I Lombardi e la Lombardia

El Bisson

El Bisson

I Lombardi sono un Popolo, dunque un’etnia, nel loro piccolo; non sono una razza o una sub-razza, chiaramente, sono una delle tante genti che compongono la Nazione italiana.

I Lombardi, scendendo più nello specifico, appartengono alla razza caucasoide europea, agli Europidi, e sono la risultante della fusione di elementi di base (atlanto)mediterranea e alpina con altri di estrazione dinarica e, meno, nordica.

La Lombardia è relativamente vasta come territorio (qui inteso in senso etno-geografico), va dal fiume Sesia alla sponda occidentale del Garda e dal San Gottardo (Ticino) al Po, e quindi i Lombardi non sono del tutto omogenei, anche se gli elementi fisici e genetici basilari sono appunto il sostrato ligure (mediterraneo) e quello continentale (alpino).

Il nerbo lombardo è ovviamente situato nella Lombardia insubrica, nell’area che gravita attorno a Milano, la nostra “capitale”, e se vogliamo trova nel Seprio il suo fulcro contadino.

La zona sepriese fu proto-celtica (Golasecca), gallica (Insubri), germanica (Longobardi della Neustria), modellata dai reggenti medievali del famoso Contado del Seprio; è un po’ il bacino nordico della etno-regione, che poi continua col Sopraceneri.

Il cuore della Lombardia è abbastanza alpino, e il tipo alpino è certo quello prevalente nella etno-regione, solitamente associato ai Celti in quanto il grosso del popolo che questi si tiravano dietro, essendo centro-europeo, apparteneva a questo fenotipo. Un po’ come i Venetici e gli altri Italici, prevalentemente di estrazione dinarica.

Le élite dei popoli indoeuropei comunque erano nordiche.

Andando verso nord-est, si possono notare influssi retici (nord-etruschi) in Valtellina, nelle Orobie, nelle Prealpi bergamasche e bresciane, quindi dinarico-mediterranei, e lo stesso si riscontra a sud-est, in area padana, dove gli Etruschi, se non proprio a colonizzare giunsero ad influenzare zone come Cremonese, Bassa Bresciana, Mantovano.

L’aplogruppo R1b-U152, clade Z36, che tradizionalmente è legato alle invasioni galliche, picca però proprio nel Bresciano, e probabilmente (essendo presente anche in Svizzera) è connesso alla Cultura di La Tène.

Gli influssi liguri sono forti nel Pavese, nel Novarese, nel Milanese e Alto Milanese, nel Lodigiano e si esprimono in elementi mediterranei e progressivi (atlanto-mediterranei). La toponomastica però suggerisce substrato ligure anche lungo le Alpi lombarde occidentali, mediante il classico suffisso -asco/a.

Il modesto apporto nordico deriva dai Galli e soprattutto dai popoli germanici, quali Goti e Longobardi. Coi Franchi, nel Medioevo, si verificarono anche immigrazioni di altri elementi germanici come Alemanni, Svevi, Bavari. Nel nord-ovest della regione si possono trovare alcuni Walser alemannici, che sono l’unica minoranza storica in Lombardia.

Altre minoranze sono quella ebraica, ormai concentrata a Milano ma un tempo presente anche nell’ovest e nella Bassa, e quella dei Sinti, noti giostrai sempre nella Bassa.

Il Lombardo medio è medio-alto, robusto, brachicefalo, di carnagione chiara, capello castano, occhio intermedio; appartiene all’aplogruppo del cromosoma Y R1b e a quello del mtDNA H1 (euro-indigeno), che come detto è quello celto-italico, al gruppo sanguigno 0+ ma anche sensibilmente al gruppo euro-continentale A+, e digerisce certo il lattosio più di molti altri Italiani, per via della propria Storia. Come si sa più si va a nord più il lattosio è tollerato (in Italia si tollera poco per la robusta eredità neolitica e agricola del Paese).

Discreta diffusione dell’occhio nordico verde-grigio-azzurro, modesta diffusione del biondismo puro che in Ticino arriva al 20%.

Geneticamente parlando, a livello di DNA autosomico, siamo meno celtici e germanici di quanto uno potrebbe credere, poiché i Lombardi si collocano tra Toscani e Iberici. Sembra sorprendente, ma in realtà se pensiamo al fatto che l’Italia, tutta, è geneticamente più neolitica (Mediterraneo + Levante) dell’Iberia ha perfettamente senso. Siamo dunque Europei meridionali, nonostante qualche influsso fisico e genetico del Centro Europa, e mi auguro che anche alla luce di questo ci si metta il cuore in pace con certe masturbazioni paranoiche su Galli e Longobardi. Celto-Germanici sono nelle Fiandre o in Inghilterra, non in Lombardia.

Quello che, sempre geneticamente, distingue il Nord Italia dal Centro, ma soprattutto dal Sud, è un maggior contributo continentale al Nord e levantino al Sud. Con la Sardegna isolata. Non esiste però un baratro, di media, tra gli Italiani, e tutti quanti per certi versi si staccano dal resto dell’Europa per via della propria identità squisitamente peninsulare, che ci rende unici.

La Lombardia è stata modellata, a ovest dalle Culture proto-celtiche di Golasecca e Canegrate (emanazioni di quella di Hallstatt), a est da quella di Polada (senza dimenticare i Camuni); successivamente da quella gallica di La Tène e poi naturalmente dalla romanizzazione, che ha inserito la nostra regione nell’organismo italico.

Popoli storici degni di nota furono i Liguri (Lebeci, Levi, Marici, Euganei), i Reti (Vennoneti, Camuni, Triumplini), i Celto-Liguri (Insubri, Leponzi, Orobi), i Galli veri e propri (Biturigi, Cenomani, Boi), i Romani e gli altri popoli Italici che popolarono le colonie dopo la conquista della Gallia Cisalpina, e poi Goti, Longobardi e in misura minore Franchi e altri Germani. I Lombardi sono nati dalla fusione di questi elementi etnici, in particolar modo dall’incontro tra il substrato (celto)ligure e lo strato etnico italo-romano. Marginali i contributi germanici.

I Lombardi abitano un territorio mite, temperato, subcontinentale; centro-meridionale dal punto di vista geografico, legato alle Alpi e alla Valle del Po; la vegetazione forestale in area montana è composta da rovere e roverella, mentre in pianura è tipicamente continentale grazie a frassino, carpino e farnia; la fauna è a metà strada tra quella mediterranea e l’area mittel; la cucina ha influssi mitteleuropei perché a base di carne bovina e suina o di cacciagione e selvaggina, latticini, vegetali e frutti classici dell’area europea centrale come verze, patate, cicorie, orzo, segale, frumento, mele, frutta secca, che portano alla creazione di piatti poveri e rustici ma sostanziosi (cazzoeula, busecca, cotoletta, polpette, polente varie, pasta all’uovo ripiena, lardo e burro come condimenti, stufati, bolliti, affettati, dolci grassi di ogni tipo etc.); si beve più vino che birra, naturalmente. Il vino locale non ha nulla da invidiare a quello francese.

Risentiamo molto della romanizzazione, vuoi per la lingua, vuoi per il vino, vuoi per i castagni, vuoi per l’olio del Garda, vuoi per il cattolicesimo sempre abbastanza fedele a Roma (purtroppo), e naturalmente siamo una terra comunque mediterranea, sebbene non solo quello rispetto al Centro-Sud d’Italia.

Sangue, Suolo, Spirito! E nel caso lombardo questa fondamentale triade è celto-romanza, centro-meridionale (tra Continente e Penisola) ed essenzialmente latina il che, al contrario di quanto crede qualche pirla, non significa pizza-spaghetti-mandolino, ma indoeuropea. I Latini, i Romani, gli Italici che hanno fatto grande l’Italia romanizzando anche casa nostra non erano tanti piccoli Abatantuono per capirsi, ma erano fratelli dei Celti, dei Germani, dei Greci e degli altri Ariani. Allo stesso modo, l’America latina è latina (neolatina, per la verità) solo di lingua, e mi sembra scontato.

A livello di indole e di inclinazione culturale, i Lombardi sono intrisi di mentalità alpina e contadina (padana), grandi lavoratori, testardi, coriacei, sobri, terragni, intraprendenti, aspetti che comportano benefici (lavoro, parsimonia, ordine, efficienza, sviluppo, benessere) ma anche difetti (taccagneria, ottusità, bigottismo, campanilismo, chiusura mentale e grettezza, ignoranza, piccineria, arroganza). E anche materialismo e consumismo, grandissimi nemici dell’impegno identitario ma amicissimi dei nostri giovani, ahimè.

A volte ce la prendiamo solo ed esclusivamente coi meridionali o con gli immigrati ma senza capire che la colpa dell’attuale condizione di “colonia” romana e terzomondista è essenzialmente nostra: una società viene invasa innanzitutto perché corrotta al suo interno. I Settentrionali hanno abdicato al ruolo storico guadagnato col Risorgimento e ora ne pagano le conseguenze. Questo succede, sacrificando l’identitarismo al dio denaro.

La cosa migliore per i Lombardi è mettere da parte leghismo, secessionismo e indipendentismo, chincaglieria inventata e poi rinnegata dalla stessa Lega Nord e oggi ripresa da sue patacche, per abbracciare un maturo Italianesimo etnico, etno-nazionale, capace finalmente di dare alla Nazione un federalismo identitario serio ed efficace.

Credo che a ben vedere sia l’unico modo per mantenere compatto il fronte italiano di chi combatte contro i mortali nemici dell’Identità, che certo non fanno distinzione tra Lombardi e altri Italiani, essendo europei al pari degli altri Popoli del Continente minacciati d’estinzione dal sistema-mondo.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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3 risposte a I Lombardi e la Lombardia

  1. Davi De ha detto:

    Io vivo nella provincia di Brescia e ho notato che le tipologie più diffuse tra gli autoctoni sono :
    AtlantoMed , Padanid / Atlanto-dinarid , Alpinid , Alpino-Med , GracileMed , Sub-Nordid , Norid , NordoMed e ho notato anche scarsissima presenza (sempre tra autoctoni , o almeno credo) di East Med e Hallstatt Nordid.

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  2. Anna ha detto:

    Guarda questo video dal minuto: 3:36. Non riesco più a smettere di ridere. Adesso capisco perfettamente perchè inglesi, tedeschi e francesi ridono di noi.
    Questa è l’Italia:

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Fa pena perché si riduce l’Italia ad una bega politica, e troppo spesso chi difende l’Italia (ma come stato non come Nazione) in funzione anti-leghista col nazionalismo non c’entra nulla. Proprio come quel barbuto signore.

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