Sangue, Suolo, Spirito

Tre infuocate iniziali da cui ripartire, tre squarci luminosi nel cielo plumbeo dell’Europa reso gravoso dal moderno inquinamento borghese e conformistico, tre parole d’ordine che risuonano possenti sotto il firmamento dell’identitarismo: Sangue, Suolo, Spirito.

È da qui che dobbiamo riprendere le fila del cammino identitario che attraversa nei secoli l’Europa, per poter avere un futuro nel nome del nostro glorioso passato e vivere degnamente, da Uomini, il nostro presente, che sembra soggiacere alla tirannia della temperie mondialista.

Non dalla destra, dal bigottismo, dalle sacrestie o peggio ancora dalla mentalità feudale del ricco industriale deve ripartire colui che si sente desideroso di intraprendere una vita all’insegna dei valori identitari; deve lasciarsi ispirare dagli eterni valori della Natura, che sono quelli che guidano ogni uomo di buona volontà che voglia rimettere al centro della sua esistenza la salutare concretezza della “Razza”, intesa non come armamentario razzista e suprematista che invalida ogni buon proposito, ma come bussola del nostro cammino, come fusione di ideali nazionali, ambientali, spirituali, che son quelli che forgiano l’identitario coerente col mondo tradizionale della preservazione dell’Europa.

A torto viene inquadrato come razzismo o materialismo, il Sangue, perché ci si dimentica che qui non si parla del mero liquido che scorre nelle nostre vene, ancorché importante, ma dei rimandi genealogici ed etnici che esso assume nell’ottica patriottica. Quando parlo di Sangue parlo dunque della nostra eredità di Stirpe che abbiamo il diritto e il dovere di difendere, essendo non certo un merito ma un dono, inestimabile. Senza di esso, capite bene che essere identitari, oggi, perde completamente di significato. O forse la preservazione etno-razziale ha senso solo parlando di popoli amazzonici?

Il Suolo non si difende adeguatamente con politiche progressiste pseudo-ambientaliste che tralasciano la questione migratoria e demografica. Se non si regolano flussi e popolamento cosa pensate di conservare del nostro habitat? Il nostro Sangue è stato plasmato anche dall’ambiente che ci circonda, dal Suolo natio, ed è dunque irrinunciabile la salvaguardia dell’ambiente combattendo la battaglia identitaria. Pensate a quanto ha contribuito il clima europeo all’ascesa dell’Europa in qualità di faro di Civiltà. A che pro proteggere gli Italiani se non si protegge l’Italia ambientale? Ma anche viceversa, altrimenti l’Italia dovrebbe cambiare nome.

E lo Spirito? Fiumi d’inchiostro dovrebbero versarsi parlando di patriottismo, nazionalismo, identitarismo, tradizionalismo e Spirito. Lo Spirito, anche per chi non ha una particolare sensibilità religiosa o metafisica come il sottoscritto, appare da subito basilare trattando questi argomenti. Esso è la scintilla che dà il La al pensiero e all’azione, costituisce senza dubbio quella miccia intellettuale che sprona alla battaglia, e anche senza particolari credi appare chiaro che esso sia quanto anima la materia, perché lo Spirito dà forma alla nostra Cultura. Non si può certo descrivere con termini scientifici il pensiero, l’ideologia, la Weltanschauung, ma con quella che chiamiamo metafisica o metapolitica.

Eppure non va scisso dal Sangue così come il Sangue non va scisso dallo Spirito. A che giova l’ardore patriottico se non si è Italiani o Europei? E a che giova essere Italiani o Europei se si ha la stessa sensibilità identitaria di un blocco di marmo? Certo, un Europeo può essere rieducato ma un identitario non europeo che però brama esserlo non potrà esserlo mai. Proprio per questo bisogna imparare ad amarsi e accettarsi senza paranoie pseudo-razzistiche, anche per evitare banalizzazioni dell’argomento. Difendiamo tutto quello che fa parte della nostra cultura e del nostro ambiente; e perché mai allora non difendere anche quello da cui questi procedono, ossia il nostro lignaggio?

Sangue, Suolo, Spirito sono una triade fondamentale, e ben venga tutto quello che corrobora la sua preservazione come ad esempio una certa mistica völkisch, logicamente non di stampo abramitico, che partendo dai culti indoeuropei ed europei tradizionali si adoperi per l’esaltazione razionale dell’Europa e degli Europei, senza sciovinismo o suprematismo ma solo in nome dell’amore per le proprie radici, per la Natura e per la Verità.

Nonostante le crociate anti-identitarie che vengono da più parti nessuno mai potrà davvero far credere che quello che rinsangua lo spirito patriottico sia una mera costruzione sociale. Pura cialtroneria pensarlo e diffonderlo, mirata a livellare le differenze per aprire un’autostrada di fronte alla distruzione mondialista, che ci vuole tutti uguali, annichiliti e intontiti per poterci usare come carne da macello da spedire tra le fauci della globalizzazione affaristica, il cui dio è solo il denaro.

State certi che ogni movimento o partito che non pone la triade suddetta nel proprio pensiero si rivelerà essere uno dei tanti inutili manichini di “destra”, utile solo ad inflazionare ulteriormente il dibattito sulle nostre radici e sull’Europa. Dunque utile al nemico.

E chiunque ponga l’accento sui surrogati dell’identitarismo europeo, o peggio voglia spacciare prodotti d’importazione come il giudeo-cristianesimo per genuine “specialità” europee, non è che un cattivo maestro che ancor oggi insiste con falsi idoli per traviare lo Spirito europeo incanalandolo in tunnel senza via d’uscita.

Sangue, Suolo, Spirito la ragion di vita di ogni uomo che vuole ispirare la propria esistenza ai dettami più naturali che la Terra ci abbia impartito, e questo non solo per il nostro bene di popolo, e di individui formanti un popolo, ma anche per il bene del pianeta stesso.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2014/09/sangue-suolo-spirito.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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10 risposte a Sangue, Suolo, Spirito

  1. Amal ha detto:

    Sei nazista, non puoi parlare di suolo di sangue e di spirito. Il mondo è di tutti, siamo tutti creature di Allah e siamo tutti uguali. Un giorno lo capirai e ti convertirai. الله أَكْبَر

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non mancherò.

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    • karl ha detto:

      Scusi, sa, ma dare del nazista a qualcuno a caso non mi sembra indice di maturità, specialmente se la persona chiamata in causa non è nazista e mai si è professato tale. Questo giusto per rimanere oggettivi e con i piedi ben ancorati per terra e senza aprire le solite polemiche stantie e loffie su tale argomento.
      Il mondo è di tutti = il mondo è di nessuno, stessa cosa e in ambedue i casi estremi assurdi e illogici. Ogni popolo ha la sua terra e ogni terra ha il suo popolo.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        I deliri del caro Amal si chiamano mondialismo, e chi si oppone ovviamente diventa “il nazzista”. Certamente è coerente con la sua fede universalista (sebbene l’islam lo sia meno del cristianesimo); il problema è che la sua fede, come le altre monoteistiche, non è in linea con la Ragione.

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  2. Tony ha detto:

    Ti faresti mai fidanzato con una meridionale?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Adesso come adesso no; l’identitarismo etnico passa anche per l’endogamia regionale. C’è però da dire che in Lombardia scarseggiano ragazze identitarie (decenti e con un minimo di cervello) e dunque la cerca è davvero dura. Indi per cui, giusto per evitare ganassate che un domani potrebbero suonare vacue, direi che la cosa più importante è conservare integra la propria eredità razziale europea. Qualora sia poi possibile conservare integra anche la schiatta regionale, tanto di guadagnato. Questo è un discorso comunque da farsi quando si viene a trattare di prole. Purtroppo, o per fortuna, le cose si decidono in due, in una relazione, non è più il mercato delle vacche.

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  3. Anonimo ha detto:

    Se fonderesti un movimento quale nome e simbolo gli daresti?

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  4. Toro italico ha detto:

    Secondo te un ritorno al paganesimo è possibile?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Io mi auguro possa tornare la temperie culturale gentile, da cui tra l’altro è nata la filosofia greco-romana, perché l’essenza spirituale più genuina dell’Europa è quella pagana, non giudeo-cristiana.

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