Weltanschauung

Il Sizzi

Il Sizzi

Non ho particolari autori di riferimento o citazioni preferite, poiché ritengo che la propria filosofia di Vita genuina nasca semplicemente dalla Natura e da ciò che da essa trae sussistenza: il Sangue, il Suolo, lo Spirito.

Una menzione d’obbligo va però ad alcuni importanti autori etno-nazionalisti come Silvano Lorenzoni, Federico Prati, Harm Wulf, Flavio Grisolia e Gualtiero Ciola, che scoprii nel 2006, assieme agli autori classici dell’area identitaria e antropologico-identitaria italiana ed europea.

Sono un giovane uomo bergamasco, ma mi auguro di avere, senza presunzione alcuna, una solida e coerente visione del mondo, che spero possa soltanto migliorarsi e rafforzarsi col tempo.

Sono un identitario italo-lombardista, un nazionalista etnico Sangue e Suolo, europeo e dunque europide (che se vogliamo si può rendere con caucasoide bianco), ex segretario della defunta associazione metapolitica Movimento Nazionalista Lombardo ed ex presidente di quella denominata Grande Lombardia, fasi del mio cammino formativo ormai superate.

Pertanto la mia Weltanschauung etno-nazionalista, nei vari ambiti dell’esperienza umana lombarda, italiana ed europea non può che concretizzarsi secondo i seguenti dettami:

  • Stirpe: l’etnia lombarda, la Nazione italiana e la schiatta europea (sub-specie europide) vanno preservate materialmente e spiritualmente. La loro riproduzione va incentivata mediante politiche sociali adeguate, volte non al razzismo ma alla salvaguardia di comunità sempre più a rischio estinzione. L’immigrazione va bloccata e deve lasciare il posto ad un naturale rimpatrio, se non vogliamo che l’Europa esploda.
  • Territorio: il Suolo va salvato dall’inquinamento, dalla cementificazione e dalla sovrappopolazione cagionati dall’immigrazione, e dalla sua speculazione, e dalla globalizzazione. Difendiamo la nostra Terra poiché non v’è Sangue senza Suolo e a maggior ragione non v’è Suolo senza Sangue. Riscopriamo il contadinato e la montagna per prenderne coscienza, per conoscere realmente noi stessi e le nostre italiche genti e le specie autoctone, animali e vegetali, che caratterizzano il nostro habitat e che purtroppo, quanto gli autoctoni umani, subiscono il mortale parassitismo del sistema mondialista e universalista.
  • Cultura: la Cultura è prodotto dello Spirito inteso come indole ed intelletto, Ragione; americanizzandosi, diviene corruzione, spazzatura, carcassa infestata da parassiti ideologici universalisti. Essa va protetta e promossa in tutte le sue forme linguistiche, artistiche, letterarie, folcloristiche, culinarie, sportive, sconfiggendo così la fossa comune rappresentata dallo stato-apparato giacobino e dalla società livellata e multirazziale. Un importante ruolo culturale e identitario, ma anche economico, deve altresì essere ricoperto dal turismo, che porti alla ri-scoperta da parte degli Italiani medesimi e degli Europei, della realtà paesaggistica, storica, artistica, architettonica della nostra Nazione, che non è seconda a nessuno, ma anzi, culla della Civiltà occidentale.
  • Tradizione: la nostra Identità etnica e territoriale passa per la Tradizione autoctona genuina, che nasce nella notte dei tempi e giunge sino a noi. Solo una società identitaria e patriottica può conservarla integra e tramandarla sana e salva ai posteri, affinché non rinneghino mai col cosmopolitismo apolide le proprie vere radici (che non sono certo giudeo-cristiane o illuministe ma europee ed indoeuropee).
  • Famiglia: il nucleo base della società è la Famiglia, quella vera, secondo Natura, costituita da padre, madre e prole, rispettosa dei propri anziani, ossia la sua coscienza. È bene che il matrimonio sussista e che il divorzio sia via via sconfitto. I figli hanno diritto a crescere in una Famiglia unita e solida, non disintegrata dal vizio, e sappiamo bene quanto abbiamo bisogno di prole autoctona per sgominare la denatalità nostrana. Chi decide di sposarsi deve farlo nel rispetto della propria Comunità: libertà è fare il bene del Popolo, non quello che si vuole. Tutto il resto non è Famiglia ma surrogato, blasfema parodia del sacro caposaldo famigliare, preso sempre più di mira dalla sovversione consumistica.
  • Società: la società di una Nazione, per essere sana e ordinata, dev’essere gerarchizzata aristocraticamente (nel senso etimologico, un governo dei migliori) basata sulla meritocrazia völkisch. Le ideologie perverse vanno sconfitte affinché non corrompano le istituzioni facendole precipitare negli inferi dell’anarchia o anche solo della “democrazia” in chiave plutocratica od oclocratica, dunque finta democrazia. La società, la Comunità, non è una becera invenzione umana, come può esserlo la religione abramitica, ma il frutto dell’armonica fusione tra Uomo e Natura, e dei legami che da essa nascono.
  • Governo: credo in una Italia presidenziale e federale indipendente dalla UE e dalla NATO, e da ogni organismo sovranazionale, e in un impero euro-russo confederale, in cui le Nazioni europee siano finalmente padrone di sé stesse. Accetto di buon grado quelle forme democratiche di governo in cui il Popolo sia davvero degno di partecipare alla vita politica della Patria: la democrazia gettata in pasto a cani e porci non serve a nulla; i diritti bisogna guadagnarseli e la precedenza spetta agli autoctoni. Urgono governi identitari e aristocratici (ossia affidati ai migliori, non ai blasonati parassiti), autorevoli e ferrei, nemici della putrefazione globalista, che agiscano in maniera determinata non per fini personali ed egemonici ma per il benessere di un Popolo italiano ed europeo che, allo stato attuale delle cose, è sempre più minacciato dall’estinzione, dall’autogenocidio fomentato dalle democrazie borghesi al guinzaglio dell’occidentalismo americano e dalla conseguente impotenza.
  • Etica: sbarazziamoci dell’etica abramitica ebraica, cristiana, islamica, ed inoltre borghese, progressista, liberale, ed universalista (ossia finta), che ha ammorbato la nostra morale al punto da castrarci ed annichilirci con le favole buoniste tanto amate dal mercato e dalle banche. L’etica italianista ed europeista, liberata da tale zavorra, deve promuovere una società forte, battagliera, identitaria, fedele agli unici veri comandamenti esistenti, ispirati dallo Spirito indoeuropeo: Sangue e Suolo, ossia Patria e Natura. La Nazione secondo Verità e Natura sopra ogni cosa, per il bene stesso di chi la compone.
  • Sessualità: difendiamo l’eterosessualità e una ferma morale sessuale, no alla propaganda “omosessualista” e all’esaltazione degli atteggiamenti anti-tradizionali (che spesso sfociano nella perversione e nella promiscuità). Il sesso torni ad essere inquadrato anche come riproduzione, altrimenti siamo destinati alla tomba. Non è mia intenzione demonizzare l’omosessualità, ma nemmeno sdoganare la sua esaltazione e la sua equiparazione all’eterosessualità, soprattutto quando si tratta di unioni, figli e valori identitari.
  • Donna: le femmine d’ogni età e censo siano rispettose della Tradizione indoeuropea che le vuole fedeli all’uomo (non dico sottomesse), alla Famiglia, alla Nazione. Rigettino il femminismo e ritornino ad essere devote mogli, feconde madri, e virtuose e patriottiche figlie, perché è la Natura che lo vuole (non certo l’inesistente Dio dei cristiani). E gli uomini si battano a spada tratta per la protezione delle proprie donne, facili prede sia ideologicamente che materialmente dell’edonismo. Ognuno rispetti il suo innato ruolo sociale, altrimenti è la fine. Badate che è complementarietà, non maschilismo.
  • Gioventù: le giovani generazioni imparino a sentirsi parte integrante della Nazione, perché futuro di essa. La corruzione giovanile è la morte precoce delle speranze di una società rigenerata e finalmente libera da ogni veleno ideologico e non solo (fumo, alcol, droga), sparso dai cattivi maestri. I giovani ritornino all’ordine salutare come savi figli, disciplinati atleti e combattenti, esemplari studenti e lavoratori, indefessi nazionalisti araldi del radioso domani, il cui unico credo vada alla Patria.
  • Anzianità: i nostri vecchi non vanno abbandonati o dirottati verso badanti e ospizi, ma difesi e valorizzati. Grazie a loro noi siamo qui, oggi, Italiani ed Europei, custodiscono le nostre radici e la nostra memoria, dimenticarli è dunque tradimento e crimine. Siano essi coscienza popolare e guida spirituale per tutti noi e siamo noi sostegno della loro vecchiaia, contro ogni sopruso terzomondista che li vuole relegare in fondo alle preoccupazioni delle politiche social-democratiche, più che sociali.
  • Infanzia: diamo alle donne e alle famiglie la possibilità di decidere di abortire, qualora si profili una grave situazione di disabilità, il frutto di uno stupro o un serio pericolo alla salute della madre, ma non sdoganiamo totalmente l’aborto, rischiando di farlo divenire un capriccio più che una necessità estrema (anche se altrove, come strumento per controllare le nascite, sarebbe consigliabile viste le esplosioni demografiche). Difendiamo i nostri figli da ogni forma di barbarie, sia essa aborto indiscriminato, manipolazione genetica, violenza, pedofilia, pedo-pornografia, superstizione abramitica, sfruttamento, e castighiamo in modo esemplare, anche con la pena di morte, coloro che osano violare l’infanzia.
  • Sanità: massimo impegno per una sanità moderna, progredita ed efficiente, ma soprattutto messa al servizio del Popolo e non degli interessi delle lobby e delle case farmaceutiche. Ripensamento di aborto ed eutanasia, e di altre forme mediche atte ad aiutare la popolazione, ma che spregiativamente vengono liquidate come “eugenetica”. Spietata lotta al fumo, all’alcolismo, alle droghe, al cibo-spazzatura (casualmente americano) e ad ogni vizio, sempre indotto dal sistema peraltro, per fare mercato.
  • Scienza: la ricerca scientifica deve essere volta al miglioramento dell’Uomo e della Terra, e ad eliminare il marcio cancerogeno. Perciò deve essere sempre aiutata e sovvenzionata. Tutti i campi dello scibile umano interrompano ogni sudditanza ideologica in favore dei mondialisti poteri forti e del loro terrorismo conformistico. La scienza non dev’essere macelleria al servizio dei corrotti potentati, ma nuova forma di libera e laica “religiosità” dell’Uomo, che l’ha plasmata per sé e per il dominio razionale del globo.
  • Religione: la religione semitica (giudaismo, cristianesimo, islam) va ridimensionata in Europa, perché anacronistico prodotto alieno ben poco compatibile con lo Spirito europeo. Ha intossicato l’Europa con le sue castronerie soffocando la mentalità ariana (ossia indoeuropea), dopo aver, molto coerentemente, sterminato e schiavizzato i nostri Padri pagani per convertirli forzatamente. Tempo di controbattere culturalmente a chiese, sette, eresie, sinagoghe, moschee, templi di culti esotici, riti new age, superstizioni varie, oroscopi, maghi e ciarlatani, tutta roba che non fa altro, inoltre, che fomentare il Popolo all’autogenocidio multirazziale. Discorso diverso per il paganesimo autoctono rinascente, soprattutto se portato avanti su binari culturali e senza pretese teocratiche. Meglio ancora una salutare mistica del Sangue ispirata alla visione del mondo indoeuropea. La gentilità è compatibile con l’Europa (e la Ragione), il monoteismo desertico no.
  • Scuola: l’istruzione d’ogni ordine e grado, dagli asili alle università, dovrebbe ispirarsi all’identitarismo (non oscurantista, beninteso), affinché la gioventù sia ampiamente acculturata in nome della Natura, e preservata così dal plagio e dalla corruzione dell’istruzione politicizzata voluta dalle logge atlantiste o dai comunistelli salottieri. La scuola, come tutte le istituzioni e i servizi, è innanzitutto rivolta agli autoctoni e così dovrebbe essere per il personale. I concorsi regionali, in Italia, sarebbero cosa buona e giusta. Lo stesso vale per i “famigerati” statali, che come sappiamo sono per lo più meridionali anche al Centro-Nord. L’erudizione non va affossata, deve mirare all’eccellenza, perché rivolta a chi, un domani, diverrà la classe dirigente del Paese. Ci si lamenta sempre della mediocrità delle scuole tricolori ma al contempo si fa di tutto per zavorrarle con la mediocrità?
  • Media: basta con l’informazione schiava di partiti, chiese, ideologie globaliste, e del politicamente corretto, che si dimostra discriminatoria nei confronti dell’Identità; i mezzi di comunicazione devono essere liberi, ma non libertini, e quindi devono dare spazio adeguato anche al razionale culto del Sangue e del Suolo, l’unico sempre al servizio del Popolo e della Nazione e mai delle cricche, perché solo così l’informazione si emancipa dal giogo ideologico e plutocratico dei poteri forti per farsi araldo di Natura e Verità.
  • Giustizia: troppo importante è la sicurezza di Italiani ed Europei per lasciarsi andare all’ipocrita pietismo pezzente. Un individuo, nel momento in cui delinque, deliberatamente ripudia i suoi doveri e quindi rinuncia anche ai suoi diritti. Nelle nostre Terre dovrebbero rimanere, ovviamente imprigionati, i delinquenti autoctoni. La maggioranza dei criminali che imperversano e affollano le nostre carceri, ormai, è immigrata, e andrebbe rispedita al mittente addebitandogli le spese, se si tratta di delinquenti comuni. Sarei favorevole all’introduzione della pena di morte per i reati più gravi e ripugnanti, nonché contro la Nazione e le sue genti, i lavori forzati per tutti i detenuti e la castrazione/sterilizzazione per gli stupratori. La durata della prigionia non basta, ci deve essere certezza della pena materiale, e le spaventose condizioni delle carceri italiane si risolvono con altre carceri, con pene più severe e col rimpatrio dei criminali stranieri (naturalmente prima di questo va fermata l’immigrazione). La giustizia, per essere tale, va rifondata da capo a piedi e resa dura, davvero esemplare e rieducativa. Le forze di polizia devono essere del posto e avere più mezzi a disposizione e stipendi più alti, per contrastare ed annientare a dovere il crimine in ogni sua forma, per il bene della Comunità. Snelliamo le carceri, normalizziamole, e apriamo magari manicomi (anche interni al carcere) in cui sistemare gli psicopatici.
  • Difesa: l’Italia deve dotarsi di forze armate proprie, autoctone ed indipendenti, come le forze di polizia, e re-introdurre l’obbligo di leva; l’Europa deve fare altrettanto per conservare autonomamente la propria sovranità (non parlo dunque di UE), espellendo le basi americane e costituendo un consorzio “imperiale” dalla Galizia agli Urali. L’Europa deve divenire “Grande Europa” tramite la fraterna alleanza con la Russia e tornare ad essere l’inespugnabile fortezza armata dei secoli addietro. Sì alla virtuosa mentalità militare, no all’atlantismo e al pacifismo, per evitare una società agonizzante in balia dei bassi appetiti americanizzanti.
  • Lavoro: lavoro europeo agli Europei, lavoro italiano agli Italiani, basta immigrazione calamitata da affaristi senza scrupoli, che svendono il territorio o trasmigrano la produzione nel secondo/terzo mondo per lucrare sulla manodopera. E basta mafie che rubano l’occupazione agli autoctoni riservandola ai migranti. Serve un unico sindacato nazionale, su basi sociali e nazionali (e magari corporativistiche), che tuteli tutti i lavoratori, gli artigiani, e le piccole e medie imprese con politiche dirigiste nazionalistiche. Il lavoro rende liberi, ma solo se esso è etno-sostenibile ed eco-sostenibile, quanto lo sviluppo industriale.
  • Industria: autarchia all’europea, dirigismo, protezionismo e nazionalizzazione. Ricetta vincente per proteggere il lavoro, l’industria e l’economia del Continente dalla slealtà straniera e delle economie emergenti. Ma anche da quella delle squallide multinazionali “europee”. Non si dimentichi mai che lo sviluppo industriale del Paese deve andare di pari passo con la salvaguardia del Popolo e della Natura, con il benessere di tutta la collettività indigena.
  • Economia: no al bolscevismo, no al liberismo, no al capitalismo. Sì, al dirigismo da parte degli stati fondati su vere Nazioni, alla nazionalizzazione dei servizi principali, e ad un’economia su basi sociali e nazionali, che metta le proprie risorse finanziarie a servizio della causa patria. No all’Europa oligarchica e plutocratica dei servi dei pescecani, e quindi no all’Unione Europea; sì invece all’Europa delle Nazioni comunitarista, social-nazionale e confederata in macroregioni omogenee, per promuovere fratellanza e solidarietà anche a livello internazionale (europeo), senza più bisogno di farsi mettere sotto da gendarmi e banchieri del globo, ma anche senza rinunciare alla propria sovranità monetaria nazionale.
  • Infrastrutture: si deve costruire l’ovvio dinamismo di una Nazione ricca e progredita come l’Italia (almeno nella sua parte centro-settentrionale) con il consenso e il benessere del Popolo e della Natura. Pertanto alleggeriamo i trasporti e il traffico eliminando ogni grave fonte di inquinamento, spesso dovuta all’eccessivo numero di antidiluviani mezzi di individui (anche forestieri) incapaci di guidare, drogati e ubriachi, cagione di stragi automobilistiche; fermiamo la cementificazione selvaggia e affidiamoci di più a trasporti pubblici, aerei, ferroviari, fluviali (sfruttando adeguatamente il Po ad esempio, e le altre vie idriche), utilizzando mezzi ecologici nei centri storici delle città, liberandoci da tutto quel tipico degrado purtroppo mediterraneo (ma ben poco indoeuropeo) fatto di catorci, ritardi, ingorghi, smog, incidenti, fallimenti societari dei mezzi pubblici, strade da terzo mondo e sporcizia. Inoltre, come suaccennato, è chiaro che contenendo gli immigrati e il traffico pesante dei camionisti, il traffico stesso, disastri ed inquinamento si riducono drasticamente e le infrastrutture divengono più vivibili e a misura d’uomo, comunitarie, sicure, senza più mine vaganti rappresentate anche dal gravissimo fenomeno della pirateria stradale, frutto di alcol e droghe ma come detto anche dell’immigrazione selvaggia, unita ad una rete viaria obsoleta gestita, come tutto ciò che è statale del resto, in maniera troppo lassista da Roma.
  • Energia: investiamo sulle energie rinnovabili e pulite, sul sole, sull’acqua, sul vento, sul biocombustibile, sul metano, sull’idrogeno; rigettiamo il nucleare e tutte le bombe ecologiche e non solo. Sdoganiamo l’agricoltura naturale, ed impariamo finalmente a rispettare l’ambiente, il nostro habitat, che ci ha plasmato rendendoci grandi, rendendo l’Europa il Continente più sviluppato ed equilibrato del globo. A questo proposito ribadisco il no all’immigrazione, che cagiona distruzione etno-culturale (per tutti, poiché il meticciato è un disvalore che fa comodo solo a chi ci guadagna economicamente), criminalità e sovrappopolazione, ed invito al controllo delle nascite, perché smodate, del terzo/quarto mondo. Più contraccezione e meno bibbie laggiù: se non si hanno i mezzi, non si può figliare come conigli. Lo dico anche per l’elevata mortalità. Urge una ragionevole decrescita.
  • Immigrazione: argomento scottante, perché profondamente intrecciato a meticciamento, multirazzialismo e criminalità, oltre che allo sconvolgimento del nostro habitat. Stop all’immigrazione, clandestina e non; rimpatrio di ogni allogeno; punizione per chi gestisce le “tratte” lucrandoci a scapito degli Europei. Non esiste nessuna integrazione, ma solo la disintegrazione dei nostri valori, della nostra Identità, di noi stessi e della nostra Terra. La società multirazziale è la fossa comune degli Europei, ma anche degli altri popoli della Terra. Possono essere tollerati tetti per i migranti europei, anche se la cosa migliore è aiutare, in nome della solidarietà europea, le nazioni che restano indietro e soprattutto il Meridione d’Italia, ma in questo caso l’aiuto va unito al necessario piglio per sanare una volta per tutte quel disgraziato territorio dalle svariate piaghe che lo affliggono, e inevitabilmente tarpano le ali all’Italia tutta. Se proprio abbiamo bisogno di manodopera perché non rimpatriare gli Italiani all’estero?
  • Europa: l’Italia deve sempre contribuire al benessere e all’unità geopolitica e strategica di tutta l’Europa (Europa =/= UE), segnatamente dell’area centro-meridionale, alpina e mediterranea, e l’Europa tutta, con la sua vicinanza e il suo aiuto, non deve mai abbandonare l’Italia, soprattutto nelle sue battaglie identitarie e irredentiste (in cui si spera di contare sulla collaborazione degli stati europei coinvolti, che hanno accorpato Corsica, Nizza, Svizzera italiana, Venezia Giulia storica, Dalmazia, Malta, per elencare le realtà principali). Urgono politiche europeiste völkisch per farla finita con la UE, ONU, NATO e globalizzazione americana, e per dare così vita alla vittoriosa e salvifica Grande Europa, all’Euro-Russia imperiale. Sì all’Europa confederale delle Nazioni nel nome della comune eredità indoeuropea, no all’Unione d’Eurolandia fatta di banche e “massoneria” internazionalista mondiale.
  • Estero: via da NATO e ONU, buoni rapporti con le realtà indoeuropee eurasiatiche, cameratismo planetario tra Europei. No alle ammucchiate sovranazionali e ben vengano invece relazioni strategiche geopolitiche mirate alla difesa dell’Europa, dei suoi popoli, dei suoi valori, per la sconfitta totale di schemi ormai superati o inutili e dannosi quali quello comunista, quello capitalista, quello mondialista e quello di dottrine politiche ed economiche che non hanno più nulla da darci (marxismo, fascismo, nazismo hitleriano). Oggi l’accento va posto più che mai sull’Identità e sulla sua salvaguardia e sull’unica ideologia che, per davvero, rema dalla sua parte: l’etno-nazionalismo (e il socialismo nazionale con comunitarismo che ne consegue).

Sangue e Suolo, Popolo e Razza (intesa come insieme armonico di valori biologici, etnici, spirituali), Identità e Tradizione.

Per la Libertà etno-nazionalista dei popoli italici e il trionfo dell’Europa rinnovata, non scordiamoci mai chi siamo e donde veniamo, perché solo così la Verità e il Bene, a cui diciamo tanto di tenere, possono manifestarsi definitivamente squarciando le letali nebbie dell’ignoranza che ci impediscono di capire dove andiamo.

Ave Italia! Ave Europa!

Advertisements

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Ideologia, Paolo Sizzi e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Weltanschauung

  1. Pagano europeo ha detto:

    Cosa ne pensi di sostituire i cimiteri con dei boschi sacri?
    http://newsgo.it/2014/05/addio-ai-cimiteri-dopo-la-morte-si-potra-diventare-un-albero/

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      L’idea è ottima, così come la liquefazione, però va detto che un domani i nostri scheletri potrebbero venire studiati per questioni razziologiche. Si può sempre trovare un compromesso.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...