Lombardia germanica

L'Italia di Alboino

L’Italia di Alboino

Eravamo rimasti a Odoacre.

Questo sciro re degli Eruli nel 476 divenne re d’Italia, fino al 493 quando, asserragliato a Ravenna, fu deposto e ucciso da Teodorico, re degli Ostrogoti.

Il regno romano-barbarico che ci interessa più da vicino è dunque quello dei Goti di Teodorico che durò più o meno dal 489 al 553.

Nel 489 egli invase la Pianura Padana e nel giro di 4 anni se ne impossessò scacciando Odoacre a Ravenna dove, capitolando nel 493, fu poi ucciso dal re goto durante un banchetto.

I Goti, Ostrogoti in questo caso, erano un popolo germanico originario della Svezia meridionale che verso il finire dell’Impero diedero moltissimo filo da torcere all’agonizzante Roma, anche per tutta una serie di batoste inflitte all’esercito romano.

Prima di giungere in Lombardia, erano stanziati nel settore orientale del Mar Nero, mentre in quello occidentale c’erano i Visigoti; pressati dalla minaccia unna che infuriava sul Limes, sbaragliando i Romani si spostarono verso occidente sinché invasero l’Italia romana stabilendosi più che altro nel Centro-Nord.

Centri cruciali Pavia, Milano, Verona, Ravenna.

A Pavia Teodorico aveva il suo palazzo imperiale nonostante la capitale fosse la romagnola Ravenna (dove fu poi tumulato).

I Goti erano di religione ariana, seguaci dell’eresia cristiana di Ario, ma una volta stanziati in Italia non diedero troppe rogne alla popolazione cattolica, al clero romano, o alla classe senatoria romana, che preservava ancora in taluni casi gli antichi culti pagani.

Il regno ostrogoto non fu negativo, e col tempo risollevò la Lombardia sconquassata dal crollo romano, rinsanguando in parte la sua popolazione.

I guerrieri germanici comandavano e amministravano, combattendo, mentre i Latini badavano al diritto, all’arte, alla religione, alla cultura. Questa formula si rivelò vincente perché da una parte difese l’Italia col valore dei combattenti Goti, e dall’altra la mantenne a galla culturalmente evitando che sprofondasse del tutto nella barbarie. Un fatto che ovviamente non vale per il grosso del popolo, si capisce. Il crollo dell’Impero e l’inizio del Medioevo furono vissuti drammaticamente dall’Europa romana e in particolar modo dall’Italia.

Si calcola che circa 250.000 individui tra Ostrogoti e altri Germani calarono nella Pianura Padana agli ordini di Teodorico, proveniente dai Balcani; il loro impatto sulla popolazione autoctona fu contenuto, e i Longobardi influirono molto più di loro sull’Italia, e specialmente su quella del Nord.

L’Italia gotica però aveva due problemi: Bisanzio e Roma.

I primi in perenne combutta coi preti romani intrigarono coi loro ruffiani d’occidente per danneggiare in ogni modo gli Ostrogoti, tanto che nel 535 si arrivò alla famosa Guerra greco-gotica, culminata nel 553 con la vittoria di Bisanzio.

Lo scontro tra il mondo latino, cattolico, mediterraneo, e anche bizantino e quello germanico, ariano, continentale, “barbarico” come ci si ostina ancor oggi a chiamarlo nonostante invece i moderni migranti siano etichettati come “risorse” e “ricchezza” (i Goti almeno erano integralmente europei), sfociò in questa sanguinosissima guerra che vide soccombere soprattutto il popolo, sopraffatto da carestie, pestilenze, epidemie, e scorribande da ambo i lati.

La guerra impegnò celebri comandanti gotici come Teodato, Vitige, Totila, Teia, ma fu vinta dal valore di Belisario e dalla levantina scaltrezza dell’eunuco Narsete.

A dar man forte ai Goti vi furono anche Franchi e Alemanni.

Non per darsi al nordicismo, ma Teodorico diede vita ad un regno comunque positivo per i tempi e pian piano aiutò l’Italia ad uscire dalla crisi, riunificandola. Alla Roma senatoria e papalina questo non stava bene e fu il primo episodio di tutta una serie di ingerenze religiose negli affari di stato, che condussero in Italia truppe straniere (e oggi immigrati).

La capitolazione degli Ostrogoti portò molti di essi ad emigrare, ma una minima parte di essi rimase, nonostante l’intera Italia cadesse nelle mani di Giustiniano e dei Bizantini. E si diedero alla resistenza.

La Guerra greco-gotica fu un immane disastro per la popolazione, come ricordato, grandemente falcidiata soprattutto al Nord dai mille flagelli che la guerra e la crisi portano con sé.

Chiesa e Costantinopoli, deserto e Levante, parevano i vincitori, ma non durò a lungo.

Nel 568 un fiero e valoroso Popolo nordico si affacciò sulla Carnia, provenendo dalla Pannonia, attuale Ungheria: i Longobardi, guidati dal loro re Alboino.

Tra il 569 e il 572 si impossessarono del grosso del Nord Italia e della Toscana, sbaragliando i fiacchi Bizantini e ricacciandoli da dove erano venuti, oppure costringendoli in sacche costiere come le Venezie e la Romagna (oltre naturalmente alla Roma del papa).

La Lombardia deve il suo nome ai Longobardi, ma tale etnonimo le fu dato dai Bizantini, che chiamavano Langobardia i territori soggetti ai Germani in questione, quindi il Nord Italia, la Toscana, e naturalmente i successivi ducati di Spoleto e Benevento.

“Lombardia” è un nome parziale, arbitrario e vago, per questo gli preferisco “Insubria” per denominare la mia etno-regione nativa.

I Longobardi conquistarono la parte continentale e la penisola, ma a noi interessa il fulcro del loro dominio ossia la Pianura Padana, la Lombardia.

Questi bellicosissimi Germani erano anch’essi originari della Scandinavia, della Scania pare, e in seguito a diverse peripezie attraversarono l’Europa Centrale giungendo prima in Pannonia, via attuale Austria, poi appunto in Val Padana, dove, divenendo del tutto stanziali, portarono a termine la loro epopea.

In 150.000 al massimo, il 2 aprile 568, varcarono il Passo del Predil (o il Matajur) per dilagare nella Pianura occupando saldamente quasi tutto il Nord, ma è chiaro che i Longobardi non erano 150.000: al loro seguito 20.000 Sassoni e altri tra Gepidi, Rugi, Svevi, Bavari, Alemanni, Bulgari etc.

La nobiltà longobarda era razzialmente nordica o cromagnoide, ariana di fede assieme al pagano culto di Gòdan-Odino. Tra di essi anche elementi fenotipicamente ariani come i Corded Nordid e i Battle-Axe. La presenza dell’aplogruppo proto-indoeuropeo R1a1a in Italia è da attribuirsi agli invasori germanici.

Di certo i Vinnili, antico nome dei Longobardi, incrementarono il nordicismo della Val Padana e del resto d’Italia, impattando più dei Goti e di altri Germani sul nostro Paese. E anche nel Meridione, pensiamo al Sannio.

Discreta ma decisiva fu l’influenza di questi Nordici sul nostro territorio, nonostante la perdita della lingua e delle loro ancestrali credenze religiose e tradizioni, via via abbandonate stabilendosi in Italia; anche i Franchi, i Burgundi, i Visigoti, in parte gli Anglo-Sassoni, i Normanni, venendo in contatto con la superiorità culturale di stampo latino preferirono abbracciarla che combatterla e distruggerla, e questo fu certamente un bene per l’Europa. Col tempo giunsero anche a fondersi con gli indigeni romanici. La forza guerriera germanica e la grandezza culturale greco-latina furono la rinascita dell’Europa dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente.

Alboino conquistò Milano il 3 settembre 569 dando vita al Regno Longobardo, e Pavia nel 572, ove pose la capitale del regno dopo un assedio durato anni.

Esso comprendeva quattro aree fondamentali: l’Austria (dall’Adda al Friuli), la parte più turbolenta del regno perché più bellicosa, aggressiva, conservatrice, ariana, pagana che in Bergamo, Brescia, Trento, Verona, e Cividale aveva i suoi capisaldi; la Neustria (dall’Adda alla Val di Susa), ov’era la capitale del regno, la parte più pragmatica, regale, “civilizzata”, ma anche “romana” e poi cattolica, i cui centri principali erano Milano, Pavia, il Seprio, il Ticino, Torino; l’Emilia fino a Spilamberto (degna di nota la germanizzazione degli Appennini); la Tuscia, che fu colonizzata e corroborata dal Sangue longobardo così come da quello gotico, accostandola per molte cose alla Lombardia.

Successivamente nacquero il Ducato di Spoleto e quello di Benevento, piuttosto autonomi e riottosi al dominio centrale sebbene venissero più tardi annessi.

I Longobardi si organizzarono in ducati ricalcando le precedenti suddivisioni bizantine, spesso in lotta col potere centrale pavese, e prima che la situazione si normalizzasse dovette esaurirsi la cosiddetta anarchia dei duchi che durò una decina di anni, subito dopo la morte dell’indiscusso duce Alboino e del suo successore Clefi, e che terminò con l’avvento del figlio Autari.

Ancor più decisivo il regno di Agilulfo, con le sue grandi conquiste nella Pianura Padana bizantina (Cremona, Mantova, Padova), e Teodolinda, la regina cattolica di dinastia bavarese che molto incise sulle sorti del Popolo longobardo.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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14 risposte a Lombardia germanica

  1. Anonimo ha detto:

    Quando proclameremo Bergamo città stato? 😄

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  2. W.S. ha detto:

    Lunga vita all’Austria Longobarda!

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  3. Mercurio ha detto:

    I longobardi sono allogeni, fuori dalle palle anche loro. Insubria ai veri Insubri!

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non banalizziamo la questione migratoria con queste battute. I Longobardi furono più che altro una classe dirigente medievale che addirittura stava per unire l’Italia, non fosse stato per i preti.

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  4. Enrico ha detto:

    Sei d’accordo sul fatto che in una Repubblica Presidenziale il Presidente della Repubblica sia in divisa?
    ps. Non è una cosa nazzzifassssiista. Ma la divisa è una cosa molto importante, ce l’avevano i bambini a scuola, ce l’ha chi guida un autobus, ce l’hanno le forze dell’ordine ecc. Perchè il Presidente della Repubblica (in una repubblica presidenziale e non in una repubblica delle banane come la nostra) non deve avere una divisa? Ricorda forse troppo il nazismo? Il fascismo? Anche i presidenti comunisti erano in divisa. Io la divisa la porto nel cuore, così come un vero patriota. Ricordo che anche quelli del MNL avevano una divisa.
    Tu saresti d’accordo se ce l’avesse anche il Presidente della Repubblica? (ripeto sempre in una repubblica presidenziale)

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Cosa c’entra con l’articolo scusa? Cerchiamo di rimanere in tema, grazie, o dovrei rispondere a mille domande che nulla c’entrano con l’argomento in questione.

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  5. Davi De ha detto:

    Secondo te quali sono i comuni e le zone della Lombardia più germanizzate ? e quelle meno o per niente germanizzate ?

    ovviamente mi riferisco da un punto di vista etnico e genetico , più che culturale

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      L’area del Canton Ticino, del Seprio, delle Prealpi, un tempo anche il contado di Milano, Pavia e Monza oggi travolto dall’immigrazione, e probabilmente anche della Bassa Bergamasca e Bresciana, dove fitta è la trama di toponimi longobardi in -engo, e l’incastellamento medievale. Di sicuri, direi solo Seprio e Canton Ticino comunque.

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      • Davi De ha detto:

        Anche in Val Sabbia (tipo Bagolino) ci sono influssi germanici o celto-germanici ?

        mi ricordo di aver visto una grandissima percentuale di persone (sicuramente locali , dato che gestivano ristoranti tradizionali/caserecci o agriturismi) con fattezze mittel-europee.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Mitteleuropee che vuol dire? Alpo-dinariche? Allora sì. Ma non sono dovute a popoli germanici. L’aspetto distintivo dei popoli germanici originari era quello nordico e cromagnoide. E in Lombardia, tutta, questi influssi sono limitati o mescolati con i tipi prevalenti (alpini, dinarici, mediterranei).

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