ha detto:

    Sei massone!

    Mi piace

  5. Franco ha detto:

    Ciao Paolo. Ti ho scritto su spazio confronto, ma mi sembra che li non funzioni, quindi ti chiedo direttamente qui.
    Vorrei sapere una cosa. Per caso il cinghiale era il simbolo dell’Europa o solo della Gallie e di tutte le popolazioni celtiche.
    E un’altra cosa. La religione degli indoeuropei era l’odinismo?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Lo “Spazio confronto” funziona, è un modulo da compilare per approfondimenti.
      Il cinghiale era un animale sacro per molti popoli, ma soprattutto per i Celti in quanto rappresentazione della forza divina.
      “Odinismo” è un termine moderno che designa una forma di neopaganesimo germanico, quindi solo di una fetta di paganesimo ariano.

      Mi piace

      • Franco ha detto:

        Chi era il Dio principale del paganesimo ariano? Secondo te è possibile recuperare la religiosità indoeuropea e magari sostituirla al monoteismo e ai vari paganesimi etnici precedenti il cristianesimo?

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        La religiosità indoeuropea rifletteva la tripartizione della società (sacerdoti, guerrieri, lavoratori) e oggi si vede bene ancora nel sistema indiano delle caste, importato dagli Indo-Ari. In antichità si vedeva anche nella società romana, celtica, germanica e via dicendo. Il dio principale era associato al sole, al fulmine, al cielo (Zeus, Giove, Taranis, Odino etc).
        In Nord-Europa il paganesimo germanico è stato riconosciuto ufficialmente. Qui è più dura, ma val la pena lavorare in questa direzione, senza pagliacciate alla leghista, e quindi recuperare la religione romana tradizionale.

        Mi piace

  6. Franco ha detto:

    Quindi non è possibile creare un unica religiosità Europea?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Stiamo divagando dal tema dell’articolo. A me non piace l’universalismo, ognuno deve conservare le sue specificità nazionali laddove servano, ovviamente senza sfociare nel particolarismo esasperato.

      Mi piace

  7. Gabriele ha detto:

    Paolo vorrei farti una domanda che c’entra con l’Italia ma non proprio con la natura dell’articolo: io mi ricordo che ai tempi del MNL e poi GL proponevi un inno nazionale (mi pare una composizione di Verdi se ben ricordo) per la nazione lombarda in cui credevi. Secondo te una futura ed auspicabile Italia libera e sovrana dovrebbe cambiare inno a simboleggiare l’inizio di una nuova diciamo pure era per l’Italia? Nel caso la tua risposta fosse affermativa quale composizione proporresti?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      L’Inno a Roma di Fausto Salvatori.

      Mi piace

      • Gabriele ha detto:

        Di quello ho sempre apprezzato il testo (e chi non lo apprezzerebbe?) ma devo dire che la musica mi convince poco. Puccini ha fatto sicuramente un lavoro migliore di Novaro, ci mancherebbe, componendo qualcosa che non suoni come la marcetta che abbiamo come base musicale dell’inno attuale, ma secondo me manca ancora di quella potenza che dovrebbe lasciare a bocca aperta e “caricare” un uomo quando ascolta l’inno della sua nazione. Concordi con me o per te la musica è appropriata?

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sì, non mi fa impazzire. Andrebbe magari rivista. Ma io di musica me ne intendo ben poco.

        Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Borghezio nasce fascista, non indipendentista. E poi li conosciamo bene i politici: mutano pelle per non estinguersi. Marione si adegua alla bisogna, dimostrando di avere la faccia come il c… dopo aver detto fino allo sfinimento roba tipo “Roma ladrona” e “Meridione merdaccia mediterranea e levantina”. Auguri a chi li vota.

      Mi piace

  8. Francesco ha detto:

    Salve dott. Sizzi. Come giudica il voto dell’Emilia-Romagna e della Calabria. Il dato dell’astensionismo non le sembra allarmante? Secondo lei qualcosa sta cambiando in Italia?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Succede che la gente ne ha sempre più piene le tasche di una politica bipolare destra-sinistra che la tiene in non cale preferendole politiche economiche pro parassiti (banchieri, capitalisti, squali, industriali senza scrupoli). Il Pd vince perché stanca tradizione rossa, non convinzione popolare.

      Mi piace

  9. Fazio ha detto:

    Sei un grande! Mi raccomando non ti moderare. Sii determinato come ai tempi del MNL, quando sognavi una Lombardia Pagana e de-abramiticizzata. Portiamo avanti questi ideali verso la costruzione di un movimento politico italiano. No all’Italia abramitica! No alla laicità! L’Italia è Gentile e Pagana! Portando avanti le idee etnofederaliste uniti nessuno ci fermerà. Cresceremo fino a diventare la parte maggioritaria del paese, la strada non è affatto in salita. Occorrono solo determinazione e idee chiare.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      L’entusiasmo è sempre il primo passo. Non si tratta di moderazione o meno comunque (perché violento e istigatore non lo sono di certo), è una questione di determinazione e di razionalità. O si è cristiani o si è europei.

      Mi piace

  10. Anonimo ha detto:

    Basta però parlare di Europa, parliamo di Italia. + italianismo – europeismo. Ci sarà sempre rivalità tra europei.
    W l’Italia unita e federale. No all’unità europea!

    Mi piace

  11. Dor ha detto:

    Sei conservatore?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...