La Lombardia meridionale

Statua al fiume Po

Statua al fiume Po

La Lombardia meridionale, che comprende parte della Val Padana, riguarda i territori di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova. Nella etno-regione insubrica che ho pensato, i due Oltrepò, pavese e mantovano, sarebbero da assegnare all’Emilia, per motivi linguistici e geografici.

Volendo, però, per motivi di influssi culturali i territori di Tortona, Voghera, Piacenza e Suzzara, potrebbero essere considerati lombardi; nel caso del Piacentino si tratterebbe della parte centro-settentrionale della provincia, perché quella restante è ligure.

La Lombardia meridionale, in senso allargato, comprende dunque Tortona, Voghera, l’Oltrepò pavese, Piacenza (fino all’angolo nord-occidentale della provincia di Parma, zone come Busseto, Fidenza e Salsomaggiore), Lodi, Cremona, Casalmaggiore, Mantova e l’Oltrepò mantovano.

Grande protagonista delle vicende meridionali è il fiume Po che dà il nome alla Pianura Padana e che costituisce una frontiera naturale, ma non troppo severa viste le reciproche influenze, tra Lombardia ed Emilia.

Il controverso termine “Padania”, che non è un etnonimo e si presta a mille inflazioni e banalizzazioni politiche, può essere però un utile coronimo da impiegare per definire meglio l’Emilia che è il fulcro della Val Padana, della Pianura dell’Eridano, per dirla alla greca. Come sappiamo l’Emilia deve il suo nome alla via che collega Piacenza a Rimini, costruita da Marco Emilio Lepido, console romano.

La Lombardia medievale inglobava tutto il nord-ovest italiano, dunque anche Piemonte, Liguria ed Emilia (basti pensare alla città di Reggio, che prima dell’unificazione si chiamava Reggio di Lombardia), ma oggi, per conservare le specificità regionali di ciascuno, appare più utile mantenere Piemonte, Liguria, Insubria/Lombardia ed Emilia distaccati, sebbene non tutti questi nomi abbiano accezione etnica. Sono però nomi millenari, tradizionali, e non invenzioni dell’altro ieri. Hanno quindi un senso ben preciso.

C’è poi la Romagna, storicamente distinta dall’Emilia ma non certo remota da essa, anzi, linguisticamente si può dire che vi sia un continuum tra queste aree, almeno a partire dal Parmense. Molti linguisti parlano di dialetti emiliano-romagnoli, non a caso.

A livello amministrativo, intendo la Lombardia meridionale come province di Pavia (con Lodi, città fortemente legata alla capitale longobarda, alleata fedele del Barbarossa e in lotta con Milano), Cremona (senza il Cremasco ma con l’area di Soresina) e Mantova (con Casalmaggiore, oggi sotto Cremona, ma senza Suzzara e l’Oltrepò).

Insegne di queste province sono la Croce di San Giovanni Battista per Pavia, il classico stemma bianco-rosso con il braccio e la palla del leggendario Zanen de la Bala per Cremona, e la Croce di San Giorgio (con aquile imperiali nere) per Mantova.

A livello etno-culturale invece, come detto, la Lombardia meridionale potrebbe essere allargata includendo la parte nord-occidentale dell’Emilia con Tortona, Voghera e Suzzara.

Sono aree di transizione, in cui si fondono varie influenze reciproche, ed è per questo che a livello amministrativo non si può che dividere Lombardia ed Emilia usando criteri geografici; il Po non è un’opinione insomma.

I dialetti parlati in queste terre sono tortonese, pavese, oltrepadano, piacentino, lodigiano, cremonese, mantovano e alcune loro varianti. L’area casalasco-viadanese è mantovana, ricordo.

Il mantovano è considerato emiliano senz’altro, gli altri, eccetto l’insubrico lodigiano, sono il risultato di influssi reciproci tra area transpadana e cispadana.

Ciò nonostante gli influssi milanesi sul pavese sono assai forti e lo orientano più verso Milano che verso l’Emilia. D’altro canto, per via della sua storia, Pavia è certamente lombarda, non emiliana, al pari di Lodi, Cremona e Mantova.

Tortonese, oltrepadano e piacentino invece hanno influssi lombardi che si notano bene nella presenza delle vocali turbate di origine celto-germanica ö e ü e altri fenomeni, anche a livello di lessico e di costrutti fraseologici. Ma rimangono parlate emiliane.

In fondo, queste aree, come il resto di Lombardia ed Emilia, hanno conosciuto le medesime popolazioni: Liguri, Celto-Liguri, Galli, Romani, Longobardi (giunti tardi nel Bolognese e nel Ferrarese).

Quel che, etnicamente, separa Lombardia ed Emilia è la cultura, italica, villanoviana e i più forti influssi Etruschi (Etruria padana) dell’Emilia, che giungevano sino a Mantova (ivi si trovava l’emporio del Forcello).

Nella Lombardia meridionale trovarono spazio Liguri (tra cui Levi e Marici), Celto-Liguri (Anamari), Galli (Insubri e Boi), influssi italici villanoviani ed influssi etruschi, soprattutto a Cremona e Mantova.

Forte la romanizzazione di quelle terre, come dimostra la rete viaria e le svariate colonie (tra cui Pavia, Lodi, Piacenza, Fidenza) dedotte.

Gli Etruschi, spesso inquadrati come invasori levantini, erano il risultato della sedimentazione locale di più popoli: autoctoni mediterranei, Italici indoeuropei (villanoviani) e forse una classe dominante di Anatolici (i cosiddetti Tirreni/Tirseni), che parlavano una varietà linguistica anatolica solitamente considerata preindoeuropea, assieme al lemnio e al retico. Da studi genetici, pare però che gli Etruschi veri e propri, quelli dell’Asia Minore appunto, abbiano influito ben poco sui moderni Toscani, e figuratevi dunque su aree come l’Etruria padana che erano importanti soprattutto da un punto di vista commerciale.

I Liguri invece erano prevalentemente autoctoni mediterranei, sebbene fortemente indoeuropeizzati (celtizzati, soprattutto). In antropologia fisica, il cosiddetto tipo ligure è l’atlanto-mediterranide, ossia un tipo mediterraneo alto, robusto e più chiaro di quello basico.

I Longobardi fecero la loro parte, fino a Spilamberto segnatamente, e colonizzarono notevolmente l’area appenninica tosco-padana (si può rintracciare un curioso picco di biondismo in Lunigiana).

La Lombardia meridionale presenta un aspetto sub-razziale atlanto-mediterranide, alpinide o padanide, ossia, come abbiamo già visto, risultante dell’incrocio tra tipo ligure e quello adriatico (dinaride). Un’area certamente più mediterranea del resto della Lombardia. Anche gli Etruschi hanno contribuito, e lo si vede nella componente genetica anatolico-caucasica che si fa più marcata varcando il Po a sud. Si parla comunque sempre di influssi, non di ceppo predominante. Geneticamente parlando il Nord Italia è sud-occidentale come la Penisola Iberica, a differenza del Centro-Sud che ha un maggiore input sud-orientale, in particolar modo nel Meridione d’Italia.

La Lombardia meridionale amministrativa, per così dire, fa degnamente parte della Lombardia, anche per via dei determinanti influssi signorili milanesi. Zone come Pavia, Lodi e Cremona sono sempre orbitate attorno al capoluogo lombardo, e questo si fa sentire anche a livello linguistico ed etnico.

Del resto anche una città come Piacenza è decisamente più legata a Milano che a Bologna, e le influenze ambrosiane arrivano sino ad Alessandria, in Piemonte, il cui stemma è copia di quello milanese, marca della Lega Lombarda come tutti gli altri scudi crociati, con Croce di San Giorgio, del Nord Italia. Ma eguale importanza ricopre il negativo di tale vessillo, che è la croce ghibellina di San Giovanni, forte in Piemonte, Insubria, Ticino, e presente qua e là in tutto il Nord.

Una mentalità “lombarda” imprenditoriale, industriale, liberale (ma non lo dico certo con vanto) contraddistingue l’Emilia nord-occidentale dal resto della regione e la accosta proprio alla Lombardia meridionale, tanto che per certi versi, come abbiamo visto, può esserne una sua propaggine.

Il mondo emiliano stereotipato è fatto di tortellini, salumi, formaggi, motori, vino, cantautori, spirito dissacrante, comunismo e sindacalismo, e capite bene che una città come Piacenza esula da questo contesto, virando sul mondo lombardo.

Ma da un punto di vista linguistico, il Piacentino è certamente più emiliano che lombardo, al pari di tortonese e oltrepadano, e così a livello geografico essendo cispadano. Per questo mantengo come confine amministrativo il grande fiume delle pianure.

Sicuramente avrebbe senso una macro-regione lombarda allargata alla sua accezione medievale, ma pur sempre inserita nel suo naturale contesto italiano. Il problema si rifletterebbe però sulla preservazione degli aspetti etno-culturali peculiari delle etno-regioni che la macroregione includerebbe, e dunque Piemonte, Lombardia, Emilia e Liguria.

Credo che la cosa migliore sia preservare queste peculiarità all’interno di regioni omogenee, etniche, piuttosto che in un ente allargato che includa genti diverse, dai Liguri ai Trentini occidentali, dai Ticinesi ai Bolognesi.

Qualcuno mi dirà: la Padania, al posto dell’Italia. E io non posso che rispondergli che la Tradizione millenaria ha un valore ben più importante e solido di qualsivoglia fantasia figlia degli anni ’90 del secolo scorso, fantasia rigettata dagli stessi personaggi che la concepirono.

Advertisements

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Etnia, Lombardia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

32 risposte a La Lombardia meridionale

  1. Davi De ha detto:

    Non ho capito bene , quali comuni (attuali) dell’Emilia sarebbero quindi parte della Lombardia ?
    e quali comuni (attualmente) lombardi sarebbero invece parte dell’Emilia ?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      No, alla etno-regione insubrica “sizziana” non andrebbero territori emiliani, è l’Emilia che guadagnerebbe l’Oltrepò pavese e quello mantovano, che sono territori cispadani emiliani linguisticamente.

      Mi piace

      • Davi De ha detto:

        hai già pensato di fare discorsi di questo tipo anche per quanto riguarda altri territori italiani ?

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sì, più avanti affronterò le altre etno-regioni, anche se ovviamente la loro conoscenza è meno approfondita di quella lombarda.

        Mi piace

    • Davi De ha detto:

      Magari anche una discussione sui Lombardi di Sicilia e Basilicata , dato che ti riguardano anche da vicino , essendo dei Lombardi migrati nel medioevo .

      Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sì, la Lombardia dopotutto, in senso letterale, è la sovrapposizione della Longobardia sulla Gallia Cisalpina.

        Mi piace

  2. Matt ha detto:

    Tanti auguri di compleanno e buona Padania!

    Mi piace

  3. Aina ha detto:

    Buon Giorno Sizzi, posso porti una domanda? Grazie anticipatamente.

    Mi piace

  4. Aina ha detto:

    Sono una ragazza finlandese che vive in Italia. Da poco ho iniziato a leggere la storia dell’Italia, del mio paese e generalmente d’Europa. Mi sono sempre considerata nordica, cosi come ho sempre considerato nordici la maggior parte dei finlandesi. Tuttavia ultimamente ho letto che molti pensano che i finlandesi non siano europidi. Sono rimasta incredula, come è possibile?. Potresti spiegarmi come stanno le cose? Grazie.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Una ragazza finlandese che parla italiano meglio di me? Comunque, i Finnici, sono prevalentemente europidi (baltici più che nordici), e ci mancherebbe, ma hanno un certo contributo genetico orientale, siberiano, che ammonta circa al 10% dei loro geni. Sono una popolazione arcaica, isolata dal resto dell’Europa, un po’ come gli Italiani; tuttavia, grazie alle genti ugro-finniche, uraliche, sono sicuramente i più chiari di pigmentazione.

      Mi piace

  5. Aina ha detto:

    Si, sono diversi anni che vivo in Italia e quindi ho imparato abbastanza bene questa lingua, anche se i finlandesi in Italia sono davvero scarsi. Il dubbio di molte persone nei forum era che il dna paterno più diffuso in Finlandia è n1c1. Tu pensi che sia una variante europea? Inoltre secondo te che aspetto avevano i portatori del n1c1 quando arrivarono in Finlandia? Perchè da quel che ho capito i portatori del n1c1 arrivarono dalla Siberia. Erano sempre europidi? Grazie.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Complimenti. Tale aplogruppo è stato portato da genti ugro-finniche, uraliche quindi, che io considero europidi: il loro aspetto doveva essere cromagnoide infantilizzato, parallelo al tipo alpino continentale. Vale a dire baltico, che è ancor oggi l’aspetto più diffuso in Finlandia. A volte può capitare la mistura Ladogan che può avere forti tendenze mongoloidi. Così come più spesso capita quella nordica, frutto anche della vicina Svezia e dell’indoeuropeizzazione. Anche l’R1b veniva dal cuore dell’Eurasia ma in Europa non giunse con genti di tipo turanico, ma indoeuropeo.

      Mi piace

  6. Aina ha detto:

    Grazie mille Paolo, sei davvero bravissimo!!

    Mi piace

  7. Giulio ha detto:

    Effettivamente, sebbene tutta l’Emilia possa considerarsi un po’ lombarda, Piacenza è sicuramente più lombarda-lombarda che lombarda-emiliana, sebbene sia a metà strada. Il Po può essere sicuramente un confine geografico, ma anche l’Appennino Ligure: Bobbio vanta una storia sicuramente lombarda, non ligure.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Lo status delle 4 Province è intricato, ma il sostrato etnico è limpido: ligure.

      Mi piace

      • Giulio ha detto:

        Come buona parte del nord-ovest, giusto? Non conosco la genetica, ma etnicamente non dovrebbero esserci grosse differenze tra le due sponde del Po. Le popolazioni sono le stesse, ed il fiume non è una barriera così rigida come possono essere invece le Alpi. Cremona e Piacenza sono state fondate entrambe dai Romani nello stesso periodo, dunque non dovrebbero essere così dissimili (?)

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sì il Po non è una barriera severa, rispetto alle Alpi. Il sostrato fondamentale del nord-ovest è ligure. Le suddivisioni amministrative in Piemonte, Insubria/Lombardia, Emilia e Liguria sono di comodo, nonché dettate da ragioni comunitarie per preservare le peculiarità regionali. L’area transpadana comunque, rispetto a quella cispadana, è più celtica, perché prima dei Galli c’erano già culture proto-celtiche.

        Mi piace

  8. Gianni ha detto:

    Scusami una domanda:quindi la Lombardia si divide in tre aree storico-geografiche?
    Oppure in due?

    Mi piace

  9. Gianni ha detto:

    Quindi occidentale e meridionale?
    Per dirla storicamente: Insubri e Cenomani?

    Mi piace

  10. Gianni ha detto:

    I Boi chi sarebbero?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      I Celti che han rifondato Felsina, odierna Bologna, dandole il nome. Andavano da Piacenza al Bolognese. A Ferrara c’erano i Lingoni, in Romagna i Senoni.

      Mi piace

  11. Gianni ha detto:

    Facendo un discorso più ampio, lasciando da parte la questione della regione, parlando di provincie o centri, io azzarderei una sorta di “accorpamento” tra le provincie del Piemonte nord-occidentale come Novara, Vercelli e Verbania con Varese, Como e Lecco, in una sorta di unica area insubre, la cui eventuale realizzazione è in progetto da molti anni.
    Come anche per Alessandria e Pavia.
    E Cremona e Mantova più vicine all’orbita emiliana, sopratutto nell’area della Food Valley quindi Piacenza, Parma, Reggio e Modena.
    Sei d’accordo?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      La questione delle province è secondaria. Non vorrei che qui si disquisisse troppo su confini tra diocesi e antichi contadi finendo per mettere in secondo piano la questione principale: l’unità etno-regionale. Sulle province ognuno può avere le sue idee. Comunque Vercelli la lascerei in Piemonte, idem per Alessandria e manterrei la distinzione tra Transpadani e Cispadani. Il Po non è un’opinione.

      Mi piace

  12. Gianni ha detto:

    Per distinzione tra Transpadani e Cispadani intendi anche le altre regioni, oppure solo la Lombardia?

    Mi piace

  13. Gianni ha detto:

    Capisco, quindi non saresti molto orientato ad un allargamento delle provincie?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...