L’ateismo non è la soluzione, è un problema

Pur non essendo religioso, o quantomeno non riconoscendomi in alcuna religione a livello pratico, ritengo che l’ateismo e anche l’agnosticismo siano dannosi, il primo in particolar modo, in quanto ingenerano nella massa atteggiamenti del tutto anti-identitari. Il secondo invece è tipico del soggetto che non sa né di carne né di pesce ma di fastidiosa indifferenza.

L’ateismo è a suo modo un altro tipo di oscurantismo, come lo stesso egualitarismo illuminista, perché crea le condizioni, nella testa della gente, per l’affermarsi di dottrine totalmente nefaste come il relativismo, il materialismo, il nichilismo e di conseguenza il pluralismo secondo cui nessuno avrebbe ragione, o tutti ne hanno in parte, ed è giusto dunque asfaltare l’Identità per far spazio all’imbastardimento qualunquista.

No, non è così che funziona: se da una parte è giusto neutralizzare gli sciagurati influssi del monoteismo abramitico sulla nostra società, dall’altra lo strumento da utilizzare per farlo non può essere una dittatura parimenti feroce, soprattutto a livello culturale, le cui conseguenze non possono che essere anti-europee; il mezzo da impiegare deve essere l’identitarismo e il tradizionalismo indoeuropeo.

Io sono un amante della Ragione e del razionalismo, e ritengo siano fondamentali per rendere credibile il nazionalismo etnico. Razionalismo però non è né ateismo, né relativismo, né pluralismo; proprio perché implica l’uso della Ragione, ogni dottrina anti-razionale deve essere bandita, e dunque anche quelle partorite dal modernismo illuminista.

Dobbiamo forse liberarci da Geova per finire tra le fauci del moloc mondialista il cui unico credo, materialista, è il dio denaro? Non credo proprio.

Nell’immaginario comune, essere atei significa essere comunisti, anti-identitari e materialisti. Il comunismo perseguitava la religione per imporre il culto relativista dell’universalismo proletario, tenendo in completa non cale le tematiche identitarie; d’altro canto, l’altra faccia della medaglia, il capitalismo, schifa la religione per imporre culti relativisti basati sull’edonismo, sull’appagamento degli istinti più bassi e capricciosi, e sull’individualismo massificante. Sì, perché l’individualismo gioca tutto sulla realizzazione rigidamente personale del soggetto, ma in realtà non è che totale omologazione alla massa amorfa che si crede originale e unica, presa nei singoli, ma che non è altro che marasma blandito dal qualunquismo più becero: la massa è formata da burattini del sistema e del mercato globale che si credono originali solo perché in possesso di beni consumistici, che logicamente hanno in moltissimi, martellati come sono dalla pubblicità della scatola parlante (la tivù).

Il modernismo ci vuole tutti uguali e ugualmente rintronati dai media americani; esseri privi di qualità e tutti standardizzati le cui massime aspirazioni siano auto, ville, lusso, belle ma vacue donne, soldi facili, consumismo a palate al posto di qualsivoglia credo religioso.

Riconosco alla severa morale cattolica, che mi ha cresciuto, di avermi preservato da queste tentazioni (ma riconosco solo questo). D’altra parte, il mos maiorum non aveva certo bisogno del cristianesimo per promuovere valori sani ed elevati, degni della miglior morale di stampo indoeuropeo, ossia i valori del Sangue, del Suolo e dello Spirito. Noi dobbiamo proprio recuperare la latinità perduta e renderla il veicolo dell’aristocrazia italiana, perché la grande spiritualità (non certo in conflitto con la Ragione) che deve ri-animare questa nostra Italia non può che fondarsi sui sacrali principi dell’eterna Roma.

L’ateismo non può che portare al relativismo valoriale più becero; uno dice “Dio non esiste, non esiste alcun dio” e quindi si sente autorizzato, automaticamente, a dissipare la propria vita in bagordi e trastulli perché affrancato da qualsivoglia giudizio trascendentale, finendo per danneggiare, spesso mortalmente, la propria Comunità d’appartenenza.

L’ateismo è nemico dell’Identità, anche perché l’Identità deve assolutamente recuperare i culti tradizionali delle terre europee, legati inscindibilmente, come sono, ad esse e al Sangue delle stirpi che li praticarono.

Il dio di Ebrei, cristiani e islamici viene oggi sostituito dal feticcio consumistico, nel mondo occidentale, e non è certo un progresso. L’universalismo abramitico assume così il volto dell’universalismo mondialista, il cui fine primo e ultimo è omologare l’umanità agli standard di mercato, banche e multinazionali, facendole credere che ad esistere sia solo il denaro, il demone del denaro, cagione prima della rovina totale del mondo occidentale.

Ancora una volta sono gli USA la patria di questo scempio, e non è certo un caso che là sia un tripudio di marcia morale calvinista e di sette cristiane disparate, frutto proprio del relativismo distruttore su cui si fonda la società americana, culla dei disvalori che stanno lentamente uccidendo l’Europa.

Liberarsi dall’America significa anche liberarsi dalle mortali spire del consumismo eradicatore: il Dio che tanto esaltano gli Americani, financo sulle loro banconote (guarda caso), non è che il soldo, e non è certo dunque una valida alternativa all’ateismo marxista tanto esecrato, strumentalmente, dai paladini della (loro) giustizia.

Oggi, occorre ritrovare il senso comunitario, genuinamente nazionale ed europeo, che fu dei Padri indoeuropei, se vogliamo donare un futuro alla nostra Stirpe. In questo senso, l’ateismo (che non è razionalismo) non può essere una soluzione alla crisi morale dilagante, ma un problema, essendo unicamente fonte di libertinaggio, la rovina dei giovani europei.

Serve una religione civile, una religione nazionale, per ridare speranza al nostro Continente, e questa religione non può che passare dalla riscoperta dei culti tradizionali d’Europa e dalla severa etica, che oggi chiameremmo identitaria, che ha reso così grande Roma da tramutarla in un Impero.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2014/10/lateismo-non-e-la-soluzione-e-un-problema.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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3 risposte a L’ateismo non è la soluzione, è un problema

  1. Antonio ha detto:

    Non saranno native del Suolo europeo, ma ho sempre rispettato le religioni estremo-orientali, le quali spesso sono assolutamente compatibili con la Ragione. Consiglio la lettura de “Il dio della guerra. Il barone Roman Feodorovič von Ungern-Sternberg”. Saluti romani.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il mondo eurasiatico è tutto meritevole di studio; la priorità comunque va sempre all’Eurasia indoeuropea: Armenia, Anatolia, Persia, India, Battriana-Tocharistan.

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    • Nico ha detto:

      Tra le religioni orientali direi che alcune di esse come il “Buddismo” (religione della nullificazione dell’io)
      sono pericolose alla pari del monoteismo abramitico.
      Come dice Paolo direi di concentratci sull religioni dell’area indoeuropea.

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