Profilo etnico

Craniometria

Craniometria

Sono un maschio bergamasco quasi trentenne, abile, normodotato, eterosessuale, sano e senza allergie od intolleranze alimentari.

Digerisco il lattosio senza problemi, il che è sintomo di indoeuropeismo (e stando ad un test genetico ho il gene preposto alla lattasi).

Fisicamente, sono 1 metro e 80 centimetri per 63 chilogrammi, relativamente longilineo dunque; dolicocefalo dal viso lungo (leptoprosopo), biondo scuro con capelli mossi e riflessi rossicci, occhi azzurri alquanto infossati, fronte bassa e inclinata con arcata moderatamente pronunciata, naso leptorrino (lungo, stretto e diritto) dalla radice alta, zigomi spigolosi, mascella e mento non marcati, filtro tra naso e bocca considerevole, labbro inferiore carnoso, nessun prognatismo.

Lateralmente si evince una testa lunga e medio-bassa con occipite sporgente non arrotondato, orecchie dal lobo semi-attaccato, e sporgenza sopraorbitale. Collo lungo e snello con pomo d’Adamo in vista.

Il cranio è abbastanza grande, lungo, medio-basso, con osso occipitale sporgente, tempie non arrotondate, e – visto dall’alto – schiacciato ai lati. La volta cranica è cilindrica, vista di profilo. Non presenta bozzo occipitale.

La carnagione è bianco-rosea, la peluria scarsa e bionda, la barba rada e rossiccia ma crespa.

Il fisico è appunto segaligno, con ossa lunghe e robuste, spigolose, ma con più nervo che muscolo. Mani e piedi lunghi con dita affusolate nel caso delle mani.

Possiamo quindi dire che tutto sommato sono, dal punto di vista sub-razziale, un Caucasoide bianco nordo-mediterranide con influssi grezzi di tipo cromagnoide orientale (in gergo, kurganoide), un fenotipo il mio abbastanza tipico dell’Italia settentrionale e delle aree alpine limitrofe. Ma si può trovare anche in alcune zone appenniniche d’Italia.

Guardando me, viene naturale pensare ad una fusione tra il settentrionale tipo ligure autoctono (atlanto)mediterranide, e quello celtico o italico (e quindi romano) di tipo nordico, irrotto a partire  dall’Età del Ferro (ma anche prima) in alta Italia. Solitamente è definito Keltic Nordid.

Le caratteristiche nordidi sono corroborate dal gruppo sanguigno continentale A+, dalla tolleranza al lattosio, e dai rami famigliari paterno e materno in cui i tratti nordici sono mescolati con caratteristiche alpinidi (nel caso materno) e cromagnoidi/dinaridi (nel caso paterno).

Mia madre, originaria dell’Isola brembana, è alpinoide mentre mio padre, originario della Val di Scalve è piuttosto cromagnoide e dinaroide. Ho inoltre due sorelle fondamentalmente alpinoidi, la prima con influssi dinaridi.

Dal test del DNA effettuato, si evince che la linea paterna (R1b-U152*, paragruppo ancestrale) è di origine indoeuropea (più appropriatamente eurasiatica diffusa dagli Indoeuropei) italo-celtica, ed è la linea più diffusa nell’Italia  centro-settentrionale, mentre quella materna è H1m, aplogruppo indigeno derivato da H1, il più distribuito nell’Europa occidentale, di origine paleolitico-mesolitica.

A livello autosomico invece rientro perfettamente nel cosiddetto Bergamo sample, campione accademico di Italiani settentrionali provenienti dal Bergamasco.

Mi permetto di consigliare anche a voi uno di questi test, in particolar modo 23&MeGeno 2.0, i più accessibili anche economicamente. La genetica delle popolazioni non si vede ma nel nostro Sangue portiamo la stratificazione etno-razziale del nostro albero, che poi è responsabile, in parte, anche del nostro aspetto fisico. Censire geneticamente la popolazione indigena della Lombardia è una cosa che mi emoziona al solo pensiero.

L’antropologia razziale, o razziologia, comprende antropologia fisica, genetica delle popolazioni, genealogia, araldica, onomastica, tutte nobili branche del nostro scibile che ci permettono di sapere di più circa le nostre radici, ma comprende anche l’etno-antropologia.

Altre caratteristiche interessanti che possono offrire questi test sono quelle relative ai tratti ereditati, alla salute, alle parentele genetiche con altri utenti e alle percentuali di specie umane arcaiche. Senza contare che per quanto riguarda la schiatta lo studio è assai approfondito.

La propria appartenenza etno-razziale ha risvolti anche sullo Spirito, sulla mente e l’indole, sulle nostre inclinazioni; “Razza” non è solo dato biologico, materiale, ma anche culturale, spirituale, senza per questo scadere nel razzismo e nel suprematismo (che non sono solo “bianchi”, sia chiaro).

In me, l’unione dei tratti nordici e mediterranei porta ad essere una persona abbastanza diretta, scabra, leale, onesta, genuina, intrisa di ideali alti e nobili, assai attaccata alle proprie radici e alla propria Identità e rispettosa della gerarchia e della Tradizione (qualora permeate di aristocrazia vera e propria e di retroterra indoeuropeo). E le asprezze balto-cromagnoidi, kurganoidi, mi donano una pennellata ariana (non da intendere nell’accezione hitleriana, si capisce, ma in ottica kurganica).

Disprezzo la massificazione e l’individualismo libertino, il conformismo, la standardizzazione, il quieto vivere, la sterile non-vita basata unicamente sul lavoro per produrre denaro, sul consumismo e sull’edonismo, oltre che sullo sterile appagamento dei bassi appetiti umani, e non mi ritengo per nulla una marionetta nelle mani dei pifferai magici. Disprezzo inoltre il cinismo relativista.

Sono intriso di mentalità bergamasca alpina, che è un po’ rude, tirchia, bigotta e testarda, misoneista, ma di certo non sono uno di quei classici “padani” che pensa solo al lavoro, ai soldi e allo stile di vita borghese o da bifolco arricchito, mentre i “foresti” e lo stato gliela fanno sotto al naso.

Non mi sento chiamato o “eletto” (come qualcun altro), ma credo di essere un tipo umano piuttosto insolito nella propria “misantropia”, nel proprio misoneismo, nel proprio rifiuto e disprezzo per la modernità devastatrice, la mondanità, e il becero andazzo di questi tempi che appiattisce tutto sul soldo e sul superfluo.

Tendo ad essere solitario, per scelta, non ho amicizie nutrite e compagnie o fidanzate, anche se prima o poi bisognerà pur accasarsi per mandare avanti la Stirpe (sempre che sia la mia vera vocazione), e per sfuggire agli orrori moderni di una Lombardia e di un’Europa nella morsa dell’autogenocidio spensierato mi rifugio nell’etno-nazionalismo, nell’identitarismo e nel tradizionalismo duri e puri, senza alcun legame con le eresie giudaiche. Dobbiamo recuperare la nostra perduta eredità ariana/indoeuropea.

Ariana, sì; se parlare di arianesimo razzialmente appare ormai fuorviante e forzato, parlarne caratterialmente e spiritualmente non lo è, perché parliamo lingue indoeuropee, siamo intrisi di Cultura indoeuropea anche se traviata dal cristianesimo, portiamo cognomi, nomi di tradizione ariana, e geneticamente e fisicamente spesso riaffiorano i tipici tratti dell’Ariano. E guardate che “Ariano” non è una bestemmia, è l’etnonimo indoeuropeo.

Siamo Bianchi, Europei, di retaggio ariano, lo possiamo tranquillamente dire senza incorrere in anacronismi, neonazismi, ridicolaggini; tuttalpiù i problemi deriverebbero dagli stomachini deboli di rossi, liberali, cristianucci, e minoranze poco democratiche, che in Occidente diventano lobby.

E in fondo dobbiamo sforzarci di essere ariani (ripeto, lasciate perdere l’accezione hitleriana del termine) almeno dentro se vogliamo salvare le nostre piccole Patrie e l’Europa, perché solo un eroico sforzo collettivo nazionalista porterebbe alla Vittoria e alla Salvazione del nostro Continente, e della nostra agonizzante Civiltà.

In noi dovrebbe rivivere il piglio guerriero dei nostri antichi Padri indoeuropei, Italici, Venetici, Celti. Romani. Senza tralasciare naturalmente la più nutrita parte della nostra Identità genetica e fisica che è certo pre-indoeuropea. Ma da questo punto di vista importa essere europei.

L’arianesimo è il modello etno-culturale che ha fatto l’Europa giunta sino a noi, e di cui dunque dobbiamo andare fieri.

Ogni Popolo europeo deve superare le proprie tare, riscoprirsi ariano, e darsi da fare concretamente per il benessere etnico e spirituale della propria gente.

Nel caso bergamasco e lombardo va neutralizzata la mentalità alpina che porta gli uomini a saziarsi solo di lavoro, di denaro, di placide sicurezze, di mentalità meschina, coniglia, bigotta e “trasgressiva” solo in peggio, nel caso giovanile (tabacco, alcol, droghe, sesso amorale, calcio vissuto come ragion di vita, divertimento sterile e deleterio).

E va soprattutto abbandonata la mentalità cristiana, praticante o laica che sia, che è la vera rovina di tutti noi Italiani, la cagione del relativismo (o dell’assolutismo bacchettone), dell’universalismo, dell’assistenzialismo, dell’egualitarismo suicida, della castrazione dell’indole combattiva che fu dei nostri Padri, in cambio dell’orrida mentalità masochista che vede nei nemici gli amici e nei patrioti i nemici.

La mia famiglia è prevalentemente di mentalità alpina, acuita dall’età, perché originari di famiglie arcaiche, umili e ignoranti (non per colpa loro s’intende), ove contavano solo la Chiesa, il lavoro come buoi, e la famiglia ricca di prole da sfruttare o mandare in seminari e conventi.

Ciò che i nostri genitori e nonni, bisnonni, trisnonni, avoli vari, hanno subito per colpa della Chiesa e della classe agiata guelfa parassitaria, ci insegna quanto nocivo sia l’oscurantismo semitico, latore di trivialità, di menzogna, di oppressione, di dittature bestiali e mediorientali, che oggi raddolcite, ci beffano riempiendoci di allogeni da mantenere e subire.

Solo con l’autodeterminazione del proprio Popolo ci si auto-realizza, senza perder di vista la propria Identità e senza perdersi, liquefarsi nel mare del nulla globalista e cristiano, che punta alla totale massificazione universalista per la distruzione, non dell’individualismo, ma di quello che viene sprezzantemente bollato come “particolarismo”, da chi vuole un mondo omologato, livellato, grattugiato, senza Sangue, senza Suolo, senza Spirito. Senza più speranza per l’Europa di salvarsi da questo olocausto indotto.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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10 risposte a Profilo etnico

  1. Utente ha detto:

    Geno 2.0 sarebbe quello di National Geographic ??

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  2. Dil ha detto:

    Ho appena acquistato il kit Geno 2.0, mi potresti cortesemente spiegare come funziona?
    Bisogna raccogliere un campione di saliva e poi rispedirglielo per le analisi?
    Se una volta ricevuta la risposta ti mando privatamente i risultati mi potresti dare qualche informazione?
    Grazie

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  3. Pingback: Antro-genetica sizziana | Il Sizzi

  4. Anonimo ha detto:

    Tu che test genetico online hai utilizzato?

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  5. Franco Treni ha detto:

    Ma con Geno 2.0 e 23&Me scopri anche se hai il gene preposto alla lattasi?

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  6. Franco Treni ha detto:

    Ok grazie.

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