Sì, ma ho anche dei difetti

“Il Sizzi è razzista, nazifascista, omofobo, maschilista, antisemita, becero, retrivo, rozzo, antidemocratico, folle”. Calma signori, calma: ho anche i miei bravi difetti

Stato ironico, ovviamente, ma che vuole ridicolizzare chi si diverte ad appiccicare addosso agli altri (al sottoscritto, in questo caso) delle etichette come a volerlo ghettizzare, credendosi perfetto, immacolato, giusto. Si tratta della tendenza degli antifascisti a voler liquidare chi non la pensa uguale a loro, come se essi fossero moralmente superiori, e tutti gli altri, invece, dei fascisti da vilipendere e appendere in una diuturna Piazzale Loreto. Costoro si credono dalla parte della ragione, ma non sono altro che dei poveri burattini manovrati dall’alta finanza, che è quella che comanda l’antifascismo e lo usa come rullo compressore per omologare tutto e tutti al volere distruttore del grande capitale. La teppa antifascista prende di mira soggetti liberi perché, uscendo dal coro di pecoroni irregimentati, le ricordano quanto sia composta da servitori sciocchi del padrone, da gente che non mette minimamente in discussione il potere dei pescecani, perché troppo presa a stigmatizzare il “fascista” di turno, nonostante sia un individuo normale, pacifico e civile quanto può esserlo il sottoscritto (che, di sicuro, è molto più civile delle cosiddette “zecche”). Rientrare nelle categorie detestate dagli antifa è comunque un onore e un piacere, perché significa che non la si pensa come loro e che, dunque, non si è delle amebe senza spina dorsale, questo nonostante siano categorie ridicole, inconsistenti e, appunto, tese alla demonizzazione dell’avversario; ricordiamoci, tra l’altro, che i primi intolleranti sono proprio lorsignori…

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Europei ed Europidi, contro l’incubo occidentale

Europei sempre, occidentali mai!

La nostra identità è quella di popoli europidi, caucasoidi europei, di Europei indigeni, ed è un’identità fatta di sangue, suolo, spirito. Si contrappone alla finta identità del moderno Occidente, che non è altro che un incubo generato dall’America e dal suo imperialismo, un incubo che ingloba anche l’Europa, riducendola allo statuto di colonia degli Usa, succursale del loro unipolarismo (vedi Unione Europea). Essere occidentali significa, molto banalmente, aderire agli stili di vita imposti dall’Occidente a trazione americana, o al più baloccarsi con le fantomatiche radici giudeo-cristiane dell’Europa. Per l’appunto è un’identità artificiale, che acquisisce oggi un’accezione decisamente negativa: l’Occidente è un insieme di disvalori anti-identitari e anti-tradizionali, basato sul capitalismo e sul variopinto mondo della degenerazione morale che trova il suo coronamento nei tristissimi baracconi arcobaleno dei gay pride e del post-femminismo. Occorre opporsi a questo concetto di “identità” liberale e democratica riscoprendo le nostre vere radici, che sono quelle indoeuropee, e abbracciando la buona battaglia dell’etnonazionalismo völkisch, unico vero nemico del mondialismo e di tutti i suoi tentacoli.

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I nostri peggiori nemici? Noi stessi

Una società si lascia conquistare dall’esterno solo se è marcia e corrotta al suo interno

Non ha senso demonizzare l’immigrazione se la società è corrotta per colpa nostra. Gli immigrati non si teletrasportano, c’è qualcuno che li istiga a migrare, che li accoglie, li integra e gli consegna dunque le chiavi di casa nostra. Se ci lasciamo conquistare da costoro è perché noi per primi abbiamo le nostre brave colpe, e prestiamo il fianco al fenomeno migratorio; se fossimo una comunità sana, forte, coesa e unita non vi sarebbe spazio alcuno per soggetti estranei, ma così non è, e prima dell’allogeno, a banchettare sulle nostre schiene ci pensano gli enti parassitari che lo attirano e che, anzitutto, hanno corrotto la nostra società. Pensiamo alla disastrosa opera della Chiesa postconciliare, dei vari governi mondialisti susseguitisi nella storia postbellica d’Europa, delle lobby intoccabili e dei pescecani, tutta gente che non ha a cuore il destino di una comunità etno-razziale, visto che è colei che la affossa. Gli immigrati sono solo delle pedine manovrate dai potenti, gettate nelle guerre tra poveri combattute, rigorosamente, in casa nostra, ma chi ci rimette, alla fine dei conti, siamo noialtri. L’immigrazione va contrastata, ma prima ancora va contrastata la degenerazione di una società europea occidentale allo sbando che, del resto, è la cagione della situazione migratoria.

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Fatevela questa domanda, ogni tanto

Se vuoi sapere chi comanda chiediti chi non puoi criticare

Questa, naturalmente, non è mia ma la sposo appieno: se vuoi conoscere chi detiene realmente il potere devi domandarti chi non ti è dato criticare. E credo che in molti penseremmo la stessa cosa, facendoci questa cruciale domanda… Ci sono categorie di persone davvero intoccabili, a cui gli stati dedicano tanto di leggi speciali per stroncare sul nascere il dissenso nei loro riguardi, cosicché chi esce dal seminato finisce in tribunale, o pure in galera. E per cosa? Idee, opinioni. Penso si capisca di cosa si stia parlando, e sono soprattutto gli identitari a comprenderlo, essendoci, in taluni casi, passati direttamente. Non siamo affatto liberi, nemmeno di esprimerci, e vi sono, per l’appunto, determinate categorie di individui che non possono minimamente essere attaccate; e non si possono attaccare, proprio perché detengono le leve del potere, hanno le mani in pasta ovunque, esercitano una potentissima influenza in svariati ambienti politici, culturali, sociali e soprattutto in ambito economico. Al povero cristo qualsiasi è vietato svegliarsi e alzare la testa, al massimo gli è consentito parlare di pallone, di spettacoli televisivi e di altre innocue futilità.

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Non mi sembra di chiedere troppo…

Corsica, Nizzardo, Montecarlo, Monginevro, Valle Stretta, Moncenisio, Sempione (Gondo e Briga), Ticino, Mesolcina, Val Bregaglia, Bivio, Val Poschiavo, Val Monastero, bacino dell’Isonzo, Goriziano, Litorale, Carso, Carniola interna occidentale, Istria, Fiume, Quarnaro, Pelagosa, San Marino, Vaticano, isole maltesi.

Tutti questi territori fanno parte, storicamente, geograficamente e culturalmente, dell’Italia, e all’Italia dovrebbero tornare. Oggi sono ostaggio di altre nazioni, quali Francia, Confederazione Elvetica, Slovenia, Croazia, oppure sono piccole (o piccolissime) realtà indipendenti, ma la loro natura è italica, sono parte integrante della nostra grande civiltà italo-romana. Ce ne sarebbero anche altri di territori storicamente legati all’Italia, oggi fuor d’Italia, ma non rientrano nel nostro spazio geografico (o culturale), pertanto sarebbe una sorta di colonialismo-imperialismo reclamarli; soffermiamoci, dunque, sui veri territori irredenti, che sono quelli citati sopra, e meditiamo su di una loro seria rivendicazione. Si parla tanto di sovranità e sovranismo, ma ci si dimentica di come queste realtà siano orfane dell’Italia, vergognosamente, di come iniqui trattati di “pace” le abbiano affidate ad altri, con sprezzo per la storia, la cultura e pure la geografia! L’Italia è creditrice, e anche se Val d’Aosta e Alto Adige presentano chiari legami con il mondo transalpino rientrano nel nostro sacro spazio geografico cisalpino, perciò non è una bestemmia che vi sventoli il Tricolore. La bestemmia, casomai, è la mancanza in Italia di una seria struttura etnofederale, che riguardi i grandi areali etno-culturali (6) e liquidi, una volta per tutte, la statolatria finto-sovranista che è, a tutti gli effetti, pegno della cattività italiana sotto la Nato.

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Terzo mondo e controllo delle nascite

+ pillole e goldoni – bibbie e corani. Vogliamo il bene del terzo mondo? Cominciamo a controllarne le nascite

La vera emergenza del terzo mondo è costituita dalla bomba demografica, che è quella che alimenta i costanti flussi migratori verso l’Europa. Finché non si risolverà questo problema, nemmeno si risolverà la questione migratoria. A fronte di un’Europa sempre più sterile, vecchia e in declino (soprattutto l’Italia) abbiamo un terzo mondo che continua a sfornare bambini che, se non muoiono, saranno destinati ad emigrare, magari perendo nel Mediterraneo. Un ruolo non indifferente è svolto da preti e missionari, che con le loro favole bibliche e coraniche promuovono una riproduzione incontrollata degli individui, facendo pagare ad altri le conseguenze. Serve controllo delle nascite nel terzo mondo, il che arginerebbe una serie di svariati problemi e porrebbe un serio freno al fenomeno migratorio, che ovviamente ricade su noialtri. La situazione è inaccettabile, e ogni mezzo lecito deve essere impiegato per cercare di risolvere la spinosa questione: contraccezione e aborto andrebbero utilizzati in maniera massiccia, mentre in Europa andrebbe, invece, promossa una riscossa demografica, vista la crisi di nascite che flagella il nostro continente. Tutto questo raggiungendo un giusto equilibrio, perché la sovrappopolazione comporta, tra le altre cose, seri problemi ambientali.

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Immigrazione e paragoni azzardati

“Anche gli Italiani sono emigrati”. Sicuro, e soprattutto avevano stuoli di Saviano e Gad Lerner pronti ad accoglierli, coccolarli e proteggerli in guanti bianchi.

Anche gli Italiani sono emigrati, sono stati emigranti, e chi lo nega? Da Nord a Sud milioni di individui si sono spostati dall’Italia verso l’estero (oppure nelle migrazioni interne), sono stati costretti ad emigrare e trapiantarsi altrove, e questo ha comportato numerosi svantaggi, problematiche, drammi. Oggi questa situazione viene vissuta dai migranti provenienti dal terzo mondo, ma non può essere paragonata in tutto e per tutto al fenomeno migratorio nostrano: gli Italiani si spostavano per lavoro (sovente stagionale), per necessità, e non potevano sicuramente contare sull’accoglienza, la protezione, il riguardo e, diciamolo pure, i vizi di cui invece godono gli allogeni. Per non parlare dell’opinione pubblica e dei sommi sacerdoti del progressismo, che oggi si schierano dalla parte dei migranti, ma che latitavano nel periodo degli esodi italici. E che dire dell’accoglienza riservata a quegli Italiani emigrati, rispetto a quella pro alloctoni? Gli Italiani venivano denigrati, insultati, maltrattati, a volte persino perseguitati e ammazzati, cose che non accadono minimamente ai migranti tanto amati da papa Bergoglio. Meno ipocrisia e paragoni azzardati, dunque, ed evitiamo di giustificare i flussi migratori alieni verso l’Italia con la storia migratoria euro-occidentale degli Italiani.

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