Oltre le destre, la Nazione

I limiti delle cosiddette destre li conosciamo tutti: Reazione, logica feudale e capitalista, conservatorismo parassitario, confessionalismo e papismo, e aperte simpatie pro America e Israele; se poi si parla di neo-con, ecco il liberalismo in tutte le salse e la deriva finiana di ambiti destrorsi di per sé già compromessi dal politicamente corretto (leggi corrotto) atlantista.

Questi atteggiamenti sono frutto di un’ossessione anticomunista e anti-rivoluzionaria infantile e patetica, che non porta a nulla, e che è tesa solo a conservare integri i privilegi degli intoccabili (tra cui anche gli adorati banchieri e plutocrati vari), contando sul bigottismo di un popolino neoguelfo che confonde la Tradizione con i preti.

Se ci pensate, l’anticomunismo pezzente è quello in stile Arcore, una continua ossessione propagandistica verso i rossi con lo scopo di spostare l’attenzione dal marcio berlusconiano e capitalista verso un inesistente fronte comunista che avverserebbe il nostro vita natural durante; peccato che di comunisti non se ne vedano, ma solo sinistraglia innamorata degli USA, tromboni salottieri, teppisti da centro sociale e casi umani patiti di società multirazziale (a spese proprio del popolo però, guarda caso).

Tutto questo fa comprendere che insistere ancor oggi con le viete etichette del sistema, destra-centro-sinistra, è del tutto inutile e deleterio e conviene invece puntare su quel trasversalismo identitario che passa per l’asse fondamentale costituito dal trinomio Sangue-Suolo-Spirito.

Se tu non poni ciò al di sopra di ogni logica economica e ideologica, quel che difendi è solo fuffa, della peggior specie se poi mascherata da anti-sinistra piddina; SSS sono Natura al netto di ogni strumentalizzazione sterilmente politica, e la Natura, cari miei, di politicamente corretto non ne conosce punto.

Tutte le manfrine terzomondiste, progressiste, buoniste, perbeniste, egualitariste, sono solo una degenerazione del concetto di socialismo, che confonde la Comunità con l’ecumene e che poi, per carità, anche da non degenerato, non pone mai abbastanza l’enfasi sulla questione nazionale, a meno che si tratti logicamente di socialismo nazionale.

Socialismo, nazionalismo, comunitarismo sono la via da seguire per conciliare le istanze del vero progresso popolare con quelle nazionali, che comunque combaciano alla perfezione: il nerbo di una Nazione è il suo popolo, un esercito in fieri, non le caste, le minoranze di potere, i ricchi che spesso e volentieri lo barattano con soldi e potere fregandosene altamente della Nazione.

Questo ovviamente non significa pedissequa democrazia che scolora in oclocrazia, ma anzi, una maggior responsabilizzazione governativa che sappia sviluppare un’aristocrazia, una classe dei migliori etimologicamente parlando, preposta al governo e all’amministrazione del Paese; ma un’aristocrazia aperta a chiunque sia Italiano, non a chi abbia pingui conti in banca. Quella è plutocrazia, e dunque capitalismo, consumismo, edonismo.

Sappiamo bene che sbrigativamente si tende ad etichettare l’identitarismo e il tradizionalismo come fenomeni di destra, ma questa tendenza è assai pericolosa, proprio per i motivi suesposti. Pertanto io eviterei di tirare in ballo nomenclature giacobine che non fanno altro che banalizzare concetti sacrosanti inscrivendoli nel marasma destrorso che va dalla Thatcher a Magdi Allam. E proprio la presenza in questo contesto di personaggi siffatti fa capire quanto sia urgente abbandonare l’etichetta “destra” per parlare invece solo di Sangue, di Suolo e di Spirito, conciliandovi poi gli aspetti sociali ed economici, sì importanti ma secondari rispetto alla fondamentale salvaguardia etno-razziale d’Italia e d’Europa.

Non possiamo prescindere dall’aspetto etnico se ci diciamo identitari, altrimenti si finisce tra le braccia degli Stati Uniti.

Pensate ad Israele e allo scempio che quotidianamente perpetra nei confronti degli autoctoni arabi perseguitati e dispersi. Israele è uno stato etno-nazionalista, quello che ogni stato europeo dovrebbe essere, però lo vedete da voi: loro possono, noi no. Noi saremmo beceri razzisti, nazisti, fascisti, suprematisti nemici dell’umanità, loro invece ne hanno il diritto, il dovere e la necessità. E non sono nemmeno padroni di quelle terre, rendiamoci conto dell’assurdo. E tutto questo perché? Perché loro sono i “poveri Ebrei” cui tutto è concesso, che con l’alibi della cosiddetta Shoah si permettono ogni crimine senza rischiare di finire all’Aia (un loro strumento dopotutto) e perché ovviamente dietro Israele si celano gli USA e le influentissime ong ebraiche americane che pilotano la politica estera yankee.

Capito? Noi siamo padroni di casa nostra ma non possiamo nemmeno permetterci di rimpatriare qualche allogeno senza passare puntualmente per razzisti; gli Israeliani invece non sono padroni della Palestina ma si permettono strumenti da “unica democrazia del Medioriente” che vanno dal segregazionismo razziale in casa d’altri alle invasioni militari con uso indiscriminato della forza (e contro chi? Nessun esercito presidia la Palestina in sua difesa), dalla discriminazione di Ebrei stessi (sefarditi e indigeni mediorientali, i cosiddetti Mizrahi) alle leggi endogamiche che mirano all’eugenetica nei confronti di coloro che usano come carne da macello nelle guerre (gli etiopici Falascia). Questi qua signori ci prendono per i fondelli mentre massacrano inermi Palestinesi.

Israele è il paradosso dell’entità occupante territori stranieri che segue logiche – esasperate – ma etno-nazionaliste. Ma noi? Come vedete non siamo nemmeno padroni di regolare i fenomeni immigratori, perché servi di enti sovranazionali e di ipocrita umanitarismo xenofilo spalleggiato anche da corpi estranei millenari come il papato.

Ma quindi che fare? Cominciare a sbarazzarsi delle destre reazionarie per puntare tutto sull’identitarismo genuino è il primo passo, lavorando per una società rigenerata da una cultura etnica volta all’orgoglio patriottico senza inflazioni ideologiche e politiche, che ormai da troppo, troppo tempo contribuiscono a sostituire con camerieri quegli uomini scomodi che sono il seme di una rinascita patriottica del nostro Paese.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2014/08/oltre-le-destre-la-nazione.html

Advertisements

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Etnonazionalismo, Il Soledì e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Oltre le destre, la Nazione

  1. Marco ha detto:

    Il problema di questo articolo è che vengono usate due misure per lo stesso peso. Se all’inizio dici che dovremmo reintrodurre leggi per impedire l’immigrazione e riscoprire le nostre radici culturali perché poi critichi Israele? Dovresti invece esaltarlo come esempio di nazione non degenerata. Poi scadi nelle teorie del complotto giudaico dicendo che gli ebrei non sono padroni delle terre che occupano, quando lo sanno tutti che gli ebrei furono cacciati dai romani dopo la completa distruzione del tempio.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Israele occupa senza alcun diritto quelle terre; l’entità sionista dovrebbe essere inglobata da quella palestinese, a sua volta parte della Grande Siria. Il grosso degli attuali Ebrei è rimescolato con vari elementi e non si può certo dire nativo della Palestina, sebbene le sue radici siano lì. Per me gli Ebrei laggiù ci possono stare, a patto che non abbiano uno stato sovrano. Non sono identitari nella maniera più assoluta perché dietro di loro ci sono ong ebraiche e Usa, con i loro sporchi interessi imperialisti che spalleggiano Israele proprio per tenere sotto controllo l’area. Gli indigeni sono finiti dispersi e confinati nei campi profughi, discriminati, segregati, massacrati, ammassati in strisce di terra con densità demografica mostruosa. Non puoi certo tornare dopo 2000 anni in un territorio e pretendere di essere il suo padrone. Ti devi adattare e comportare da ospite. L’identitario che esalto è il padrone di casa propria; gli Israeliani, con tutti i loro estremismi, sono fuori luogo e suonano beffardi a noi Europei, sempre più ridotti ad una condizione pari a quella palestinese (seppur satolli, ricchi e benestanti), da un punto di vista auto-affermativo. Stiamo facendo la fine dei Nativi americani, e nemmeno senza combattere.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...