Etnia e Nazione

Gli attuali organi di divulgazione ed informazione vogliono far passare l’etnia per la razza, con lo scopo di confondere le acque e seminare scompiglio semantico tra i termini in questione (una tendenza che sembra ormai sport occidentale).
Peccato che “razza” sia permeato di valenze biologiche, mentre “etnia” sia un concetto eminentemente culturale. Più nello specifico, la razza è una suddivisione della tassonomia umana che viene subito dopo il genere e la specie (e anche qui, la confusione tra specie e razza per alimentare ignoranza e abbattere l’identità dei popoli è all’ordine del giorno da decenni) e che precede la sub-razza, una ulteriore suddivisione che riguarda il campo antropologico e biologico, appunto.
L’etnia invece è una questione culturale, linguistica, religiosa: non sono mere differenze etniche quelle tra gli Europei e i Sub-Sahariani, per dire, ma innanzitutto razziali (il che non vuol dire che uno dei due popoli sia superiore all’altro, ma sapete come va oggigiorno, parlando di razza, quindi bisogna specificarlo): gli Europei sono caucasoidi, o più approssimativamente Bianchi, mentre i Sub-Sahariani sono negroidi, o Negri. Ci sono differenze in termini antropometrici, craniometrici, antroposcopici, genetici (razziali) e poi naturalmente ci sono quelle culturali, che però passano in secondo piano da un punto di vista scientifico e tassonomico. D’altra parte è la razza nelle sue concrete manifestazioni geografiche a produrre la cultura: dall’incontro tra Sangue e Suolo nasce lo Spirito.
Le differenze razziali (o meglio sub-razziali) ci sono anche tra Europei, basti pensare alla classica suddivisione in Mediterranei, Alpini, Dinarici, Baltici, Falici/Cromagnoidi, Nordici ma è palese che gli Europei (e questo anche geneticamente) siano più omogenei rispetto alle altre genti.
E poi, tra Europei, ci sono le differenze etniche e culturali, e queste differenze ci sono anche tra gli Italiani.
L’Italia non è un blocco monolitico, è una nazione grande e variegata (relativamente) dislocata su di un territorio geografico che va dalle Alpi a Malta e da Nizza alla Dalmazia. Naturalmente gli Italiani sono caucasoidi con un comune substrato mediterraneo (Neolitico), ma la romanizzazione prima e l’unitarietà statuale poi, non hanno cancellato quelle peculiarità che contraddistinguono territori macroregionali e che rappresentano la stessa ricchezza di essere Italiani. “Multietnico” suona male perché nell’accezione comune indica “multirazziale” però in un certo senso l’Italia è “multietnica” di suo, da un mero punto di vista culturale; lo stato italiano però deve racchiudere tutte quelle popolazioni che nonostante le differenze sono comunque italiane per la romanità, la latinità, ancor prima l’italicità, la lingua italiana, la cultura comune italiana (tra cui purtroppo anche il cattolicesimo), la storia recente frutto di comuni sforzi unitari.
Intendiamoci: etnicamente gli Italiani esistono, perché tra un Lombardo e un Toscano c’è meno differenza che tra uno di questi e un Tedesco, e non solo geneticamente, anche culturalmente; diciamo però che “etnia” inevitabilmente assume anche, per un etno-nazionalista, una connotazione di Sangue, altrimenti si arriverebbe alla patetica farsa dei nuovi “italiani” che piacciono tanto a Fini e Napolitano.
Essere italiano per questi signori significa solo nascere in Italia, parlare (più o meno) italiano, sventolare un tricolore e abbuffarsi di pizza vestendo azzurro, mentre noi sappiamo bene che essere Italiani implichi anche e soprattutto un dato sub-razziale, o micro-razziale, che caratterizza gli Italiani nel panorama caucasoide ed europeo. Lo ius soli è un’aberrazione pari al motto venetista “Veneto è chi il veneto fa”, e nasce dall’equivoco che l’equazione progressismo = progresso ingenera.
La “multi-etnicità” che preferisco è quella italiana, consolidata da secoli, che consiste in un Nord-Ovest celto-ligure, un Nord-Est reto-venetico, un Centro italico-etrusco, un Sud italico-greco, una Sicilia eterogenea ma di quell’eterogeneo positivo mirabilmente sintetizzato da Federico II, e una Sardegna arcaica che è la regione più “pura” d’Italia. Ma tutto questo territorio è tenuto naturalmente insieme dal collante nazionale che tutti ci invidiano e che fa dell’Italia una Nazione: la romanità. Anzi, la Romanità, con la r maiuscola, perché mezza Europa è stata romana ma solo l’Italia è stata la nazione dei Romani, l’organismo italico eretto dalle aquile legionarie e dai Cesari.
La frammentazione post-imperiale e i fenomeni di substrato preromano non cambiano questa millenaria verità, che siamo cioè una Nazione, sebbene eterogenea, e anzi la corroborano se allo stato che la rappresenta si dà finalmente un ordinamento etno-federale e regionale, dove un patto italico comune sancisca la perenne alleanza etnica e nazionale tra le genti della Penisola.
Certa retorica (è vero, dobbiamo ammetterlo) patriottarda di stampo risorgimentale o fascista ha storpiato spesso il sentimento patriottico perché incurante delle differenze regionali, e questo ha fatto arenare nel degrado e nel malgoverno il sistema-Italia; l’esaltazione invece degli aspetti peculiari regionali, sempre però nel solco della romanità, garantiscono coesione, sintonia, collaborazione e patriottismo non più di cartapesta ma di Sangue, di Suolo, di Spirito, imperniato cioè su valori etici eterni che non tramontano mai, se inquadrati nella giusta logica politica che né distrugga la diversità per fare un pastone, né porti ad un autonomismo acefalo che conduce al caos, all’egoismo e all’anti-italianismo.
Siamo Italiani e dobbiamo essere fieri di esserlo, perché non siamo secondi a nessuno e perché anzi se oggi si può parlare di Europa (di Europa, non di Ue) anche come grande famiglia che condivide i medesimi valori morali e culturali lo dobbiamo pure ai nostri Padri romani, interpreti occidentali della grecità.
Siamo Lombardi, Veneti, Toscani, Laziali, Pugliesi, Calabresi, Sardi e Siciliani ma siamo anche Italiani, ad integrazione e coronamento del salutare discorso identitario ed etno-razziale.
Ave Italia!
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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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