Condannato per reati d’opinione

Tribunale di Bergamo

Tribunale di Bergamo

Ho esordito come blogger sulla fine di agosto del 2009, quando ancora ero lombardista indipendentista.

Titoli “storici” dei blog da me gestiti Il LombardistaLongobardo TiratorePaulus Lombardus, e uno spazio virtuale omonimo precedente a quello attuale.

Questi blog sono stati chiusi nel tempo (per via della persecuzione di cui divennero vittime) e oggi gli argomenti, positivi, trattati precedentemente confluiscono nell’attuale spazio su cui sto scrivendo.

Purtroppo nelle esperienze precedenti mi lasciai prendere la mano dallo zelo propagandistico e scrissi diverse castronerie che si sono tramutate in boomerang; per quanto scritto tra il 2009 e il 2010 sono stato condannato a un anno di reclusione e sei mesi di lavori socialmente utili, con sospensione della pena respinta per non si sa quali motivi.

Ho più volte riconosciuto i miei sbagli, perché è chiaro, scrissi, tra le altre cose, articoli stupidi, pesanti, aggressivi e inutili, a tratti infantili, ma una cosa è altrettanto certa: la Mancino è una legge politica, ideologica e sbagliata, perché se davvero esiste la libertà d’espressione in questo stato è a mio avviso sconcertante che qualcuno debba finire in tribunale, processato penalmente, per delle opinioni.

In Italia esistono già leggi che prevedono repressione di reati d’istigazione e apologia di reato. Perché dunque la Mancino? Per motivi politici, ovvio.

Una cosa ancor più sconcertante è che sono stato condannato anche per offesa all’onore e al prestigio del PdR, solamente per aver scritto una frase ironica nei suoi riguardi: ho paragonato Napolitano a una vecchia partenopea petulante. Paragonato, attenzione, nemmeno attaccato direttamente. Se siamo tutti uguali perché il presidente della RI dovrebbe essere al di sopra degli altri cittadini?

In tutto questo, mi sto ancora chiedendo dove siano le mie vittime visto che un reato per essere tale si presume ne abbia: deve fare del male a qualcuno o qualcosa. La verità è che i reati ideologici non danneggiano nessuno, mentre l’iter giudiziario danneggia chi si espone con idee politicamente scorrette (sequestro di costoso materiale informatico pulito, disagi famigliari, conseguenze sociali, costi legali e via dicendo). Ripeto: ho sicuramente sbagliato nei toni, in certi contenuti, nello stile, ma trascinare una persona in tribunale, finendo nel penale, per degli affari simili è decisamente spropositato.

Mi piacerebbe anche sapere le motivazioni di chi mi avrebbe denunciato in blocco, che pare essere della mia stessa università bergamasca: vi sentite davvero nobili e democratici avendo fatto questo, nell’ombra, senza cercare prima il confronto? Questi qui sono i nipotini dei partigiani, signori, gli stessi che periodicamente indicono campagne d’odio nei miei riguardi e nei riguardi di tutti coloro che non concordano con loro, e vengono dunque sbrigativamente liquidati come “nazzi-fasci-razzi-legaiol-kkk-satanisti”.

Peccato che io non sia altro che un giovane uomo bergamasco senza alcuna inclinazione violenta e aggressiva, incapace di fare del male a chicchessia, anche perché civile e morigerato. Notoriamente, i violenti sono sempre nelle fazioni dei benpensanti rossi che si credono superiori per aver vinto (?) una guerra mettendosi al soldo degli USA nel ’43, e che dunque in virtù di questo si sentono liberi di tiranneggiare gli altri in ogni modo.

Chi mi ha denunciato sa benissimo che sono innocuo, ma la bava alla bocca della sinistra verso tutto quello che non coincide col suo assolutismo relativista (un ossimoro che rende bene l’idea dei “valori” progressisti) è risaputa, e così i tanto odiati “sbirri” sputacchiati e spernacchiati durante le manifestazioni vengono però invocati quando si tratta di fare un dispetto ai “fascisti”, e si tramutano in eroi.

E così dovrò sottopormi alla rieducazione di stato, e speriamo almeno di poter davvero essere utile alla Comunità.

Lo ripeto: io ho sbagliato, moralmente, ma chi mi ha denunciato senza nemmeno affrontarmi a viso aperto non è certo migliore di me. Poi chiaramente esso fa affidamento su leggi a mio avviso sbagliate perché politicizzate, quindi è lo stato che gli offre il destro per denunciare e spuntarla.

Io ho peraltro sempre esposto il mio pensiero mettendo nome, cognome e faccia, palesando dunque di non aver nulla da nascondere. Chi ti denuncia in massa invece la faccia non ce la mette perché conta sulle leggine liberticide, volte a reprimere il dissenso verso le posizioni mondialiste italiane.

Vi credete tanto superiori ma avete bisogno dei reati ideologici per mettere fuori gioco gli avversari? Vi piace vincere facile insomma.

La Lega, in uno dei rari momenti di lucidità della sua dirigenza, ha raccolto firme per abolire la Mancino e speriamo che possa avere qualche probabilità di andare in porto. Qui, nell’Europa schiavizzata dalla UE, più si va avanti più spuntano come funghi leggi atte a dissuadere il dissenso e il politicamente scorretto: la Mancino, il vilipendio, l’offesa alle cariche istituzionali come fossero intoccabili, il negazionismo, l’omofobia, il sessismo, l’anti-sionismo e via dicendo.

Io credo che uno stato che ha bisogno di inventarsi queste cose sia uno stato fragile e pauroso, incoerente coi suoi dogmi liberali e democratici. Che senso ha perseguitare e reprimere delle semplici idee? Di che avete paura?

Il problema della Repubblica Italiana è che è uno stato senza nazione, in quanto ben poco espressione degli Italiani e dell’Italia etnica. L’Italia è schiava dell’atlantismo e questi sono i risultati: la Mancino è un tributo ai “vincitori” e ai presunti valori occidentali.

Mi auguro che di leggi simili non ve ne siano più bisogno, e che, se da una parte chi manifesta le proprie idee sappia farlo comunque in modo civile e costruttivo, dall’altra possa farlo in santa pace, senza paura di ritrovarsi la DIGOS all’uscio il giorno dopo.

Advertisements

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Notizie, Paolo Sizzi e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...