I Sizzi

Gandino

Gandino

Sizzi (derivato da Sizi) è un cognome fiorentino trapiantatosi nel Bergamasco, più precisamente a Gandino, nella seconda metà del XIII secolo.

Potrebbe essere la versione ipocoristica di nomi germanici in sig– (“vittoria”), che come in tedesco, o meglio, in antico alto tedesco, esprime l’ipocorismo mediante la particella –zz-; nel mio caso l’ipocoristico è Sizzo, che è anche il nome del capostipite gigliato della casata, ma poi abbiamo anche nomi come Albizzo, Frizzo, Rizzo, Sigizzo, Obizzo, Opizzo, Azzo, Brandizzo, Reizo, Teuzo, Puzo, Rozzo, Ghezzo, e via dicendo, tutti nomi dal sapore nordico che nei documenti medievali toscani e lombardi si trovano a miriadi.

Sizzo potrebbe così essere un diminutivo di Sighard (nella versione longobarda Sighart), che significa “forte nella vittoria”, “baldo guerriero”, e la mente corre al nordico eroe Sigurðr.

Sizzo si trova anche Oltralpe, sparso per la Germania, segnatamente in Turingia dove c’è un Sizzo capostipite della medievale casata di Schwarzburg, ed un principe ottocentesco del medesimo casato, anch’egli chiamato Sizzo.

Una possibile attestazione di germanismo e di longobardismo insomma, confermata dal nobile lignaggio dei Sizzi, derivati a loro volta dai Sizi (da Sizo/Sizio, vezzeggiativo di Sigefrit, “pace nella vittoria”, o “vittorioso nella pace”), una tra le prime famiglie storiche fiorentine, originaria di Fiesole e dunque del contado di marca longobarda, imparentata coi Medici, proprietaria di torri e chiese, ricca di consoli e di parte guelfa.

Dante cita i Sizi pure nella Commedia, per bocca di Cacciaguida, come una appunto delle famiglie più antiche e notabili di Firenze grazie al loro impegno consolare:

<<Lo ceppo di che nacquero i Calfucci
era già grande, e già eran tratti
alle curule Sizii e Arrigucci.>>

(Dante Alighieri, Paradiso XVI, 106-108)

Interessante notare come il blasone dei Sizi fosse losangato di rosso e di oro (colori nobiliari) il che richiama il campo di battaglia, e quello dei Sizzi argentato con dei fregi alati che richiamano l’aquila, animale sacro per Latini e Germani, e rossi che richiamano il Sangue. L’argento era tradizionale colore guelfo.

Più probabilmente, comunque, il mio cognome potrebbe essere derivato dal nomen latino Sittius, (vedi la gens romana Sittia), il cui etimo potrebbe risalire  a qualche significato connesso alla siccità, all’aridità, alla sete e dunque in senso lato alla brama.

In toscano esiste, tra l’altro, il termine sizio che potrebbe valere “lavoro sedentario” (vedi tedesco Sitz, “seggio”) oppure “lavoro penoso” (rifacendosi in questo caso all’espressione evangelica del Nazareno in croce “Sitio“, ossia “ho sete”).

Capostipite dei Sizzi fu Sizzo, della famiglia dei Sizi, console di Firenze nel 1201.

Dopo la Battaglia di Montaperti del 1260, in cui i ghibellini senesi sconfissero i guelfi fiorentini, alcuni Sizzi presero la via dell’esilio trapiantandosi come detto a Gandino, nella bergamasca media Valle Seriana, e si diedero alla mercatura. Altri invece finirono in Francia.

Ci sono dei Sizzi anche a Taranto ma quelli non sono Sizzi, sono degli Ziz giuliani italianizzati durante il fascismo e trasferitisi nel secondo dopoguerra.

Nella Val Gandino contrassero matrimonio nobiliare con i conti Noris, per qualcuno originari del Norico dato il cognome, generando il casato dei conti Sizzo de’ Noris che sul finire del ‘400 si spostò a Brescia (ramo estinto) e a Trento, venendo ascritti alla nobiltà imperiale, dove tuttora risiede un conte discendente del vescovo-principe di Trento Cristoforo Sizzo de’ Noris.

Gli altri Sizzi bergamaschi rimasero in Orobia, e qui ci sarebbe da capire se si trattava di Sizzi genuini o di persone al loro servizio, che come in altri casi presero il nome dei loro signori.

Sappiamo che i nobili, per mitizzare l’origine del proprio casato, si inventano leggende; i Sizzo de’ Noris si diedero questo cognome per riagganciarsi al capostipite fiorentino dei Sizzi, Sizzo, ma potrebbero anche non esserci relazioni tra i due casati. D’altra parte, potrebbe anche essere che il ramo toscano sia confluito in quello dei conti e non in quello che ha generato il mio ramo.

Io discendo dai Sizzi rimasti in Val Seriana, che poi verso l’800 si trasferirono in Val di Scalve, e non so dire se questi fossero nobili spiantati o valligiani un tempo al servizio dei Sizzi fiorentini. I Sizzi seriani sono documentati come una delle famiglie lanaiole del territorio di Gandino, e parliamo del ‘500.

Ad ogni modo sono fiero sia di portare un cognome probabilmente fiorentino, sia di avere ascendenze seriano-scalvine.

Non ho la certezza che i Sizzi orobici e quelli gigliati siano imparentati in linea diretta, ma l’idea di avere remote radici toscane non può che affascinarmi.

I Sizzi scalvini divennero artigiani, tra essi mio nonno Paolo (1888), che sposò una Bettoni di Azzone (1894), e poi divallò alla volta di Brembate di Sopra (pochi giorni prima del disastro del Gleno, a quanto sembra) poiché un mio prozio prete, don Ariele Sizzi, divenne parroco della Madonna del Castello di Almenno San Salvatore, vicino Brembate.

I nonni paterni si stanziarono così in un cascinale dove nel 1935 nacque mio padre.

Nel 1966 mio padre sposò una Caccia (1945) del paese ed andò ad abitare a pochi metri dalla cascina di famiglia, in una casa da lui edificata.

Io sono nato nel 1984, terzogenito di tre figli; prima di me due sorelle.

Il ramo paterno è dunque Sizzi-Bettoni.

Bettoni è un cognome tipicamente lombardo-orientale, derivato da una corruzione dell’ipocoristico germanico Berto, che significa “splendente, preclaro”, ma potrebbe anche essere un accrescitivo sincopato del nome augurale latino Benedetto.

I genitori del nonno erano Sizzi-Tagliaferri, quest’ultimo tipico cognome scalvino che si ispira all’appellativo di Tagliaferro, una sorta di nome di battaglia medievale che si riferisce alla forza e alla prodezza del primo portatore, a quanto pare un abile guerriero in grado di squarciare corazze e tagliare di netto le spade del nemico. O forse era un sinonimo di fabbro ferraio.

I genitori della nonna erano Bettoni-Bettoni; non si tratta di incesto ma del fatto che nel  piccolo paese di Azzone erano, e sono, quasi tutti Bettoni o Morelli.

Mia madre è invece brembana e brembatese.

Caccia è un tipico cognome insubrico presente anche nel Bergamasco occidentale, chiaramente legato all’attività venatoria del capostipite.

La nonna materna si chiamava Mazzoleni che è uno tra i cognomi bergamaschi più diffusi, originario della Valle Imagna. Potrebbe derivare o dalla mazza, intesa come strumento sia di guerra che di lavoro, oppure dal nome germanico Matzo che può valere sia per Matteo che per nomi in magin– (“potenza”) + il suffisso -ing (che indica discendenza ma anche proprietà). Di questo però dubito in quanto il suffisso –eni è assai prolifico nei cognomi bergamaschi.

I genitori del nonno materno erano Caccia-Gualandris, dove quest’ultimo deriva dal patronimico longobardo Walander (ovviamente corrotto, da wela, “battaglia” e nand, “coraggioso”vedi il nome germanico Wieland), mentre quelli della nonna materna erano Mazzoleni-Panza di Mapello, dove Panza è la versione lombarda di “pancia”, qui intesa come caratteristica fisica del ghiottone capostipite (o forse intesa come parte dell’armatura a protezione dell’addome, “panciera”, durante i combattimenti?).

Possiamo così dire che la famiglia materna è orobico-occidentale contadina mentre quella paterna orobico-orientale montanara, forse di origine fiorentina per quanto concerne i Sizzi.

Dal ramo paterno della mia famiglia, oltre al cognome e al DNA, ho ereditato i caratteri fisici (assomiglio molto a mio padre), assieme alla dura e rocciosa indole alpigiana; dal ramo materno, il fecondo attaccamento ai valori territoriali e rustici dell’area che abito, comunque corroborati dalla collocazione contadina degli ex montanari Sizzi.

Riguardo la linea paterna, come già dissi ieri, ho l’aplogruppo Y R1b-U152*, e l’asterisco indica il paragruppo ancestrale; dovessi testare più a fondo, con ogni probabilità risulterei essere di clade o Z36 (celtica di La Tène) oppure Z56 (italo-romana) e magari riuscirei anche a scoprire se il mio capostipite biologico sia effettivamente stato un Fiorentino o un valligiano bergamasco (Z36 è una subclade diffusissima nella Lombardia orientale, proprio qui ha il suo picco).

Certo, discendere da un Celta è suggestivo, ma se fosse da un Italico o da un Romano sarebbe ancor più entusiasmante. Staremo a vedere. Prossimamente, ho intenzione di fare luce sia su ciò sia, maggiormente, sull’albero genealogico.

Comunque, anche senza approfondimento genetico, la mia schietta natura orobica, italiana ed europea è palese, e custodisco gelosamente il mio retaggio etnico, sperando di poterlo onorare come si deve e tramandare.

Prima il Sangue, che non è un semplice fluido ma Identità, Tradizione e Cultura.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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5 risposte a I Sizzi

  1. Paolo Sizzi ha detto:

    Tempo fa aprii un topic sul seguente forum ed ecco alcune interessanti risposte: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=3&t=16221.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Aggiungo anche che alcuni fresconi, basandosi su di un sito strampalato, han messo in giro la voce che il cognome Sizzi sia di origine ciociara (Ceccano), confondendolo col cognome Gizzi, al cui casato appartiene peraltro questo personaggio https://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Pasquale_Gizzi, originario proprio di Ceccano.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Inoltre, segnalo che il cognome Mazzoleni (uno dei casati più classici del Bergamasco), contrariamente a quanto crede qualche ridicolo provocatore, non è un cognome di origine ebraica; il fatto che una sua variante “Mazoleni” sia presente in liste di cognomi di Ebrei italiani significa semplicemente che qualche Ebreo si è assimilato assumendo un cognome italiano, come sovente è accaduto. Far discendere uno dei più tipici cognomi della Valle Imagna (in cui si può anche trovare una località omonima che dal casato prende il nome) dall’ebraico matzah, “pane azzimo”, fa semplicemente ridere.

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  2. Anonimo ha detto:

    Dove si possono trovare informazioni dettagliate riguardo ai cognomi della propria famiglia?
    Essendo i miei sia da pate di madre che d padre più o meno rari non riesco a trovare nulla su google.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Deve cercare presso gli archivi comunali e parrocchiali, o nelle biblioteche se trattasi magari di casato blasonato. Ricostruire a ritroso, passo passo, le vicende genealogiche fin dove si arriva: dal padre, al nonno, al bisnonno, al trisnonno ecc.

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