Presentazione

Paolo Sizzi

Paolo Sizzi

Rieccoci alfine, dopo un periodo (forzato) di sosta e di necessaria riorganizzazione.

Qualcuno sicuramente si ricorderà di me e dei miei blog (assieme al canale di YouTube aperto a suo tempo per propaganda lombardista), blog che seppur, spero, interessanti da un punto di vista culturale sono passati agli onori delle cronache per altri motivi.

Sì, lo ammetto, ho esagerato decisamente partendo per la tangente dell’intransigenza becera, e ora voglio rimediare contestualizzando il discorso etno-identitario in un più consono alveo di serietà, pacatezza e razionalità, nel pieno rispetto di tutti. E questo anche per rendere un servizio intelligente alla causa patriottica, che non ha bisogno di ultrà da stadio o di tastieristi biliosi, ma di persone equilibrate e ragionevoli.

La novità non sarà solo nei toni ma anche nei contenuti; negli ultimi mesi, come si evince dalle pagine pubblicate, ho maturato una posizione diciamo pure più adulta della visione identitaria d’Italia, e ho visto bene di integrare il discorso lombardista con quello nazionalista italiano.

Da tempo meditavo una svolta perché il micro-identitarismo diventa un ghetto alla lunga e un angusto ricettacolo di particolarismi che tornano utili solo per un robusto comunitarismo a stretto contatto con la Natura. L’identitarismo lombardo razionale ha invece bisogno di allargare le vedute all’ambito italiano, nazionale, ovviamente proponendo una visione etno-federalista, proprio per valorizzare le ricchezze regionali senza disperderle nell’asfittico unionismo risorgimental-fascista, decisamente obsoleto e controproducente.

Non ha senso buttare nel gabinetto l’Italia, perché equivarrebbe a buttare nel gabinetto buona parte dell’Identità anche lombarda; prima ero solito ingigantire le influenze esterne (celtiche e germaniche) per sminuire quelle interne italo-romane, risultando più folcloristico che altro, mentre ora sento il bisogno di recuperare l’Italia e l’italianità facendo di Roma il perno centrale che accomuna, pur nella diversità, le varie genti italiane.

L’Italia non è un’opinione, esiste da millenni.

Del resto, con un cognome di probabile origine fiorentina come il mio (una cosa che mi ha sempre inorgoglito devo dire perché anche Dante parla dei Sizzi come una delle prime famiglie di Firenze), è abbastanza sterile pigiare sull’acceleratore del celto-germanismo, che non solo è comunque marginale nel Nord Italia ma è anche iniquo nei confronti dell’eredità ligure, alpina, etrusca, mediterranea e ovviamente italo-romana, appartenente ad una buona fetta d’Italia e anche alla Lombardia.

Naturalmente non rinnego il prima, se non le esagerazioni, le piazzate, le pittoresche esternazioni video, anzi, lo inquadro sotto una nuova luce, che gli conferisce indubbiamente più forza e serietà dal momento che la Lombardia è il capo geografico d’Italia e la terra centrale, del Settentrione, che dal crollo di Roma in poi è stata l’anello di congiunzione tra il mondo continentale europeo e quello mediterraneo.

Caspita, le glorie romane e italiche spettano anche a noi Lombardi, o vogliamo rinunciarne per seguitare ad alimentare fole secessioniste nate con la Lega ma che ormai nemmeno la stessa Lega difende più? Guardate che il virtuale, in cui trovano spazio ogni genere di idee, è una cosa, mentre la vita reale è un po’ diversa.

Dicendo questo non voglio dire che ho calato le braghe di fronte allo stato italiano, anzi! Lo stato italiano e l’Italia continuano ad essere due cose diversissime, perché il primo opprime la seconda raffigurandola come un elefantiaco moloc fatto di tasse, disservizi, mondialismo, immigrazionismo e atlantismo e allo stato attuale delle cose non è certo un grande amico della genuina Identità italiana. Voglio invece dire che inserendo la Lombardia in un contesto italiano etno-federale si guadagna in serietà e razionalità, nonché in logica stando alla storia della stessa Lombardia, liberandosi da quel localismo ottuso e bigotto che vede solo quel che vuole vedere e che, sostanzialmente per questioni pecuniarie, associa l’Italia al male assoluto.

Sono certo che riformando lo stato italiano in senso federale, buona parte dei problemi strumentalizzati dai secessionisti sparirebbero, e questi vedrebbero mancarsi la terra da sotto i piedi perché non sanno far altro che parlare di tasse, di crisi, di malversazioni, di soprusi statali che per carità conosciamo tutti ma che si risolvono senza bisogno di fare il gioco di chi vorrebbe un’Italia in frantumi per meglio imporre i veleni globalisti. Il divide et impera plutocratico di chi vorrebbe il Nord sgabello dei Tedeschi e il Sud rimorchiato dalla Grecia alla deriva nel Mediterraneo orientale. E un Centro magari riassorbito dal papa.

Pensate appunto a questo, cari localisti: chi è da sempre il peggior nemico dell’unità nazionale (che oggi s’è addolcito con le nostre ricche prebende?) se non il vescovo di Roma? Se avete simpatie pagane dovreste capirlo ancor meglio.

In virtù dunque di questa mia maturazione, il blog (denominato col mio cognome, un cognome che appunto pare raro e connesso alla Toscana, a Firenze nello specifico) manterrà il suo carattere culturale locale e regionale ma arricchito dalla visione etno-nazionale ed europea/eurasiatica, con particolare attenzione al mondo indoeuropeo, vertendo anche ovviamente sulla politica, la metapolitica, l’attualità, e il contesto antropologico legato allo studio delle nostre origini.

Bergamo, Insubria/Lombardia, Italia, Europa, Indoeuropei. Queste le coordinate identitarie dei miei interessi.

Nella speranza di appassionarvi e coinvolgervi, senza annoiarvi o appesantirvi, vi auguro una buona lettura e una proficua discussione, qualora vogliate partecipare al dibattito commentando. E vi invito sin da ora a farlo.

Ave Italia!

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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2 risposte a Presentazione

  1. Anonimo ha detto:

    Adoro il tuo linguaggio forbito e il modo in cui esprimi i concetti. A mio avviso, le persone intelligenti sono quelle che non hanno paura di mettersi continuamente in discussione, rivedere le proprie posizioni e, se occorre, scusarsi. Tu ti sei rivelato una di queste persone e io stessa mi sono dovuta ricredere: non sei così ottuso e mentalmente confinato come pensavo. Un giorno, magari, avremo un confronto costruttivo davanti a una birra. Un abbraccio, Daniela

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Diciamo che per come mi esprimevo prima (e come potevo dare ad intendere tramite interviste faziose) questa idea potevo comunicarla. In realtà, nella vita reale, sono abbastanza tranquillo, cordiale, ironico e sempre pronto a confrontarmi, anche con persone culturalmente agli antipodi.
      A buon rendere per l’apprezzamento.

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