Toponomastica lombarda

Gallia Togata

Gallia Togata

Un campo che permette di indagare il substrato celtico e il superstrato germanico della Lombardia, rendendosi così conto della loro portata, è indubbiamente la toponomastica, che non riguarda solo i poleonimi, ossia i nomi di città e paesi, ma anche gli idronimi, gli oronimi, i coronimi, che sono per ovvi motivi più antichi di diversi toponimi riguardanti città e paesi.

Chiaramente nel caso dei toponimi più antichi, come i nomi dei corsi d’acqua, siamo in presenza di etimologie proto-celtiche o liguri, dato che i misteriosi Liguri paiono esser stati i primissimi abitanti del territorio lombardo, inizialmente mediterranei e poi arianizzati.

Ad ogni modo la toponomastica lombarda può essere suddivisa nel modo che segue: nel primo caso abbiamo toponimi originali di matrice proto-celtica o ligure, che sono i più antichi legati appunto agli idronimi; nel secondo, toponimi celtici (lepontici) o gallici, spesso poleonimi, poi storpiati dalla latinizzazione; toponimi latini che spesso hanno cancellato i precedenti toponimi celtici; toponimi germanici, magari ibridati con desinenze galliche (succede anche nel caso latino); ed infine toponimi più recenti che possono essere di derivazione vernacolare o italiana.

Il grosso dei toponimi lombardi, almeno in antichità, era certamente celtico, seguito da quelli di origine ligure, romana, retica, etrusca; nel Medioevo comparvero quelli germanici, che oggi possono essere stimati attorno al 10%.

Le loro desinenze più tipiche sono i prediali -aco, -ago, -ico, -igo (anche in -a e produttivi pure in epoca medievale); gli etnici in -ate, che però indicano anche vicinanza a corsi d’acqua (come -asio -isio); e tutta una serie di desinenze tipiche del celtico, lepontico nel caso lombardo, come -duno (fortezza), -briga (altura), -bona (fondazione), -eia (proprietà), -lano (pianura) e via dicendo.

Elementi caratteristici, sempre in celtico, da cui derivano spesso dei prefissi possono essere amb- (fiume), benna- (punta), briva- (ponte), camb- (curva), mago- (campo), nemeto- (bosco sacro), vindo- (bianco) e così via.

Sovente la classica desinenza latina in -ano sostituisce la preesistente terminazione celtica confondendo le acque.

Nel caso germanico invece abbiamo -esco/-isco (da non confondere col prediale ligure in -asco/-asca), che indica proprietà, appartenenza, -ardo, che è un rafforzativo tipicamente nordico, ma soprattutto toponimi in -engo od -ingo, che indicano discendenza ed etnia.

La nostra toponomastica è per lo più di matrice indoeuropea, anche se qua e là riaffiorano etimi mediterranei ed etruschi. Quelli liguri probabilmente erano indoeuropei, sebbene la tradizione consideri il popolo che li ha prodotti di origine anariana, come gli stessi Tirreni.

Certamente, latino prima e toscano poi, hanno storpiato la genuina toponomastica lombarda portando, in molti casi, ad un’irreparabile perdita dell’etimo originale. Si aggiunga la mancanza, ovviamente, di documenti preromani che attestino la genuina forma toponimica; siamo sicuramente più fortunati nel caso dei toponimi nati in epoca medievale, quindi anche nel caso di quelli germanici, perché nati proprio da documenti indicanti di solito delle proprietà o dei riferimenti territoriali e geografici.

Tolomei in Tirolo, bisogna essere onesti, ha fatto uno scempio corrompendo e storpiando molti toponimi (e non solo), e questa situazione in piccolo si è registrata anche in Lombardia, Piemonte e Veneto. Si veda il caso della Valle Camonica.

È un peccato, perché con questo stesso processo, i Romani di millenni prima hanno portato alla perdita di molte forme originarie della toponomastica nostrana, che nei secoli si è sempre più scolorita e confusa.

E la suddetta mancanza di documenti preromani, ovviamente, non aiuta di certo a ricostruire, portando, molto spesso, a quelle che possono essere solo delle speculazioni.

È successo anche con i cognomi naturalmente, tanto che in svariati casi un cognome potrebbe voler dire molte cose come nessuna, a seconda del grado di corruttela. E si può solo ipotizzare (a meno che ci siano delle carte con dei riferimenti precisi).

Non mi concentro sui toponimi celtici e germanici perché maniaco di nordicismo (che poi anche questo sarebbe errato, dato che anche gli antichi Romani e la loro lingua erano di origine ario-nordica), ma perché peculiari della Lombardia. Così come quelli liguri lo sono per Liguria, basso Piemonte, Emilia occidentale, quelli venetici per il Veneto, quelli retici per le Alpi Orientali e quelli etruschi per la Toscana.

I toponimi latini sono comuni infatti a buona parte dei territori conquistati dai Romani in epoca repubblicana ed imperiale. Diversamente, sarebbe interessante indagare per scoprire tracce italiche, visto che gli Italici non si sono materializzati magicamente nel cuore del Paese, ma sono ivi giunti attraversando le Alpi (e ricordiamoci naturalmente che l’area proto-villanoviana, quella dei padri degli antichi Romani per capirsi, era nel cuore della Pianura Padana, nell’Emilia delle terramare).

Qui parlerò, a mo’ di esempio, di toponomastica e onomastica (riferita ai cognomi) precipuamente dell’ambito che mi compete, il Bergamasco, che essendo per lo più figlio della Civiltà di Golasecca è stato altamente celtizzato dagli Orobi prima e dai Galli Insubri poi.

Modesto l’apporto germanico dei Longobardi, che inserirono il territorio bergamasco nell’Austria longobarda, divisa dalla Neustria mediante il fiume Adda, anche se Bergamo come Lecco, Como, la Valtellina e l’antica Ghiaradadda è bacino abduano.

L’Austria longobarda era l’area orientale della Langobardia Maior, congenitamente più bellicosa e turbolenta della Neustria perché fortemente ducale, ariana, pagana, litigiosa, in perenne lotta contro il potere centrale dell’asse Milano-Pavia-Torino.

Diversi sono inoltre i toponimi o gli antroponimi bergamaschi dialettali, per via della radicata tradizione identitaria degli Orobici come duri e puri difensori del proprio retaggio etno-culturale, di cui l’idioma bergamasco, idioma scabroso, gutturale, aspro, rustico, “spartano”, è il degno emblema.

Nonostante gli influssi veneti (che si riscontrano anche nella dizione regionale) lo statuto lombardo di Orobia e Cenomania (intese come Bergamo e Brescia) non è certo in discussione, alla faccia di certi imbecilli venetomani che confondono la mercantile Repubblica di San Marco con il Veneto.

La Bergamasca, e così la Lombardia, etnica s’intende (dunque anche Svizzera lombarda, VCO, Novarese e altri territori limitrofi all’attuale Regione), sono Terre proto-celtiche, galliche, romane (e romanze), longobarde, lombarde a partire dall’accezione medievale del termine. Settecento anni di romanizzazione non si cancellano, e anzi, devono essere un vanto di tutti i Lombardi, ma guai, e ripeto guai, a dimenticare le nostre origini celto-germaniche (che sia chiaro non vanno ingigantite, rendendole così parodistiche).

Non siamo più Celti, Romani e Longobardi ma nelle nostre vene scorre ancora il loro Sangue, abbiamo i loro volti e il loro DNA, siamo insomma Lombardi purtroppo soggiogati da quel marcio statalismo itaglione che ci fa odiare l’Italia, dal cristianesimo e dal mondialismo.

Dobbiamo fermamente reagire compatti alla mortale minaccia internazionalista e il modo migliore per farlo è quello di ripartire dalla Cultura, dall’Identità, dalla Tradizione, dalla salvaguardia e dalla difesa del Sangue e del Suolo. Per poter così preparare una riscossa politica identitaria e tradizionalista rispettosa di tutte le peculiarità identitarie lombarde, italiane ed europee.

Lombardi si nasce, non si diventa; è un regalo inestimabile che abbiamo ricevuto e che dobbiamo tramandare.

Vediamo di onorare i nomi che i nostri Padri hanno dato alla nostra regione, assieme alla loro impronta etnica: Gallia, Italia, Longobardia. Lombardia, cervello galloromanzo germanizzato di questo glorioso Paese.

Advertisements

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Lombardia, Territorio e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Toponomastica lombarda

  1. Anonimo ha detto:

    Bella. Padania Libera!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...