Il fenomeno leghista

Toni Iwobi

Toni Iwobi

Il leghismo è un fenomeno ormai trentennale che contraddistingue le vicende politiche del Nord Italia, in particolar modo.

Nato nel Varesotto alla fine degli anni ’70 del secolo scorso, come Lega Lombarda, è nel tempo divenuto molto popolare e radicato, tanto da arrivare svariate volte al governo nazionale, ma sempre al guinzaglio di Berlusconi. Una cosa che ha decisamente pesato sulle sorti del partito, finito per divenire un mite cagnolino nella difesa dei valori occidentali (leggi americani).

Come Lega Nord, il fenomeno leghista ha preso forma nel 1989, riunendo varie leghe settentrionali. Il precipuo movimento leghista era, ed è, quello lombardo, dalle cui fila uscì Bossi (attuale presidente) e il grosso degli esponenti di spicco del “Carroccio”.

Anche Salvini, attuale segretario, esce dalla Lega Lombarda.

Le battaglie iniziali erano tutte condivisibili: federalismo, decentramento, lotta alla corruzione, al nepotismo, al clientelismo, all’assistenzialismo parassitario, a quello statalismo fatto di onnipresenti meridionali, laddove si tratti di impiego pubblico, e così via. Anche l’amministrazione del territorio, quella locale, spesso riesce bene ai leghisti, perché figli della terra che abitano e sensibili ai suoi bisogni.

Purtroppo, nel tempo, queste peculiarità sono andate a ramengo e la, propagandistica, trovata della Padania le ha solo banalizzate e invalidate, trasformando ragioni sacrosante in una sagra dei peti e dei rutti.

Ammetto però che proprio nel periodo “celodurista”, 1995-2000, la Lega seppe assumere posizioni intransigenti riguardo alla buona battaglia identitaria contro il mondialismo, al netto naturalmente delle buffonate verdone.

Nel 2001 comunque, i leghisti tornarono all’ovile berlusconiano, lasciato nel ’94, e da quel momento fu un rovinio di promesse elettorali mai mantenute (federalismo, devolution, federalismo fiscale “solidale”, “Prima il Nord” e così via).

Qualche tematica interessante faceva ancora capolino: lotta all’immigrazione clandestina, tetto all’immigrazione “regolare”, sfiducia verso Unione Europa e sua monetina (euro), alleggerimenti del gravame fiscale al Nord, lotta al multiculturalismo e ai suoi disvalori, anche se nulla di davvero rivoluzionario in chiave völkisch. Da annotare anche il progressivo assorbimento di stranieri nel partito (vedi alla voce Sandy Cane o Toni Iwobi), sintomo di un becero qualunquismo pseudo-identitario.

Con Berlusconi, il partito si appiattì sulla linea dell’asse Washington-Tel Aviv, con conseguente pacchiana islamofobia ed estremismo cristiano da quattro soldi; anche l’anti-mondialismo non era più sentito come un tempo, e si limitava ad abbaiare alla… mezzaluna, senza capire chi fosse il vero nemico.

Un’involuzione fallaciana che si fa tuttora sentire, anche se le simpatie verso la Russia o la Serbia che fu a volte ritornano.

Purtroppo la Lega è sempre stata arida, da un punto di vista culturale, essendo poi risaputa una certa predisposizione alle pagliacciate dei suoi membri.

Le va riconosciuto l’attaccamento alla questione settentrionale, che ha ispirato, indirettamente, molti giovani volenterosi, ma ha il demerito di aver solleticato manie indipendentiste, che in certi ambienti perdurano, data proprio la mancanza di basi culturali serie. Inutile spreco di tempo e di energie, oserei dire.

Oggi, dopo aver attraversato la burrascosa fase del “cerchio magico”, di Belsito, della Tanzania e del “Trota” (non certo fatti isolati, peraltro, visto che anche prima, in diversi occasioni, la Lega si è dimostrata furbetta), il partito di via Bellerio si ritrova capeggiato dallo scaltro Salvini, uno che di identitarismo “padano” non sembra volersene troppo occupare, essendo preso da smanie di potere che lo hanno portato a convergere con quelli di CasaPound, un movimento post-fascista, dal sapore meridionale, ben poco etno-nazionalista e “scorretto”.

Via la Padania, il federalismo, la questione settentrionale, e porte aperte al fronte destrorso, anzi, centro-destrorso, perché l’ambizioso Salvini pare (e dico pare) voler fare le scarpe al Silvio, sempre che il Silvio, col potere dei suoi quattrini, non sappia ancora una volta soggiogare tutti i protagonisti della scena moderata italiana.

Salvini sembra non essere eccessivamente moderato ma, come il suo partito insegna, la retromarcia è sempre in agguato.

Riguardo Berlusconi, c’è da dire che ultimamente, forse per via dello sforzo comune di concertazione col suo figlioccio Renzi, ha abbracciato palesi aberrazioni come l’apertura ai matrimoni omosessuali e allo ius soli, ma questo è sintomatico del diuturno teatrino tra liberali e democratici, che fingono di opporsi su tematiche economiche ma che per il resto sono palesemente uguali, soprattutto riguardo alla sottomissione ai poteri forti e alle nefaste influenze d’Oltreoceano.

Staremo a vedere se Salvini finirà, da buon leghista, sotto Berlusconi o vorrà osare la svolta, sempre che poi gli elettori lo premino.

Dovrà anche fare i conti con l’inguaribile regionalismo espasperato della base leghista, ma non sembra troppo preoccupato da questo, essendo tutto preso da immigrati, anti-euro ed anti-UE, putinismo (effimero?) contraddetto dalle simpatie pro CasaPound, e sogni di gloria. L’altro Matteo, il Matteo “giusto”, il Matteo un po’ pirlone diciamo pure, con orecchino, “Bella ciao” sulla bocca, e la Fallaci nel cuore.

Sicuramente, il secessionismo leghista è ormai morto e sepolto, e viene solo strumentalmente solleticato di tanto in tanto, per continuare a contare sulla base di “militonti” che ancora ci credono. La Padania è una invenzione propagandistica, da tempo rinnegata dai suoi stessi inventori, e quegli sciamannati replicanti leghistoidi che la ripropongono, in varie salse, sono solo degli opportunisti che sperano di cavalcare il ronzino abbandonato da mamma Lega.

Se la Lega si tramutasse in un SERIO movimento italianista etno-nazionalista e federalista potrei anche cambiare idea su di essa, ma per il momento quelli che sono dubbi annosi rimangono, e solo i fatti concreti di Salvini potrebbero dissiparli. Questo da un mero punto di vista politico.

A livello culturale e metapolitico invece c’è certamente bisogno di aria nuova, fresca, e non di leghismo (e tanto meno di post-fascismo), ma di schietto identitarismo italianista, rispettoso delle caratteristiche inimitabili di un’Italia che, per natura, non può né essere monolitica né fatta a pezzi, ma armonizzata dall’etno-federalismo. Lavorando così per un roseo futuro anche politico.

Advertisements

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Nord, Politica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

22 risposte a Il fenomeno leghista

  1. Dario ha detto:

    Inclini alle pagliacciate… Anche tu lo eri. Per quanto riguarda l’amministrazione territoriale non sono molto d’accordo, la Lega ha fatto scempi in Brianza con la cementificazione selvaggia, fenomeno diffuso in generale in Lombardia che attualmente ha come capo Maroni (ahahahha) eppure il consumo di suolo non si ferma.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Le mie non erano pagliacciate (e faccio presente che non sono mai stato politico votato, eletto, pagato dallo stato e dunque anche dalla base leghista). Erano solo modi poco spendibili di fare identitarismo.
      Riguardo la cementificazione selvaggia, essa è prerogativa di tutti i partiti, e al di là di questo non si può negare che il radicamento territoriale leghista sia anche frutto di un certo buongoverno locale, di gente del posto che conosce la realtà amministrata. Piuttosto, si pensi al “cerchio magico”, e a come alcuni elementi meridionali abbiano condotto la Lega alla romanizzazione – negativa – e alla crisi della Pasqua 2012.

      Mi piace

  2. Fascista ha detto:

    Non capisco perché Putin e CasaPound sarebbero in contraddizione. Secondo me dovresti studiare meglio il fascismo e staccarti un po’ da quell’etichetta dei camerati come fenomeni da circo che gli antifa e i media promuovono con ardore. Inoltre non scordare che Milano (dove nacque il fascismo), Verona (dove si sviluppò) e Predappio, non sono nel meridione.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      CasaPound che parteggia per Kiev, Pravy Sektor (e dunque indirettamente Nato) non è in contraddizione con Putin? Qui non si parla di Fascismo, ma di un partito post-fascista, decisamente concentrato nel Centro-Sud. A mio modesto avviso non è coi “fascisti del terzo millennio” che si possono cambiare le cose.

      Mi piace

      • Fascista ha detto:

        La più grande fetta di fascisti in Italia è concentrata a Verona (ti basta una ricerca su Google) e nel profondo Nord-Est (le vicende precedenti e successive alla guerra ancora lasciano il segno, soprattutto in Friuli). Ad essere onesti, esclusa Roma, sotto il Po di autentici militanti ce ne sono pochini, ammesso che tu sappia distinguere tra reazionari monarchici filo-cattolici e fascisti.

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Non so cosa possa volere dire “fascisti” oggigiorno, io parlerei di generici estremisti di destra. E comunque, ripeto: io parlavo di CasaPound, non di “fascisti” generici, un movimento nato a Roma e radicato soprattutto nel Centro-Sud. Del resto CasaPound originariamente nasce come centro sociale di destra romano. Il Fascismo come fenomeno storico è un altro discorso.

        Mi piace

      • Fascista ha detto:

        CasaPound è un movimento nazionale, ma come tutte le cose che funzionano in Italia, è radicato nel centro-nord. Roma non è meridione.

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Iannone e Di Stefano sono valtellinesi? Roma è Centro-Sud, anche perché ormai non so quanti Romani de Roma veraci ci siano.

        Mi piace

      • Fascista ha detto:

        Di romani veraci ce ne saranno pochi, ma l’immigrazione (al contrario di Milano) proviene da tutta Italia, soprattutto dal centro. Roma e il Lazio sono etnicamente più vicini al nord che al sud; tu stesso hai a disposizione mappe e grafici che lo dimostrano.

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        No non direi, il Lazio è più Centro-Sud che Centro-Nord, non è mica la Toscana (basti pensare alla Ciociaria, e al fatto che il romanesco, prima della toscanizzazione cinquecentesca, tirava decisamente sul napoletano). Sugli immigrati interni a Roma, i gruppi più nutriti sono abruzzesi, campani e pugliesi; poi Marchigiani, Calabresi, Siciliani e Sardi (l’Agro Pontino è un altro discorso).

        Mi piace

      • Fascista ha detto:

        Abruzzesi senza dubbio, ma il secondo gruppo più numeroso è quello dei marchigiani. Non a caso si dice che Roma sia la sesta provincia delle Marche. Anche tanti romagnoli; ci sono targhe in tutta la città che ricordano il contributo dei braccianti ravennati alla costruzione della città moderna. E fino a qualche decennio fa, c’erano interi quartieri che parlavano veneto, arrivati qui durante il ventennio per le bonifiche. Senza dimenticare la grande fetta di esodati giulio-dalmati che trovarono accoglienza nella capitale dopo le stragi titine. I meridionali ci sono, del resto hanno la cattiva abitudine di migrare ovunque, ma non sono certo maggioranza.

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Io ho sotto gli occhi una cartina delle correnti migratorie interregionali 1955-1970, tratta da un atlante, in cui si evidenzia come il grosso di queste provenga dal Meridione, e solo poi dalle Marche. Tu non so. L’emigrazione di coloni settentrionali è stata un fenomeno contenuto e limitato alla bonifica dell’Agro. A Latina sicuramente ci sarà un discreto numero di Veneti e Friulani (d’origine), che poi si saranno anche intrufolati a Roma. Sta fobia dei Meridionali comunque mi sembra più leghista che fascista.

        Mi piace

      • Fascista ha detto:

        Per quanto riguarda l’etnia, sai meglio di me che il Lazio è una regione artificiale che non ricalca i confini etno-linguistici della popolazione. Il cosìddetto Basso Lazio è Campania a tutti gli effetti e c’è enorme differenza culturale con il resto della regione. Riprendi in mano le carte con il DNA paterno e materno e ne riparliamo.

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        La prossima scusa quale sarà? Cos’è sta fobia per il Meridione? “Enorme differenza culturale”? Direi che non c’è un'”enorme” differenza culturale nemmeno tra Nord Italia e Centro Italia e sto qua la vede tra province. Gli aplogruppi poco contano (l’R1b è l’aplogruppo maggiore sia nel Lazio che in Campania comunque), fa fede l’autosomico, e i Laziali sono tra Toscani e Meridionali, geneticamente.

        Mi piace

      • Fascista ha detto:

        Parla quello che vede più influssi germanici che romani in Lombardia. 🙂

        La cultura (popolare) meridionale non è qualcosa che mi piace, ma non ho certo nulla contro le persone. Semplicemente mi piace dire le cose come stanno. I laziali sono, per l’appunto, anello di congiunzione tra nord e sud, stretti parenti di marchigiani e umbri e cugini dei toscani.

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Di che stai parlando? Sei rimasto indietro di un lustro mi sa.
        Le cose come stanno? Sono i Toscani l’anello di congiunzione tra Nord e Sud, non i Laziali. I Laziali sono cugini di Umbri, Marchigiani e Sabini.

        Mi piace

      • Fascista ha detto:

        Stiamo sottolizzando sulla semantica. Fatto sta che i laziali hanno poco in comune con i napoletani, separati da un millennio di percorsi differenti, perfino meno dei lombardi-storici (includo i toscani) con cui condivisero il periodo comunale.

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Poco in comune… Sono esagerazioni, sono i Settentrionali che possono avere poco in comune coi Napoletani, ma rimangono compatibili all’interno della medesima nazione. I Lombardi storici sono gli Italiani nord-ovest, non i Toscani.

        Mi piace

  3. Lucio ha detto:

    Grande Sizzi. Ti si xè n’ottimo Padàn!

    Mi piace

  4. Andrea ha detto:

    Voglio la mia cameretta stato indipendente, ho già raccolto le firme (la mia) me lo faranno fare il referendum? A chi mi devo rivolgere? 😄

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...