Il caso Gambirasio

Palazzetto di Brembate di Sopra

Palazzetto di Brembate di Sopra

Il 26 novembre 2010 perdeva tragicamente la sua giovanissima vita Yara Gambirasio, una mia compaesana brembatese tredicenne.

Non conoscevo né lei, né la famiglia, se non per sentito dire il ramo paterno, ciò nonostante mi sembra più che giusto esprimere il mio punto di vista; ebbi modo di parlarne anche in passato, in maniera non molto lucida, e di questo me ne scuso soprattutto con la famiglia e con la sua memoria. La ragazzina infatti era metà salentina per parte di madre, ma questo chiaramente è di ben poca importanza vista l’atroce fine che ha fatto. Aggiungo comunque che le esagerazioni uscirono subito dopo la scomparsa, e non successivamente al ritrovamento del cadavere.

Yara era una promessa della ginnastica ritmica e pareva una ragazzina semplice e senza grilli per la testa.

La sera di venerdì 26 novembre 2010 scomparve da Brembate di Sopra dopo essersi diretta al palazzetto dello sport, per seguire un allenamento delle amiche, e a casa non ci tornò mai più, se non, purtroppo, in una cassa da morto nel maggio del 2011.

Fu ritrovata infatti tre mesi dopo, in un desolato campo pieno di sterpaglie e pattume, a Chignolo d’Isola, paese non molto distante da Brembate, in avanzato stato di decomposizione.

L’autopsia ha stabilito che fu uccisa, o lasciata morire, la sera stessa del rapimento.

La poverina, uscendo dal palazzetto, potrebbe essere salita in macchina con qualcuno, o peggio rapita da qualcuno dopo averla caricata a forza su di un furgone bianco da cantiere o su di un camioncino. Dabbenaggine ha voluto che le telecamere di sorveglianza del centro sportivo fossero fuori uso, folgorate l’estate prima durante un temporale e non sostituite.

Chi potrebbe macchiarsi di un delitto siffatto? Rapire una bambina, tentare di violentarla, seviziarla, ucciderla o abbandonarla stordita in un campo, al buio, al freddo, in balia delle ferite, dell’angoscia e della fame, delle bestie selvatiche?

Lo ammetto, all’epoca partii in quarta ipotizzando uno o più criminali allogeni, fossero essi europei o extra-europei, senza pensare che invece avrebbe potuto essere un maniaco della zona. Sembra infatti che gli inquirenti abbiano acciuffato tal Massimo Giuseppe Bossetti, manovale di Mapello sposato e con figli, tramite il suo DNA.

Una vicenda questa davvero oscura e contorta, in quanto non si risalì subito al Bossetti ma al suo presunto padre biologico defunto, Giuseppe Guerinoni, che avrebbe ingravidato la madre del muratore all’oscuro del Bossetti senior.

Sembra davvero la trama di un film tutto questo e si capisce che gli avvoltoi si siano subito fiondati sul soggetto per sfornarne una pellicola.

Naturalmente non posso sapere se questo Massimo Giuseppe sia il vero assassino della Gambirasio (sebbene, molto probabilmente, l’intenzione di uccidere non ci fosse). Questo caso è durato quattro anni prima della sua, presunta, soluzione e dirlo intricato, oscuro, complicato è dire poco.

Quando ne scrissi la prima volta, per via di pregiudizi lombardisti, pensai subito alla pista forestiera. Essa portava al famigerato cantiere di Mapello, che quando Yara fu rapita e uccisa, era gremito di stranieri, tra cui il famoso Fikri. La sua vicenda credo sia ormai nota, ma gli inquirenti fecero un pastrocchio. Perché dunque prendere per oro colato le loro ultime prese di posizione? Bossetti è infatti in carcere da giugno e si tenta sapientemente in ogni modo di infangarne la reputazione. C’è solo da sperare che quanto dicono di lui sia vero, perché altrimenti sarebbe una vergogna: sbattuto in prima pagina dappertutto come mostro di Brembate, depravato e maniaco sessuale affamato di tredicenni, cornificato dalla moglie e quindi frustrato. Ma certo, davanti ad un manovale bergamasco ci si fanno pochi scrupoli, anche per poter cavalcare l’onda del “Vedete che lo fate anche voi?” e sorvolare sui misfatti degli stranieri o dei Meridionali.

Non parliamo poi della solita sovraesposizione mediatica cui il paese è sottoposto, con tanto di strascichi da soap opera per la vicenda del figlio illegittimo di Guerinoni, l’autista rubacuori della Val Seriana.

Il cantiere di Mapello, tornando a noi, si trovava praticamente dietro al palazzetto dove si allenava Yara, ed è passaggio obbligatorio per uno che da Brembate voglia perdersi nelle fosche piane dell’Isola Bergamasca, per commettere qualche misfatto. Anche i cani fiutarono quel luogo quando ci si lanciò alla ricerca della ragazzina, all’indomani della scomparsa.

Chi ha ammazzato la bambina potrebbe averla prima portata in quel posto (che oggi è un gigantesco centro commerciale, bel memoriale davvero) ed in un secondo momento si potrebbe esser diretto verso il campo di Chignolo, che si trova in una malfamata zona industriale di quel paese, alle spalle di una discoteca afro, covo di pervertiti d’ogni risma e di tossici.

Non si capisce bene se in quel campo sia stata abbandonata morente, o sia stata finita altrove e poi abbandonata lì, ma sembra non sia stata ammazzata intenzionalmente.

Oltre al marocchino Fikri, che venne incastrato con una intercettazione telefonica (ma la frase che avrebbe pronunciato sarebbe stata mal tradotta), s’è parlato di branchi di stupratori pedofili stranieri che bazzicherebbero tra il ghetto di Zingonia e le nostre zone, di un gruppo di Calabresi che la sera del 26 novembre avevano tutti quanti il cellulare spento e si trovavano nella zona di Brembate (chissà per cosa), e si è anche seguita una pista famigliare che conduceva in Salento. Vorrei inoltre ricordare che i manovali del cantiere di Mapello non vennero controllati, e rimpatriarono, mentre invece sono stati sottoposti al test del DNA 18.000 abitanti della Bergamasca, tra cui il sottoscritto, con annesso spreco di quattrini (e senza nemmeno una mappatura da genetica delle popolazioni). Devo ancora capire il perché visto che in paese non ci bazzico da anni, e tanto meno frequento la palestra e dintorni. Forse in quanto blogger nazzi-fascio-leghista-razzista-sataniko?

Ad ogni modo, ora avrebbero incastrato questo Bossetti, risalendo al suo profilo genetico, come ricordato. Fa nulla se per mesi ci hanno detto che l’assassino della ragazzina avesse gli occhi marroni (Bossetti ha due vistosi occhi azzurri), potesse essere donna, potessero essere più d’uno, e altre contraddizioni.

Il DNA di Bossetti sarebbe finito sugli slip della ragazzina, ma non pare essere liquido seminale; certamente, non si può pensare di incolpare uno solo per questo, la ragazzina è rimasta in quel campo per tre mesi e il muratore andava lì vicino ad acquistare del sabbione per  il cantiere di Palazzago dove lavorava. Altro discorso se l’alibi di lui crollasse o lui cedesse. Dico solo di andarci cauti, perché non sarebbe la prima clamorosa cantonata che gli inquirenti prendono. Di innocenti finiti dentro ce ne sono già stati. Davvero strano poi che chi indaga sia risalito al manovale solo dopo 4 anni. Una faccenda davvero complicata.

Si stenta pure a capire il movente anche se, messo così, sembrerebbe che i due si conoscessero e che lui abbia osato troppo finendo per perdere la testa. Ma se così fosse verrebbe spontaneo chiedersi come mai non si è risaliti subito al muratore: non c’erano tracce che testimoniassero una conoscenza reciproca?

Naturalmente, gli investigatori saranno in possesso di informazioni che non sono state divulgate, ma il caso rimane intricato e nebuloso e ci si attivò troppo tardi per risolverlo: i carabinieri andavano allertati immediatamente. Aggiungerei anche che le ragazzine di tredici anni andrebbero sempre accompagnate, le buie sere di novembre, ma non vorrei sembrare inutilmente cinico. Sono sinceramente vicino al dolore della famiglia di Yara e, come tutta la comunità brembatese, voglio venga fatta giustizia e che barbarie simili non accadano mai più, né qui né altrove.

Si spera comunque che non si stia tentando di forzare la mano per avere un colpevole a tutti i costi e coprire così gli errori commessi dal novembre 2010 a questa parte.

Qualora invece il colpevole fosse davvero Massimo Bossetti non posso che aspettarmi una pena esemplare: non essendo, pare, un omicidio volontario o premeditato direi ergastolo con lavori forzati. Diversamente, la pena di morte mi tenterebbe e sarebbe da rivalutare davanti a crimini abominevoli come le violenze sui minori.

Staremo a vedere, ma se da una parte mi auguro che Bossetti non sia il responsabile perché bergamasco, sposato e con figli piccoli, dall’altra mi augurerei che invece possa essere lui perché così si dimostrebbe vero quanto gli stanno ora gettando addosso e la piccola Yara potrebbe finalmente avere giustizia, assieme alla famiglia. E si eviterebbe anche l’ignominiosa figura fecale qualora il colpevole invece non fosse lui.

Un tempo volevo l’assassino allogeno a tutti i costi, ma, come la stessa cronaca ci testimonia, crimini efferati possono accadere anche per mano di indigeni “padani”.

E proprio alla luce di questo, i delinquenti forestieri andrebbero rispediti a calci a casa loro e, per prevenire, controllare rigorosamente gli immigrati che abbiamo in casa, per rimpatriarli gradualmente e sostituirli, perché no, con gli Italiani all’estero.

Buona parte dei delinquenti che affollano le nostre carceri sono di origine straniera infatti.

Ricordo comunque che ho sempre, e dico sempre, esecrato con fermo sdegno il barbaro omicidio di Yara Gambirasio, e che nonostante qualche, diciamo pure, delirio ho sempre auspicato che il colpevole venisse catturato e punito a dovere.

Questo sia detto anche a coloro che, strumentalmente, mi hanno attaccato (e mi attaccano) per questa storia, non avendo di meglio cui aggrapparsi per avere il pretesto di rompere sterilmente le scatole. I soliti piagnucolosi vittimisti, nemici della sacrosanta libertà d’espressione, troppo presi a demonizzare tutti quelli che non aderiscono alla dittatura del pensiero unico per aprire gli occhi sul vero crimine, che è quanto fa concretamente del male a persone o cose.

In particolar modo, mi riferisco ad alcuni personaggi meridionali, che non meritano di essere citati, che sulla Rete si sono divertiti a mettermi alla berlina per la faccenda delle origini salentine della povera Yara, su cui avevo posto enfasi nei vecchi scritti; mi presero di mira anche per il fatto di aver ipotizzato che la scomparsa della ragazza fosse imputabile a qualche criminale sempre del Sud. A questi “signori” vorrei dire che, prima di tutto, la criminalità organizzata (e certo degrado) nata nel Meridione e finita a Nord non me la sono inventata io, ma è un dato di fatto, una delle più gravi pecche che attanaglia questo Paese, e in secondo luogo che non si può pretendere di ergersi a moralisti superiori del sottoscritto se poi ci si abbassa ad esporlo al pubblico ludibrio istigando all’insulto, alla calunnia, alla minaccia, scatenando la solita vittimista canea meridionalista anti-settentrionale.

Io ho avuto l’umiltà e il buonsenso di chiedere scusa a chi di dovere per gli eccessi e le gratuite cattiverie, ma lorsignori? Avranno mai l’umiltà e il buonsenso per chiedere scusa al sottoscritto di tutte le rabbiose contumelie vomitatemi addosso? Qualcosa mi dice di no, ma questo qualcosa mi consola: le pecche, le piccinerie, le deficienze, le isterie e le frustrazioni che i soggetti in questione ravvisavano in me, sono in realtà parte integrante della loro identità, non perché meridionali ovviamente, ma perché intrisi di quel miserabile odio ipocrita tipico di chi sente moralmente e culturalmente superiore senza alcun titolo. E tipico anche di quell’ideologia meridionalista piagnucolosa e ottusa troppo presa dal complottismo anti-lombardo per guardare al marcio di casa propria.

Annunci

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Bergamo, Cronaca e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Il caso Gambirasio

  1. Pingback: Auguriamoci sia colpevole | Il Sizzi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...